Giuseppe Cenni

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« Valzer, ragazzi ! »

(chiamata radio che Cenni dava alla 239ª s.a.t. prima del "Tuffo")
Giuseppe Cenni
Giuseppe Cenni.jpg
Giuseppe CENNI, Magg. Pil. M.O.V.M.
27 febbraio 1915 – 4 settembre 1943
Nato aCasola Valsenio (Ravenna)
Morto aAspromonte (Reggio Calabria)
Cause della mortecaduto in azione di guerra, ad armistizio già firmato ma mantenuto segreto
Luogo di sepolturaParma (cimitero monumentale della Villetta)[1]
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataLesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Regia Aeronautica
SpecialitàCaccia e
bombardamento in picchiata
Reparto5º Stormo Tuffatori,
102º Gruppo,
239ª Squadriglia,
Cucaracha Guerra spagnola
Anni di servizio8 (1935 - 1943)
GradoMaggiore (facente funzione di Tenente colonnello)
GuerreGuerra civile spagnola e
seconda guerra mondiale.
Comandante di5º Stormo Tuffatori,
102º Gruppo,
239ª Squadriglia Autonoma
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare, (6)
medaglia d'argento al valor militare.
Frase celebreValzer!
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Giuseppe Cenni (Casola Valsenio, 27 febbraio 1915Aspromonte, 4 settembre 1943) è stato un ufficiale e aviatore italiano.

Maggiore della Regia Aeronautica, fu un eroe di guerra[2] della seconda guerra mondiale e asso dell'aviazione; venne decorato con la medaglia d'oro al valore militare alla memoria.

Junkers Ju 87 Stuka in servizio con la Regia Aeronautica soprannominati "picchiatelli".
Reggiane Re.2002 ultimo tipo di aereo utilizzato dal maggiore Cenni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Cenni manifestò sin da giovane la passione per l'aeronautica realizzando alianti mentre frequentava a Parma l'Istituto delle belle arti. Il 19 giugno 1935 si arruolò nella Regia Aeronautica come allievo ufficiale pilota di complemento. Conseguì il brevetto il 20 novembre su Fiat C.R.20 e partì volontario per la guerra di Spagna dove venne abbattuto, fatto prigioniero e liberato in uno scambio.[3]

Di ritorno dalla Spagna, Cenni venne decorato, arruolato in servizio permanente e assegnato prima al 6º Stormo, poi al 51º Stormo. Nel contempo, venne qualificato istruttore acrobatico. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Cenni chiese di rientrare dalla Romania dove stava tenendo corsi per piloti da caccia e venne inviato a frequentare i corsi per qualificarsi sull'aereo da bombardamento in picchiata Junkers Ju 87 Stuka. Giuseppe Cenni venne nominato capitano e posto al comando della 239ª squadriglia autonoma tuffatori il 24 novembre 1940. Di base sull'aeroporto di Lecce-Galatina, partecipò ad attacchi di bombardamento in picchiata in Grecia e Jugoslavia. Nei mesi tra maggio e ottobre 1941 gli Stuka italiani denominati "Picchiatelli", vennero rischierati in Africa settentrionale dove continuarono le missioni contro gli obiettivi terrestri e navali nel mar Mediterraneo. Cenni ancora una volta si confermò un pilota dotato di tecnica di volo eccellente, tanto che mise a punto una tecnica di bombardamento in picchiata "di rimbalzo": terminando la picchiata con un breve tratto in volo orizzontale, la bomba sganciata rimbalzava sull'acqua e colpiva il fianco della nave attaccata massimizzando il danno.[4] Per le azioni svolte gli vennero conferite altre due medaglie d'argento al Valor Militare.

La crescente disparità tecnica degli Ju 87 nei confronti degli aerei da caccia alleati portò a sviluppare tecniche di bombardamento in picchiata notturne. Nel corso di queste azioni, gli Stuka comandati dall'allora capitano Cenni inflissero molti danni alle navi inglesi. Cenni venne decorato con la sesta medaglia d'argento al valor militare e promosso maggiore per meriti di guerra.

Riprese le attività con il 5º Stormo sull'aeroporto di Crotone sostituendo gli Stuka con i Reggiane Re.2002. Lo stormo venne reso operativo nel luglio 1943 e si trovò a fronteggiare il contemporaneo sbarco alleato in Sicilia. L'11,12 e 13 luglio, vennero effettuate missioni di bombardamento in picchiata nella rada di Augusta, che portarono alla decimazione degli equipaggi. Il 13 luglio, bombardieri alleati attaccarono l'aeroporto di Crotone distruggendo quasi del tutto lo Stormo e uccidendo altri 6 piloti. Cenni si ritirò con gli aerei ed equipaggi superstiti presso l'aeroporto di Manduria in Puglia.

Il 3 e il 4 settembre, quando mancavano pochi giorni all'annuncio dell'armistizio, peraltro già firmato in segreto, gli venne ordinato di contrastare lo sbarco alleato a Reggio Calabria. Non tornò alla base. Il Maggiore Giuseppe Cenni venne visto da alcuni testimoni sull'Aspromonte mentre da solo veniva inseguito da molti Spitfire. Abbattuto, morì e venne decorato di medaglia d'oro al valore militare.

... P A G I N A_ I N_ A L L E S T I M E N T O ...

Prima di entrare in Aeronautica[modifica | modifica wikitesto]

La difficile infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 febbraio del 1915, nel comune di Casola Valsenio (Ravenna), sull’Appennino tosco-romagnolo, tra Imola e Faenza, nacque Giuseppe Cenni. Il padre, commerciante di cavalli per l’Arma di cavalleria, a causa del grosso ridimensionamento di tali reparti, dopo la fine della grande guerra, fu costretto a spostarsi a Parma per trovare una nuova occupazione. Il piccolo Giuseppe seguì così il padre, mentre la sorella rimase con la madre nel comune natio. Non molti anni dopo, a causa di un’epidemia influenzale, Giuseppe perse la mamma. Non potendosene più occupare, il padre lasciò il piccolo Giuseppe in seminario: i rigidi anni passati all’interno della struttura religiosa furono una seconda durissima prova.[5]

Adolescenza: tra arte e volo a vela[modifica | modifica wikitesto]

Lasciato, finalmente, il seminario per frequentare le scuole superiori: Giuseppe si trasferì a vivere da solo a Parma per frequentare l'Accademia di Belle Arti - Toschi, nella sezione edilizia. Le abilità nel disegno sia tecnico che a mano libera e il desiderio di diventare architetto, come il cugino già celebre professionista in questo ramo, furono i motivi di questa scelta. Ma fu proprio tra i banchi dell’Accademia di belle arti, che Cenni conobbe Adriano Mantelli, di 2 anni più grande, e già appassionato di volo a vela. Fu così che i due crearono una vera “banda del volo” a Parma. Saranno ben 11 ragazzi, di quella “banda”, che entrarono poi in Regia Aeronautica e tra loro vi saranno futuri Generali, come: Alessandrini e Sirocchi. Arrivarono anche a costruire, completamente da soli, un veleggiatore. Leggendarie furono le “biciclettate” che facevano i ragazzi, da Parma a Cantù, circa 200 km, per frequentare i corsi preliminari di volo a vela (R.U.N.A.), voluti da Balbo. Concluso l’Accademia di belle arti, Cenni entrò alla facoltà di Architettura.

Ingresso in Regia Aeronautica[modifica | modifica wikitesto]

Scuola di volo da caccia[modifica | modifica wikitesto]

Ma la passione per il volo era troppo grande e decise, volontariamente, di svolgere il servizio militare durante il primo anno di Università. Fu così che, il 19 giugno del 1935, Cenni entrò in Regia Aeronautica, come allievo Ufficiale pilota di complemento, e già il 30 luglio effettuò il suo primo volo senza istruttore sui cieli di Siena su un Fiat AS.1. La nomina di pilota giunse il 19 agosto con 18 ore di volo; poi a Grottaglie (Taranto), per il brevetto di pilota da caccia che arrivò, dopo 41 ore di volo, il 20 novembre.

Vita nei reparti[modifica | modifica wikitesto]

Fu subito assegnato a un reparto, ed esattamente alla 153ª Squadriglia del 3º Gruppo caccia terrestre: uno dei più prestigiosi per la caccia, e che infatti era appena andato a costituire il neonato 6° Stormo Caccia a Campoformido (Udine). L’attività addestrativi, anche nei reparti, continuava ad essere molto intensa e specialmente indirizzata all’acrobazia. Uno degli istruttori che maggiormente aiutò Cenni nella sua crescita fu Ricci: che nutrì fin da subito una particolare simpatia per quel giovane dai grandi occhi azzurri, alto, magro e profondamente innamorato del volo.[6] In quel periodo Cenni ebbe modo di volare su molti velivoli tra cui: Caproni Ca.100 (il famoso “Caproncino”), Fiat C.R.30 e soprattutto sui Fiat C.R.32. Ma una spiccata sintonia la ebbe sul Fiat C.R.20 “Asso”, velivolo sul quale Cenni si esibì con ardite acrobazie fin dal suo primo volo.

La guerra in Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Alférez “Victor Stella”[modifica | modifica wikitesto]

Ai primi di agosto, i piloti dei tre migliori stormi da caccia di quegl’anni, , e , furono convocati perché si stavano cercando volontari per una missione estera. Cenni, senza esitare, si offrì e venne scelto per essere tra i primi 12 piloti di caccia italiani a sostegno del Gen. Franco: in quella che sarebbe stata la Guerra civile spagnola. Non c’erano idee politiche, ma solo la ricerca di avventura e la volontà di dimostrare le proprie abilità di pilota. Di quel primo manipolo di uomini Cenni era il più giovane, con i suoi soli 21 anni, aveva maturato solo 122 ore di volo delle quali 81 effettuate presso il reparto: ma ora era pronto a entrare in azione e ad essere uno dei 4 ufficiali di quella operazione. Fu così, che all’alba del 14 agosto 1936, il cargo italiano Nereide entrò nel porto di Melilla, sulla costa mediterranea del Marocco spagnolo, che era appena stata occupata dalle forze nazionalistiche guidate dallo stesso Gen. Franco. Il carico della nave consisteva in 12 Fiat C.R.32, che erano stati imbarcati nel porto di La Spezia una settimana prima; la nave aveva anche trasportato 18 volontari della Regia Aeronautica in Nord Africa. Ma, data l’iniziale neutralità dell’Italia nel conflitto iberico, tutti i membri italiani della spedizione dovettero arruolarsi nel Terchio, la legione straniera Spagnola, assumendo falsa identità. Fu così che il S.Ten. Giuseppe Cenni, divenne l’Alférez Victor Stella.

Giuseppe Cenni in Spagna a bordo di un CR.32

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Tra le due guerra[modifica | modifica wikitesto]

Rientro[modifica | modifica wikitesto]

A fine di luglio del 1937 Cenni rientra finalmente a Parma. All’Istituto di Medicina legale, fu trovato in condizioni fisiche pietose: gli fu prescritto un lungo periodo di convalescenza. Ma per un "drogato" del volo, che già aveva fatto 7 mesi di astinenza dai cieli per la prigionia, non si può obbligare un’ulteriore assenza. Così non ci si sorprese nel trovarlo a Ravenna, nella sua 153ª Squadriglia 3° Gruppo del 6° Stormo, per fare almeno un giretto sul “Caproncino”: per Gorizia e ritorno. Intanto arrivò una bellissima notizia, una figura come Cenni non si poteva perdere e così arrivò il passaggio da sottotenente di complemento a sottotenente in servizio permanente effettivo per “merito di guerra” a decorrere dal 19 dicembre 1936.[7] Finalmente il volo non sarebbe stato più una fase transito, ma sarebbe diventare il suo lavoro. A dicembre del 1937 arrivò anche la promozione a Tenente. Nel periodo tra ottobre ’37 e giugno ’38 fu sempre impegnato in sole attività acrobatiche in seno alla 153ª Squadriglia a Campoformido del 6° Stormo.

Istruttore: acrobazia e arte militare[modifica | modifica wikitesto]

A fine agosto fu inviato, in qualità di istruttore sui Ro.41, alla Scuola Caccia prima di Foligno, e poi a Castiglione del Lago: qui, oltre all’incarico di “istruttore di pilotaggio a doppio comando e acrobazia” ebbe anche il corso teorico di “Arte Militare Aerea”. Può sembrare strano che un ragazzo di soli 23 anni venga mandato a insegnare corsi di teoria e pratica a dei ragazzi di circa la sua età: ma l’esperienza maturata in Spagna e le 2 M.A.V.M., gli conferivano il giusto ascendente per questo prestigioso incarico. Durante questa fase, ebbe modo anche di volare sui: Br.25, Fiat C.R.30, Ca.310 e B.R.3.

I problemi fisici e il matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Gli strascichi delle gravi privazioni patite durante la dura prigionia in Spagna, non davano pace a Cenni: e, il 12 aprile 1939, fu dichiarato “inabile a qualsiasi servizio per mesi due”. Un simile esito arrivò alla successiva visita di controllo, che ne impediva ancora il volo. La prognosi fu sciolta solo il 21 agosto: dopo più di 4 mesi. In questa fase tranquilla di carriera ebbe però modo di portare a buon fine il progetto matrimoniale: sposandosi, il 31 luglio 1939, con la Signora Tina Zarotti, che aveva conosciuto da ragazzo a Parma.

Istruttore del corso Rex[modifica | modifica wikitesto]

Fu quindi mandato alla Scuola di Pilotaggio dell’Accademia Aeronautica a Capua (Caserta), mentre si svolgeva il Corso “Rex”. Era certamente un incarico estremamente prestigioso: ma Cenni era troppo irrequieto e amava la vita operativa.

21° Gruppo - 51° Stormo Caccia[modifica | modifica wikitesto]

Il 1° ottobre 1939, ottiene il trasferito alla 354ª Squadriglia - 21º Gruppo del 51° Stormo Caccia, per la difesa di Roma. Qui poté effettuare il passaggio sul primo monoplano tutto metallico della Regia Aeronautica: il Fiat G.50. All’inizio del 1940, vi è la nascita della prima figlia.

Comando scuola piloti in Romania[modifica | modifica wikitesto]

L’Italia aveva venduto alla Romania dei velivoli e, secondo gli accordi, la Regia Aeronautica avrebbe dovuto istituire a Buzau (Romania) una scuola caccia, per ufficiali, secondo i canoni italiani. Fu quindi assegnato a Cenni, oltre al solito incarico di istruttore di volo, anche quello di organizzare la nuova scuola. Arrivò il 1° aprile 1940, e le opinioni, sull’operato di Cenni, dei vertici rumeni, furono ottime: ma il 10 giugno 1940, l’Italia entrò in guerra. Cenni non era certo il tipo da rimanere all’estero quando in Italia c’era “da fare”: quindi chiese ed ottenne l’immediato rimpatrio.

Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

52° stormo: pilota da caccia[modifica | modifica wikitesto]

I vertici della Regia Aeronautica non persero tempo, e 15 giorni dopo Cenni era già operativo al 52° Stormo, sull’aeroporto di Sarzana (La Spezia), come pilota di caccia sul Fiat G.50. Decollò alcune volte su allarme, fino a spingersi anche sui cieli della Corsica. Quelle, per Cenni, furono le ultime ore da pilota di caccia.

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Re.2002 “Ariete” II[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 1942 i due reparti del 5° Stormo Tuffatori, il 101° e il 102º Gruppo, si ritrovarono a Lonate Pozzolo per il passaggio di macchina. Gli Stukas italiani, infatti, erano arrivati al limite dell’usura e le Officine Meccaniche Reggiane stavano per licenziare un caccia, a firma dell’Ing. Longhi: era il Re.2002 “Ariete” II. Data la non particolare velocità, si optò per destinarlo ai reparti da “Tuffo”: e, per l’urgenza del momento storico, entrò in produzione ancora prima del superamento di una vera fase di collaudo. Non pochi furono i problemi nella successiva messa a punto, che vide anche la morte di un collaudatore. Fu così che l’Ing. Longhi chiese ed ottenne, dal Comando della 1ª Squadra Aerea, la presenza di Cenni in questa delicata fase. Così Cenni, con la sua 239ª Squadriglia, si trasferì sull’Aeroporto di Reggio Emilia, mentre il restante del gruppo rimase a Lonate Pozzolo. Il 3 febbraio 1943, Cenni effettuò il suo primo volo: ma i problemi furono di difficile soluzione, come lo stallo dell’elica nella fase di picchiata.[8] Migliorato tutto quello che poteva essere migliorato, si incominciò con un’intensa attività addestrativi: ma anche in questa fase il 102º Gruppo di Cenni dovette pagare ulteriore pegno con la morte del Magg. S. Rastelli. Intanto, il 6 giugno 1943, nasce a Parma la secondogenita, Raffaella, e c’è giusto il tempo per qualche visita: perché, pochi giorni dopo, il 5° Stormo fu rischiarato sull’Aeroporto di Tarquinia (Viterbo).

Sbarco in Sicilia: operazione Husky[modifica | modifica wikitesto]

Nella profonda notte del 9 luglio 1943 incominciò lo sbarco in Sicilia, nome in codice operazione Husky. Nella prima mattina del 10, Cenni al comando del gruppo si spostò da Tarquinia a Crotone. Appena atterrati arrivò subito l’ordine di ridecollare: vi fu solo il tempo per agganciare le bombe da 250 kg e, alle 18.10, instancabilmente, decollarono 2 formazioni di 4 velivoli: una guidata dal T.Col. Nobili e l’altra da Cenni. Arrivati sulle coste di fronte ad Augusta furono travolti da un inferno di fuoco. Finito lo sgancio delle bombe contro le navi da guerra gli 8 Re.2002 furono intercettati da Spitfire. Tre velivoli furono abbattuti: tra cui il Comandante del 5° Stormo, T.Col. Nobili. Quel drammatico lutto, portò i vertici ad affidare a Cenni il comando dello Stormo, diventando così, a soli 28 anni, il più giovane comandante di Stormo della Regia Aeronautica. Nonostante fosse emerso, dal giorno precedente, che affrontare quei cieli senza scora fosse un suicidio: Cenni, ligio agli ordini, continuò senza esitazione seguito con altrettanta determinazione dai suoi uomini. L’11 vi furono 2 missioni: perdendo altri 3 piloti. Stessa cosa il 12, dove fu abbattuto Ten. Moglia, che però riuscì a salvarsi. Così il 13 che vide Cenni, in una giostra furibonda, disimpegnare i propri piloti attaccati da un gruppo di Spitfire: riuscendo anche ad abbatterne uno. Ma altri 2 piloti del 101° Gruppo persero la vita. Cenni non fece in tempo ad atterrare a Crotone che 50 Bombardieri B.24 rasero al suolo l'aeroporto. La caccia non era stata allertata. Il 5° Stormo non c’era più! Completamente rasato al suolo. Evidentemente la manciata di piloti italiani dava fastidio alle operazioni degli alleati: data la veemenza della reazione. Il giovane comandante si trovò così a dirigere il momento più drammatico dello Stormo. Trasportare i feriti più gravi, spostare i morti e organizzare una striscia di emergenza per far decollare gli aerei che si potevano salvare. Direzione l'Aeroporto di Manduria (Taranto): nuova base di quel che restava del 5° Stormo Tuffatori.

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L’armistizio[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 settembre, dieci Reggiane Re.2002 del 5° Stormo (sei del 101° Gruppo e quattro del 102°, tra cui Renato Moglia) decollarono da Manduria per ostacolare lo sbarco alleato a Reggio Calabria: la missione si concluse senza perdite. Alle 17.15 dello stesso giorno, a non molti chilometri da quegli scontri, sotto una tenda nascosta tra gli ulivi a Cassibile, il Gen. Castellano firmava per nome del governo italiano l’armistizio corto, controfirmato dal Gen. statunitense Bedell Smith. L’Italia si arrendeva senza condizioni.[9]

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Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Abilissimo pilota da caccia e da bombardamento a tuffo, consumò la sua breve giovinezza per la grandezza della Patria. Sempre e dovunque rifulsero le sue preclari virtù spirituali e professionali; sempre primo nell'azione e nel rischio seppe in due guerre duramente combattute guadagnarsi ben sei medaglie d’argento e due promozioni per merito di guerra. Nelle memorabili giornate dal 10 al 19 luglio, seguito dall'assoluta dedizione dei gregari, contrastò il passo agli invasori con inesausto aggressivo accanimento, superando ogni limite umano dell'ardimento ed in duri combattimenti con la caccia avversaria tre volte riusciva a disimpegnare i propri gregari assaliti da numero preponderante di caccia nemici. Durante un’azione di bombardamento a tuffo nell'inferno di ferro e di fuoco della zona di sbarco dello stretto di Messina scompariva sopraffatto dal numero. Esempio imperituro di elette virtù militari, sublime amor patrio, abnegazione ed eroico attaccamento al dovere.»
— Cielo del Mediterraneo, 10 luglio - 4 settembre 1943[10]
Medaglia d'argento al valor militare (sul campo) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare (sul campo)
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandante di Squadriglia di Bombardamento a tuffo, partecipava a numerose ardite operazioni di guerra su muniti obbiettivi nemici portando sempre a termine con risultati efficacissimi, rischiose missini. Durante un’azione sulla flotta navale nemica contribuiva con la sua pattuglia a danneggiare seriamente una potente nave da battaglia. Nelle audaci azioni di mitragliamento a volo radente, malgrado la violenta reazione contraerea, portava implacabile l’offesa, dimostrando tenace spirito di combattente e sereno sprezzo del pericolo.»
— Cielo della Grecia, Novembre 1940 – Febbraio 1941
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandante di Squadriglia da Bombardamento a tuffo eseguiva, alla testa dei suoi piloti, numerose azioni su base nemiche fortemente armate, distinguendosi per slancio e grande audacia. Malgrado l’inteso fuoco contraereo e benché ripetutamente colpito affrontava forze navali nemiche concorrendo ad arrecare gravi danni ad alcune unità.»
— Cielo della Grecia e di Jugoslavia, Febbraio - Aprile 1941
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Nel corso di una rischiosa missione per la quale erasi offerto volontario, affrontava ardimentosamente le più ardue prove, dimostrando sempre esemplare valore e sereno spirito di sacrificio.»
— Cielo di Spagna, 6 agosto-dicembre 1936
Promozione per merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Promozione per merito di guerra
«da Sottotenente di complemento a Sottotenente in servizio permanente effettivo»
— a decorrere dal 19 dicembre 1936[7]
Promozione per merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Promozione per merito di guerra
«da Capitano a Maggiore»
— a decorrere dal 31 luglio 1942
Croci al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croci al merito di guerra
Croci al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croci al merito di guerra
Croci al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croci al merito di guerra
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di Seconda classe (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di Seconda classe (Germania)
Medaglia Commemorativa della Guerra di Spagna (1936-1939) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Commemorativa della Guerra di Spagna (1936-1939)
Medaglia di benemerenza per i volontari della Campagna di Spagna - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di benemerenza per i volontari della Campagna di Spagna

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Deriva di un Tornado del 102°Gr. con il Valzer! e il simbolo del Papero e lo storico Grillo. (6° St. Ghedi, 2008)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il maggiore Cenni, sin dall'inizio delle sue missioni di bombardiere in picchiata, prese ad usare un segnale radio per tutti i piloti della squadriglia per indicare l'attacco. La frase era "valzer ragazzi !". Negli anni la frase divenne famosa e caratteristica della squadriglia. Dal 1993, la frase viene scritta sulle derive degli aerei del 102º Gruppo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.cimiterodellavilletta.parma.it/villetta/scheda.asp?idItem=9002&sItemType=personaggio
  2. ^ (EN) Maggiore Giuseppe Cenni Medaglia d'Oro al Valore Militare, Biplane fighter aces. URL consultato il 3 giugno 2007.
  3. ^ Col. Roberto Azzolin, Cerimonia consegna libretti di volo magg. pilota Giuseppe Cenni, su digilander.libero.it, Data pubblicazione 4 settembre 2001. URL consultato il 13 giugno 2007.
  4. ^ (EN) Rob Baumgartner, recensione di Hyperscale, mushroom model publications. URL consultato il 18 giugno 2007.
  5. ^ http://www.lospekkietto.it/cultura/54-storia-casolana.html
  6. ^ Storia Militare, Giuseppe Cenni di Angelo Emiliani
  7. ^ a b (R.D. 12 dicembre 1936 – B.U. 2 settembre 1937 – pubblicato sul B.U. 1938 – disp. 1, pag. 2)
  8. ^ http://www.alieuomini.it/catalogo/dettaglio_catalogo/reggiane_re_ariete,49.html
  9. ^ Le 17.30 di Algeri, su news.bbc.co.uk.
  10. ^ R.D. 2 giugno 1944 (B.U. 1944 Suppl. n. 2 pag. 4 e B.U. 1959 Suppl. 7 pag. 7)
  11. ^ http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/caccia-reggiane-1.3287340
  12. ^ http://www.aeronautica.difesa.it/storia/museostorico/Pagine/Reggiane-Re-2002.aspx

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]