'Ndrangheta in Piemonte

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'ndrangheta in Piemonte per provincia. In grigio scuro le province con la presenza di locali, in grigio chiaro la presenza di 'ndrine

« essa (la 'ndrangheta) continua a occupare la posizione di maggior rilevanza nel nostro distretto »

(Coordinatore della DDA di Torino)

La presenza della 'ndrangheta in Piemonte si attesta fin dai primi anni '60 nel campo dell'edilizia, nel cosiddetto fenomeno del racket dei cantieri, del cottimismo, e dell'intermediazione abusiva di manodopera concentrato maggiormente nella zona della Val di Susa. Bardonecchia ne è stato il caso più clamoroso. Secondo la DNA successivamente si è estesa in vari altri settori dell'illegalità: prostituzione, estorsione, traffico di droga e di armi del gioco d'azzardo. Le 'ndrine presenti sono: gli Ursini, i Lo Presti e i Belfiore di Gioiosa Jonica, i Morabito, i Bruzzaniti e i Palamara, i Pesce-Bellocco, i Marando-Agresta-Trimboli vicini ai Barbaro e infine i Vrenna e i Megna di Crotone che operano a Torino[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In Piemonte la 'Ndrangheta è presente e molto ben ramificata in tutte le province fin dagli anni '60, e in vari settori dell'illegalità: prostituzione, estorsione, traffico di droga e di armi, gioco d'azzardo e imprenditoria.

Anni '70 - Il locale di Chivasso, l'assalto al banco di Roma a Volpiano e l'inizio della stagione dei sequestri[modifica | modifica wikitesto]

Le prime prove accertate sono datate 1972 quando un affiliato, ora pentito, ha fatto richiesta formale di aderire al locale di Chivasso, in provincia di Torino[2].

Tra il 1977 e il 1978 viene assaltato dalle 'ndrine per ben due volte il banco di Roma di Volpiano, comune della provincia di Torino[3].

Infine, anche il Piemonte fu toccato dalla stagione dei sequestri: tra gli anni '70 e gli anni '80 sono stati registrati 37 casi di sequestro e precisamente tra il 1973 e il 1984[3].

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

L'arresto di Mario Ursini e l'omicidio del procuratore Bruno Caccia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 venne arrestato in Piemonte Mario Ursini, capobastone dell'omonima cosca, sul cui conto si diceva: "Non muove foglia senza che Ursini voglia"[3]. Il 16 giugno 1983, viene ucciso il procuratore della Repubblica di Torino Bruno Caccia. Viene arrestato e condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio, Domenico Belfiore, capo indiscusso, in quel momento, dell’omonima famiglia di ‘Ndrangheta, operante a Torino.

Il traffico di droga con i catanesi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '80 a Torino le famiglie catanesi dei Miano e dei Finocchiaro si rifornivano di droga da Angelo Epaminonda e successivamente la rivendenvano alle 'ndrine torinesi. Quando queste si appoggiavano al locale di Gioiosa Jonica a cui facevano riferimento le famiglie dei Belfiore, Ursino-Macrì queste contrattavano la droga con i siciliani dei Cuntrera-Caruana residenti in Venezuela[4].

Anni '90 - L'operazione Riace, lo scioglimento di Bardonecchia, la faida Marando-Stefanelli e la costruzione del centro commerciale Le Gru[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '90 ha luogo nella regione l'operazione Riace delle forze armate. Nel 1995 viene sciolto il comune di Bardonecchia per mafia, primo caso al Nord Italia e viene arrestato Rocco Lo Presti, storico boss mafioso di Bardonecchia e della Val di Susa.[5]. Nel 1994 vengono sequestrati dalla distretto antimafia di Torino 5 tonnellate di droga alla cosca dei Piromalli e dei Belfiore, la droga proveniva dal Brasile, passò dal porto di Genova e giunse a Borgaro[6]. Con la prima decade del XXI secolo si è venuti a conoscenza di collaborazione con la criminalità bulgara per il traffico di stupefacenti. A cavallo tra il 1992 e il 2006 secondo la DIA alle mafie, tra cui la 'Ndrangheta sono stati sequestrati beni per 4,3 miliardi di euro, mentre il valore delle confische è stato di 744 milioni.[7].

Anni 2000 - Le olimpiadi di Torino 2006 e le prime operazioni nel basso Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

L'operazione Chiosco Grigio[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 febbraio 2009 si conclude l'operazione Chiosco Grigio del GICO della Guardia di Finanza di Catanzaro ed iniziata nel 2007 che riguarda un traffico di droga internazionale dalla Colombia, passando per la Spagna e finendo in Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania. Prende il nome dal luogo in cui, abitualmente, alcuni degli indagati si davano appuntamento per spartirsi i proventi del traffico di cocaina del Nord Italia: il luogo era Alessandria e il colore grigio ha origine dai colori sociali della squadra di calcio della città. L'organizzatore è Domenico Trimboli, detto Pasquale, nato a Buenos Aires il 23 luglio 1954, residente ad Alessandria e legato alle locali di Natile di Careri attive a Torino ed Alessandria.

Anni 2010 - Le operazioni Crimine, Minotauro, Maglio-Albachiara e lo scioglimento di Leinì e Rivarolo Canavese[modifica | modifica wikitesto]

L'operazione Crimine[modifica | modifica wikitesto]

Col l'operazione Crimine del 2010 si scopre un reclamo da parte degli affiliati alle locali piemontesi della necessità di una sovrastruttura come la Lombardia nell'omonima regione[8].) ovvero di una loro Camera di controllo[9].i sequestri erano di 2 min di euro totali,a oggi gli arrestati condannati sono 96 su 124 per un tot di 500 anni di reclusione con le accuse di porto illegale di armi ,usura,prostituzione, e omicidi tentati

L'operazione Minotauro[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 giugno 2011 dopo 5 anni si conclude l'operazione Minotauro, equivalente per valore e portata di "Infinito" per la Lombardia dell'anno precedente, che porta all'arresto di ben 151 persone affiliate alla 'Ndrangheta e porta alla luce l'esistenza di 9 locali nel territorio piemontese, nonché gli intrecci tra criminalità e politica a tutti i livelli[10].negli arrestati ci sono il futuro pentito di mafia Rocco Varacalli e vari boss della mafia

L'operazione Maglio-Albachiara[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 giugno 2011 con l'operazione Maglio-Albachiara seguono altri 19 arresti legato a una locale del Basso Piemonte: Alba (Cn), Sommariva Bosco (Cn), Asti, Alessandria e Novi Ligure (AL). Il capo locale è Bruno Pronestì di Bosco Marengo (AL)[11]. Tra gli altri viene arrestato anche il Consigliere comunale di Alessandria Giuseppe Caridi, non per concorso esterno, ma per affiliazione diretta con la dote di "picciotto". Per il gip Giuseppe Salerno, che ha convalidato gli arresti dell’operazione “Maglio”, la presenza di un politico e uomo delle istituzioni, anche se in un gradino basso della piramide criminale, “rappresenta più di altri un concreto pericolo per la libertà e la democrazia”.

Lo scioglimento di Leinì e Rivarolo Canavese[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 marzo 2012 Leini viene sciolto per ndrangheta (Il secondo comune del Piemonte)[12]. Il 22 maggio 2012 viene sciolto per 'ndrangheta anche il comune piemontese di Rivarolo Canavese[13].

L'operazione Colpo di coda: la massoneria deviata e le elezioni comunali di Chivasso[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 ottobre 2012 la DDA ,DIA e la DEA concludono dopo 16 anni Operazione Colpo di coda con 22 ordinanze di custodia cautelare tra Calabria e Piemonte dove tra gli arrestati ci sono gli esponenti della famiglia Marino (boss) e Cavallaro accusati di associazione di tipo mafioso, contatti con la massoneria (P2),estorsione,prostituzione,rapine,omicidi,occultamento di cadaveri,usura, traffico di droga, porto e detenzione di armi illegale tra cui un dirottamento delle elezioni comunali di Chivasso, dove esponenti delle famiglie Marino , Gallone e Cavallaro vengono messi nella politica in Piemonte[14].Solamente 100.000 euro furono trovati nei materassi e nei cuscini oltre alle auto (ferrari,lamborghini,audi e altre verture di lusso) e yacht di lusso Grazie a questa operazione viene anche scoperta l'esistenza del locale di Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli.I sequestri di queste famiglie ammontano a poco più di 3 milioni di euro Il capobastone piemontese Giuseppe Catalano agli arresti domiciliari si dissocia dall'organizzazione criminale di cui aveva fatto parte per tutta la vita ma senza pentirsi e si suicida buttandosi dal balcone. Dagli altri viene considerato comunque un traditore e al suo funerale non si presenta nessuno dei suoi ex sodali[15].

L'operazione San Michele: la 'ndrina del crotonese a Volpiano[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º luglio 2014, dopo 3 anni di lavoro si conclude l'operazione dei Carabinieri San Michele che porta all'arresto di 20 presunti affiliati della 'ndrina distaccata dei Greco di San Mauro Marchesato (KR), e di elementi del Locale di Volpiano. Tra questi il presunto capo del locale di Volpiano: Angelo Greco, residente a Venaria. Sono accusati di estorsione, intimidazione, turbativa d'asta[16]. L'operazione svelerebbe anche il Crimine di Torino, un sovrastruttura delle locali presenti a Torino. Erano riusciti ad ottenere una cava tra Chiusa di San Michele e Sant'Ambrogio sia per il cantiere della TAV che per depositare illecitamente rifiuti pericolosi. Erano riusciti ad ottenere l'appalto per la ristrutturazione della galleria Prapontin (autostrada Torino Bardonecchia), i lavori di pulizia e di sgombero neve della A 32 e dell'aeroporto di Caselle[17][18]. Il 21 dicembre 2016 si conclude il primo grado dell'omonimo processo che porta a 6 condanne e 3 assoluzioni[19]

Le sentenze della Cassazione del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 febbraio 2015 la Corte di Cassazione conferma la colpevolezza di 50 affiliati alla 'ndrangheta in Piemonte arrestati durante l'operazione Minotauro e conferma quindi l'esistenza dell'organizzazione criminale nella regione con una presenza struttura in 8 locali nella Provincia di Torino[20].

Il 4 marzo 2015 si conclude in Cassazione anche il processo scaturito dall'operazione Albachiara (nata dalle operazioni Patriarca, Hera, Infinito e Maglio) e condanna le 19 persone inquisite, nonché conferma l'esistenza di una locale di 'ndrangheta nel basso Piemonte, operante in un vasto territorio esteso da Alba e Sommariva Bosco, passando da Asti, fino a Bosco Marengo e Novi Ligure (AL)[21][22].

Le operazioni del 2016[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 gennaio 2016 i carabinieri portano a termine l'operazione Big bang che permette di arrestate 20 persone tra Torino e la Provincia di Reggio Calabria, accusati di traffico di droga, gestione di bische clandestine, estorsione e usura tra cui Adolfo e Aldo Cosimo Crea considerati i capi dell'organizzazione e aventi la dote di padrino nella 'ndrangheta e già arrestati nel 2011 durante l'operazione Minotauro, liberati rispettivamente nel 2015 e nel 2014[23].

Con la conclusione dell'operazione Alchemia della DDA di Reggio Calabria e della SCO di Roma del 19 luglio 2016 si viene a conoscenza della presunta intromissione delle 'ndrine di Cittanova dei Gullace-Raso-Albanese e Parrello Gagliostro negli appalti del Terzo Valico in Liguria e Piemonte (provincia di Alessandria) per la costruzione del Terzo Valico dei Giovi ad alta velocità Genova-Milano. Risultano indagati il senatore Antonio Caridi e il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco D'Agostino.

26 ottobre 2016. Operazione Arka di Noè della GdF di Genova relativa agli appalti del Terzo Valico dei Giovi: "È stata accertata la turbativa d'asta riguardo ad appalti connessi ad alcuni tronconi, sono stati accertati alcuni episodi corruttivi che riguardano alcuni funzionari del Cociv (general contractor dell'opera) ed episodi di concussione consistiti nell'imporre una rete di imprese agli appaltatori principali che doveva scalzare altre ditte non gradite anche attraverso intimidazioni tipiche della criminalità organizzata e mafiosa". Così il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, illustra alla stampa l'operazione "Arka di Noè" che ha interessato le province di Alessandria e Genova.

'ndrangheta e il caso Juventus - 2017[modifica | modifica wikitesto]

A marzo 2017 scoppia il caso sui rapporti tra alcuni dirigenti della società calcistica Juventus, tra cui Andrea Agnelli ed esponenti della 'ndrangheta piemontese (i Pesce[24]), in particolare Rocco Dominello che è stato anche capo-ultra del gruppo "I drughi", per la vendita di biglietti per le partite di calcio attraverso la pratica del bagarinaggio. Nasce così una indagine sportiva della procura federale della FIGC.

Il 30 giugno 2017 si conclude il processo Alto Piemonte in cui vengono condannati Saverio (ora dissociatosi dalla 'ndrangheta) e Rocco Dominello, con 12 anni e due mesi di carcere al primo e sette anni e nove mesi al secondo per aver fatto da intermediari all'attività di bagarinaggio delle partite della Juventus a Torino[25][24].

Il 15 settembre riprende il processo sportivo della FIGC in cui sono accusati di aver commesso illeciti con gli ultra Andrea Agnelli, il security manager Alessandro d’Angelo, il responsabile della biglietteria Stefano Merulla e l’ex direttore commerciale Francesco Calvo[24]. Andrea Agnelli viene condannato ad una squalifica di un anno, di cui sconta 3 mesi, fino a quando il 19 dicembre 2017 la corte federale d'appello della FIGC decide di far terminare la squalifica e lo obbliga a pagare 100.000 euro e sanziona la società Juventus per 600.000 euro[26]

A dicembre una relazione tra calcio e criminalità organizzata della Commissione parlamentare antimafia afferma che la 'ndrangheta a Torino si sarebbe inserita come intermediaria tra la società sportiva ed il bagarinaggio gestito dagli ultras della Juventus. Riferisce inoltre che anche in tifoserie come quelle di Catania e Napoli, i capi ultras sono dei mafiosi o sono vicini a quegli ambienti mentre in altre tifoserie come quelle del Genoa, agiscono mutuando modalità mafiose[27][28].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

In Piemonte la 'ndrangheta è strutturata come in Calabria in 'ndrine che formano locali. nel primo decennio del XXI secolo si viene a conoscenza nell'operazione delle forze dell'ordine Minotauro che anche esponenti della 'ndrangheta piemontese richiedono una Camera di controllo analoga a quella ligure e lombarda.

Locali[modifica | modifica wikitesto]

In Piemonte vi sono insediate molte locali di cui 9 nella Provincia di Torino[9][29][30][31].

Locali in Piemonte
Locale 'ndrine capo locale/società note
Locale di Torino[32] Ursino e i Belfiore, Crea-Simonetti di Stilo e i Ruga di Monasterace Ad oggi (gennaio 2012) è definito "passivo"[29] Esso gestiva anche il "Crimine" di Torino e dintorni, cioè era responsabile di azioni illecite a beneficio di tutti i locali dell'area[33].
Locale di Siderno a Torino[29] Commisso, Cordì Francesco Tamburi, Giuseppe Catalano (con dote superiore a quella di padrino)[34][35] Locale attivato dai Commisso
Locale di Natile di Careri a Torino[29] Cua-Pipicella, Cataldo, Pelle, Carrozza Saverio Napoli (Capo società)[34] Locale attivato dai Cua-Pipicella
Locale di Collegno[29] Francesco Tamburi[35]
Locale di Cuorgné[29] Bruzzese, Ursino-Scali Bruno Iaria[33] Fu attivato dai Bruzzese di Grotteria[33]
Locale di Grugliasco[29] Francesco Tamburi[35]
Locale di Moncalieri[29] Ursino-Scali, Aquino-Coluccio Rocco Raghiele
Locale di Nichelino[29]
Locale di Rivoli[9][30], Ruga-Metastasio Salvatore De Masi[36] Fu chiuso dopo l'arresto di Adolfo Crea e Cosimo Aldo Crea dei Ruga-Metastasio[8].
Locale di San Mauro Torinese[8].
Locale di Chivasso[37][38] Gioffrè-Santaiti, Pesce-Bellocco, Tassone[33] Pasquale Trunfio[33] Esistente almeno dal 1972[2], Processo Colpo di Coda ne conferma l'esistenza nel 2017[38]
Locale di San Giusto Canavese[37] Ursino-Scali, Raso-Albanese, Spagnolo-Varacalli[33] Natale Romeo[33] attivato dagli Spagnolo-Varacalli di Ciminà e Cirella di Platì[33]
'Ndrina distaccata a Salassa, Rivarolo Canavese e Castellamonte, Ozegna, Favria e Front[33][37] Antonino Occhiuto[33]
Locale di Santhià[39]
Locale di Volpiano[37] Trimboli, Marando, Agresta, Barbaro Francesco Perre[33][35] In principio fu capo-locale Natale Agresta, poi Pasquale Marando, poi passò a Domenico Marando. Quando fu arrestato fu sostituito da Vincenzo Portolesi, poi passò a Francesco Costanzo, poi ad Antonio Agresta che fu capo locale fino all'operazione Minotauro[35], per ultimo Francesco Perre[3]. Il locale fu attivato dai Barbaro
Locale di Natile di Careri ad Alessandria Trimboli, Cua-Ietto-Pipicella Operazione Chiosco Grigio del 2009, viene citato anche da Rocco Varacalli nel 2012
Locale del Basso Piemonte[40][41] Bruno Francesco Pronestì Rivelato dall'Operazione Maglio-Albachiara[11], è collegato alle 'ndrine dei Raso, Gullace, Albanese, di Cittanova e operanti in Liguria
Locale di Livorno Ferraris[42][38] Pasquale Maiolo[15] Processo Colpo di Coda ne conferma l'esistenza nel 2017[38]

Presenza della 'ndrangheta per provincia[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Torino[modifica | modifica wikitesto]

'ndrangheta in provincia di Torino (2017), In blu le locali, in arancione la presenza delle 'ndrine

Bardonecchia e la Val di Susa sono da sempre considerate il regno dei Lo Presti e dei Mazzaferro. Il comune di Volpiano fino agli anni '70, come Torino e provincia, erano dominati dai clan mafiosi catanesi. Quando arrivarono i primi ndranghetisti negli anni '70 a poco a poco poterono farsi strada grazie alle prime confessioni dei pentiti siciliani che contribuirono a decapitare le organizzazioni e a lasciare spazio agli Agresta, i Marando e i Trimboli che già dagli anni '80 colonizzarolo il paese. Analogamente a Corsico e a Buccinasco in provincia di Milano, Volpiano è stata ribattezzata la "Piccola Platì"[3].

A seguito delle operazioni Minotauro e Colpo di Coda conclusesi nel 2012 che hanno anche colpito le consorterie di Chivasso vengono registrate le attività criminali dei Gioffrè-Ilacqua in azione espansiva fino al 2017[43].

Il 20 novembre 2014 al Capo-società Giuseppe Fazari,affiliato ai Pesce-Bellocco[44], del locale di San Giusto Canavese vengono sequestrati 3 beni immobili[45]

Il 21 ottobre 2015, durante l'operazione Hunters, a Torino e Nichelino vengono eseguiti 13 arresti per traffico di droga, usura e intestazione fittizia di beni. I ricavi degli illeciti venivano utilizzati anche per aiutare i familiari dei boss arrestati durante l'operazione Minotauro del 2011[46][47].

Il 22 novembre 2017 vengono arrestate 12 persone riconducibili alla 'ndrangheta piemontese che operava insieme ad alcuni latitanti residenti in Spagna nel traffico di droga uno dei quali Rocco Piscioneri a Huelva. Tra gli arrestati figura: Bruno Trunfio figlio di Pasquale Trunfio, presunto capo-locale di Chivasso. Le operazioni avvenivano almeno dal 2014 quando fu arrestato a Malaga un uomo di Piscioneri[48].

L'1 marzo 2018 vengono arrestati, Giuseppe Ursino (1968), nipote del defunto boss mafioso di Bardonecchia, Rocco Lo Presti, elemento rappresentativo della locale di San Mauro Torinese dei Crea, ed Ercole Taverniti accusati di associazione mafiosa ed estorsione. Vengono inoltre sequestrate tutte le attività commerciali riconducibili ad Ursino. Il bar Mambo Cafè di Torino, il ristorante Lettera 22 di Alpignano e la pizzeria Tre Torri di Bardonecchia[49].

Il 12 marzo 2018 vengono sequestrati beni immobili riconducibili a Giovanni Iaria (deceduto nel 2013) del Locale di Cuorgnè e del valore di 9 milioni di euro e ottenuti sin dagli anni '70 attraverso operazioni di riclaggio[50].

località 'ndrine Attività illecite
Torino[51] Ursini, Macrì, Belfiore, Crea-Simonetti, Ruga, Cua-Ietto-Pipicella, Commisso, Cordì
Bardonecchia Mazzaferro, Lo Presti-Ursino[52] edilizia, usura[53]
Carmagnola Bonavota
Chivasso Ilacqua, Gioffrè-Santaiti, Serraino, Pesce-Bellocco, Tassone
Cuorgnè Bruzzese, Callà, Ursini-Scali, Casile-Rodà[29]
Ivrea Estorsioni[54]
Leini Infiltrazione nel "Pubblico"
Moncalieri[29] Ursini, Aquino-Coluccio[29]
Nichelino Belfiore, Bonavota traffico di droga (Operazione Hunters del 2015)[55]
Orbassano Ursini
Rivarolo Canavese Infiltrazioni nel "Pubblico" (2012)
Rivoli[56] Romeo
Salassa
San Mauro Torinese
San Giusto Canavese Spagnolo, Varacalli, Cirella[29], Ursino-Scali, Raso-Albanese, Spagnolo-Varacalli Usura[44]
Oulx
Volpiano Barbaro[3], Trimboli-Marando-Agresta[3][57] traffico di droga[57], gioco d'azzardo illecito, omicidio[3][57]

Provincia di Alessandria[modifica | modifica wikitesto]

L'operazione Chiosco Grigio del GICO della Guardia di Finanza, del febbraio 2009, prende il nome dal luogo in cui alcuni degli indagati si davano appuntamento per spartirsi i proventi del traffico di cocaina del Nord Italia: il luogo era Alessandria e il colore grigio ha origine dai colori sociali della squadra di calcio della città. Nell'operazione Maglio del 2011 viene documentato un rito di affiliazione alla dote di santa nell'abitazione di un consigliere comunale di Alessandria. Dalle indagini emerge come i criminali stessero riflettendo sulla creazione di un nuovo locale minore ad Alba, perché ritenuto troppo distante dal locale maggiore di Bosco Marengo, vicino a Novi Ligure (AL)[22][40][41] Nel 2015 tutti gli imputati di Maglio-Albachiara vengono condannati in via definitiva per 416bis con sentenza di condanna confermata in Cassazione[21]. Nel 2016 si viene a conoscenza della presunta intromissione delle 'ndrine di Cittanova dei Gullace-Raso-Albanese e Parrello Gagliostro negli appalti del Terzo Valico per la costruzione della linea ad alta velocità Genova-Tortona-Milano.

località 'ndrine Attività illecite
Alessandria Bellocco, Mancuso-Pesce-Piromalli, Trimboli, Cua-Ietto-Pipicella Traffico di droga
Bosco Marengo (AL) Raso-Gullace- Albanese, Maiolo
Novi Ligure (AL) Raso-Gullace- Albanese Turbativa d'asta
Tortona (AL) Facchineri Estorsione, traffico di rifiuti

Provincia di Asti[modifica | modifica wikitesto]

località 'ndrine Attività illecite
Asti locale di Cirò[58] traffico di droga (2015)[58]

Provincia di Biella[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima operazione Alto Piemonte conclusasi a luglio 2016 che ha portato all'arresto di oltre 40 persone di cui 6 nel biellese,e col processo in corso iniziato a dicembre 2017 registrerebbe la presenza della 'ndrangheta del locale di Santhìa in provincia di Vercelli colta a compiere estorsioni nei locali notturni del comune di Dorzano[59][60]. A dicembre 2017 comincia il primo processo sulla 'ndrangheta del biellese, ovvero la 'ndrina dei Raso accusata di essersi infiltrata nell'economia del Basso Biellese, del Vercellese e del Novarese. Parte civile sono il comune di Santhià e la regione Piemonte[61].

Il 21 febbraio 2018 vengono trovate delle armi da guerra di origine croata (mitragliatori ed esplosivo) in una abitazione a Porlezza in cui hanno abitato, prima di essere arrestati, componenti dei Raso[62].

località 'ndrine Attività illecite
Biella (BI) Belcastro, D'Agostino, Romanello, Papalia, Polifroni, Trimboli, Varacalli, Ursini sequestro di persona
Dorzano[59] Raso-Gullace-Albanese[59] del locale di Santhià[60] Estorsioni in locali notturni e ristoranti(Operazione Alto Piemonte del 2016[60])
Porlezza[62] Raso[62] Detenzione di armi da guerra (2018)[62]

Provincia di Cuneo[modifica | modifica wikitesto]

'ndrangheta In Provincia di Cuneo 2017

Già dall'operazione Crimine conclusasi nel 2010 si viene a conoscenza della richiesta da parte Rocco Zangrà e Michele Gariuolo che chiedevano l'autorizzazione a Domenico Oppedisano di aprire un locale di ndrangheta ad Alba[63].

Nel 2011 con l'operazio Maglio viene scoperta la locale del Basso Piemonte con a capo Bruno Francesco Pronestì (di Bosco Marengo, AL) che dominava da Novi Ligure (AL) fino ad Alba e Sommariva Bosco[40][41].

Il 4 marzo 2015 il processo Albachiara, scaturito dall'operazione omonima conferma l'esistenza della 'ndrangheta nel cosiddetto Basso Piemonte: Alba, Fossano e Sommariva Del Bosco. La corte di cassazione conferma la sentenza dell'appello[63].

località 'ndrine Attività illecite
Alba[63] (Cn) Associazione mafiosa (Operazione Albachiara del 2013[63])
Fossano (Cn)
Sommariva del Bosco (Cn)

Provincia di Vercelli[modifica | modifica wikitesto]

'ndrangheta In Provincia di Vercelli 2017

Con l'operazione e successivo processo Minotauro (2011) viene scoperto il locale di Livorno Ferraris, confermato anche dalla sentenza della corte di cassazione nel processo "Colpo di Coda di giugno 2017[64], mentre nel 2016 emerge la presunta esistenza del locale di Santhià.

località 'ndrine Attività illecite
Livorno Ferraris[64] (VC) Cavallaro, Maiolo
Santhià (VC) Raso[59] -Gullace[59] -Albanese[59] Estorsione

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 'Ndrangheta: in Liguria 'ndrine della Jonica e del Reggino, 2 dicembre 2014. URL consultato il 2 febbraio 2015.
  2. ^ a b 'Ndrangheta al nord, il pg del processo Minotauro: condanne per 609 anni, in Repubblica.it, 10 marzo 2015. URL consultato il 10 marzo 2015.
  3. ^ a b c d e f g h MAFIE IN PIEMONTE: QUANDO VOLPIANO E PLATÌ PARLANO LO STESSO DIALETTO, in omicronweb, 24 marzo 2013. URL consultato il 25 ottobre 2013.
  4. ^ accesso 0 16-12-2017, Narcotraffico, quella storica alleanza tra ’ndrangheta e Cosa Nostra, in lastampa.it, 11 febbraio 2014.
  5. ^ BARDONECCHIA, L'ASSALTO DEI CLAN, Repubblica.it
  6. ^ Blu Notte - La mafia al nord
  7. ^ ‘Ndrangheta: fenomeno diffuso anche in Piemonte, altritasti.it
  8. ^ a b c Ordinanza Crimine del 2010, p.1595
  9. ^ a b c Lombardia, ‘ndrangheta connection, in Malapianta. URL consultato il 16 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2010).
  10. ^ Ndrangheta, maxi blitz 150 arresti in tutta Italia, in Repubblica.it.
  11. ^ a b Smantellata rete di 'ndrine 19 arresti nel basso Piemonte, in Repubblica.it.
  12. ^ Leinì, sciolto il consiglio per "infiltrazioni mafiose", in Repubblica.it. URL consultato il 23 marzo 2012.
  13. ^ Antonello Micali, Comune di Rivarolo sciolto per mafia, in Torino - Repubblica.it, 22 maggio 2012. URL consultato il 13 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2012). ()
  14. ^ Blitz contro l'ndrangheta Torino, raffica di arresti, in Repubblica.it.
  15. ^ a b Giuseppe Legato, La coda del Minotauro. ‘Ndrangheta e politica nel profondo Nord, in narcomafie.it, 14 novembre 2012. URL consultato il 21 settembre 2013.
  16. ^ Giuseppe Legato, Torino, operazione San Michele: ‘ndrangheta, zona grigia e appalti pubblici, in narcomafie.it, 1º luglio 2014.
  17. ^ 'Ndrangheta in Piemonte: infiltrazioni in appalti, 20 arresti, in corriere.it, 1º luglio 2014. URL consultato il 7 luglio 2014.
  18. ^ In Val di Susa una 'ndrangheta ad Alta Velocità, in espresso.repubblica.it, 1º luglio 2014. URL consultato il 7 luglio 2014.
  19. ^ Giuseppe Legato, orino, 'ndrangheta negli appalti pubblici: sei condanne, in repubblica.it, 21 dicembre 2016.
  20. ^ Giuseppe Legato, Minotauro, la Cassazione conferma le condanne: respinta la richiesta di un nuovo processo, in narcomafie.it, 23 febbraio 2015. URL consultato il 25 febbraio 2015.
  21. ^ a b 'Ndrangheta In Piemonte, Cassazione conferma 19 condanne, in repubblica.it, 04-03- 2015. URL consultato il 5 marzo 2015.
  22. ^ a b ‘Ndrangheta in Piemonte, confermate condanne per associazione mafiosa, in fattoquotidiando.it, 04-03- 2015. URL consultato il 5 marzo 2015.
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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]