2ª Brigata mobile carabinieri

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2ª Brigata mobile carabinieri
Seconda Brigata Mobile - Carabinieri.jpg
Descrizione generale
Attiva21 febbraio 2001 - oggi
NazioneItalia Italia
ServizioCoat of arms of the Carabinieri.svg Arma dei Carabinieri
TipoUnita mobile preposta ad operazioni militari speciali
RuoloPolizia militare
Paracadutisti
Operazioni speciali
Antiterrorismo
DimensioneBrigata
ColoriVerde e blu
Battaglie/guerreGuerra in Afghanistan
Operazioni Antiterrorismo
Sito internetSito Carabinieri.it
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandante in capoGen. B. Stefano Iasson
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La 2ª Brigata mobile carabinieri[1] è una unità militare dell'Arma dei carabinieri, dipendente dalla Divisione unità mobili carabinieri, con propensione all'impiego estero, secondo le direttive del ministero della difesa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È stata costituita nel 2001, dopo che l'Arma, con l'emanazione del D. Lgs. 5 ottobre 2000, n. 297, era stata elevata al rango di forza armata consentendo la partecipazione alle missioni militari italiane all'estero, non più esclusivamente con funzioni di polizia militare. Nella brigata furono integrati i reparti per l'impiego all'estero. Le prime unità furono il 15 settembre 2001 i neocostituiti 7º e 13º Reggimento. Quindi vi fu il 1º Reggimento paracadutisti "Tuscania" che nel 2002 lasciò la brigata "Folgore" dell'esercito.

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

La brigata ha la responsabilità di:

  • organizzare la partecipazione e la condotta alle missioni militari all'estero per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza nei teatri nei quali il reparto è chiamato ad intervenire;
  • provvedere alla ricostruzione ed al ripristino dei corpi di polizia locali nelle aree teatro di operazioni delle Forze armate italiane con attività di addestramento, consulenza, assistenza e osservazione secondo quanto promosso dalla comunità internazionale o in base ad accordi internazionali;
  • assicura le funzioni di polizia militare presso le grandi unità multinazionali.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso le unità dipendenti, costituisce l'asse portante delle Multinational Specialized Unit (MSU), reggimenti costituiti per le missioni militari delle forze armate italiane all'estero.

La brigata ha la capacità di schierare due/tre unità MSU a livello di reggimento o, in alternativa, due battaglioni di polizia militare ed un gruppo tattico di paracadutisti.[2]

Comandanti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 16 luglio 2019 il Comandante è il generale di brigata Stefano Iasson.

  • generale di brigata Leonardo Leso (2001-2005)
  • generale di brigata Silvio Ghiselli (2005-2011)
  • generale di brigata Sebastiano Comitini (2011-2017)[3]
  • generale di brigata Antonio Jannece (2017-2019)
  • generale di brigata Stefano Iasson (dal 2019)

Attività in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Personale della brigata è stato impiegato nelle Compagnie di contenimento e intervento risolutivo, (CCIR), durante la riunione del G8, a Genova, da giovedì 19 luglio a domenica 22 luglio 2001, per contrastare il disordine durante i fatti del G8 di Genova.

Attività all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso unità dipendenti, forma il fulcro delle Multinational Specialized Unit che opera in Iraq. Attualmente (2001-2012), partecipa con proprio personale all'operazione Enduring Freedom condotta dalla forza di pace internazionale in Afghanistan.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ carabinieri.it, 2ª Brigata mobile carabinieri, su carabinieri.it. URL consultato il 4 settembre 2012.
  2. ^ Alessandra Poggi, LA SECONDA BRIGATA MOBILE DELL’ARMA DEI CARABINIERI (PDF) [collegamento interrotto], su cesi-italia.org, Centro Studi Internazionali - Ce.S.I., marzo 2009. URL consultato il 4 settembre 2012.
  3. ^ difesa.it, Comandante III Settore - Arma dei carabinieri, su difesa.it. URL consultato il 4 settembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]