Casignana

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Casignana
comune
Casignana – Stemma Casignana – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
Città metropolitanaCoat of Arms of the Province of Reggio-Calabria.svg Reggio Calabria
Amministrazione
SindacoGiuseppe Rocco Celentano (lista civica "Casignana Futura") dal 21-9-2020
Territorio
Coordinate38°06′N 16°05′E / 38.1°N 16.083333°E38.1; 16.083333 (Casignana)
Altitudine342 m s.l.m.
Superficie24,54 km²
Abitanti727[1] (31-12-2019)
Densità29,63 ab./km²
Comuni confinantiBianco, Bovalino, Caraffa del Bianco, San Luca, Sant'Agata del Bianco
Altre informazioni
Cod. postale89030
Prefisso0964
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT080024
Cod. catastaleB966
TargaRC
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Nome abitanticasignanesi
Patronosan Rocco
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casignana
Casignana
Casignana – Mappa
Posizione del comune di Casignana all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Casignana è un comune italiano di 727 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

Si trova nella Locride, fa parte dei comuni della Costa dei gelsomini e appartiene alla diocesi cattolica di Locri-Gerace.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Casignana è un piccolo centro dell'entroterra ionico reggino, posto su una collina a 342 m. sul versante orientale dell'Aspromonte e distante 87 km a Est di Reggio Calabria. Situato tra la montagna e il mare (in località Palazzi, sulla costa, sorgono i resti della Villa romana di Casignana), il paese vanta paesaggi ambientali quasi incontaminati dall'uomo, resi fruibili attraverso percorsi naturalistici che dalla costa si diramano verso l'interno. Importante risorsa ambientale è la Sorgente di Favate, da sempre utilizzata per la cura delle malattie reumatiche. Una parte del suo territorio è compresa nella Comunità montana Aspromonte Orientale.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del paese deriverebbe dal latino terra Casiniana, ossia "terra di Casinius", un illustre e facoltoso notabile di epoca romana, che sarebbe stato il proprietario della Villa romana di Casignana, posta in contrada Palazzi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Casignana venne fondata dopo il terremoto del 1349 da alcuni abitanti di Potamia scampati al disastro naturale[3]: fin dall'inizio fu casale di Bianco, di cui seguì le vicende storiche, divenendo parte del feudo di Condojanni (oggi frazione di Sant'Ilario dello Ionio), posseduto fino al 1588 dalla famiglia Marullo e quindi dalla famiglia Carafa, che lo mantenne fino all'eversione della feudalità. In seguito alla riforma amministrativa del 1809, Casignana divenne comune autonomo, inglobato nel Circondario di Bianco, parte del Distretto di Gerace, mantenendo questa suddivisione anche dopo la restaurazione borbonica.

Dopo l'Unità d'Italia il paese fu aggregato al mandamento di Bianco, parte del Circondario di Gerace: nel primo dopoguerra anche a Casignana si verificarono disordini e occupazioni di latifondi da parte dei contadini, che reclamavano la ripartizione della terra in base al Decreto Visocchi del 1919. In questo contesti si inquadrano i cosiddetti "Fatti di Casignana": il 21 settembre 1922 i carabinieri e i fascisti aprirono il fuoco contro i braccianti della cooperativa "Garibaldi", che avevano organizzato un'occupazione di terre di proprietà del principe di Roccella, uccidendo l'assessore socialista Pasquale Micchia e due contadini, Rosario Conturno e Girolamo Panetta, mentre il sindaco Francesco Ceravolo rimase gravemente ferito. Questa strage concluse tragicamente l'occupazione contadina[4].

Il 4 ottobre 1922, durante l'inaugurazione del Fascio di Casignana, al quale partecipò il gerarca Giuseppe Bottai, vennero sparati contro di lui dei colpi di arma da fuoco, mentre una fucilata ferì al braccio un fascista che faceva parte del suo seguito; per ritorsione, gli squadristi devastarono la casa del presidente della cooperativa "Garibaldi" e i carabinieri arrestarono una decina di antifascisti[5][6]. A tali eventi si ispirò liberamente lo scrittore Mario La Cava per il suo romanzo I fatti di Casignana[7].

In epoca fascista Casignana fu aggregata, dal 1927 e al 1946, nel nuovo comune di Samo di Calabria, con i paesi limitrofi di Caraffa del Bianco, Sant'Agata del Bianco e Samo, che riebbero la propria autonomia amministrativa poco prima dell'avvento della Repubblica italiana.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • La Chiesa Matrice, intitolata a San Giovanni Battista, alla quale si accede da un ballatoio con scaletta, possiede un altare maggiore dove vi è un quadro raffigurante la Beata Vergine Maria, insieme a San Giuseppe e a San Giovanni Battista, un altare laterale con cappella, dove si trova la statua lignea della Vergine Santissima del Rosario, e un'altra cappella con altare, dove è custodito il quadro della Vergine Santissima dell'Itria[8].
  • La Chiesa della Santissima Annunziata, posta all'ingresso del paese, è composta da una navata con un campanile munito di due campane.

Area archeologica[modifica | modifica wikitesto]

  • La villa romana, posta in contrada Palazzi, è il più importante parco archeologico di età romana della Locride: fu scoperta nel 1963, durante i lavori di costruzione della SS 106, e risulta essere un grande complesso residenziale e produttivo, risalente al I secolo d.C., la cui opulenza si riscontra nei magnifici pavimenti con mosaici a tema marino e nelle terme private, accessibili da un porticato e riccamente decorate con mosaici a tessere bianche e verdi[9].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo culturale casignanese entra nel vivo in agosto: il 16 del mese, infatti, si svolge la festa in onore di San Rocco, patrono del comune; sempre nello stesso mese, inoltre, si svolgono le sagre dei "maccheroni con sugo di carne di capra" e quella del "capocollo", oltre che alla "Festa del Pane".

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del centro si basa sull'agricoltura e sull'allevamento, con produzione di agrumi, olive e uva, da cui si ricava il Greco e il Mantonico, vino dolce da dessert. Sono prodotti anche latticini per il mercato locale. La produzione artigianale, in via di scomparsa, riguardava prevalentemente la tessitura casalinga di coperte con decorazioni tradizionali. Il turismo è discretamente sviluppato e si basa sulle visite ai resti della Villa romana di Casignana, oltre che sulle acque termali di "Fonte Favata".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è servito dalla SS 106, che arriva fino a Bianco e attraversa la località Palazzi, dove si trovano i resti della villa romana di Casignana, la cui area archeologica si trova su entrambi i lati della strada. Da Bianco invece si dirama la SP 69, che giunge fino a Casignana.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Pietro Armando Crinò Partito Socialista Italiano sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Pietro Armando Crinò lista civica sindaco
13 maggio 2001 29 maggio 2006 Rocco Mustaca lista civica sindaco
29 maggio 2006 16 maggio 2011 Pietro Armando Crinò lista civica di centro-sinistra sindaco
16 maggio 2011 19 aprile 2013 Pietro Armando Crinò lista civica "Ambiente e sviluppo" sindaco
19 aprile 2013 31 maggio 2015 commissario straordinario [11]
31 maggio 2015 21 settembre 2020 Vito Antonio Crinò lista civica "L.C. Casignana, ora tocca a te!" sindaco
21 settembre 2020 in carica Giuseppe Rocco Celentano lista civica "Casignana futura" sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Vincenzo Tedesco, Memorie sui luoghi antichi e moderni del Circondario di Bianco, Walter Brenner editore, Cosenza 1990, p. 46.
  4. ^ Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista 1919-1922, Mondadori, Milano 2003, pagg. 393-4.
  5. ^ Mimmo Franzinelli, op. cit., pp. 192 e 396.
  6. ^ Domenico Romeo, L'avvento del fascismo in Calabria. Il Circondario di Gerace, AGE, Ardore 2009, pp. 133-144.
  7. ^ Mario La Cava, I fatti di Casignana, Einaudi, Torino 1974.
  8. ^ Domenico Romeo, Bianco, Casignana e Caraffa in Calabria Ultra attraverso l'apprezzo del 1707, AGE, Ardore 2009, pp. 21-22.
  9. ^ Domenico Siclari-Franco Prampolini, La villa romana di Casignana, Fondazione Sperimentale Reggina, Reggio 2014.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Commissione straordinaria ex art. 143 TUEL (ente sciolto per infiltrazioni mafiose)
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