Melicucco

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Melicucco
comune
Melicucco – Stemma Melicucco – Bandiera
Melicucco – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
Città metropolitanaCoat of Arms of the Province of Reggio-Calabria.svg Reggio Calabria
Amministrazione
SindacoFrancesco Nicolaci (lista civica Coloriamo Melicucco) dal 4-10-2021
Data di istituzione1936
Territorio
Coordinate38°26′N 16°03′E / 38.433333°N 16.05°E38.433333; 16.05 (Melicucco)
Altitudine167 m s.l.m.
Superficie6,73 km²
Abitanti4 866[1] (31-10-2021)
Densità723,03 ab./km²
FrazioniSan Fili (greco-calabro: Aia Fili')
Comuni confinantiAnoia, Cittanova, Feroleto della Chiesa, Polistena, Rosarno
Altre informazioni
Cod. postale89020
Prefisso0966
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT080049
Cod. catastaleF106
TargaRC
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona C, 1 003 GG[3]
Nome abitantimelicucchesi
Patronosan Nicola
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Melicucco
Melicucco
Melicucco – Mappa
Posizione del comune di Melicucco all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Melicucco (Melikokkos in greco-calabro) è un comune italiano di 4 866 abitanti[1] della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

Situato nell'area geografica della Piana di Gioia Tauro, è posto a 167 metri s.l.m.

Centro pianeggiante di origini medievali, alle tradizionali attività agricole ha affiancato modeste iniziative industriali e terziarie. Nel centro storico si trova la chiesa di San Nicola Vescovo.[4]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del comune deriva dal greco melìkokkos che significa "bagolaro"[5].

Secondo la leggenda, quest'albero possedeva la straordinaria capacità di donare a coloro che avessero mangiato i frutti una forza erculea.

Secondo invece lo storiografo Giovan Battista Pacichelli il nome venne dato per la dolcezza del clima e l'abbondanza fertile del territorio.[6]


Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Polistena e Storia delle 'ndrine di Polistena.
A sinistra il timbro del 1800, San Nicola Vescovo di Melicucco, a destra il timbro del 1830, San Nicola Vescovo, Michelangelo Arciprete Guerrisi M.A.G.[7]
"Melicucco", stampa del 1703 dell'abate Giovan Battista Pacichelli, dall'opera "Il Regno di Napoli in prospettiva diviso in dodici province"
Chiesa Matrice S.Nicola Vescovo

Casale della baronia di San Giorgio Morgeto fino al 1568, nella seconda metà del XVI secolo fu venduto da Consalvo II di Cordova a Violante della Quadra. In seguito registrò diversi passaggi di proprietà, venendo assegnato a Cola Tomarchiello da Tropea, a Ottavio Mangeruva, ai Ruffo di Scilla e ai Milano, sotto la cui signoria rimase fino al crollo del sistema feudale, decretato dalle leggi napoleoniche.[8]

Espansosi sul finire del Seicento, fu quasi interamente distrutto dal terremoto del 1783 che devastò tutta la Piana di Gioia Tauro.

All'inizio dell'Ottocento con le riforme amministrative attuate dai francesi a seguito del riordino degli assetti interni del Regno di Napoli, (così come si era deciso per tutti gli stati europei del tempo in occasione del Congresso di Vienna convocato alla vigilia della disfatta napoleonica), la legge 19 gennaio 1807[9] ne faceva un Luogo, ossia Università del cosiddetto Governo di Polistena, per poi essere retrocesso, con disposizione del decreto 4 maggio 1811,[10] istitutivo di Circondari e Comuni, a località di questa cittadina.[11]

Nel giugno del 1935, da Roma provengono delle indiscrezioni sulla possibilità concreta che il governo fascista restituisca l'Autonomia amministrativa a Melicucco.

Ai primi di agosto del 1935 l'entusiasmo dei melicucchesi viene raffreddato da un incidente aereo capitato ad un velivolo sul quale viaggiavano personalità e funzionari che dovevano raggiungere l'Eritrea. A morire, fra gli altri è il Ministro dei LL.PP., Luigi Razza, originario di Vibo Valentia. Razza stava per proporre non solo l'elevazione a Provincia della "sua" Vibo Valentia, ma aveva pure mostrato interesse verso l'autonomia amministrativa di Melicucco che intendeva proporre direttamente al Duce. La disponibilità di Luigi Razza verso la causa melicucchese, nasce dall'amicizia personale che il Ministro ha con un suo stretto collaboratore presso il Ministero; un dirigente originario di Melicucco: Domenico Romano.

La tragica uscita di scena di Luigi Razza fece nascere non poche preoccupazioni circa l'autonomia amministrativa di Melicucco. Il 5 settembre dello stesso anno il Duce nominò il nuovo Ministro dei LL.PP. La scelta di Benito Mussolini cadde su un gerarca fascista: Giuseppe Cobolli Gigli. Le preoccupazioni dei melicucchesi vennero dipanate verso la fine di ottobre del 1935: il Duce, anche in ossequio alla volontà di Luigi Razza, si era espresso favorevolmente alla nascita del nuovo Comune.

La nascita del comune risale al 14 luglio 1936, anno in cui Melicucco, in precedenza frazione di Polistena (dal 1816 e fino al 1936), divenne autonomo. Divenne comune indipendente comprendendo parti del territorio antecedentemente detenuto da Rosarno e dalla stessa Polistena.[12]

Tornare ad essere Comune autonomo è stata una condizione che ha favorito uno sviluppo molto sostenuto: basta pensare che in 75 anni Melicucco ha registrato una crescita urbana enorme ed ha più che raddoppiato la sua popolazione residente, con un incremento che non ha riscontri in nessun comune della provincia di Reggio Calabria. Non è un caso che nel 1996 un particolare studio dell'Istat ha inserito Melicucco fra i primi dieci comuni italiani dal più alto tasso di natalità.[13]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 agosto si celebra la festa di San Rocco, preceduti dal "ciuccio", un asino di cartapesta munito di polvere da sparo pirotecnica.[15]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina melicucchese si può definire una cucina povera ma, allo stesso tempo, ricca di sapori e condimenti. Piatto tipico per eccellenza sono i "maccarruna", maccheroni conditi con il sugo al sapore di carne di capra e le patate fritte con peperoni e melanzane. La coddara insieme alle salsicce, alla nduja melicucchese e alla soppressata, sono il fiore all'occhiello della tradizione natalizia.

Il dolce tipico sono le nacatole, biscotto fritto a base di uova, strutto e liquori profumati. Caratteristica della cucina locale è la preparazione casereccia della salsa di pomodoro e di diversi prodotti in salamoia o sott'olio, quali le olive, i peperoncini piccanti, le sardine e le verdure in giardiniera. Un'altra pietanza caratteristica della cucina melicucchese sono: "i zippuli", che oltre ad essere preparate come dolce, vengono preparate anche in varianti salate, ripiene e a mo' di ciambella salata.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del paese è prevalentemente agricola, basata sulla produzione dell'olio di oliva e degli agrumi (arance e mandarini). L'industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti edile, estrattivo, della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi, del vetro e della fabbricazione di strumenti ottici e fotografici, oltre che di macchine per l'agricoltura e la silvicoltura.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dalla SS 281 Rosarno-Marina di Gioiosa Ionica, ed è collegato con la SS 682 Jonio-Tirreno tramite l'omonimo svincolo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Ottavio Salvatore Amaro Partito Democratico della Sinistra sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Ottavio Salvatore Amaro lista civica di centro-sinistra sindaco
13 maggio 2001 29 maggio 2006 Francesco Scopelliti lista civica Un. dem. sindaco
29 maggio 2006 16 maggio 2011 Francesco Nicolaci lista civica sindaco
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Francesco Nicolaci lista civica Gruppo arcobaleno sindaco
5 giugno 2016 3 ottobre 2021 Salvatore Valerioti lista civica Uniti si può sindaco
4 ottobre 2021 in carica Francesco Nicolaci lista civica Coloriamo Melicucco sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Chiesa di San Nicola
  5. ^ Maropati, storia di un feudo e di una usurpazione, Antonio Piromalli, Cosenza, Brenner, 1981 (2º ed. Pellegrini, 2003)
  6. ^ http://melicucco.asmenet.it/index.php?action=index&p=76
  7. ^ https://www.booksprintedizioni.it/public/libri/anteprima_altanum%20a%20polistena.pdf Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti libro documento
  8. ^ Comune di Melicucco: Home
  9. ^ SIUSA | Calabria - Comune di Gerace, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato l'8 ottobre 2018.
  10. ^ 4 maggio 1811. L’autonomia dei “casali” - Corriere Locride. URL consultato l'8 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2018).
  11. ^ Comune di Melicucco in Calabria, su unplicalabria.it. URL consultato il 26 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2015).
  12. ^ Storia - Comune di Melicucco
  13. ^ Ricerca storica condotta da Francesco Scopelliti, urbanista e sindaco di Melicucco dal 2001 al 2005.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Melicucco, l'antica tradizione del ciuccio di fuoco

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN151468519 · GND (DE7732319-1