Università degli Studi di Messina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Università di Messina)
Jump to navigation Jump to search
Università degli Studi di Messina
Unime.png
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàMessina, Noto
Dati generali
Nome latinoStudiorum Universitas Messanae
Fondazione1548
TipoStatale
Dipartimenti21
RettoreSalvatore Cuzzocrea
Studenti23 377 (2015/16[1])
AffiliazioniUNIMED
SportCUS Messina
Mappa di localizzazione
Sito web
La Bolla datata 16 novembre 1548 del Pontefice Paolo III istitutiva il Messanense Studium Generale
Prospetto dell'Ateneo prima del terremoto del 1908

L'università degli Studi di Messina è una università statale italiana fondata nel 1548 da Ignazio di Loyola come primo collegio della Compagnia di Gesù.[2] L'Università di Messina è tra le università più antiche d'Italia; il suo bacino d'utenza sono le regioni Sicilia e Calabria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quantunque la città dello Stretto possa vantare un'antica tradizione culturale e d'insegnamento legata all'esistenza, sul finire del XIII secolo di una scuola di diritto e, nel secolo XV, di una rinomata scuola di greco, il locale Studium Generale è formalmente istituito dal pontefice Paolo III nel novembre 1548. Il regolare funzionamento dell'Ateneo è però paralizzato dalle controversie nel frattempo sorte con i gesuiti, ai quali non si vuole lasciare il controllo dell'istituzione, nonché con la vicina Catania, che rivendica il monopolio sugli studi universitari nell'isola.

Nel 1565 l'Ateneo operò una migliore articolazione dei corsi accademici con l'arrivo di docenti di prestigio, coadiuvata dalla presenza di un buon numero di studenti provenienti anche dalla Calabria; ciononostante lo Studium non poteva conferire lauree, a causa del contenzioso con il Siculorum Gymnasium di Catania, la quale non le conferiva piena autonomia temendo di perdere il proprio ruolo di rilievo nell'ambito isolano. Tra il 1591 e il 1595 con l'intervento del tribunale romano della Sacra Rota la situazione si sbloccò, grazie ad una sentenza definitiva a favore dell'Ateneo messinese. Successivamente, Messina, a fronte di un consistente donativo di circa 200.000 onze, ottenne da Filippo II la rifondazione dell'Università con la facoltà di conferire titoli dottorali, cosicché nel 1596 poté concretamente iniziare la sua attività poi conclusasi nel 1678 a cause della rivolta antispagnola.

Dopo un lungo periodo, durante il quale gli studi superiori venivano impartiti nella locale Accademia Carolina, l'Ateneo venne rifondato nel 1838 dal re Ferdinando II. Nel 1847, in seguito alla sollevazione antiborbonica della città, verrà nuovamente chiuso, per essere riaperto due anni più tardi con la limitazione, tuttavia, di non potere immatricolare studenti calabresi o provenienti dalle altre province siciliane.

Nel 1862 l'università di Messina subisce il declassamento ad ateneo di seconda classe e, solo grazie ad una convenzione promossa dalla Provincia, dal Comune e dalla Camera di commercio ed arti, nel 1885 può assumere la qualifica di "pareggiata di I grado". Gli studenti, in buona parte provenienti dalla vicina Calabria, non sono molto numerosi e negli anni dal 1890 al 1908 si ha una media di iscritti che oscilla fra le 650 e le 700 unità.

Il sisma del 1908 fa precipitare la situazione. Sotto le macerie restano sepolti 14 dei 49 professori, mentre le biblioteche e le attrezzature scientifiche sono in gran parte distrutte. Un'occasione che ad alcuni sembra opportuna per sopprimere l'Università peloritana, ritenuta inutile e antieconomica, e istituire al suo posto scuole superiori professionali o di commercio. Il dibattito è assai vivace e si protrae anche dopo la riapertura della Facoltà di giurisprudenza nell'ottobre del 1909.

Il rettore Giovanni Maria Rizzo, inaugurando l'anno accademico 1911-12, può comunicare con "ragione di compiacimento e di legittimo orgoglio" che, nonostante la precarietà delle strutture, i corsi sono regolari e risultano immatricolati ben 219 studenti di cui 190 a giurisprudenza e 29 a lettere. Nel 1914-1915 si riaprono, i bienni delle Facoltà di scienze, farmacia e medicina. Nel 1919-1920, grazie a un intervento delle istituzioni locali, che deliberano la costituzione di un consorzio per la gestione dell'Ospedale civico in cui trovano sede provvisoria le cliniche, anche Medicina può completare i suoi corsi. Nel 1922 con il regime fascista viene paventata la fusione delle università di Messina e Catania, poi non verificatasi.

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla riforma dello schema organizzativo dell'università del 2010 oggi l'ateneo è suddiviso in 12 dipartimenti[3]:

  • Civiltà antiche e moderne
  • Economia
  • Giurisprudenza
  • Ingegneria
  • Medicina clinica e sperimentale
  • Patologia umana dell'adulto e dell'età evolutiva
  • Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali
  • Scienze chimiche, biologiche, farmaceutiche ed ambientali
  • Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali
  • Scienze matematiche e informatiche, scienze fisiche e scienze della terra
  • Scienze politiche e giuridiche
  • Scienze veterinarie

La cittadella sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Gli impianti sportivi dell'ateneo sono concentrati in due siti, nella parte nord della città ed offrono la possibilità di svolgere molteplici discipline sportive. La cittadella sportiva comprende: campo di baseball in erba naturale, campo da calcio, rugby ed hockey in erba sintetica, tre campi da tennis coperti, due campi polivalenti da tennis o calcetto, tre palestre polifunzionali, due piscine (di cui una coperta).

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Elenco cronologico dei rettori:[4]

  • Giuseppe Oliva (1884-1891)
  • Gianantonio Maggi (1891-1893)
  • Giuseppe Fraccaroli (1893-1894)
  • Ettore Stampini (1895-1896)
  • Giacomo Macrì (1896-1897)
  • Vittorio Martinetti (1900-1908)
  • Giuseppe Oliva (1909-1911)
  • Giovanni Battista Rizzo (1911-1928)
  • Gaetano Vinci (1928-1932)
  • Emanuele Oliveri (1932-1935)
  • Gaetano Vinci (1935-1939)
  • Salvatore Maggiore (1939-1940)
  • Salvatore Sgrosso (1940-1943)
  • Gaetano Martino (1943-1954)
  • Salvatore Pugliatti (1957-1975)
  • Gaetano Livrea (1975-1983)
  • Guglielmo Stagno d'Alcontres (1983-1995)
  • Diego Cuzzocrea (1995-1998)
  • Gaetano Silvestri (1998-2004)
  • Francesco Tomasello (2004-2013)
  • Pietro Navarra (2013-2018)
  • Salvatore Cuzzocrea (dal 2018)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MIUR Anagrafe Nazionale Studenti
  2. ^ Pagina 57, Giuseppe Martinez, "Icnografia e guida della città di Messina" [1], Messina, Tipografia Ribera, 1882.
  3. ^ Dipartimenti, su unime.it. URL consultato il 5 novembre 2018.
  4. ^ Rettori, su unime.it. URL consultato il 5 novembre 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN146144972 · ISNI (EN0000 0001 2178 8421 · BNF (FRcb118679452 (data)