'ndrangheta in Italia

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1leftarrow blue.svgVoce principale: 'ndrangheta.

«è oggi la più robusta e radicata organizzazione, diffusa nell'intera Calabria e ramificata in tutte le regioni del Centro-Nord, in Europa e in altri Paesi stranieri cruciali per le rotte del narcotraffico»

(Relazione 2008 della Commissione parlamentare antimafia del Presidente Francesco Forgione.[1][2])
'Ndrangheta in Italia per provincia. In blu le province con la presenza accertata di locali, in azzurro province in cui sono stati attestati illeciti legati alla 'ndrangheta (2017)

A partire dall'Ottocento, i primi elementi e indizi relativi a una prima criminalità organizzata calabrese emergono nel territorio reggino, ed è col Novecento che l'organizzazione criminale si estende prima in tutta la regione Calabria e poi nella seconda metà del Novecento in tutte le regioni del nord meta di emigrazione e nel Lazio. Gradualmente anche nelle restanti regioni. Si trovano elementi calabresi anche in Sicilia e Campania frutto di alleanze con le organizzazioni criminali locali.

Secondo la relazione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo del 2017 la 'ndrangheta è presente in quasi tutte le regioni d'Italia; in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana svolge attività di riciclaggio, mentre in Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Umbria esistono sodalizi consolidati dove o hanno soppiantato altre organizzazioni criminali o hanno stretto alleanze o hanno accordi di non ingerenza[3].

Bankitalia pubblica a ottobre 2019 uno studio su quanto la presenza mafiosa incida sul mondo del lavoro in cui afferma che dal 1971 al 2011 (40 anni) a causa delle infiltrazioni di 'ndrangheta nel centro e nord Italia l'occupazione è calata del 28%[4].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

In tutte le 20 regioni d'Italia si trovano delle 'ndrine. Oltre alla Calabria forti insediamenti si trovano in tutto il Nord Italia, e Centro Italia. In Sicilia e Campania dove già si trovano organizzazioni ben radicate è presente in virtù di alleanze fra le varie famiglie per la gestione e la stipulazione di affari illeciti. Secondo le forze di polizia italiane, al 2007 in Calabria operavano circa 155 famiglie[5][6] chiamate 'ndrine che affiliano circa 6.000 persone dedite ad attività criminali, legate quasi sempre tra loro da vincoli familiari.

Secondo un'indagine demoscopica del 2013 in Calabria e nel resto d'Italia, in particolare Piemonte, Liguria, Lazio e Lombardia opererebbero 141 'ndrine, nel mondo 113.

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

Calabria

Nella sua regione di origine il controllo della 'ndrangheta è amplissimo, estendendosi dal settore della sanità a quello dei trasporti e dei lavori pubblici, grazie a forti infiltrazioni nelle istituzioni, a partire dalla Regione, con complicità nelle forze politiche di ogni colore. In campo sanitario, si può citare il caso delle Asl di Palmi e Locri sciolte per mafia, quest'ultima per due volte, la seconda delle quali dopo l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Regionale Francesco Fortugno[7], omicidio che gli inquirenti ritengono compiuto proprio a causa delle infiltrazioni criminali nella Sanità regionale. La 'ndrangheta ha un completo controllo dei lavori sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria[8][9], che le varie 'ndrine si dividono per aggiudicarsi gli appalti. Il porto di Gioia Tauro vede la presenza di numerosi traffici illeciti, in particolare il commercio della droga, ma anche il contrabbando dei tabacchi e il traffico dei rifiuti, ma le 'ndrine gestiscono in gran parte anche le attività lecite.[10][11][12] Secondo il Magistrato calabrese Vincenzo Macrì (ex Direzione Nazionale Antimafia) la 'ndrangheta ha da una parte una vocazione mercantile esercitando commerci illeciti a livello internazionale (traffico di droga, armi, rifiuti tossici e via dicendo) dall'altra ha invece una vocazione istituzionale di controllo del territorio d'origine (sotto l'aspetto politico-amministrativo-istituzionale-imprenditoriale)[13].

Secondo il rapporto semestrale 2008 della DIA nella regione vi erano 136 gruppi attivi così distribuiti:

Provincia Numerosità
Reggio Calabria 73
Catanzaro 21
Crotone 21
Cosenza 14
Vibo Valentia 7

Italia settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

«Il concetto di una ’ndrangheta frammentata è superato, l’associazione tende sempre più ad aggregarsi muovendosi con padrini e capi società che operano sul territorio globale»

(Il procuratore Federico Cafiero de Raho dopo l'operazione Cerbero del 2019 in Piemonte)
Giuseppe Morabito, capobastone arrestato nel 2004

L'insediamento della 'ndrangheta al nord Italia ha tutta una sua peculiarità rispetto alle altre organizzazioni mafiose.

Difatti al nord vi sono delle vere e proprie filiali fisse delle cosche-madre della Calabria. Quindi un maggior controllo del territorio. Un esempio eclatante è la 'ndrina dei Mazzaferro: Giuseppe Mazzaferro controllava le "locali" (insieme di più 'ndrine) della Lombardia, Francesco Mazzaferro, con l'appoggio del cugino Rocco Lo Presti, boss di Bardonecchia, ormai potente in Piemonte fin dagli anni sessanta controllava Torino, e Vincenzo Mazzaferro Marina di Gioiosa Ionica, il luogo d'origine della 'ndrina. Le altre organizzazioni invece si stabiliscono al nord solo per il periodo dell'affare da stipulare. Questo fenomeno si è comunque esteso all'intero paese. Inizialmente scelgono paesi, anziché grandi città come basi operative per ricreare lo stesso ambiente d'origine e per un controllo migliore del territorio. Si potrebbe datare l'inizio della presenza mafiosa dagli anni cinquanta[14]. Il primo capobastone di rilievo ad arrivare al nord è Giacomo Zagari di San Ferdinando nel 1954, della piana di Gioia Tauro. Vive per un periodo a Gallarate e poi si trasferisce a Buguggiate.[15]

Molti 'ndranghetisti vengono mandati anche dallo stato in soggiorno obbligatorio. Questa procedura si rivelò controproducente, poiché i mafiosi ritrovarono lo stesso ambiente che lasciavano, e per il fatto che ormai ci si poteva spostare e comunicare velocemente in tutta Italia e tenere ugualmente i contatti con la Calabria.

Negli anni settanta con il caso Teardo venne alla luce la presenza di cosche in Liguria: Asciutto, Grimaldi, Bruzzaniti, De Stefano (esponenti del calibro di Paolo Martino e Vittorio Canale), e altre. Nella regione esiste anche una struttura della 'ndrangheta di enorme rilievo: la "camera di compensazione", che ha il compito di gestire e organizzare le attività mafiose della regione con quelle dei "locali" di Nizza e della Costa Azzurra.[16]. A Desio si insediano gli Iamonte-Moscato[17].

Ma è negli anni ottanta che la 'ndrangheta cominciò a investire al nord i proventi illeciti e al controllo dei mercati illegali. I mafiosi acquistarono immobili, alberghi, discoteche, imprese commerciali. Penetrarono nelle imprese che fallirono e successivamente se ne impossessarono. Nel 1985 a Buccinasco (MI) si svolse un incontro fra Sergi e Papalia per il controllo del traffico di eroina. Nel milanese sono gli anni di Giuseppe Flachi e Franco Coco Trovato.

Negli anni novanta Cosa nostra lascia il passo alla 'ndrangheta che si insedia in modo ancora più preponderante[18].[19]. Ciò, è dovuto anche alle azioni giudiziarie da cui è stata colpita Cosa nostra, e al numero notevolmente inferiore di pentiti. La 'ndrangheta inoltre ha intrecci con la politica al nord, come dimostrato da alcuni episodi avvenuti in Lombardia, Liguria e Piemonte. Nel 1995 venne arrestato Rocco Lo Presti, storico boss mafioso di Bardonecchia e della Val di Susa e sciolto per mafia il consiglio comunale di Bardonecchia[20][21], primo caso al nord. Sempre in questo periodo vi furono le operazioni "Wall Street", "Count Down", "Hoca Tuca", "Nord - Sud", "Belgio" e "Fine"[22]. che arrestarono in Lombardia oltre 3 000 persone. Le 'ndrine colpite furono: Flachi, Trovato, Papalia, Sergi, Morabito e Paviglianiti. A seguito delle operazioni nel 1995 si avviò il maxiprocesso conclusosi nel 1997 con condanne pesanti verso numerosi imputati.[23][24] Oggi le cosche nel sud di Milano (specie quelle dei Barbaro, Papalia e Sergi) monopolizzano appalti e subappalti nel campo edilizio e il traffico di cocaina[25]. Si può affermare che sul territorio milanese sono presenti in modo diretto o rappresentate con alleanze tutte le 'ndrine calabresi[26]. È molto forte anche la presenza delle cosche crotonesi, i Farao-Marincola e Oliverio e gli Arena specialmente, come è emerso nel 2009 dall'operazione Isola a Monza[27] e dai numerosi arresti di ciò che era la Locale di Lonate Pozzolo[28][29]. I lavori per l'Expo 2015 di Milano sono tuttora ad altissimo rischio infiltrazioni delle cosche[30][31]. Il 13 luglio 2010 viene scoperta una nuova struttura nel Nord Italia chiamata Lombardia che federa i locali del settentrione ma sempre alle dipendenze dei mandamenti calabresi. Il capo della Lombardia Carmelo Novella è stato ucciso a San Vittore Olona nel 2008 perché esigeva più indipendenza dalla Calabria, e fu sostituito il 31 ottobre 2009 con il platiota corsichese Pasquale Zappia in una riunione presieduta da Giuseppe Neri a Paderno Dugnano, incaricato anche di costituire una camera di controllo per gestire i vari locali lombardi[32][33][34].

La relazione della DIA al Parlamento, riguardo al 1º semestre 2010, rileva "nel Nord, soprattutto in Lombardia, una costante e progressiva evoluzione della 'ndrangheta" che si muove attraverso "consenso" e "assoggettamento"[35]; così determinando "un vero e proprio condizionamento ambientale che si è insinuato a tutti i livelli da quello sociale a quello economico e politico-amministrativo"[36].

Il 21 ottobre 2011, il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu afferma che in Liguria la criminalità organizzata calabrese è ben radicata e si interessano del settore edilizio, appalti in genere, traffico di armi e droga, ciclo dei rifiuti, gioco d'azzardo lecito e illecito[37].

A fine 2012 cade la giunta regionale della Lombardia a causa dei ripetuti indagati in consiglio regionale e per ultimo il coinvolgimento dell'assessore PDL Zambetti accusato di aver preso voti da Giuseppe D'Agostino dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara alle ultime elezioni[38][39].

Nella relazione annuale dell'antimafia del 2015 viene confermata l'attuale posizione di predominio nel Nord Italia rispetto ad altre associazioni criminali[40].

Tabella regionale[modifica | modifica wikitesto]

La Tabella è stata costruita con informazioni prese dai libri Fratelli di sangue di Nicola Gratteri, 'Ndrangheta. Le radici dell'odio di Antonio Nicaso e dalla Relazione della commissione antimafia del 2008[41].

Italia
Regione Località 'Ndrine presenti Affari
Abruzzo San Salvo, Pescara, Chieti, Francavilla al Mare Ferrazzo, Mancuso, Cuppari Traffico di droga
Basilicata Matera, Potenza, Pisticci Bellocco, Pesce, Serraino Creazione e protezione dei Basilischi.
Campania Napoli Alleanze con la Camorra.
Emilia-Romagna Bologna e provincia, Provincia di Forlì-Cesena, Modena e provincia, Parma, Piacenza, Ravenna e provincia, Reggio nell'Emilia e provincia, Rimini e provincia Arena, Barbaro, Bellocco, Cataldo, Cordì, Dragone, Grande Aracri, Mammoliti, Nicoscia, Nirta, Mazzaferro, Pompeo, Scriva, Morabito, Nirta-Strangio, Ursino, Vadalà, Pelle-Vottari, Vrenna-Ciampà-Corigliano-Bonaventura Narcotraffico, gioco d'azzardo, usura, estorsioni, traffico di armi.
Friuli-Venezia Giulia Gorizia, Monfalcone Mancuso Riciclaggio di denaro
Lazio Anzio, Civitavecchia, Fondi, Formia, Gaeta, Nettuno, Roma e provincia, Pontinia Terracina Alvaro, Avignone, Barbaro, Bellocco, Condello, De Stefano, Farao-Marincola, Mollica, Iamonte, Ruga-Metastasio, Morabito, Nirta-Strangio, Nirta, Gallace-Novella, Palamara, Pesce, Piromalli, Pisano, Tripodo, Zagari-Viola-Fazzalari, Monterosso Edilizia, esercizi commerciali, estorsione, gioco d'azzardo, pizzo sulle attività criminali, riciclaggio denaro, traffico di stupefacenti, usura.
Liguria La Spezia, Genova, Lavagna, Imperia, Rapallo, Sanremo, Sarzana, Savona, Taggia, Ventimiglia Albanese, Bellocco, Bruzzaniti, Condello, Cordì, De Stefano, Pesce, Iamonte, Libri, Commisso-Macrì, Mazzaferro, Morabito, Papalia, Piromalli, Rodà, Romeo, Santaiti, Ursino Ristorazione, smaltimento rifiuti, gioco d'azzardo, usura, estorsioni, ricilaggio, attività imprenditoriale nel settore videogiochi/scommesse e stabilimenti balneari, traffico di cocaina.
Lombardia Bergamo e provincia, Brescia e provincia, Como e provincia, Lecco e provincia, Milano e provincia, Monza e provincia, Muggiò, Pavia e provincia, Sondrio, Varese e Varese Arena, Barbaro, Critelli, Bellocco, De Stefano, Di Giovine, Facchineri, Gattini, Grande Aracri, Iamonte, Mancuso, Mazzaferro, Monterosso, Morabito, Nicoscia, Maesano-Pangallo, Papalia, Oliverio, Paparo, Paviglianiti, Pesce, Trovato Traffico di cocaina ed eroina, armi, edilizia, locali notturni.
Marche Ancona, Camerino Marina di Montemarciano, Falconara Marittima e Senigallia Alvaro, Cordì, Bellocco, Commisso-Macrì, Nirta, Ursino Traffico di cocaina, sbubba (eroina) e fumo.
Molise Termoli, Campomarino Ferrazzo, Bellocco Traffico di droga
Piemonte Alessandria, Bardonecchia, Biella, Canavese, Carmagnola, Chivasso, Ivrea, Torino, Oulx, Val di Susa, Volpiano Lo Presti, Agresta, Belcastro, Belfiore, Bonavota, Bruzzaniti, D'Agostino, Ilacqua, Macrì, Mancuso, MonterossoMorabito, Marando, Napoli, Pesce, Bellocco, Palamara, Polifrone, Romanello, Trimboli, Ursino, Varacalli, Vrenna Traffico di stupefacenti, prostituzione, traffico di armi, usura, estorsioni, gioco d'azzardo, riciclaggio, edilizia.
Puglia Bari, Taranto Bellocco Favoreggiamento alla creazione della Sacra corona unita, alleanze con la Camorra barese e con la Società foggiana, traffico di droga
Sardegna Cagliari e provincia: Guasila Nirta-Strangio, Ferrentino-Chindamo-Lamari-D'Agostino, Ferrazzo Traffico di cocaina ed eroina, immobili.
Sicilia Messina Morabito Favoreggiamento alla creazione della mafia messinese, alleanze con Cosa nostra
Toscana Provincia di Lucca, Provincia di Pisa, Provincia di Pistoia, Provincia di Prato Versilia Alvaro, Bellocco, Facchineri, Farao, Gallace, Iamonte, Mancuso, Marincola, Nirta, Novella, Raso Edilizia, traffico di droga.
Trentino-Alto Adige Provincia autonoma di Bolzano Traffico di stupefacenti.
Umbria Perugia, Ponte San Giovanni, Terni Bruzzaniti, Facchineri, Morabito, Palamara Traffico di droga, edilizia, alleanza con i casalesi.
Valle d'Aosta Aosta Asciutto, Grimaldi, Facchineri, Iamonte, Libri, Neri, Nirta, Torcasio Estorsioni, traffico di droga
Veneto Treviso, Provincia di Padova, Provincia di Verona, Provincia di Vicenza Grande Aracri, Morabito, Pesce Riciclaggio di denaro, traffico di stupefacenti, traffico d'armi, estorsioni.

Attività della 'Ndrangheta per regione[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo

In questa regione secondo la prima relazione semestrale del 2017 della DIA opererebbero i Morabito-Palamara-Bruzzaniti[42] e in una relazione portata in parlamento il 30 aprile 2018, a seguito dell'operazione Isola Felice conclusasi nel 2016 sembrerebbe che dopo lo smantellamento del gruppo egemone campano clan Cozzolino (operazione Adriatico) il posto sarebbe stato preso dai Ferrazzo in cui capo-ndrina avrebbe gestito una organizzazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti nel sud dell'Abruzzo insieme ai Marchese di Messina[43].

Di seguito le ultime operazioni eseguite negli ultimi 10 anni:

Il 27 maggio 2011 la DDA dell'Aquila scopre a San Salvo una raffineria di droga messa in piedi da tre presunti esponenti dei Ferrazzo[44].

Il 19 dicembre 2011 si conclude l'operazione Lypas permette di arrestare per associazione mafiosa 4 imprenditori aquilani in relazione con i Borghetto-Caridi-Zindato di Reggio Calabria che volevano inserirsi negli appalti di ricostruzione post terremoto[45] come già accadde con l'operazione Alta Tensione conclusasi il 29 ottobre 2010[45].

Il 7 novembre 2012 da una inchiesta della DDA di Catanzaro emerge il presunto coinvolgimento della cosca Mancuso per i lavori di ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo[46].

Il 2 settembre 2016 si conclude l'operazione Isola Felice che porta all'arresto di presunti esponenti della 'ndrangheta crotonese: i Ferrazzo, in particolare a San Salvo[47].

Il 10 gennaio 2017 si conclude l'operazione Buena Ventura che scopre un traffico internazionale di droga passante anche da due affiliati dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara operanti a Pescara[42].

Il 1º agosto 2018 viene arrestato a Bergamo, Simone Cuppari considerato capo di una cellula di 'ndrangheta insediata a Francavilla al Mare e latitante dal febbraio 2017 accusato di un traffico di droga proveniente da 'ndranghetisti lombardi del Locale di Platì. Era già ricercato nelle operazioni Sparta, Banco Nuovo e Design[48].

località 'ndrine Attività illecite
Mancuso Appalti
L'Aquila[45] Borghetto-Caridi-Zindato[45] Appalti ricostruzione post-terremoto[45] (Operazioni Alta Tensione del 2010[45] e Lypas del 2011[45])
San Salvo[47] (CH) Ferrazzo[42][47] Traffico di droga (Operazione Isola Felice del 2016[47])
Chieti Cuppari Traffico di droga (2018)
Francavilla al mare Cuppari Traffico di droga (2018)
Pescara[42] Morabito[42], Cuppari Traffico di droga (Operazione Buena Ventura del 2017[42])

Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

In Basilicata il primo locale di 'Ndrangheta fu creato a Potenza col consenso del Locale di San Luca e affidato a Renato Martorano[49].

Successivamente si crea un locale anche a Matera. Vi sono affiliati dei clan di Cirò e del Reggino[49].

Nel 2002 con l'operazione maniglia si viene a conoscenza della presenza degli Ierinò a Pisticci in provincia di Matera[50].

località 'ndrine Attività illecite
Potenza

Campania[modifica | modifica wikitesto]

In Campania la 'Ndrangheta ha gestito in alleanza con la Camorra molti affari. In passato il contrabbando di sigarette. Negli anni '70, secondo il pentito Giacomo Lauro, c'è stata un'alleanza fra la ndrina dei De Stefano e la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo per organizzare l'omicidio del capobastone Domenico Tripodo, allora in prigione nel carcere di Poggioreale, durante la prima guerra di 'ndrangheta per volere di Paolo De Stefano. Per l'occasione Cutolo fu anche affiliato alla 'Ndrangheta. Il pentito afferma anche di collegamenti con Carmine Alfieri. Attualmente ci sono legami fra le ndrine del cosentino e la camorra salernitana (in particolare nel 2017 i Rango-Zingari con il clan Senese[51].

Secondo la prima relazione semestrale del 2017 della DIA si registrano attività legate all'importazione di cocaina da parte dei Molè[51], degli Alvaro[51] e dei Crea[51]. Secondo lo studioso Antonio Nicaso sarebbe attiva nel salernitano[52].

località 'ndrine Attività illecite
Napoli Bellocco, Pesce Traffico di droga
Salerno Traffico di droga[53]

Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: 'Ndrangheta in Emilia-Romagna.
'ndrangheta In Emilia-Romagna 2017

«Potenza organizzativa con una peculiare capacità reattiva e sapeva al contempo operare sempre più a 360 gradi, con una sorprendente abilità mimetica per meglio infiltrarsi nel tessuto economico imprenditoriale sano della regione»

(Giudici della Corte di Appello di Bologna durante il processo Aemilia (Febbraio 2018) [54])

In Emilia-Romagna è già ben radicata fin dagli anni '80[55]. Secondo il pentito Antonio Valerio (processo Aemilia) operavano i Lucente, i Bonaccio, Salvatore Tirotta, la 'ndrina dei Dragone rappresentata da Raffaele Dragone e Antonio Muto, esponenti del locale di Cutro e un altro gruppo formato da Antonio Fava, Rocco Gualtieri (ora collaboratore), Rosario Sorrentino, Antonio Macrì, Nicola Vasapollo e Antonio Garà[56]. Col permesso della 'ndrangheta di San Luca, si aprì un locale a Reggio Emilia dipendente da Cutro[56].

L'analisi dell'Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università (CROSS) di Milano a settembre 2018 presenta un rapporto guidato da Nando Dalla Chiesa che descrive le operazioni di insediamento dei Grande Aracri a Brescello e l'espansione nella provincia di Reggio Emilia, Parma, Modena per l'Emilia-Romagna e di Mantova, Cremona e Piacenza per la Lombardia definita come omeopatica, ovvero a lungo termine e non in maniera aggressiva[57].

Tra 1999 e il 2004 scoppia una faida che uccide 12 persone in provincia di Reggio nell'Emilia. Ne scoppia una anche tra i Dragone e i Vasapollo[58]

Dopo la morte dello storico boss Antonio Dragone nel 2004 Nicolino Grande Aracri decide di aprire il locale di Reggio Emilia sotto la guida dei Nicoscia[59].

Dal 2007 il capo dei Vrenna-Bonaventura diventa un pentito e racconta le attività illecita della sua cosca a Parma e Reggio Emilia. Divenne capo in carcere, proprio a Parma, per volere di suo Zio Gianni Bonaventura[60].

Partendo da una intercettazione ambientale nei confronti del diciottenne Umberto Bellocco nel 2009 si conclude l'operazione delle forze dell'ordine Rosarno è Nostro che porta all'arresto di 6 membri dei Bellocco: Rocco Bellocco (1952), Domenico Bellocco (1977), Domenico Bellocco classe 1980), Umberto Bellocco (1991), Rocco Gaetano Gallo (1953) e Maria Teresa D`Agostino (1959) pre prevenire una possibile guerra a Bologna con l'emergente famiglia di etnia rom degli Amato. Questi ultimi ritenevano responsabili i Bellocco dell'omicidio di Cosimo Amato e di Mario Amato[61].

Dall'indagine Black Money conclusasi nel 2013 si scopre un coinvolgimento nel gioco d'azzardo illegale via internet ed una manomissione delle macchine da gioco. Nicola Femia, principale esponente del gruppo criminale messo in piedi nel modenese è indagato in altre due inchieste che lo vedono in relazione con il Clan dei casalesi della zona[62]. Nicola Femia, affiliato ai Mazzaferro era in contatto con gli Alvaro e i Valle-Lampada di Milano[63], svolgeva i suoi affari nell'area di Modena e di Ravenna ma da gennaio 2013 è in carcere[64]. Fu accusato anche di aver minacciato il giornalista Giovanni Tizian.

Il 28 gennaio 2015 si conclude l'operazione Aemilia con l'arresto di 160 persone in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia delle procure di Bologna, Catanzaro e Brescia tra cui affiliati dei Grande Aracri e il presunto capo di Reggio Emilia Nicolino Sarcone, il capogruppo di Fi di Reggio Emilia, Giuseppe Pagliani. Le persone sono accusate di: associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti[65][66].

A Gennaio 2016 si decide di non sciogliere il comune di Finale Emilia anche se la commissione d'accesso prefettizia aveva dichiarato "non impermeabilità del municipio alle infiltrazioni"[67][68].

Il 20 aprile 2016 viene sciolto Brescello, il primo comune della regione Emilia Romagna[69][70][71]. Il Consiglio di stato l'8 dicembre 2017 ne conferma lo scioglimento poiché l'ex sindaco vi aveva fatto ricorso dopo un ricorso al Tar del Lazio[72]. A distanza di un anno, il 20 settembre 2018 Nando Dalla Chiesa afferma a riguardo di Brescello "Non un’alluvione, ma una marea salita lentamente fino a sommergere tutto. Così la 'ndrangheta ha attuato la conquista dal basso", in un dossier commissionato da Cgil, Anpi e Auser di Reggio Emilia[73].

Il 20 giugno 2017 si conclude l'operazione Tempio della polizia e della Guardia Civil spagnola che scopre i Filippone-Bianchino-Petullà di Melicucco in azione con organizzazioni criminali romane per il traffico di cocaina proveniente dal Sud America e passante dalla Spagna e destinato a Roma, Rieti, Forlì e Spoleto. Vengono arrestate 54 persone[74].

Il 28 novembre 2017 ad una udienza del processo Aemilia Antonio Valerio presenta quella che sarebbe la struttura della 'ndrangheta in Emilia-Romagna con sette cerchi su un livello e sette cerchi su un altro. Ogni cerchio è in relazione coi limitrofi. Ogni cerchio rappresenta un centro di potere e nessuno prevale sugli altri. Un cerchio rappresenta Nicolino Sarcone, uno i Vertinelli, uno i Floro Vito, i Frontera, i Cappa e Pallone, i Gualtieri, i Villirillo, i Mancuso e i Muto[75]. Per il pentito Nicolino Sarcone comandava a Reggio Emilia, Alfonso Diletto nella Bassa Reggiana, Francesco Lamanna nel piacentino e nel cremonese[76].

Il 16 ottobre 2018 il pentito Antonio Valerio in una sua deposizione nel processo Aemilia racconta della presenza nel luogo della 'ndrina di etnia rom degli Amato originari di Rosarno[77].

Emilia-Romagna
località 'ndrine Attività illecite
Bologna[78] Amato[61], Bellocco[61], Nicoscia Traffico internazionale di droga (Operazione Due Torri Connection del 2011 e Processo omonimo del 2017)[79]
Forlì[78] Forastefano, Filippone[74] Estorsioni, traffico di droga[74]
Modena[78] Dragone, Nicoscia, Mazzaferro, Cordi Traffico di armi, gioco d'azzardo illegale, estorsioni, traffico di droga[56]
Maranello (MO) Cataldo, Dragone Traffico di armi
Parma[80] Grande Aracri[80], Nicoscia, Vrenna-Bonaventura[60]
Fidenza[80] Grande Aracri[80]
Salsomaggiore Terme[80] Grande Aracri[80]
Piacenza[80] Grande Aracri[80] Analisi CROSS del 2018
Ravenna Mazzaferro Gioco d'azzardo
Reggio nell'Emilia[78][80] Amato[77], Grande Aracri[80] , Nicoscia, Dragone, Vrenna-Bonaventura[60] Estorsioni, traffico di droga[56](Processo Aemilia - 2018)
Brescello[80] Grande Aracri[80] Analisi CROSS del 2018
Rimini[78]

Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

In Friuli Venezia Giulia e precisamente a Monfalcone, esisterebbe un locale di 'ndrangheta, di cui era a capo Giuseppe "Pino" Iona, secondo il pentito Francesco Oliverio e secondo la Direzione distrettuale antimafia di Trieste,[81] ma secondo la prima relazione semestrale della DIA del 2017 non si registrano ancora vere infiltrazioni di ndrangheta. L'operazione Provvidenza del 2017 ha portato al sequestro di due attività nel centro commerciale di Pradamano (Udine) riconducibili a membri del Piromalli[82].

località 'ndrine Attività illecite
Gorizia Costa
Monfalcone[81] Traffico di stupefacenti[81], traffico illegale di armi[81]

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: 'Ndrangheta nel Lazio.
Lazio
Presenza della 'ndrangheta nel Lazio (2017)
Presenza della 'ndrangheta a Roma - 2012 (Arancione chiaro) - 2018 (Arancione)

La presenza della 'Ndrangheta nel Lazio comincia dagli anni '70[83]. Il pentito Francesco Fonti confessa anche coinvolgimenti a Roma per la ricerca di Aldo Moro quando fu sequestrato dalle Br e contatti con la Banda della Magliana[84].

Fu il 10 luglio del 1973 che fu sequestrato a Roma John Paul Getty III per volere dei Mammoliti, Piromalli e Femia, e liberato solo il 17 dicembre dello stesso anno lungo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria all'altezza di Lauria in Basilicata, dopo cinque mesi di segregazione e il pagamento di un miliardo e settecento milioni di lire.

Nel novembre 2005 viene sciolto il primo comune laziale: Nettuno, per l'infiltrazione dei Gallace, ora sotto processo Appia[85].

Secondo una mappa del 2012 del quotidiano Repubblica nella città di Roma i Morabito-Bruzzaniti-Palamara, gli Speranza e gli Scriva controllano Flaminio e zona Nord, i Marando, i Sergi e i Gallace San Basilio, gli Alvaro, i Gallico e i Pelle il Centro, Prati, San Giovanni e i Parioli, gli Ierinò Borghesiana, i Gallace e gli Alvaro infine si trovano nuovamente a Tor Bella Monaca[86].

Il 24 aprile 2018 nel rapporto 2018 "Mafie nel Lazio" dell'Osservatorio per la sicurezza e la legalità della regione Lazio emergerebbe che gruppi criminali riconducibili alla Camorra e alla 'ndrangheta svolgono attività di narcotraffico e di gestione dei rifiuti[87].

L'11 luglio 2018 vengono arrestate a Rocca di Papa (Roma) 4 persone e sequestrati loro beni del valore di 4 milioni di euro in quanto accusati di intestazione fittizia di beni, trasferimento fraudolento di valori, finalizzato ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. Sarebbero in relazione con i Molè[88][89].

località 'ndrine Attività illecite
Roma Alvaro[90], Bruzzaniti, Filippone[74], Gallace, Gallico[90], Mollica[90], Morabito, Ierinò, Nirta[91], Palamara, Pelle, Piromalli, Sergi, Scriva, Vottari riciclaggio di denaro[90], estorsione, traffico di droga (Operazione Tempio del 2017[74]), esercizi commerciali
Monterotondo Bruzzaniti[86]
Montespaccato Filippone[74] Traffico di droga[74]
Morlupo Morabito[86]
Rocca di papa Molè[88] Intestazione fittizia di beni (2018)[88]
Nettuno Gallace, Monterosso[85]
Rieti Filippone[74] Traffico di droga[74]
Tivoli Giorgi[92] Traffico di droga (Operazione Tivoli-Silentes del 2015[92])
Latina Alvaro[93], Gangemi[93], Strangio[93]
Aprilia Strangio[93]
Fondi Pesce-Bellocco[93], Tripodo[93] Gestione del MOF

(Operazione Damasco 1-2)

Viterbo e provincia[94] Nucera[95], Mammoliti[95], Libri[95], Mollica[95] Smaltmento rifiuti[95], strutture alberghiere[95]

Liguria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: 'ndrangheta in Liguria e Camera di controllo.

La presenza in Liguria di cellule criminali incomincia all'inizio degli anni sessanta[96]. A Ventimiglia è stato creato l'omonimo Locale. In questa regione è presente la struttura organizzativa detta camera di compensazione che mette in comunicazione i locali di 'Ndrangheta della Costa Azzurra.

Nel 1993 si svolge ii primo processo per mafia nella regione tra cui vede imputata la 'ndrina dei Mafodda, operante nella Provincia di Imperia, e attiva già dagli anni '80 nel traffico di droga[97][98].

Con l'operazione Crimine del 2010 si conferma la presenza di una camera di controllo, con un referente che comunica le attività in Liguria con la sovrastruttura del Crimine in Calabria.

Nel marzo 2011 Il primo comune ligure viene sciolto per infiltrazioni mafiose dei Pellegrino: Bordighera[99]. Il 25 giugno 2011, il sindaco di Ventimiglia si dimette per evitare il commissariamento e scioglimento per mafia[100].

Il 2 giugno 2011 si conclude l'operazione Maglio 3[101] che fa luce sulle attività criminali dei locali di Genova, Ventimiglia, Lavagna e Sarzana, del loro organo di coordinamento: la camera di compensazione della Liguria e dell'infiltrazione nelle elezioni amministrative del 2010[102]. Sarebbero coinvolti nell'inchiesta anche il vicesindaco di Ventimiglia, i consiglieri regionali Pdl Alessio Saso e Aldo Luciano Praticò accusati di voto di scambio[103]. Infine, il presidente del consiglio della regione Liguria dell'UDC Rosario Monteleone, che secondo la ricostruzione dei magistrati, nel 2005 sarebbe figurato come beneficiario di voti di mafia[103].

Il 21 ottobre 2011, il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu afferma che la criminalità organizzata calabrese è ben radicata e si interessano del settore edilizio, appalti in genere, traffico di armi e droga, ciclo dei rifiuti, gioco d'azzardo lecito e illecito[104].

Il 3 febbraio 2012 anche il comune ligure di Ventimiglia viene sciolto per mafia[105].

Secondo il pentito Francesco Oliviero, ex capo locale di Belvedere di Spinello, in Provincia di Crotone afferma che in Liguria non esistono solo i 4 locali finora individuati di Genova, Ventimiglia, Sarzana e Lavagna ma tra i 10 e i 15 e che sarebbero presenti anche i De Stefano di Reggio Calabria per il riciclaggio di denaro[106].

Il 31 ottobre ottobre 2017 vengono sequestrati beni a Genova per il valore di 900.000 euro di Salvatore Zappone, oggi morto e presunto capobastone del centro di Genova. Lui ed il figlio sarebbero responsabili di traffici di droga e della prostituzione dell'area[107].

A novembre 2017 è ancora in corso il processo "I conti di Lavagna".

Liguria
località 'ndrine Attività illecite
Genova[108] Libri, Raso, Gullace, Albanese, Mamone[109] traffico di droga, appalti pubblici (Eco.Ge dei Mamone)
Lavagna[108] Nucera[109] - Rodà[110] Smaltimento rifiuti, edilizia, traffico di stupefacenti, usura, scommesse
Rapallo[108]
Imperia[108] Iamundo, Ventre, Sergi
Bordighera Pellegrino-De Marte[106] Appalti pubblici, traffico di droga[106]
Sanremo[108]
Taggia[108] Mafodda[97][98] Condizionamento delle elezioni politiche locali, appalti pubblici, traffico di droga
Ventimiglia[108] Condizionamento delle elezioni politiche locali[101], appalti pubblici, traffico di droga, usura
La Spezia Bellocco, Iamonte, Raso
Ameglia[109]
Arcola[109]
Sarzana[108] Romeo[109] edilizia
Savona[108] Cordì, Santaiti, Fazzari[109]
Varazze[111]. Stefanelli[111] traffico di droga[111]

Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: 'ndrangheta in Lombardia e Camera di controllo della Lombardia.

«Milano capitale della 'ndrangheta...Si può dire che le capitali della 'ndrangheta non sono più Reggio Calabria, Gioia Tauro o San Luca, ma Corsico, Buccinasco e forse la stessa Milano»

(Enzo Macrì[112])

Il primo capobastone di rilievo ad arrivare in Lombardia è Giacomo Zagari di San Ferdinando nel 1954, della piana di Gioia Tauro. Vive per un periodo a Malnate e poi si trasferisce a Buguggiate.[58]. La 'ndrangheta in Lombardia si è insediata in tutte le province ma soprattutto in quelle di Milano, Varese, Como, Lecco, Brescia e Pavia. Le 'ndrine provengono per lo più dalla Locride come i Barbaro e i Papalia, i Bruzzaniti-Morabito-Palamara e i Pizzata ma ci sono anche ndrine del resto della provincia reggina come Modaffieri-Mondella, i Di Giovine e i Manno-Maiolo di Reggio Calabria, i Mazzaferro di Gioia Tauro e gli Iamonte-Moscato di Melito di Porto Salvo, ma anche gli Arena di Isola di Capo Rizzuto e i Farao-Greco di Cosenza e gli Oliverio di Belvedere Spinello (KR). Come afferma l'espresso nel numero del 3 gennaio 2008, nella regione possiedono bar, discopub e club privè (Discoteca Cafè Solaire, Madison e il night club For a King[113]). Si dedicano al traffico di droga in collaborazione coi colombiani[114], usura, estorsione[115]. Hanno forti collegamenti in campo bancario, finanziario e istituzionale. Sono risaliti alle cronache i paesi in provincia di Milano di Buccinasco e Corsico dove risiede un forte numero di persone originarie di Platì. Il sindaco di Buccinasco ha ricevuto varie minacce. In Brianza come afferma Nicola Gratteri[116] le cosche si occupano anche di intermediazione immobiliare e finanziaria, e conducono imprese nel campo della ristorazione. La DIA ha rilevato a Brescia, come un altro luogo della regione in cui vengono riciclati i soldi derivati dal narcotraffico, ma si occupano anche di usura, traffico d'armi ed estorsione. A Milano la 'ndrangheta utilizza il mercato ortofrutticolo, dove è particolarmente diffuso il lavoro irregolare, come base logistica per il traffico della cocaina, particolarmente fiorente nel capoluogo lombardo[117]. Saverio Morabito (1952) diventa collaboratore di giustizia nel 1993 (arrestato nel 1990 per traffico di eroina), svela i retroscena di 9 sequestri di persona (tra cui di Cesare Casella e di Augusto Rancilio), 14 omicidi, traffici di droga e alleanze tra le 'ndrine e le cosche siciliane nel milanese, specialmente a Corsico, Buccinasco e Cesano Boscone[118]. Nel 1994 il pentito Francesco Fonti aveva individuato una cinquantina di locali nel territorio, indicandone anche i capi per quaranta di essi[119]. Negli anni '90 a Vimercate scoppia una faida tra il clan di Carmelo D'Amico del figlio Antonio Miriadi e dei suoi nipoti Vincenzo e Giovanni Miriadi, vicini agli Iamonte e dei Flachi. Le forze dell'ordine riescono ad arrestare i componenti dei clan che vengono accusati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione e omicidio[120][121][122].

Nel 2008 sembra ci sia stato un tentativo da parte della 'ndrina degli Arena di infiltrarsi negli appalti per l'Expo 2015[30]; tuttora il rischio infiltrazione nella corsa agli appalti pare essere altissimo[123]. Il 16 marzo 2009 i carabinieri di Monza, nell'operazione Isola iniziata nel 2006, hanno ordinato l'arresto di più di 20 persone a Milano, Crotone, Catanzaro e Taranto per associazione mafiosa, estorsione, porto illegale d'armi e tentato omicidio, tra questi i Paparo alleati dei Nicoscia e degli Arena, accusati di sfruttamento dell'immigrazione, riciclaggio, favoreggiamento di latitanti e atti di intimidazione nella costruzione delle grandi opere pubbliche della Lombardia come alcune tratte dell'alta velocità ferroviaria Milano-Venezia. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate armi tra cui un lanciarazzi della NATO e beni del valore di 10 milioni di euro[124][125]. PROC. Pen N. 5707/2010 la DDA di Catanzaro in data 22/12/2011 ordina l'ordinanza di applicazioni misure cautelari personali a Francesco Oliverio ritenuto a capo dell'omonimo clan di Belvedere Spinello e più 'ndrine distaccate nella valle del Neto in provincia di Crotone e nel Milanese, in Lombardia e all'estero relazionandosi direttamente con il crimine di Cirò. Delitti in materie di armi, esplosivi e munizionamento,in particolare commercio di sostanze stupefacente abusivo esercizio di attività finanziaria, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economica, corruzione, favoreggiamento latitanti, corruzione e coercizione elettorale, intestazione fittizia di bene, ricettazione,OMICIDI. Il 13 luglio 2010 viene scoperta una nuova struttura nel Nord Italia chiamata Lombardia che federa i locali del settentrione ma sempre alle dipendenze dei mandamenti calabresi. Il capo della Lombardia fino al 2007 sarebbe stato Cosimo Barranca di Caulonia, presunto capo della Locale di Milano[126][127][128], poi Carmelo Novella che fu ucciso a San Vittore Olona nel 2008 poiché esigeva più indipendenza dalla Calabria, e fu sostituito il 31 ottobre 2009 con il platiota che vive a Corsico Pasquale Zappia in una riunione presieduta da Giuseppe Neri a Paderno Dugnano, incaricato anche di costituire una camera di controllo per gestire i vari locali lombardi[32][33][129]. Nel novembre 2010, per la prima volta un comune lombardo si scioglie per evitare il commissariamento per infiltrazioni mafiose: Desio[130]. A Desio si erano insediati fin dagli anni '70 gli Iamonte-Moscato[131][17]

A fine 2012 cade la giunta regionale a causa dei ripetuti indagati in consiglio regionale e per ultimo il coinvolgimento dell'assessore PDL Zambetti accusato di aver preso voti da Giuseppe D'Agostino dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara alle ultime elezioni[132][133].

Dopo le 110 condanne del 2011, nel 2013 vengono comminati altri 15 ergastoli nei processi scaturiti dalle indagini Crimine e Infinito e condannati a diversi anni di carcere un giudice, un politico e un finanziere[134][135].

Il 16 ottobre 2013 viene sciolto il primo comune per mafia in Lombardia: Sedriano[136][137].Il 5 novembre 2014 il Tar del Lazio discuterà il ricorso contro lo scioglimento presentato da sette consiglieri comunali.

A ottobre 2013 cadono in cassazione i processi Cerberus, Parco Sud e quello nei confronti di Marcello Paparo[138].

Il 18 novembre 2014 si conclude l'operazione Insubria vengono arrestate 40 persone, presunte affiliate ai locali di Fino Mornasco, Cermenate e Calolziocorte in provincia di Lecco e Como. Per la prima volta viene filmato il rito di passaggio alla dote di Santa[139][140][141]

Lombardia

Il 24 maggio 2017 si conclude l'operazione Area 51 che porta all'arresto di 21 persone, di cui presunti esponenti di 'ndrangheta dei Gallace che avevano base logistica ad Arluno, in Provincia di Milano da cui, almeno dal 2013, avrebbero organizzato traffici internazionali di cocaina con alcuni colombiani riforneno in particolare la città stessa di Arluno, Sedriano e Vittuone. Il rapporto tra i Gallace di Guardavalle (CZ) e Arluno sarebbe stato gestito da Raffaele Procopio mentre il gruppo era guidato da Francesco Riitano, cugino di primo grado di Vincenzo Gallace (in carcere). Infine all'aeroporto di Malpensa due tecnici che si stavano apprestanto a studiare le carlinghe degli aerei per poter all'interno nascondere lo stupefacente[142][143].

Località 'ndrine Attività illecite
Milano Barbaro, Branca, Criaco, Monterosso, Crisafulli, Flachi, Mazzaferro, Morabito, Pangallo, Paviglianiti, Pesce
Assago[108]. (MI) Piromalli, Mammoliti
Bareggio (MI) Musitano
Bollate (MI) Mandalari, Novella
Bresso (MI)
Buccinasco[108] (MI) Amanta, Barbaro, Catanzariti, Molluso, Papalia, Parisi, Perre, Trimboli, Violi
Cesano Boscone[108] (MI) Facchineri,[144] Piromalli, Mammoliti traffico di droga
Cologno Monzese (MI) Arena, Nicoscia, Paparo sfruttamento immigrazione, favoreggiamento latitanti, infiltrazioni nelle grandi opere pubbliche e intimidazioni verso imprese
Cormano (MI)
Cornaredo[145] Mazzaferro[146] (negli anni '70), Mangeruca[145]
Corsico[108] (MI) Amanta, Barbaro, Catanzariti, Molluso, Papalia, Parisi, Perre, Trimboli, Violi
Cuggiono (MI) Callipari
Inveruno (MI) Manno, Maiolo
Lentate sul Seveso (MI) Mazzaferro
Melzo (MI) Manno, Maiolo
Novate (MI) Mandalari, Novella
Pioltello[147] (MI) Manno, Maiolo
Rho (MI) Oliverio
Rozzano[108] (MI) Piromalli, Mammoliti
Trezzano sul Naviglio (MI)[108]
Solaro (MI)
Bergamo Pesce, Bellocco Traffico di droga
Brescia (BS) Pesce, Bellocco Traffico di droga
Lumezzane (BS) Mazzaferro
Cremona Grande Aracri, Farao-Marincola[148] Analisi CROSS e operazione Stige del 2018
Como Bellocco, Mazzaferro, Pesce Traffico di droga
Appiano Gentile (CO) Mazzaferro
Canzo (CO)[149]
Cermenate (CO) Mazzaferro
Erba (CO) Arena-Nicoscia[150] Crimine, 2010[150]
Fino Mornasco (CO) Mazzaferro
Mariano Comense (CO) Mazzaferro
Mozzate (CO) Tripepi-De Marte-Spinella[151][152] traffico di droga (San Marco 2014)[151], estorsioni (San Marco 2014)[151]
Senna Comasco (CO) Mazzaferro
Lecco Trovato narcotraffico
Calolziocorte (LC)
Mantova Grande Aracri[153] Analisi CROSS del 2018
Monza Arena, Iamonte, Mazzaferro
Desio (MB) Iamonte, Moscato Appalti, traffico di rifiuti, furto
Seregno (MB) Mancuso, Mazzaferro Estorsione, Agenzia di sicurezza (Buttafuori), traffico di droga
Vimercate (MB) Miriadi-Iamonte, Flachi Estorsioni, traffico di droga
Sondrio Pesce, Bellocco Traffico di droga
Pavia (PV) Mazzaferro
Vigevano (PV) Valle
Varese (VA) Mazzaferro
Busto Arsizio (VA) Tripepi-De Marte-Spinella[151][152], Sergi traffico di droga (San Marco 2014)[151], estorsioni (San Marco 2014)[151]
Cislago (VA) Tripepi-De Marte-Spinella[151][152] traffico di droga (San Marco 2014)[151], estorsioni (San Marco 2014)[151]
Gallarate (VA) Sergi estorsioni
Saronno (VA) Tripepi-De Marte-Spinella[151][152] traffico di droga (San Marco 2014)[151], estorsioni (San Marco 2014)[151]

Marche[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 novembre 2012, il magistrato calabrese Nicola Gratteri afferma che sono operative ben 10 delle più importanti famiglie di 'Ndrangheta del reggino e del vibonese[154].

Il 15 luglio 2014 si conclude l'operazione Aspromonte vengono arrestate 13 persone accusate di trasferimento fraudolento di valori e usura nella zona di Fano[155].

Il 21 dicembre 2017 la Guardia di Finanza di Ancona esegue il sequestro più grande nella storia della Marche, con beni del valore di 700.000 euro tra Monterado, Ripe e Ponte Sasso di Fano e riconducibili a Giuseppe Ioppolo vicino ai Falconieri di Melicucco[156].

località 'ndrine Attività illecite
Macerata[51] Farao[51]
Camerino (MC) Cordì Traffico di cocaina
Fermo[51] (MC) Farao[51]
Macerata Feltria (PU) Ursini[51]
San Benedetto del Tronto (AP)[51] Gallace-Galelli[51]

Molise[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 settembree 2016 si conclude l'operazione Isola Felice che porta all'arresto di presunti esponenti della 'ndrangheta crotonese: i Ferrazzo, in particolare a Campomarino e Termoli[47].

località 'ndrine Attività illecite
Campomarino (CB) Ferrazzo Traffico di cocaina
Termoli Ferrazzo Traffico di cocaina

Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: 'ndrangheta in Piemonte.

La presenza della 'ndrangheta in Piemonte si attesta fin dai primi anni '60 nel campo dell'edilizia, nel cosiddetto fenomeno del racket dei cantieri, del cottimismo, e dell'intermediazione abusiva di manodopera concentrato maggiormente nella zona della Val di Susa. Bardonecchia ne è stato il caso più clamoroso. Secondo la DNA successivamente si è estesa in vari altri settori dell'illegalità: prostituzione, estorsione, traffico di droga e di armi del gioco d'azzardo. Le 'ndrine presenti sono: gli Ursini, i Macrì, i Belfiore di Gioiosa Jonica, i Lo Presti e i Mazzaferro di Marina di Gioiosa Jonica, i Morabito, i Bruzzaniti e i Palamara, i Pesce-Bellocco, i Marando-Agresta-Trimboli vicini ai Barbaro e infine i Vrenna e i Megna di Crotone che operano a Torino.

Tra il 1977 e il 1978 viene assaltato dalle 'ndrine per ben due volte il banco di Roma di Volpiano, comune della provincia di Torino[111].

Già nel 1982 venne arrestato in Piemonte di Mario Ursini, capobastone dell'omonima cosca, sul cui conto si diceva: "Non muove foglia senza che Ursini voglia"[111]. Il 16 giugno 1983 viene ucciso da Domenico Belfiore, poi condannato all'ergastolo, il procuratore della Repubblica di Torino Bruno Caccia. Infine, anche il Piemonte fu toccata dalla stagione dei sequestri: tra gli anni '70 e gli anni '80 sono stati registrati 37 casi di sequestro e precisamente tra il 1973 e il 1984[111].

Negli anni '90 ha luogo nella regione l'operazione Riace delle forze armate. Nel 1995 viene sciolto il comune di Bardonecchia per mafia, primo caso al Nord Italia e viene arrestato Rocco Lo Presti, storico boss mafioso di Bardonecchia e della Val di Susa,[157]. Nel 1994 vengono sequestrati dalla distretto antimafia di Torino 5 tonnellate di droga alla cosca dei Piromalli e dei Belfiore, la droga proveniva dal Brasile, passò dal porto di Genova e giunse a Borgaro[58]. Con la prima decade del XXI secolo si è venuti a conoscenza di collaborazione con la criminalità bulgara per il traffico di stupefacenti. A cavallo tra il 1992 e il 2006 secondo la DIA alle mafie, tra cui la 'Ndrangheta sono stati sequestrati beni per 4,3 miliardi di euro, mentre il valore delle confische è stato di 744 milioni.[158].

Col l'operazione Crimine del 2010 si scopre un reclamo da parte degli affiliati alle locali piemontesi della necessità di una sovrastruttura come la Lombardia nell'omonima regione[159].) ovvero di una loro Camera di controllo[126]

Il 9 giugno 2011 dopo 5 anni si conclude l'operazione Minotauro che porta all'arresto di ben 151 persone affiliate alla 'Ndrangheta e porta alla luce l'esistenza di 9 locali nel territorio piemontese, nonché gli intrecci tra criminalità e politica a tutti i livelli[160]. Il 21 giugno con l'operazione Maglio seguono altri 19 arresti legato a una locale del basso Piemonte: Asti, Alba (Cn), Sommariva Bosco (Cn) e Novi Ligure[161]. Il 23 marzo 2012 Leini viene sciolto per ndrangheta (Il secondo comune del Piemonte)[162]

Il 22 maggio 2012 viene sciolto per 'ndrangheta anche il comune piemontese di Rivarolo Canavese[163].

Il 23 ottobre 2012 i carabinieri concludono l'operazione Colpo di coda con 22 ordinanze di custodia cautelare tra Calabria e Piemonte accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, traffico di droga, porto e detenzione di armi illegale tra cui un dirottamento delle elezioni comunali di Chivasso, in Piemonte[164]. Grazie a questa operazione viene anche scoperta l'esistenza del locale di Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli. Il capobastone piemontese Giuseppe Catalano agli arresti domiciliari si dissocia dall'organizzazione criminale di cui aveva fatto parte per tutta la vita ma senza pentirsi e si suicida buttandosi dal balcone. Dagli altri viene considerato comunque un traditore e al suo funerale non si presenta nessuno dei suoi ex sodali[165].

Il comune di Volpiano fino agli anni '70, come Torino e provincia, erano dominati dai clan mafiosi catanesi. Quando arrivarono i primi ndranghetisti negli anni '70 a poco a poco poterono farsi strada grazie alle prime confessioni dei pentiti siciliani che contribuirono a decapitare le organizzazioni e a lasciare spazio agli Agresta, i Marando e i Trimboli che già dagli anni '80 colonizzarolo il paese. Analogamente a Corsico e a Buccinasco in provincia di Milano, Volpiano è stata ribattezzata la "Piccola Platì"[111].

Piemonte
località 'ndrine Attività illecite
Torino[166] Ursini, Macrì, Belfiore, Crea-Simonetti, Ruga, Cua-Letto-Pipicella, Commisso, Cordì
Bardonecchia Mazzaferro, Lo Presti-Ursino[167] edilizia, usura[168]
Carmagnola (TO) Bonavota
Chivasso (TO) Ilacqua, Gioffrè-Santaiti, Serraino, Pesce-Bellocco, Tassone
Cuorgnè (TO) Bruzzese, Callà, Ursini-Scali, Casile-Rodà[169]
Ivrea (TO)
Leini (TO)
Moncalieri[169] (TO) Ursini, Aquino-Coluccio[169]
Nichelino (TO) Belfiore, Bonavota
Orbassano (TO) Ursini
Rivarolo Canavese (TO)
Rivoli[170] (TO) Romeo
Salassa (TO)
San Mauro Torinese (TO)
San Giusto Canavese (TO) Spagnolo, Varacalli, Cirella[169], Ursino-Scali, Raso-Albanese, Spagnolo-Varacalli
Oulx (TO)
Volpiano (TO) Barbaro[111], Trimboli-Marando-Agresta[111] traffico di droga, gioco d'azzardo illecito, omicidio[111]
Alessandria Pesce, Bellocco Traffico di droga
Novi Ligure (Al)
Asti
Biella (BI) Belcastro, D'Agostino, Romanello, Papalia, Polifroni, Trimboli, Varacalli, Ursini Traffico di droga
Alba (Cn)
Fossano (Cn)
Sommariva del Bosco (Cn)
Livorno Ferraris (VC) Cavallaro, Maiolo

Puglia[modifica | modifica wikitesto]

L'influenza della 'ndrangheta, ed in particolare dei Bellocco di Rosarno nella regione Puglia comincia negli anni '80 del secolo scorso quando la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo estendeva la sua presenza nella regione.

Il capobastone Umberto Bellocco conferì il grado di Santista a Giuseppe Rogoli, il quale, col suo permesso e quello di Carmine Alvaro fondò nel 1983 la Sacra Corona Unita.[171] Dal 1993 difatti, si viene a sapere che fu fondata da Giuseppe Rogoli, per volere di Umberto Bellocco (capobastone dell'omonima 'ndrina di Rosarno), e che inoltre all'interno della Sacra Corona Unita vi fossero altri elementi appartenenti alla cosca calabrese, come: Giuseppe Iannelli, Giosuè Rizzi, Cosio Cappellari, Antonio e Riccardo Modeo[49][172].

Il 13 novembre 2017 si conclude l'operazione Lampo dei Carabinieri,durata 3 anni e partita dall'operazione Sant'Anna, che arresta 10 presunti affiliati ed il suo presunto capo Cataldo Caporosso che operavano a Massafra, Statte, Palagiano e il rione Tamburi di Taranto. La consorteria si era inserita nel mercato ittico e della cocaina locale. Le attivite criminose del sodalizio criminale sarebbero state avallate sempre da Umberto Bellocco che dopo 21 anni di carcere avrebbe incontrato Cataldo Caporosso e conferendogli in casa sua la dote di padrino[173][174].

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Nella regione opera la potente cosca dei Nirta-Strangio, un esponente del clan, Antonio Strangio, venne arrestato nell'operazione Santa Barbara del 2005. Secondo la prima relazione semestrale della DIA del 2017 si registrano attività sul territorio da parte di membri del Locale di Laureana di Borrello (Ferrentino-Chindamo e Lamari) per quanto concerne il traffico di stupefacenti[51].


località 'ndrine Attività illecite
Cagliari Nirta-Strangio di San Luca (RC) traffico di droga, riciclaggio di denaro

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

In Sicilia la 'ndrangheta ha operato principalmente nell'area di Messina ed in particolare praticando l'estorsione ad imprese (in seguito questo fatto creò una rivalità tra i clan di Cosa Nostra messinese e 'Ndrangheta calabrese che poco dopo fece scatenare una guerra di mafia per il controllo della città e delle sue imprese) e usando i locali dell'Università di Messina prendendoli in prestito come deposito di armi con l'appoggio dei clan appartenenti Cosa Nostra messinese, di cui ne faceva il medesimo utilizzo già da molti anni, e con la complicità di alcuni studenti e docenti che smistavano il traffico di droga proveniente dalla Turchia e dal Sud America e diretto a Milano ad opera dei Morabito negli anni '90 del secolo scorso[175]. Ha ancora oggi solidi rapporti con i clan di Barcellona Pozzo di Gotto e sempre negli ultimi anni le 'ndrine del mandamento ionico si sono organizzate in sodalizi per l'acquisto di cocaina da spacciare sul territorio siciliano ed in particolare nel territorio messinese, nel catanese[176], nel palermitano[177] e nel trapanese[177]. Secondo lo studioso Antonio Nicaso sarebbe anche attiva a Vittoria e Ragusa per inserirsi nel mercato ortofrutticolo[52].


località 'ndrine Attività illecite
Catania [176] traffico di droga[176], alleanza con clan Cappello[176]
Palermo Marando di Volpiano[177] (TO) traffico di droga[177], alleanza con clan di Bagheria[177]
Messina Morabito[175] Estorsioni[175], traffico di droga[175]

Toscana[modifica | modifica wikitesto]

«Un rischio che si misura in probabilità (l'arrivo della 'ndrangheta in Toscana)... Brescello (ndr comune sciolto per 'ndrangheta) è distante da Firenze 194 chilometri, Palermo è distante da Catania 210 chilometri»

(Giuseppe Governale, direttore della Direzione Investigativa Antimafia il 10 ottobre 2019 [178])
Toscana

Nel 2008 la Fondazione Caponnetto affermava che la regione Toscana non fosse una terra di Mafia ma che comunque se ne potesse registrare la sua presenza[179]. Ad oggi (2018) si può sostenere che per quanto riguarda la 'ndrangheta non vi è accertamento di locali, e quindi strutture organizzative attive ma che membri di essa praticano sul territorio estorsione, usura e si infiltrano in appalti pubblici e privati[179]. Il 23 settembre 2018 la Scuola Normale di Pisa pubblica per la seconda volta il "Rapporto sui fenomeni di Criminalità organizzata e corruzione" commissionato dalla Regione Toscana in cui emerge che nella regione vi sarebbero 78 clan che hanno sviluppato attività economiche, di cui il 48% fa riferimento alla ‘ndrangheta[180]. Il porto di Livorno dopo quello di Gioia Tauro ha il record di sequestri di cocaina in Italia[180]. Il 1º ottobre 2018 si unisce anche Gino Angelo Lattanzi, dirigente del dipartimento sindacale CNA Liguria affermando una forte presenza 'ndranghetista nell'area di Massa Carrara, segnalata dall'aumento di tutti gli indicatori di fenomeni relativi alla presenza mafiosa[181]. Nelle sue argomentazioni cita anche possibili collegamenti delle presunti navi affondate con materiale radioattivo nel mediterraneo che negli anni '90 sarebbero passate anche dai porti toscani e al fatto che i detriti di marmo prodotti nel carrarese sono degli ottimi schermanti radioattivi e che potrebbero essere stati utilzzati nella cosiddetta Terra dei fuochi in Campania[181].

Di seguito le più recenti operazioni avvente sul territorio. L'11 settembre 2013 si conclude un'operazione durata due anni che porta all'arresto di 5 presunti affiliati ai Molè e al sequestro di beni a Montecatini Terme, Gioia Tauro e Lamezia Terme[182][183].

Il 9 ottobre 2013 i carabinieri di Lucca arrestano 13 persone di cui alcune riconducibili ai Facchineri a Lucca, e Pistoia, accusati di gestire il traffico di droga locale, associazione a delinquere per estorsioni e detenzione illegale di armi[184][185].

A luglio 2014 si conclude un'operazione della DDA di Genova per un traffico internazionale di cocaina proveniente dal Perù e diretta al Voltri Terminal Europa riconducibile a Giuseppe Talotta, affiliato agli Alvaro e che si muoveva tra la Lunigiana e la Versilia incontrandosi anche con Giuseppe Alvaro[186].

Il 10 dicembre 2015 viene ucciso a Tirrenia Giuseppe Raucci (cadavere ritrovato poi a Ginestra Fiorentina) per un fallito approviggionamento di cocaina per conto di un gruppo criminale livornese ed uno calabrese[179] [187]. Con l'operazione Akuarius 2 conclusasi il 20 marzo 2017 sono stati arrestati i responsabili dell'omicidio e del traffico di cocaina internazionale che vi era dietro e facente riferimento ai Piromalli[187].

Nel 2017 si conclude l'operazione Becco d'oca che porta al sequestro di beni a tre imprenditori forse legati ai Giglio di Crotone[179].

Il 12 gennaio 2018 vengono sequestrati a Prato beni mobili e immobili del valore di 4 milioni di euro riconducibili ad un imprenditore presunto prestanome dei Giglio di Strongoli[188].

Il 19 febbraio 2018 si concludono le operazioni Martingala e Vello d'oro della Guardia di Finanza e della DIA che portano a 37 misure cautelari nei confronti di presunti affiliati ai Nirta (Scalzone), degli Araniti e dei Piromalli accusati di associazione per delinquere, estorsione, sequestro di persona, usura, riciclaggio e autoriciclaggio, attività finanziaria abusiva e trasferimento fraudolento di valori. Nelle operazioni si è eseguito anche un sequestro di beni dal valore di oltre 100 milioni d'euro, in particolare di aziende del settore della grande distribuzione, dell'edilizia, dell'acciaio e correlate ad appalti pubblici operanti in Toscana e all'estero, in particolare Slovenia e Regno Unito[189][190][191].

Il 23 marzo 2018 l'Espresso rivela che il latitante Matteo Messina Denaro avrebbe avuto appoggi da esponenti della 'ndrangheta in Toscana[192][193].

Il 5 luglio 2018 a Firenze vengono confiscati beni del valore di 2 milioni di euro, tra cui 2 ristoranti riconducibili ad un imprenditore vicino ad una 'ndrina del quartiere Archi di Reggio Calabria[194].

Il 13 luglio 2018 viene arrestato a Tirrenia Giovanni Morabito, latitante da meno di 2 mesi, da quando aveva l'obbligo di soggiorno a Livorno[195].

Il 16 novembre 2018 si conclude l'operazione Drago dei Carabinieri e della DDA di Genova che porta 7 persone in carcere, accusati di associazione mafiosa e di estorsione, alcuni sarebbero affiliati alla 'ndrangheta altri alla Camorra. In particolare il gruppo criminale era riuscito ad intimidire un direttore di banca locale e così ottenere dei finanziamenti che insieme ai ricavati dell'usura aveva un valore di circa 400.000 euro[196].

località 'ndrine Attività illecite
Lucca Facchineri traffico di droga, estorsioni
Massa Carrara Alvaro[186] traffico di droga (2014)[186], estorsione e usura (Op. Drago 2018)[196]
Pistoia Facchineri traffico di droga, estorsioni
Montecatini Terme (PI) Molè riciclaggio

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, per la prima volta Bolzano viene menzionata come città a rischio infiltrazioni dalla Commissione d’inchiesta antimafia, nella quale sarebbero presenti le famiglie cosentine dei Muto e dei Chirillo[197]. Con l'operazione Overloading viene sgominato un traffico di droga proveniente dal Venezuela, passante per la Spagna, che giungeva a Roma per poi finire a Bolzano e in Emilia-Romagna[197].

località 'ndrine Attività illecite
Bolzano Muto[197], Chirillo[197] traffico di droga[197]

Umbria[modifica | modifica wikitesto]

«Mentre tutti tranquillizzavano sulla situazione, noi abbiamo continuato ad essere preoccupati e ora i fatti ci danno ragione: l’Umbria per troppo tempo è stata considerata un’isola felice e per questo abbandonata e depauperata, trasformandosi invece in un territorio fertile per le associazioni mafiose. Ora è il momento di concentrare l’attenzione su questo problema e di lanciare l’allarme»

(segretario nazionale del Consap, sindacato di polizia, Stefano Spagnoli, 12 luglio 2013[198])
Umbria

In Umbria il controllo della droga è in mano ai Facchineri di Cittanova, secondo l'operazione Windshear del ROS dei Carabinieri di Perugia. La droga talvolta arrivava dall'America direttamente all'aeroporto perugino, grazie ai pochi controlli[199]. Nel 2008 con l'operazione Naos si viene a conoscenza di un patto tra le cosche calabresi e quelle campane per il controllo degli appalti edilizi[200][201]. Dal 1999 al 2008 le forze dell'ordine hanno portato all'arresto ben 400 persone accusate di traffico di droga in Umbria[199].

Il 29 luglio 2011 il ROS dei Carabinieri arresta affiliati ai Mancuso in Calabria, Lazio, Umbria, Liguria ed Emilia-Romagna che riciclava a San Marino il denaro ricavato dai traffici di droga[202].

Il 6 maggio 2013, con l'operazione El Dorado vengono arrestate 22 persone, di cui molte riconducibili ai Galliciano di Condofuri e sequestrati beni da 20 milioni di euro, le società di trasporti e immobiliari coinvolte erano riuscite a monopolizzare il mercato locale, anche attraverso intimidazioni. I membri sono anche accusati di riciclaggio di denaro[203]

Il 12 luglio 2013 con l'operazione Plinius dei Carabinieri di Cosenza arrestato 28 persone in tutta Italia, presunte affiliate ai Muto di Cetraro tra cui anche una persona di Terni, mentre gli immobili sequestrati si trovavano nella provincia di Cosenza, a Perugia, Rocca di Cave (Rm) e Matera. Il clan condizionò anche le elezioni amministrative di Scalea (CS)[198].

Il 10 dicembre 2014, durante l'operazione Quarto passo dei carabinieri del ROS di Reggio Calabria, vengono arrestate a Perugia, ed in particolare nella frazione di Ponte San Giovanni, 61 persone presunte affiliate al Locale di Cirò accusate di estorsione, truffa, usura e traffico di droga, per la quale tenevano contatti con la criminalità albanese. Sono stati inoltre sequestrati beni del valore di 30 milioni di euro[204][205][206].

Il 20 giugno 2017 si conclude l'operazione Tempio della polizia e della Guardia Civil spagnola che scopre i Filippone-Bianchino-Petullà di Melicucco in azione con organizzazioni criminali romane per il traffico di cocaina proveniente dal Sud America e passante dalla Spagna e destinato a Roma, Rieti, Forlì e Spoleto Vengono arrestate 54 persone[74].

località 'ndrine Attività illecite
Perugia[201] Facchineri, Giglio,[51], Farao-Marincola[51], Maesano-Pangallo-Favasuli[51], Scumaci[51] traffico di droga, estorsioni, appalti
Ponte San Giovanni[204] Farao[204] estorsioni, truffa, usura e traffico di droga
Spoleto[74] Filippone[74] traffico di droga[74]
Terni Galliciano[203] Appalti

Valle D'Aosta[modifica | modifica wikitesto]

Valle d'Aosta

«La ’ndrangheta in Valle d’Aosta? C’è da una vita»

(Bruno Nirta intercettato 2014-2018[207])

In questa regione si sarebbero insediate 9 'ndrine[208] e un locale attivo, gestito fino al 2003 da Santo Pansera[209].In valle d'Aosta sono stati attivi nel traffico d'armi con la Svizzera, in intimidazioni ed estorsioni, nonché omicidi nei confronti di chi ostacolasse i loro affari. Nel 1982 fu fatta esplodere l'auto del pretore Giovanni Selis che stava indagando sul Casinò di Saint Vincent[210].

Qui, soggiornarono come latitanti i capibastone delle omonime famiglie Carmelo Iamonte e Luigi Facchineri. Si consumarono omicidi per faide tra i Garofano e i Mirabelli e tra i Neri e i Facchineri, come l'omicidio nel 1991 di Gaetano Neri[209].

Il magistrato Mario Varaudo fu il primo ad accorgersi negli anni '90 della presenza di cosche calabresi nella regione[210] e nel 1996 Francesco Raso e Domenico Cosentino erano stati condannati per voto di scambio con il presidente della giunta regionale Augusto Rollandin salvo poi essere assolti in appello nel 1998[207].

L'11 giugno 2009 vengono arrestati ad Aosta Giuseppe e Domenico Nirta, ivi residenti, accusati e condannati per traffico di droga.

Il 22 dicembre 2011 nell'operazione Tempus Venit vengono arrestate Giuseppe Facchineri, Giuseppe Chemi, Roberto Raffa e Michele Raso, accusate di estersione con l'aggravante mafiosa[211]. I protagonisti dell'atto estorsivo, residenti nella provincia di Bologna (Vergato), mediante degli affiliati dimoranti nel capoluogo valdostano mettevano in atto le loro intimidazioni. Nel 2013 vengono condannate 7 persone. All'imprenditore Giuseppe Tropiano è stato contestato l'aggravante dell'art. 7 della legge 203/1991, perché pur non avendo agevolato gli interessi della 'ndrangheta, ne ha accettato le regole consapevole che gli autori dell'estorsione utilizzavano sistemi mafiosi.

Il 4 giugno 2013 l'associazione antimafia Libera Valle d'Aosta ha presentato il dossier L'altra Valle d'Aosta. ‘Ndrangheta, negazionismo e casi irrisolti ai piedi delle Alpi con un resoconto delle azioni svolte dall'organizzazione criminale sin dal suo insediamento sul territorio[212][213][214].

Il 22 giugno 2013 durante l'operazione Hybris vengono arrestate ad Aosta tre presunti affiliati dei Pesce residenti a Saint-Marcel accusati di danneggiamento, estorsione, rapina commessi col metodo mafioso[215].

Il 12 gennaio 2015 la Guardia di Finanza sequesta beni immobili riconducibili ai Grande Aracri a Reggio Emilia, Torino, Aosta e Crotone[216].

Il 23 gennaio 2019 si conclude l'operazione Geenna[217] e vengono arrestate 16 persone di un sodalizio operante in regione come Locale di Aosta almeno dal 2014 e riconducibili ai Nirta Scalzone, ai Raso e ai Mammoliti tra cui un consigliere di Saint Pierre, uno di Aosta e un consigliere regionale dell'Union Valdôtaine (all'epoca dei fatti a lui contestati era assessore) e accusati a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno, traffico di droga, estorsione. L'associazione trafficava in droga proveniente dalla Spagna[218][219][220]. L'omonimo processo si conclude il 30 agosto 2019 e la DDA di Torino conferma l'esistenza del locale in Valle d'Aosta almeno dal 2014 con Marco Fabrizio Di Donato, capo-locale incaricato di dialogare i capi-locale piemontesi, Antonio Raso si occupava ad Aosta di persone legate direttamente o indirettamente al locale mentre Bruno Nirta gestiva i rapporti con i locali in Calabria[221].

località 'ndrine Attività illecite
Aosta Asciutto, Facchineri, Grimaldi, Iamonte, Libri, Neri, Nirta, Torcasio[222] estorsioni (Geenna 2019), traffico di droga (Geenna 2019), traffico di armi, infiltrazione nella politica locale (Geenna 2019)[221]

Veneto[modifica | modifica wikitesto]

«Non siamo ancora alla colonizzazione ma 15 anni fa non c’era l’Emilia e non c’era nemmeno la Lombardia. Ciò non significa che non può accadere. La strada la trova spianata se il problema viene cancellato. La dannazione della Lombardia è stata la rimozione: se la mafia non c’è allora non la combatto, se la vedo e la riconosco allora la contrasto. La società che rimuove ha un basso grado di coesione»

(Nando Dalla Chiesa Intervistato, Settembre 2019 [223])
Veneto

La presenza della 'Ndrangheta in Veneto comincia negli anni '70 con i sequestri di persona, ben 10 tra il 1974 e il 1978, e presto arrivarono anche le minacce e le intimidazioni alle imprese. La 'Ndrangheta in Veneto però non riuscì mai a inserirsi nel tessuto sociale come nelle altre regioni del nord a causa di vari fattori: Il Veneto ha un tessuto imprenditoriale con vocazione all'esportazione e quindi non può essere utile fare "cartello", il traffico di droga era già gestito da elementi locali che conoscevano i loro clienti e vi era un rapporto di collaborazioe e fiducia che non avevano bisogno di protezione, non sono riusciti ad stabilire un rapporto preferenziale coi trafficanti di droga, la costrizione con la forza a rifornirsi da essi non ha sortito effetti poiché gli spacciatori si spostavano in altre zone per vendere la loro merce. Infine nelle grandi città come Verona o Padova non fu possibile condizionare il voto elettorale come in altri piccoli centri lombardi, piemontesi o liguri[224]. Notevole fu anche l'aiuto proveniente dalla società civile che tra il 1980 e il 1982 manifestarono contro la criminalità organizzata e dove la politica a livello comunale e provinciale adottò provvedimenti a contrastare il fenomeno.

Nonostante ciò Il 19 novembre 2012 viene scoperto nel comune di Dueville in provincia di Vicenza che gli Iannazzo di Lamezia Terme erano riusciti ad ottenere l'appalto per la costruzione della locale caserma dei Carabinieri[225].

Nella prima relazione semestrale della DIA del 2017 si conferma la presenza nel territorio di cosche reggine e catanzaresi attive in azioni di riciclaggio[226].

Il 9 gennaio 2018 si conclude l'operazione Stige porta all'arresto di 170 presunti affiliati o sodali dei Farao-Marincola di Cirò Marina e dei Giglio di Strongoli che hanno una presenza nel mercato della panificazione nel padovano e la gestione di locali a Trissino (Vicenza). Emerge anche un interesse per l'attività di riciclo di materie plastiche. Salvatore Giglio avrebbe diretto la 'ndrina anche dal carcere di Padova dove era agli arresti insieme al boss Giuseppe Farao. Anche il Boss Pino Sestito presunto capo locale di Cirò superiore avrebbe interessi nel vicentino[227][228].

Il 22 gennaio 2018 si conclude l'operazione Fiore Reciso ad opera della DIA di Padova con 16 arresti accusati a vario titolo di riciclaggio, spaccio e traffico di droga tra la provincia di Padova e Verona riconducibile alla 'ndrangheta di Isola Capo Rizzuto[229][230].

Il 13 marzo 2018 si conclude un'operazione della procura di Venezia in collaborazione con Eurojust contro il traffico internazionale di cocaina contro di 17 persone tra Veneto, Lombardia e Calabria, tra cui Antonino Vadalà che vive in Slovacchia[231][232].

Nella regione sarebbero presenti per riciclare denaro: i Dragone e i Grande Aracri di Cutro, gli Anello-Fiumana di Filadelfia, i Vrenna-Ciampà-Bonaventura di Crotone, i Papalia-Italiano di Delianuova, i Morabito-Pangallo-Marte di Africo Nuovo, i Bellocco di Rosarno e i Piromalli-Molè di Gioia Tauro[233] e dalle evidenze dell'operazione Stige del 2018 anche i Farao-Marincola e i Giglio.

Il pentito Angelo Salvatore Cortese, il 17 ottobre 2018, durante il processo Valpolicella racconta come a San Bonifacio il punto di riferimento dei Grande Aracri fosse Francesco Frontera[234].

Il 12 febbraio 2019 si conclude l'operazione Terry che in Veneto hanno portato a 7 arresti, le persone sono accusate a vario titolo e con modalità mafiose di aver commesso estorsioni, minacce, trasferimento fraudolento di valori e sarebbero appartenenti al gruppo criminale dei Multari, insediatosi negli anni '80 originari di Cutro e legati ai Grande Aracri[235]. Ad un imprenditore sarebbe stato bruciato il suo yacht Terry ormeggiato ad Alghero[236].

Il 12 marzo 2019 si conclude l'operazione Camaleonte che porta all'arresto di 33 persone nelle città di Treviso, Vicenza, Padova, Belluno, Rovigo, Reggio Emilia, Parma, Milano e Crotone accusate di far parte di un sodalizio di 'ndrangheta riconducibile ai Grande Aracri e a vario titolo accusate di associazione mafiosa, estorsione, violenza, usura, sequestro di persona e riciclaggio[237][238].

località 'ndrine Attività illecite
Padova Farao-Marincola[227], Giglio[227] mercato della panificazione (Stige, 2018)[227]
Verona Grande Aracri, Piromalli-Molè traffico di droga[233], gioco d'azzardo on line (Operazione Johnny - 2017)[226]
San Bonifacio Grande Aracri[234], Estorsione, usura (Operazione Valpolicella - 2017)[234]
Valpolicella (7 comuni) Grande Aracri[226], Dragone[226] Estorsione, rapina e usura (Operazione Valpolicella - 2017)[226]
Vicenza Grande Aracri[226], Dragone[226] (Operazione Breakfast - 2017)[226]
Trissino Locale di Cirò Superiore[227] Riciclaggio(Stige, 2018)[227]

Le infiltrazioni nella pubblica amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazioni comunali[modifica | modifica wikitesto]

Per mafia sono state sciolte numerose Amministrazioni comunali calabresi. Dal 1991 al 2013 ben 58 consigli comunali: per lo più in provincia di Reggio Calabria (33), ma anche nelle province di Catanzaro (7), Crotone (3), Vibo Valentia (13) e Cosenza (2). Gli scioglimenti hanno avuto luogo in tempi diversi, e per alcune amministrazioni è successo più d'una volta.

Limbadi è stato il primo comune d'Italia sciolto per mafia nel 1983: anche se ancora non esisteva la legge contro le infiltrazioni mafiose negli enti locali, a sciogliere l'ente fu l'allora presidente della repubblica Sandro Pertini perché risultò primo degli eletti nella lista civica Ramoscello d' olivo il Capubastuni Francesco Mancuso conosciuto e temuto in tutto il territorio calabrese come "Don Ciccio", latitante durante la campagna elettorale e al momento del voto, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza con precedenti penali per vari reati, inoltre all'interno del consiglio comunale risultavano eletti soggetti ritenuti pienamente inseriti nell'organizzazione criminale del Mancuso. Il consiglio venne pertanto sciolto per motivi di ordine pubblico ad appena una settimana di distanza dalle elezioni amministrative[239].

Anche al nord alcuni comuni hanno subito tale sorte. Il primo comune del nord Italia sciolto per presunte infiltrazioni mafiose fu Bardonecchia, in Piemonte nel 1995. Nel novembre 2010, per la prima volta un comune lombardo (Desio, in Brianza) viene sciolto il consiglio comunale per evitare il commissariamento per infiltrazioni mafiose.[130] Nel marzo 2011 Bordighera è il primo comune ligure che viene sciolto per infiltrazioni mafiose della famiglia Pellegrino; e successivamente viene commissariato Ventimiglia per evitarne lo scioglimento.[240][241]. Il 3 febbraio 2012 anche il comune ligure di Ventimiglia viene sciolto per mafia, insieme a quello di Bordighera (Provincia di Imperia) e Leini (Provincia di Torino)[242]. Nel maggio 2012 viene sciolto per 'ndrangheta anche il comune piemontese di Rivarolo Canavese. Il 9 ottobre 2012 viene sciolto per la prima volta in Italia un capoluogo di provincia: Reggio Calabria[243]. Il 16 ottobre 2013 viene sciolto il primo comune per mafia in Lombardia: Sedriano[244][245]. Il 20 aprile 2016 viene sciolto Brescello, il primo comune della regione Emilia Romagna[246][247][248]. Il 22 novembre 2017 in Calabria vengono sciolti 5 comuni, tra cui per la terza volta il comune di Lamezia Terme[249] (poi annullato dal Tar del Lazio[250]). Nel 2018 Platì viene sciolto per la terza volta e Limbadi per la seconda[251].

ASL[modifica | modifica wikitesto]

In base all'art. 143 T.U.E.L., dal 1991 sono state sciolte tre aziende sanitarie calabresi per infiltrazioni della 'ndrangheta.

Magistratura[modifica | modifica wikitesto]

Neanche la magistratura è immune alle infiltrazioni della 'ndrangheta. Diversi sono stati i giudici accusati di collusione mafiosa e condannati come ad esempio:

  • Vincenzo Giglio. Ex giudice presso la Corte di Appello di Reggio Calabria. È stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa in quanto rivelava segreti investigativi ad alcuni esponenti della 'ndrangheta[279].
  • Giancarlo Giusti. Ex giudice presso il Tribunale di Palmi. Ha assolto alcuni esponenti della 'ndrangheta in cambio di prestazioni sessuali e vacanze[280].

Francesco Forgione (ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia) nel suo saggio di inchiesta Porto franco. Politici, manager e spioni della repubblica della 'ndrangheta ha affermato che alcuni magistrati calabresi sarebbero strettamente imparentati con esponenti di spicco della 'ndrangheta[281]. I magistrati in questione hanno reagito a queste accuse querelando per diffamazione l'autore del saggio, il quale ha replicato dicendo che i fatti narrati sono verificati e che queste querele rendono ancora più note le discutibili frequentazioni dei giudici[282], che ritenendo assolutamente falso e gravemente diffamatorio il contenuto del saggio che li riguarda, hanno proposto azione giudiziaria nei confronti di Forgione[283], che è stato riconosciuto colpevole e condannato al risarcimento di 100000 euro[284]. La sentenza ha inoltre dichiarato falso e diffamatorio il contenuto del saggio di Forgione, per l'"assenza del presupposto della verità, anche solo putativa, e per il discorso, evidentemente allusivo"[284].

La PM Beatrice Ronchi ha duramente criticato l'operato dei magistrati Franco Mollace (DIA) e Alberto Cisterna per non avere attaccato la cosca Lo Giudice, il pentito Antonino Lo Giudice ha detto di aver fatto regali e favori vari ai due magistrati[285][286].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Antimafia lancia l'allarme "'ndrangheta come Al Qaeda, in Repubblica.it.
  2. ^ La Commissione Antimafia: la 'ndrangheta come Al Qaida, in RaiNews24.
  3. ^ Ivan Cimmarusti, Mafie, relazione Dna: "La 'ndrangheta presente in tutti i settori nevralgici. Legami con massoneria e servizi segreti", in ilfattoquotidiano.it, 22 giugno 2017. URL consultato il 25 giugno 2017.
  4. ^ ’Ndrangheta, in 40 anni di infiltrazione del Nord l’occupazione è crollata del 28%, in ilsole24ore.com, 10 ottobre 2019. URL consultato l'11 ottobre 2019.
  5. ^ ‘Ndrangheta, Nicaso.com, su nicaso.com. URL consultato il 6 dicembre 2008.
  6. ^ A Cosenza la testa della 'ndrangheta?, in Nuova Cosenza.
  7. ^ Omicidio Fortugno, arrestati i killer, in Corrieredellasera.it.
  8. ^ I signori del subappalto (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2009).
  9. ^ Relazione commissione antimafia 2007
  10. ^ Gioia Tauro, il porto della 'ndrangheta, su www2.unicatt.it. URL consultato il 6 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2007).
  11. ^ ‘Ndrangheta: Antimafia, Gioia Tauro porto franco clan, in Kataweb.
  12. ^ 'ndrangheta, banche e imprese, in narcomafie (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2008).
  13. ^ Documentario la santa. Viaggio nella 'ndrangheta sconosciuta di Enrico fierro e ruben h. oliva anno 2007
  14. ^ La relazione "nascosta": quando lo Stato fece un favore alla 'ndrangheta, in strill.it.
  15. ^ Blu notte - La mafia al nord
  16. ^ Dossier 'ndrangheta,“Potenzialmente eversiva...” Intervista a Vincenzo Macrì di Marco Nebiolo, in Narcomafie.it (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2009).
  17. ^ a b Desio rompe la gabbia di cemento voluta dalla 'ndrangheta-urbanista, in Repubblica.it. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  18. ^ Forgione, 2008.
  19. ^ Forgione 2008.
  20. ^ Bardonecchia, l'assalto dei clan, in Repubblica.it.
  21. ^ ‘Ndrangheta: fenomeno diffuso anche in Piemonte, in Altritasti.it.
  22. ^ Forgione, 2008.
  23. ^ Varese, maxiprocesso alla 'ndrangheta, in Corrieredellasera.it.
  24. ^ Como, nel caos il maxiprocesso Non entrano in aula 30 imputati, in Corrieredellasera.it (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2009).
  25. ^ Forgione, 2008.
  26. ^ Relazione Parlamentare Antimafia (PDF), su camera.it.
  27. ^ Ndrangheta in affari in Emilia-Romagna, 16 arresti, smantellata la cosca Arena, in Nuova Cosenza.
  28. ^ Cosca della 'ndrangheta sgominata nel varesotto, in Nuova Cosenza.
  29. ^ Banda della 'ndrangheta nel nord 39 arresti da Varese a Crotone, in Repubblica.it.
  30. ^ a b La 'ndrangheta abborda l'Expo di Pietro Borghese, Calabria Ora del 16 settembre 2008
  31. ^ Gianni Barbacetto. «Il Venerdì di Repubblica n.1110», 26 giugno 2009
  32. ^ a b Maxi blitz contro la 'ndrangheta: 304 persone arrestate in tutta Italia, in Corriere.it. URL consultato il 13 luglio 2010.
  33. ^ a b Maxi blitz contro la 'ndrangheta trecento arresti in tutta Italia, in Repubblica.it. URL consultato il 13 luglio 2010.
  34. ^ Lo stato sferra colpo letale alla 'ndrangheta: 3000 tra PS e CC in azione, 300 arresti, in Nuova Cosenza. URL consultato il 13 luglio 2010.
  35. ^ 'ndrangheta: DIA, cresce in Lombardia. Relazione a Parlamento, cosche interagiscono con le aziende. 'ndrangheta: Dia, cresce in Lombardia, in ANSA, 17 novembre 2010.
  36. ^ La Dia: «La 'ndrangheta condiziona politici e imprenditori». Secondo la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia al nord i cartelli di imprese dei clan calabresi "sono ormai una realtà pacificamente accettata dalla società a tutti i livelli". Bergamo News, 17 novembre 2010, su bergamonews.it (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2010).
  37. ^ Liguria, nuova frontiera della mafia, in Il Secolo XIX. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  38. ^ Regione, arrestato Zambetti "Pagò i voti alla 'ndrangheta", in Repubblica.it. URL consultato il 9 ottobre 2012.
  39. ^ Regione Lombardia, arrestato assessore di Formigoni per voto di scambio, in Corriere.it. URL consultato il 10 ottobre 2012.
  40. ^ Antimafia, la relazione annuale: "Ndrangheta preminente al nord". E spunta un'indagine su magistrati spiati, in Repubblica.it, 24 febbraio 2015. URL consultato il 25 febbraio 2015.
  41. ^ Relazione antimafia 2008 [collegamento interrotto], su antimafiaduemila.com. URL consultato il 29-05-2010.
  42. ^ a b c d e f I Relazione Semestrale della DIA 2017, p.55-56
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  46. ^ Cosca Mancuso-Tripodi voleva lavori terremoto Abruzzo, in Gazzettadelsudonline.
  47. ^ a b c d e Ndrangheta in Molise con clan siciliani, in ansa.it, 21 agosto 2017. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  48. ^ ‘Ndrangheta, arrestato a Bergamo il boss latitante Simone Cuppari, in ilfattoquotidiano.it, 1º agosto 2018. URL consultato il 1º agosto 2018.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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