'Ndrangheta in provincia di Cosenza

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'ndrangheta in Provincia di Cosenza (2017)

La 'ndrangheta in provincia di Cosenza è un fenomeno che nasce negli anni settanta con il riconoscimento della "locale bastarda" da parte delle famiglie storiche calabresi. La presenza della 'ndrangheta nel territorio cosentino viene riconosciuta per la prima volta dal giudice Elvira Tamburelli nel 1997 durante il processo "Garden" e confermata definitivamente dalla corte di cassazione il 3 luglio 2000. Le famiglie cosentine hanno subito storicamente l'influenza dei Farao-Marincola di Cirò e attualmente degli Arena di Isola Capo Rizzuto e dei Grande Aracri di Cutro[1].

Oggi le principali famiglie del capoluogo sono i Lanzino, i Ruà, i Perna-Pranno, i Bruni e i Cicero. A Cetraro dominano i Muto, a San Lucido i Calvano e i Serpa a Paola. A Cassano allo Ionio, negli anni novanta è emersa la famiglia Abbruzzese o "clan degli zingari", un gruppo di etnia rom inserito a pieno titolo nell'organizzazione e costituente una 'ndrina a tutti gli effetti.

I clan hanno propaggini anche all'estero; in particolare, i clan della sibaritide in Germania a Francoforte sul Meno, Müllheim e in Baviera in cui sono dediti al riciclaggio di denaro e al traffico di droga[2]. Hanno inoltre, ancora per il narcotraffico, forti contatti con le organizzazioni criminali albanesi residenti nell'area di Cassano allo Ionio e in contatto con l'Albania. Alcune famiglie cosentine avrebbero inoltre relazioni con la città spagnola di Algeciras, in Andalusia per il traffico di cocaina proveniente dal Sud America. Infine, sembrerebbe ci siano contatti con elementi criminali della repubblica slovacca per un traffico di armi ed esplosivi secondo l'operazione Azymuth[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni '70[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '70 nella criminalità cosentina emerge la figura di Luigi Palermo detto "U zorru", dedito al contrabbando di sigarette,favoreggiamento della prostituzione e varie estorsioni commesse in tali anni.

La faida di Cosenza[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 dicembre 1977 viene ucciso Luigi Palermo da due killer di Franco Pino, suo luogotenente. Scoppierà una faida decennale. Da quel momento la banda di Palermo si divide in due fazioni, il gruppo di Pino detto Pino-Sena e il gruppo dei Perna-Pranno-Vitelli con a capo Franco Perna[4][5]. Secondo il pentito Roberto Pagano allora le regole 'ndranghetistiche impedivano lo sfruttamento della prostituzione che elementi della banda di Palermo perpetravano e ciò impediva la costituzione di un vero e proprio locale di 'ndrangheta.

Tra le due fazioni nascerà una guerra: con i Perna si allearono gli Africano di Amantea e i Serpa di Paola con i Pino-Sena invece i Muto di Cetraro, i Basile-Calvano di San Lucido e i Cirillo. Nella faida furono uccise 27 persone.

Nel novembre 1978 viene ucciso l'edicolante Francesco Paone. Nell'ottobre del 1979 viene ucciso a Rose Gildo Perri, imprenditore vicino ai Pino

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

La faida continua[modifica | modifica wikitesto]

A gennaio del 1981 viene ucciso Alfredo Morelli, uno dei sicari di Palermo, mentre ad aprile viene colpito per sbaglio Pasquale Barone, durante un agguato a Giuseppe Irillo e Fiore Bevilacqua, affiliati dei Pino. Il 23 maggio 1981 vengono uccisi ad Amantea, in via Lunga Dogana: Francesco Africano, vero obbiettivo, Emanuele Osso e Domenico Petrungaro. Il 28 maggio, viene ucciso il fratello di Luigi Palermo: Antonio Palermo. Il 28 luglio 1982, scompare per lupara bianca Pompeo Panaro, consigliere comunale di Paola. Nel 1982 una operazione delle forze dell'ordine arresta 67 persone presunte affiliate alle due fazioni. Nel 1982 viene ucciso l'avvocato penalista Silvio Sesti, che difendeva legalmente esponenti di entrambe le fazioni. Gli omicidi continuano: l'eliminazione di Mariano Muglia il 28 gennaio 1983, ex capo-mandamento dei Perna nella città vecchia[6] e sempre in quell'anno Maurizio Valder. Nel marzo del 1986 vengono uccisi a Falconara Albanese Marcello Giglioti e Francesco Lenti dei Pino che avevano ucciso un anno prima per futili motivi Francesco Salerni e Franceso Palmieri. Solo alla fine degli anni ottanta fu fatta pace fra le due fazioni.

I primi contatti con la Camorra[modifica | modifica wikitesto]

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

La faida di Cassano allo Iono[modifica | modifica wikitesto]

Il clan degli zingari[modifica | modifica wikitesto]

L'operazione Garden: la scoperta mediatica della 'ndrangheta a Cosenza[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 ottobre 1994 si conclude l'operaazione Garden che porta all'arresto di 116 persone nella provincia di Cosenza[7][8].

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 si pente la prima donna della provincia di Cosenza: Annatonia Bevilacqua.

Il relitto di Cetraro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Relitto di Cetraro.

Il processo Garden e Lauro[modifica | modifica wikitesto]

I processi Lupi - Twister - Tamburo - Azymuth[modifica | modifica wikitesto]

Il processo Lupi assolve gli imputati non essendoci alcun nesso tra 'ndrangheta e mondo calcistico locale[9]. Il processo Twister che farà luce sui prestiti privati a Cosenza, si conclude con 20 condanne e 17 assoluzioni.[10]. A seguito delle confessione di un consulente finanziario verranno arrestate altre 40 persone di cui , l'11 marzo 2008 la corte d'appello di Catanzaro ne condannerà 28 che verranno confermate in cassazione nel 2011.

Il 3 aprile 2007 nel processo Tamburo viene confermata l'esistenza di infiltrazione delle cosche negli appalti dell'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, di cui la sentenza definitiva il 27 febbraio 2013[11].

Il Tribunale di Paola infine nel 2006 nel processo Azymuth confermerà l'esistenza giudiziaria della 'ndrina dei Muto che pratica usura ed estorsione sul territorio di Cetraro[12].

L'operazione Anaconda contro i Cicero del quartiere San Vito[modifica | modifica wikitesto]

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Operazione Overloading: I Muto e il traffico internazionale di droga[modifica | modifica wikitesto]

Le operazioni Plinius e Missing[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 l'operazione Plinius ha contrastato la cosca Muto, nonché 5 assessori e il sindaco di Scalea[13]. Con l'operazione drugstore, conclusa il 30 ottobre 2013 si è contrastato il sodalizio degli Abbruzzese e dei Forastefano dediti al narcotraffico[13].

L'omicidio di Nicola Campilongo[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia (I semestre 2014) segnala per la provincia di Cosenza, il tragico avvenimento, che ebbe anche eco nazionale, del ritrovamento di 3 cadaveri tra cui un bimbo di tre anni, carbonizzati in un'autovettura. L'obiettivo sarebbe stato, il nonno, Giuseppe Iannicelli per motivi di droga[14], le indagini sono ancora in corso[15].

Le operazioni Stop e Primi passi contro gli Acrì-Morfò di Rossano[modifica | modifica wikitesto]

[16][17]

Gli arresti di Rende[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 marzo 2016 si conclude l'operazione della procura di Catanzaro che porta agli arresti domiciliari Sandro Principe, ex sottosegretario al Lavoro del Governo Amato e Ciampi, ex consigliere regionale della Calabria e ex sindaco di Rende, l'ex consigliere regionale Rosario Mirabelli, l'ex sindaco di Rende Umberto Bernaudo, e l'ex consigliere provinciale Pietro Ruffolo per voto di scambio e corruzione. Sarebbero accusati di aver chiesto voti alla cosca Lanzino-Rua ed in particolare di Ettore Lanzino[18][19].

Lo scioglimento di Cassano allo Ionio[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 novembre 2017 viene sciolto il comune di Cassano allo Ionio[20]

L'influenza dei Farao a Mandatoriccio e San Giovanni in Fiore[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 gennaio 2018 si conclude l'operazione Stige porta all'arresto di 170 presunti affiliati o sodali dei Farao-Marincola tra cui nel cosentino nei comuni di Mandatoriccio e San Giovanni in Fiore[21][22][23][24]. L'8 giugno 2018 viene arrestato Carmine Greco, ex sottosegretario dell'ex ministro dell'ambiente Corrado Clini e maresciallo dei carabinieri accusato di associazione mafiosa e di favorire gli imprenditori Spadafora vicino alle cosche di Cirò in cambio si sarebbe fatto aiutare dalla criminalità per creare prove in una indagine su una dirigente di Calabria Verde società della Regione Calabria[25].

Il 6 giugno 2018 viene ucciso nella marina di Villapiana, nella sibaritide Leonardo Portoraro[26].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Nel cosentino la 'ndrangheta, come nel resto della regione è suddivisa in Crimini, locali e 'ndrine. Il pentito Mario Pranno sin dagli anni settanta riferisce che le doti presenti tra i Perna-Pranno erano quelle comuni al resto della 'ndrangheta: picciotto, camorrista, sgarrista, santista, vangelo, crimine, diritto e medaglione. Nonché registrava la presenza del contrasto onorato[27].

Il pentito Angelo Santolla parla anche di quanto ricevette la dote di "camorra di sangue" nel 1981 e descriveva la sua "copiata": Franco Perna come caposocietà, Carlo Rotundo come contabile e Domenico Cicero come favorevole, ed anche come sfavorevole Mario Baratta[28].

Il pentito Antonio Di Dieco, ex boss di Castrovillari riferisce negli anni 2000 di nuove regole per la copiata per chi ha la dote di Vangelo in su, ovvero si fa riferimento a esponenti, definiti "carichi" uguali per tutta l'Italia. Il carico della Ionica (da Cirò fino a tutta la provincia reggina) che fa capo al carcere di Locri, il carico di Reggio Calabria che fa capo al carcere dello Stretto e il carico del Tirreno (Da Vibo Valentia in giù) che fa capo al carcere di Palmi[29].

Elenco locali e il crimine di Cirò[modifica | modifica wikitesto]

  • Locale di Cosenza
  • Locale di Altomonte (Magliari)
  • Locale di Cassano allo Ionio (Abruzzese, Pepe-Faillace)[30]
  • Locale di Castrovillari[30]
  • Locale di Cetraro[31]
  • Locale di Corigliano calabro (Carelli)[30].
  • Locale di Francavilla marittima(Portoraro)[30]
  • Locale di Rossano (Manzi-Morfò)[30]
  • Locale di San Lorenzo al vallo (Bommentre)[30]
  • Locale di Saracena (Blotta)[30]
  • Locale di Sibari (Forastefano)

Tre locali di 'ndrangheta compongono un crimine: per quelli di Cassano, Cosenza e Cetraro il crimine di riferimento è Cirò[29].

Elenco 'ndrine[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco di 'ndrine presenti sul territorio secondo la Direzione Investigativa Antimafia[15]:

Attività criminali[modifica | modifica wikitesto]

Comuni sciolti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I segreti dei boss di Arcangelo Badolati, p.35-36
  2. ^ Badolati, 2009
  3. ^ Badolati, 2009
  4. ^ Città Operazione Missing, in Nuova Cosenza.
  5. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p172.
  6. ^ Mamma 'ndrangheta di Arcangelo Badolati, p.123
  7. ^ Badolati, 2014
  8. ^ Il grande bluff dell’Operazione Garden, in iacchite.com. URL consultato il 1º gennaio 2017.
  9. ^ Badolati, 2014
  10. ^ Badolati, 2014
  11. ^ Badolati, 2014
  12. ^ Badolati, 2014
  13. ^ a b II relazione semestrale del 2013 della DIA
  14. ^ alabria, bimbo di 3 anni e coppia uccisi e bruciati. Forse vendetta per droga, 19 gennaio 2014. URL consultato il 17 maggio 2015.
  15. ^ a b 'Ndrangheta, la relazione della Dia al Parlamento: «Il nuovo crimine è nel comune di Cutro», in http://www.laprovinciakr.it/, 2 febbraio 2015. URL consultato il 16 marzo 2015.
  16. ^ Badolati, 2014
  17. ^ Ndrangheta, decapitata la cosca Acri-Morfò: “organizzazione pericolosissima, in strettoweb.com, 26 ottobre 2016. URL consultato il 1º gennaio 2017.
  18. ^ Alessio Candito, ‘Ndrangheta, “per 15 anni favori alla cosca in cambio di voti”: arrestati 4 esponenti Pd. C’è un ex sottosegretario, in il fatto quotidiano, 23 marzo 2016. URL consultato il 25 marzo 2016.
  19. ^ Lucio Musolino, "A Rende la 'ndrangheta da anni controlla la politica": blitz nel Cosentino: 10 arresti, anche un ex sottosegretario, in repubblica.it, 23 marzo 2016. URL consultato il 25 marzo 2016.
  20. ^ a b Lamezia Terme e altri 4 comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, in corriere.it, 22 novembre 2017. URL consultato il 22 novembre 2017.}
  21. ^ Catanzaro, 170 arresti per ‘ndrangheta tra Italia e Germania. Dieci amministratori locali in manette, in ilfattoquotidiano.it, 9 gennaio 2018. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  22. ^ 'Ndrangheta: blitz dei Ros, 169 arresti, anche tre sindaci, in ansa.it, 9 gennaio 2018. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  23. ^ ’Ndrangheta, maxi operazione tra Italia e Germania: due sindaci tra i 169 arrestati, in lastampa.it, 9 gennaio 2018. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  24. ^ La 'ndrangheta che fa affari in Germania ma l'Europa non lo vuole sapere, in espresso.repubblica.it, 9 gennaio 2018. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  25. ^ ‘Ndrangheta, arrestato il maresciallo ex consigliere del ministro. Alle imprese diceva: “Guardiamo 4 cose e andiamo”, in ilfattoquotidiano.it, 7 luglio 2018. URL consultato l'8 luglio 2018.
  26. ^ 'Ndrangheta, agguato davanti al ristorante: ucciso a colpi di mitra nel Cosentino, in repubblica.it, 6 giugno 2018. URL consultato il 7 giugno 2018.
  27. ^ Badolati, 2009
  28. ^ Badolati, 2009
  29. ^ a b Badolati, 2009
  30. ^ a b c d e f g 023n003.pdf
  31. ^ 'Ndrangheta: 38 arresti in varie regioni In manette sindaco di Scalea e 5 assessori, 12 giugno 2013. URL consultato il 26 marzo 2014.
  32. ^ a b c d e f Seconda relazione semestrale del 2014 della DIA, p. 82

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]