San Luca (Italia)

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San Luca
comune
San Luca – Stemma
San Luca – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
Città metropolitanaCoat of Arms of the Province of Reggio-Calabria.svg Reggio Calabria
Amministrazione
SindacoBruno Bartolo (lista civica San Luca ai sanluchesi) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate38°09′N 16°04′E / 38.15°N 16.066667°E38.15; 16.066667 (San Luca)
Altitudine250 m s.l.m.
Superficie105,35 km²
Abitanti3 443[1] (31-10-2021)
Densità32,68 ab./km²
FrazioniIentile, Polsi, Ricciolio, Vorea (Greco Calabro: Vorià)
Comuni confinantiBenestare, Bovalino, Careri, Casignana, Cosoleto, Delianuova, Samo, Sant'Agata del Bianco, Santa Cristina d'Aspromonte, Scido
Altre informazioni
Cod. postale89030
Prefisso0964
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT080074
Cod. catastaleH970
TargaRC
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Nome abitantisanluchesi
Patronosan Luca evangelista
Giorno festivo2 settembre: festa della Beata Vergine di Polsi - 14 settembre: festa della Santa Croce - 18 ottobre: festa di San Luca Evangelista - 20 gennaio: festa San Sebastiano - 13 giugno: festa Sant'Antonio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Luca
San Luca
San Luca – Mappa
Posizione del comune di San Luca all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

San Luca è un comune italiano di 3 443 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Pietra Cappa

Il comune è posto sul versante ionico, alle falde del massiccio dell'Aspromonte. Il suo territorio è attraversato dalla fiumara Bonamico. Il comune sanluchese ricopre una vasta area territoriale all'interno del Parco nazionale dell'Aspromonte, fornendo alcuni dei luoghi più belli e caratteristici del massiccio aspromontano. Di grande interesse, dal punto di vista naturalistico, è il lago Costantino e alcune formazioni di pietra conglomerata delle quali Pietra Lunga e Pietra Castello; ma la più monumentale è Pietra Cappa, che risulta essere uno dei più grandi monoliti d'Europa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di San Luca parte da molto lontano nel tempo, inizia con il Neolitico . Le aree dove i primi abitanti si stanziarono furono Palazzo, Calarìa, Pietra Cappa, Cuppo e Serro Papà. I reperti trovati a conferma della presenza umana del neolitico sono asce litiche, ossidiane, nuclei e schegge di selce, ceramiche del neolitico stentinelliano di 56001 1 anni a.C., ceramiche grezze, avvicinabili alla seconda fase del neolitico, databili intorno al quarto millennio a.C. Si tratta di un’ascia a mano ottenuta da un sasso di granito grigio scuro, con banda più chiara del tutto uguale a quelle rinvenute nel territorio di Bova (Italia). Una seconda ascia a martello rinvenuta nei pressi del vecchio cimitero di San Luca: questa tipologia di ascia a martello è stata rinvenuta diffusamente lungo le coste del mediterraneo. Le asce a martello 2 sono state usate fino alla prima età dei metalli, per cui la datazione è incerta in quanto le asce a martello si rinvengono dalla fine del neolitico, 4000 anni a.C. fino a 3000 anni a.C..

Alla fine dell’ottavo sec. a. C. cominciava l’occupazione del territorio da parte dei greci. Bisogna dire che i greci arrivavano nei territori dove in passato avevano già avuto contatti con le popolazioni locali. Alcuni eruditi locali menzionano uno dei primi siti presso il fiume Butatros, (da cui Butramo) forse l’odierno Buonamico. Alcuni anni or sono, nello scavo dell’acquedotto presso il bivio di San Luca, ho potuto osservare alcune anforette corinzie e altre ceramiche nello stile di Corinto, databili tra la fine dell’VIII secolo e l’inizio del VII secolo a.C.. Altri elementi ceramici riconducibili al periodo greco li abbiamo osservati:

  • in località Cuppo, presso una frana esposta ad est, dove sono visibili ceramiche nere nello stile jonico e corinzio, del tutto uguali a quelle di Locri;
  • in montagna, presso il Casello forestale di San Giorgio, poco al disotto del muro di contenimento della spianata del casello, e nella pineta adiacente. Tali frammenti riteniamo siano attribuibili tra il V e il IV sec. a.C..

Davanti al casello forestale di San Giorgio abbiamo osservato resti di grandi Pithos (plurale pithoi) dal greco (πίθος, πίθοι), che significa grande giara per immagazzinamento di derrate alimentari. I siti in altura nelle nostre zone non sono molti. Generalmente questi sono posti in luoghi strategici, ad esempio come frurion, ovvero castelletti o torre di guardia. Altri reperti del periodo greco sono stati riutilizzati nella costruzione della chiesa di San Giorgio. Questi sono tegoloni e marmi. Altri minuti frammenti di ceramiche greche si rinvengono presso serro Papà. Sono queste ceramiche miniaturistiche (o votive) oppure da corredi funebri.

Immagini del territorio qui: https://www.sanlucaillustrato.it/il-nostro-territorio/ Ulteriori approfondimenti qui: https://www.sanlucaillustrato.it/la-storia/ [3]

Seconda guerra mondiale: morte di Giuseppe Cenni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Giuseppe Cenni.
Giuseppe Cenni (MOVM), il leggendario asso della 2ª Guerra Mondiale, perse la vita a San Luca sul torrente Bonamico.

Durante la Seconda guerra mondiale il cielo dell’Aspromonte fu protagonista, il 4 settembre 1943, di uno scontro tra i piloti italiani della Regia Aeronautica e quelli Alleati e che vide l’epilogo a San Luca. L’armistizio era stato firmato il giorno prima, ma fino all’8 settembre non sarebbe stato reso noto. I piloti del 5º Stormo Tuffatori, guidati dall'asso Giuseppe Cenni, dopo aver sganciato il loro carico bellico contro i mezzi Alleati, che stavano invadendo la Calabria, furono intercettati dai caccia Spitfire. Il comandante Cenni, che era solito restare dietro, in copertura dei suoi uomini, fu attaccato da 5 caccia: cercò di trovare scampo a volo radente, ma fu sopraffatto dal numero dei velivoli nemici. Il suo Re.2002 si schiantò sul letto del torrente Bonamico nel Comune di San Luca. Cenni aveva 28 anni e fu insignito della Medaglia d'oro al valor militare e 6 d'argento, la Croce di Ferro tedesca di 2ª classe e 2 promozioni per merito di guerra.[4][5]

I resti del corpo di Cenni verranno raccolti e resteranno sepolti presso il cimitero di San Luca per molti anni fino a quando, circa nel ’48, saranno traslati presso il cimitero di Parma. Dal 1996 un monumento sul lungomare di Reggio Calabria ricorda il sacrificio del comandante Cenni e i fatti del 4 settembre 1943.[6]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

L’abitato si sviluppa intorno alla Piazza Umberto I. La struttura urbana irregolare è cresciuta seguendo la morfologia del terreno, pertanto ha un andamento a gradoni, costituito da case monofamiliari con tipologia a schiera a uno, due o tre livelli, le aggregazioni a schiera hanno principalmente un allineamento sull’asse est-ovest ottenendo così un buon soleggiamento. La struttura dei fabbricati antecedenti al 1900 risulta costituita da muratura di pietrame e argilla; successivamente si fa uso di muratura in pietrame, laterizi e calce, o malta cementizia; le costruzioni recenti hanno la struttura in cemento armato. Le costruzioni erano dotate di tetto a falde inclinate con copertura in coppi, caratteristica che in gran parte delle abitazioni viene ancora mantenuta. Il centro storico si caratterizza per le stradine strette e lastricate originariamente pedonali, sufficientemente larghe per essere percorsi con animali da soma, i dislivelli erano superati con ampi gradoni. Oggi gran parte di queste strade, soprattutto quelle più larghe, sono strade modificate, allargate ove possibile, il fondo lastricato è stato ricoperto con un massetto in cemento, eliminando gran parte dei gradoni, in modo da renderli percorribili con mezzi meccanici. Il centro abitato si presenta abbastanza compatto conservando in gran parte le sue caratteristiche originarie con poche case di recente edificazione ai margini del centro storico. La parte più antica del paese è quella attorno alla piazza Umberto I° dove è ubicata la casa natale di Corrado Alvaro.

Dalla piazza si irradiano le principali vie del centro storico (Via Garibaldi, Via Nazionale), che si inerpicano lungo il costone che accoglie le povere case, che stanno l’una sopra l’altra e distanziate dai percorsi pedonali che seguono orizzontalmente il pendio. Sulla piazza si affacciano la chiesa Matrice di Santa Maria della Pietà e dalla casa natale di Corrado Alvaro che si “innalza come un torrione”. Intorno alla piazza sorgevano le principali attività del paese, essa è infatti sede della vita pubblica e spazio rappresentativo dei valori collettivi, luogo di incontro, di relazioni, di sosta, di culto, di svago, mercato. Alcune case presentano una mirabile tipologia costruttiva tradizionale, altre invece sono mal costruite e rifinite e danmo il senso della caoticità e del degrado. La piazza ha una forma irregolare ed è formata da un “Centro” prospiciente l’ingresso laterale della chiesa Matrice, mentre sul lato opposto si inerpica la Via Garibaldi, teatro un tempo della vita paesana e principale arteria di ingresso al centro storico. Dalla parte della facciata principale e leggermente decentrata sulla destra, arriva la Via Nazionale. La piazza e le strade un tempo pavimentate in pietra locale erano state sostituite in modo disordinato ed abbruttite dalle mattonelle in bitume che degradavano ulteriormente il sipario della memoria storica di San Luca, nell’ultimo decennio la pavimentazione è stata rifatta riportando strade e piazza allo stato originario.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Vi si trova la casa natale di Corrado Alvaro, punto di percorso del Parco Letterario intitolato allo scrittore.
  • Ruderi della chiesa di San Giorgio di Pietra Cappa nella frazione omonima.[7]
  • Chiesa Matrice di Santa Maria della Pietà posta a lato di Piazza Umberto I, che fu riedificata nel 1932.
  • L’arco del Portone Marchesale della Famiglia Clemente di San Luca, risalente al 1776.
  • La Pietra Cappa (veda introduzione).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Cuore della 'Ndrangheta[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di San Luca è considerato il cuore pulsante della 'ndrangheta calabrese.[9] Sono presenti e operano la 'Ndrina Nirta, la 'Ndrina Pelle, la 'Ndrina Strangio, la 'Ndrina Romeo e la 'Ndrina Giorgi. Il territorio fu teatro della Faida di San Luca.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Sotto l'aspetto culturale e religioso, il comune di San Luca possiede uno dei centri di culto e di pellegrinaggio più visitati della Calabria. Di San Luca è frazione, infatti, Polsi, dove sorge il Santuario della Madonna di Polsi.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di San Luca si basa esclusivamente su agricoltura e pastorizia. Numerose sono, infatti, le aziende agricole locali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La strada principale che collega San Luca alla Strada Statale 106 è la Strada Provinciale 72. Gli autobus sono i mezzi di trasporto che garantiscono il collegamento con i paesi vicini effettuando diverse corse al giorno tranne la domenica.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Francesco Pelle lista civica di centro sindaco
13 giugno 1999 14 settembre 2000 Sebastiano Strangio lista civica di centro-sinistra sindaco
14 settembre 2000 26 maggio 2003 Giuseppe Priolo Maria Stefania Caracciolo Valerio De Joannon commissario straordinario [10]
26 maggio 2003 14 aprile 2008 Giuseppe Mammoliti lista civica di centro-sinistra sindaco
14 aprile 2008 17 maggio 2013 Sebastiano Giorgi lista civica sindaco
17 maggio 2013 26 maggio 2019 Rosaria Giuffrè Vito Turco Giulia Rosa Salvatore Gullì commissario straordinario [10]
26 maggio 2019 in carica Bruno Bartolo lista civica San Luca ai sanluchesi sindaco

Il 17 maggio 2013 il Consiglio dei ministri ha sciolto il comune di San Luca per infiltrazioni della 'ndrangheta.[11]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La maggiore società calcistica con sede nella città di San Luca è l'Associazione Sportiva Dilettantistica San Luca, nota più comunemente come "ASD San Luca". Fondata nel 1961, sotto il nome di Folgore San Luca, nella stagione 2021-22 milita nel girone I di Serie D, per il secondo anno consecutivo. Annovera, tra i successi, la vittoria della Coppa Calabria nella stagione 1999-2000.[12] e la vittoria della Coppa Italia Dilettanti 2019-2020.[13] Uno dei record della compagine sanluchese è sicuramente quello della stagione 2018-2019 quando l'ASD San Luca realizzò 134 gol nel campionato di Promozione Calabrese, superando il record italiano di gol segnati in una stagione, fino a prima detenuto dal Grande Torino.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ NOTE (1) Paolo Orsi. Stazione Neolitica di Stentinello, Siracusa – Bollettino Paleontologico Italiano 1890 Santo Tine’- Il Neolitico. Storia della Calabria Antica Gangemi editore Reggio Calabria 1988. Jonh Robb.Bova Marina Archaelogical Projet-Survey and excavetion .University of Cambridge 2008 . (2) Sebastiano Stranges “in Aa Vv. Megale Ellas. Ellenofoni di Calabria Universita’ UTETEL Bova Marina 1993. (3) Sebastiano Stranges-Aa Vv-Monaci e Monasteri Italo Greci.
  4. ^ Gen.Pesce - Uff.Storico AM, 2002, pp. 105-108.
  5. ^ Pagliano - Aviatori it., 1964, pp. 278-279.
  6. ^ D'Agostino - AAA R.Calabria, 1996, pp. 30-35.
  7. ^ Comune di San Luca - Da Vedere
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ La "mamma", le "cariche" e i "gradi" l'organizzazione e le gerarchie della Locale, www.repubblica.it
  10. ^ a b Commissione straordinaria ex art. 143 TUEL (ente sciolto per infiltrazioni mafiose)
  11. ^ http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-20/calabria-luca-sciolto-mafia-144616.shtml
  12. ^ http://www.crcalabria.it/new/index.php?page=pagina&id=17 Archiviato il 18 settembre 2017 in Internet Archive.
  13. ^ http://www.crcalabria.it/index.php?page=news&id=846
  14. ^ https://it.eurosport.com/calcio/il-riscatto-contro-la-ndrangheta-del-san-luca-134-gol-meglio-del-grande-torino_sto7253558/story.shtml

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Borzomati (a cura di), San Luca. Storia Tradizioni Società a 400 anni dalla fondazione. Atti del convegno di studio - San Luca (RC), 16-18 marzo 1990, Ardore Marina, Arti grafiche edizioni, 1994.
  • Gen. Giuseppe Pesce, "Giuseppe Cenni, pilota in guerra", Roma, Ufficio Storico Aeronautica militare, 2002. (PDF)
  • Franco Pagliano, Aviatori italiani (cap. Valzer mortale), Roma, Longanesi & C., 1964.
  • Antonio D'Agostino, Reggio Calabria 3 - 4 settembre 1943, Reggio Calabria, Jason, 1996.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Migliavacca, Ricordo di un eroe: il magg. pil. Giuseppe Cenni, in Aeronautica, n. 8-9, Roma, Associazione Arma Aeronautica, 2013. (PDF)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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