'Ndrina La Maggiore

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« Si dovrebbe incominciare a discernere il male dal bene. Ognuno vorrebbe stare tranquillo ma purtroppo succedono cose. »

(Francesco Nirta, boss della cosca "Scalzone")
La Maggiore, Famiglia Nirta
Nomi alternativiScalzone
Area di origineSan Luca Calabria
Aree di influenzaSan Luca, Locride, Calabria, Nord Italia, Estero
Periodoseconda metà dell'Ottocento - in attività
BossAntonio Nirta, Giuseppe Nirta.
AlleatiPelle (Vottari)
Giorgi
Romeo
Attivitàtraffico di droga
riciclaggio di denaro
estorsione
usura
appalto pubblico
infiltrazioni nella Pubblica Amministrazione

La Maggiore o Scalzone[1] si distingue dai Nirta-Strangio di San Luca, alleati dei Giorgi. Storicamente, è formata dai fratelli Giuseppe, Antonio, Francesco, Sebastiano e Domenico Nirta. Sono alleati dei Codispoti (con cui hanno dei legami parentali), dei Vottari, detti Frunzu e cioè i Pelle, dei Giorgi e dei Romeo.

Attivi sin dalla fine dell'Ottocento, costituiscono, probabilmente, la 'Ndrina più influente di tutti i tempi. Moltissimi sono infatti i libri che richiamano quest'ipotesi, grazie anche alle varie e vaste indagini giudiziarie. Infatti il locale dei Nirta La Maggiore è menzionato come il "mammasantissima" di tutti i locali della ndrangheta calabrese.

Al nord si trovano in Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. Sono attivi nel narcotraffico come testimoniano i contatti con dei turchi per l'importazione di eroina in Europa e della cocaina presa nei Paesi Bassi e portata in Germania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1800[modifica | modifica wikitesto]

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta con l'operazione Aspromonte vengono indagati vari esponenti delle cosche della Locride fra cui quelli dei Nirta "Scalzone" e Giuseppe Nirta il capobastone. Dal 1995 con l'omicidio a Bianco di Giuseppe Nirta, paciere della faida di San Luca fra i Nirta e gli Strangio, i Romeo con a capo Sebastiano Romeo detto U Staccu, i Pelle del boss 'ntoni Gambazza, I Vottari detti Frunzu e i Giampaolo dei Russelli prendono le distanze dall'omicidio. Invece si alleano con i Scalzone gli Strangio detti janchi e quelli detti Barbari, i Giorgi detti Boviciano, e i Nirta Versu. Rimangono invariate le alleanze con i Giorgi detti Ciceri e i Codispoti legati dai legami parentali.

I Nirta e la strage di Capaci[modifica | modifica wikitesto]

Particolare importante, rivelato dal pentito di Cosa Nostra Vincenzo Calcara, è il fatto che per la Strage di Capaci, in cui rimase vittima il giudice Giovanni Falcone insieme alla moglie e a tre agenti di scorta, i boss di Cosa Nostra si rivolsero alla 'ndrina dei fratelli Nirta (La Maggiore) per reperire l'esplosivo che portò a quell'immane tragedia. Il giudice siciliano fin da marzo di quel fatidico anno 1992 seguiva i collegamenti delle cosche di San Luca con i clan di Palermo e di Trapani. Era stato il pentito Vincenzo Calcara a raccontare a Borsellino d'un patto fra siciliani e calabresi per uno scambio di imponenti quantitativi di droga con armi ed esplosivo. Certo è che Borsellino nel giugno del '92 pronunciò quelle parole: «So che è già arrivato l'esplosivo destinato a me»[senza fonte].

I Nirta ai vertici: a Roma per le decisioni con i Corleonesi e la massoneria[modifica | modifica wikitesto]

Calcara insisterà molto sulle strette sinergie tra questi intercorrenti. Al punto da mettere il boss Francesco Nirta tra i presenti ad un delicatissimo vertice mafioso tenutosi a Roma, in via dei Coronari, alla vigilia dell'omicidio del banchiere Roberto Calvi: «C'erano Bernardo Provenzano, Francesco Messina Denaro, un potente uomo politico, il cardinale, il notaio Albano e Francesco Nirta di San Luca», dirà a Borsellino.[senza fonte]

La mediazione nelle pax mafiose[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni saranno molteplici i collaboratori di giustizia nonché le indagini giudiziarie che riveleranno, così come successivamente riportato da televisioni e giornali, la forza mediatrice dei Nirta nel mettere fine a moltissime guerre mafiose non solo nella provincia di Reggio Calabria. Si ricorda, su tutte, l'insistente interesse del boss Antonio Nirta, il diplomatico della cosca, nel mettere fine e pace alla sanguinosissima e imponente guerra di mafia di Reggio Calabria. I Nirta oltre a mediare l'aspetto pacifico, garantirono per la cosca dei De Stefano.[senza fonte]

Le rivelazioni del pentito di Mafia siciliano Spatuzza contro i Nirta[modifica | modifica wikitesto]

«Tramite la ' ndrangheta, la cosca dei fratelli Nirta di San Luca, abbiamo acquistato delle armi, due mitra, due machine-pistole ed un lanciamissili. Era un carico di armi per fare un attentato al procuratore Caselli che avevamo saputo che si muoveva con un elicottero dell'elisoccorso che partiva dall'ospedale Cervello. Io avevo la reggenza del mandamento di Brancaccio e tramite Pietro Tagliavia mi dicono che devo "curarmi" Caselli. Questo lanciamissili dopo che andammo a prenderlo dai Nirta venne custodito in un magazzino della nostra famiglia. Era nascosto nell'intercapedine di un divano e non fu trovato. I Nirta ci diedero massimo appoggio nella fornitura di questo carico di armi; infatti gli stessi erano in rapporti strettissimi con tutti i Corleonesi».[senza fonte]

I Nirta e il narcotraffico[modifica | modifica wikitesto]

Rilevante la gestione del mercato del narcotraffico da parte della cosca. Già all'inizio degli anni settanta e via via durante i vari anni molteplici processi giudiziari hanno rivelato l'impronta dei Nirta nell'affaire narcotraffico. Solo nel 2005 sono finiti nell'inchiesta "Ciaramella" i nipoti dei Nirta, Paolo Codispoti e Marafioti Giuseppe, con l'accusa di essere i gestori di un imponente traffico di cocaina proveniente dal sudamerica. La stessa inchiesta ha rivelato la gestione degli affari criminali di Roma con conseguente dominio criminale della città proprio del boss Codispoti e del cognato Marafioti.

Esponenti di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Nirta "il paciere" dei De Stefano nella faida di Reggio Calabria
  • Antonio Nirta detto "Due Nasi" per la sua predilezione al fucile a canne mozze, fu il paciere dei De Stefano nella sanguinosissima guerra di mafia a Reggio Calabria e dintorni.
  • Giuseppe Nirta
  • Francesco Nirta
  • Sebastiano Nirta
  • Paolo Codispoti
  • Vincenzo Femia ucciso a Roma il 24 gennaio del 2013 è genero di Giuseppe Nirta.

Fatti recenti[modifica | modifica wikitesto]

  • La 'Ndrina dei Nirta La Maggiore non è coinvolta nella famigerata faida di San Luca. Infatti i Nirta della "faida" sono una 'ndrina non collegata a quella dei Nirta "La Maggiore.
  • Il 24 gennaio 2013 viene ucciso a Roma il genero del patriarca Giuseppe Nirta, Vincenzo Femia.[senza fonte]
  • Il 7 Giugno 2017 viene ucciso Giuseppe Nirta, 52enne figlio del defunto boss Sebastiano. L’omicidio si è consumato in Spagna, nella regione di Murcia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]