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Delianuova

Coordinate: 38°14′N 15°55′E
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Delianuova
comune
Delianuova – Stemma
Delianuova – Bandiera
Delianuova – Veduta
Delianuova – Veduta
Chiesa di Maria S.S. Assunta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Calabria
Città metropolitana Reggio Calabria
Amministrazione
SindacoDomenico Licastro (lista civica) dal 6-10-2021
Data di istituzione27-1-1878
Territorio
Coordinate38°14′N 15°55′E
Altitudine600 m s.l.m.
Superficie29,12 km²
Abitanti3 042[1] (31-8-2025)
Densità104,46 ab./km²
Comuni confinantiCosoleto, San Luca, Scido
Altre informazioni
Cod. postale89012
Prefisso0966
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT080031
Cod. catastaleD268
TargaRC
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Nome abitantideliesi
Patronosan Nicola vescovo
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Delianuova
Delianuova
Delianuova – Mappa
Delianuova – Mappa
Posizione del comune di Delianuova all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Delianuova è un comune italiano di 3 042 abitanti[1] della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria e paese della Pietra Verde.

Geografia fisica

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L'abitato è situato alle pendici dell'Aspromonte, ad un'altitudine che varia tra i 600 e gli 800 m s.l.m. L'ambiente circostante è caratterizzato da estesi uliveti (fino a 600 m di quota) che sono l'elemento trainante dell'economia del paese. Man mano che si sale di quota troviamo castagni e leccio (fino a 1100 metri). A circa 9 chilometri dall'abitato di Delianuova, immersa tra spettacolari boschi di pino laricio, vi è la località Carmelia (1324 m s.l.m.), meta molto ambita dai deliesi (e non solo) per sfuggire alla calura dei giorni estivi più caldi o semplicemente per fare una scampagnata. A partire dai 1400 metri il pino laricio lascia spazio al faggio e all'abete bianco. Nei vicini boschi di castagno, leccio e faggio crescono, soprattutto nel periodo autunnale, funghi molto pregiati come i porcini (boletus edulis) e gli ovoli (amanita caesarea).

A causa dell'altitudine e della distanza dal mare Delianuova presenta un clima di tipo appenninico con estati fresche le cui temperature massime superano i 25 °C solo quando soffiano venti caldi come lo Scirocco; gli inverni sono rigidi e presentano occasionali fenomeni nevosi, anche con accumuli notevoli (40 centimetri caddero nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2009); non sono rare giornate di gelo con temperature sotto lo zero quando ci sono discese di aria fredda polare. Le precipitazioni si concentrano da ottobre a marzo, ma non sono rari temporali estivi specialmente durante le ore più calde della giornata. La temperatura media di Delianuova è 14,2 °C.

Delianuova
(1961-2016)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 13,814,014,921,722,626,529,428,927,224,221,215,214,319,728,324,221,6
T. min. media (°C) 7,27,37,813,315,118,122,121,819,016,213,68,47,612,120,716,314,2
T. max. assoluta (°C) 24,6
(29/01/1979)
25,2
(26/02/1977)
26,6
(24/03/2001)
33,2
(09/04/1985)
33,5
(06/05/1988)
40,1
(25/06/1982 e 25/06/2007)
42,1
(09/07/1988)
41,8
(10/08/1999)
40,3
(06/09/1975)
37,6
(26/10/1999)
31,1
(07/11/1968)
26,5
(17/12/1989)
26,533,542,140,342,1
T. min. assoluta (°C) −2,4
(08/01/1981)
−3,2
(09/02/2015)
−1,8
(10/03/2005)
2,1
(08/04/2003)
6,6
(16/05/2014)
10,2
(08/06/2006)
14,2
(06/07/2013)
14,1
(18/08/2014)
10,8
(27/09/1977)
8,0
(31/10/1997 e 30/10/2007)
3,6
(25/11/2013)
−3,0
(31/12/2014)
−3,2−1,810,23,6−3,2

[3]

Origini del nome

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Nasce ufficialmente il 27 gennaio del 1878 per volontà di Re Umberto I, il quale decretò, in tale data, la conurbazione di due piccoli comuni preesistenti: Paracorio e Pedavoli. Di essi, come piccoli villaggi si ha notizia già dal 1050, in alcuni documenti della Curia Vescovile di Oppido-Palmi (allora grecanica, di Agia-Agathè), conservati presso l'archivio Vaticano. Anche le origini dei due comuni sono diverse. La tradizione vuole Paracorio discendere dall'antica Delia, città greca della costa ionica meridionale, distrutta dai Saraceni nel IX secolo.

Paracorio era noto come Perachorio (Περαχώριον), che in greco vuol dire "paese al di là dalle montagne"; Pedavoli invece era noto in antichità come Dapidalbon (Δαπίδαλβον) probabilmente di origine tirrenica.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 23 novembre 1998.[4]

«Partito: nel PRIMO , d'oro, a Sant'Elia profeta, in maestà, con il viso, le mani, i piedi di carnagione, aureolato d'argento, capelluto e barbuto dello stesso, vestito con la tunica di azzurro e con il mantello di rosso, impugnante con la mano destra la spada di rosso, con la lama ondeggiante in palo e con la punta all'insù, con la mano sinistra la ghirlanda di rose, di rosso, attraversante; nel SECONDO, di rosso , al castagno d'oro, sradicato, fruttato di sei di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse

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La 'Pietra Verde'

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Delianuova è nota per la lavorazione del serpentino, localmente conosciuta come "pietra verde". Questa risorsa naturale ha segnato profondamente il patrimonio architettonico e artistico del paese.[5]

L'estrazione del serpentino avveniva da una cava sita in contrada "Cotripa", dismessa nel 1933[5]. La lavorazione della pietra ha radici antiche, risalenti all'epoca basiliana, ma ha conosciuto il suo periodo di maggiore splendore a partire dalla seconda metà del XVIII secolo. In questo periodo, l'arrivo di maestranze specializzate, in particolare scalpellini di scuola siciliana, ha permesso di elevare la qualità delle opere realizzate.

Grazie a questa tradizione artigianale, Delianuova si è arricchita di numerosi manufatti di pregio, tra cui portali scolpiti, mensole e fontane.[5]

Fontana con maschera apotropaica in pietra verde, sita in Delianuova databile 1768.
Fontana con maschera apotropaica in pietra verde, sita in Delianuova databile 1768.

Il 9 Agosto 2025 è stata inaugurata la 'Via della Pietra Verde', un percorso che permette di visitare, passeggiando per le vie del paese, tutte le opere realizzate dai maestri scalpellini. Si contano 17 portali, 3 fontane, diverse mensole di balconi e due scalinate interamente realizzate in pietra verde. Il portale più antico è quello di Casa Faraone, databile intorno al XVII secolo; degna di nota anche la Fontana con Mascherone, datata 1768, l'unica delle 4 fontane di Pedavoli sopravvissuta al terremoto del 1783.[5]

Architetture Religiose

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Ruderi del Monastero di Santa Marina

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I ruderi del convento di Santa Marina, di origine basiliana, si trovano su una collinetta che sovrasta l'abitato di Delianuova. Fu forse grangia del convento di San Bartolomeo di Sant’Eufemia d’Aspromonte, abbandonato già da qualche anno prima del terremoto del 1783.[6]

L’ingresso segnato dalla croce, portava a un locale dedito al culto al quale sono stati asportati pezzo dopo pezzo gli intonaci caratterizzati da una iconografia murale e dall’intenso cromatismo. Recenti scavi hanno evidenziato la presenza nel sito di tantissimi resti vitrei di bottiglie e bicchieri, conservati oggi nel museo di Reggio Calabria[7], tanto da far pensare a una piccola attività manifatturiera del vetro.

Chiesa di San Nicola

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Vista della facciata della chiesa di San Nicola a Delianuova (RC)
Chiesa di San Nicola a Delianuova

È un edificio cultuale eretto nel XVII secolo in forma pseudo rinascimentale, la cui facciata è stata di recente abbellita da due state, opera dello scultore locale Domenico Papalia, raffiguranti Sant'Elia e Mosè. L'interno è decorato a stucchi ed è possibile osservare il soffitto in legno intarsiato, a cassettoni, con pannello centrale ottocentesco, figurato a altorilievo. È la chiesa principale di Pedavoli.[6]

Nel retro dell'altare maggiore è custodito un portacero pasquale, ricavato da una colonnina marmorea con capitello decorato a motivi bizantineggianti con una base in pietra verde, ascrivibile al XII secolo[6].

Chiesa di Sant'Elia

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È una chiesa dalle dimensioni e decorazioni modeste, in cima a una collinetta dell'abitato di Pedavoli. L'edificio ha una pianta longitudinale, con tre navate e un'abside semicircolare. La facciata a capanna presenta un avancorpo che funge da protiro. A sinistra della facciata si trova un campanile a pianta quadrata.[6]

Chiesa di Maria SS. Assunta

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La chiesa dell’Assunta fu ricostruita dopo il terremoto del 1895, in unica navata. Monumentale e degno di nota è il portone in legno di castagno intagliato, opera di artigiani locali (famiglia Caminiti), datato originariamente 1912, rappresenta scene di vita mariana. È la chiesa principale di Paracorio.[6]

All’interno due dipinti, in tempera su tela, di Raffaele Angelo Musitano, datati 1854 e 1906.[6]

Chiesetta Maria Santissima della Salute

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La Chiesetta di Maria Santissima della Salute si trova a circa 1300 metri di altitudine, immersa nei Piani di Carmelia, nel comune di Delianuova. La sua festa si celebra l'ultima domenica di agosto.[6]

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[8]

La religione più diffusa è quella cattolica di rito romano. Il comune fa parte della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e del vicariato di Oppido Mamertina-Taurianova. Il territorio comunale è attualmente suddiviso in due parrocchie, quella intitolata a Maria Santissima Assunta[9] e quella dedicata a San Nicola.[10]

Sono numerose le tradizioni di Delianuova, soprattutto legate a festeggiamenti religiosi. La più importante di esse è la festa di Maria Santissima Assunta, celebrata il 15 agosto con solenne processione della statua della Vergine per le vie del paese. L'elenco completo delle celebrazioni cattoliche che vengono svolte durante l'anno, nel territorio comunale, è il seguente:

  • Festa di San Giuseppe, 19 marzo;[11]
  • Festa di Sant'Elia, ultima domenica di luglio;[12]
  • Festa di Maria Santissima delle Grazie, ultima domenica di luglio;[12]
  • Festa di Maria Santissima Assunta, 15 agosto;[12]
  • Festa di Maria Santissima della Salute, ultima domenica di agosto, nella frazione Piani di Carmelia;[11]
  • Festa di Sant'Arcangelo, ultima domenica di Ottobre[13];
  • Festa di San Nicola, 6 dicembre.[14]

Tradizioni e Folclore

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Monaci e Sambari

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La figura dei Sambari (dal dialetto deliese, probabilmente derivante da una storpiatura di zzimbaru, ovvero "caprone") affonda le sue radici storiche tra il VII e il IX secolo, con l'arrivo dei monaci basiliani di origine bizantina nell'area dell'Aspromonte. Questi religiosi, di origine bizantina, fuggivano dalla persecuzione iconoclasta, trovando rifugio nelle zone interne del Sud Italia. Questa tradizione locale, pur avendo origine dai religiosi, è poi evoluta nel folclore locale, trasformandosi da figura monastica a simbolo popolare e, in seguito, a figura rituale.[15]

Per il proprio sostentamento, i monaci basiliani praticavano la questua nelle aree di Pedàvoli e Paracorìo. Essi si annunciavano suonando dei campanacci, specialmente in primavera e prima dell'inverno, per chiedere offerte in viveri e beni di prima necessità.[16]

Il loro aspetto austero—vestiti di scuro, incappucciati e accompagnati dal suono dei campanacci—li rendeva figure quasi "spettrali" nell'immaginario collettivo. Tale percezione contribuì alla loro evoluzione folcloristica: i Sambari venivano utilizzati dai genitori come archetipo di paura per indurre i bambini a comportarsi bene, minacciando che sarebbero scesi dai monti per prendere i "cattivi" e portarli via nta vertula (nella bisaccia[17]). Il termine Sambaro nel dialetto deliese ha acquisito un'accezione negativa, significando "trasandato", "trascurato" o "vestito male".

Il Monastero di Santa Marina

Uno dei loro insediamenti fu il monastero di Santa Marina (risalente all'XI secolo), situato sopra l’attuale centro abitato deliese. Tale convento era probabilmente una grangia (dipendenza) del vicino monastero di San Bartolomeo di Trigona (Sant'Eufemia d'Aspromonte). I monaci seguivano un regime stagionale: utilizzavano il monastero di Santa Marina nei periodi più freddi, mentre trascorrevano l'estate in altura, in un luogo chiamato San Paolino, nei pressi di Monte Fistocchio (1560 m.s.l.m.), per poi riscendere per la svernata. Del convento di Santa Marina oggi restano soltanto alcuni ruderi.[16]

Il "Maju Maju"

L'antica pratica della questua monastica ha lasciato in eredità la tradizione del "Maju Maju". Benché il convento basiliano fosse stato abbandonato, probabilmente prima del terremoto del 1783[15], la consuetudine si perpetuò.

Fino alla seconda metà del Novecento, il 1º maggio gli abitanti di Delianuova usavano adornare le porte delle case con la ginestra, considerata un simbolo di protezione. In questa ricorrenza, i bambini giravano di casa in casa recitando scherzosamente la formula:[16]

«O mi faciti u Maju Maju o vi cacu a porta e mi ndi vaju

Il Maju Maju, in questo caso, era il nome dato a un piccolo dono in denaro o più spesso cibo[16], retaggio della frutta secca che i monaci erano soliti distribuire ai bambini prima di ritirarsi in montagna. I bambini, in cambio del dono, lasciavano un rametto di ginestra in segno di gratitudine .

I Sambari nel Folclore

Per esorcizzare e beffeggiare la paura legata alla figura del Sambaro, gli abitanti di Pedàvoli e Paracorìo iniziarono a imitare i monaci attraverso travestimenti improvvisati, suonando i campanacci per le vie del paese. Questo rituale popolare, che si sviluppò probabilmente dopo la scomparsa della comunità monastica, servì a perpetuare la figura del Sambaro, trasformandola in una sorta di maschera.

La figura dei Sambari è oggi considerata una complessa sintesi folcloristica e antropologica. Le tradizioni legate ai Sambari e al Maju Maju hanno registrato un progressivo declino a partire dalla metà del Novecento e sopravvivono oggi prevalentemente nei racconti e nella tradizione orale[16] .

Infrastrutture e trasporti

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Il comune è attraversato dalla ex strada Statale 112 d'Aspromonte e dalla strada statale 183 Aspromonte-Jonio.

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 giugno 1988 10 maggio 1991 Rocco Corigliano Democrazia Cristiana Sindaco [18]
30 settembre 1991 29 ottobre 1991 Barbaro Crea Dieni Commissario straordinario [19]
29 ottobre 1991 22 novembre 1993 Barbaro Crea Marcianò Commissario straordinario [20]
1 dicembre 1993 17 ottobre 1995 Giuseppe Guadagnino Indipendente Sindaco [21][22]
2 dicembre 1995 13 dicembre 1995 Felice Iracà Commissario prefettizio [23]
13 dicembre 1995 10 giugno 1996 Felice Iracà Commissario straordinario [24]
10 giugno 1996 17 aprile 2000 Domenico Licastro Lista civica di centro Sindaco [25]
17 aprile 2000 5 aprile 2005 Domenico Licastro Lista civica di centro Sindaco [26]
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Rocco Corigliano Lista civica di centro Sindaco [27]
30 marzo 2010 1 giugno 2015 Rocco Corigliano Lista civica[28] Sindaco [29]
1 giugno 2015 21 novembre 2018 Francesco Rossi Lista civica[28] Sindaco [30][31]
21 novembre 2018 6 ottobre 2021 Emilio Saverio Buda
Antonio Giannelli
Cettina Pennisi
Commissari straordinari [32][33][34]
6 ottobre 2021 in carica Domenico Licastro Lista civica[35] Sindaco [36]

La principale società calcistica è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Deliese, il colore della squadra è l'amaranto. Milita in Promozione Calabria.

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ ilmeteo.it, http://www.ilmeteo.it/portale/archivio-meteo/Delianuova/.
  4. ^ D.P.R. di concessione del 23 novembre 1998 (PDF).
  5. ^ a b c d Pepè Carbone e Daniela Gemelli, Pietra Verde, Delianuova, Nuove Edizioni Barbaro, 2004, ISBN 88-7858-001-5.
  6. ^ a b c d e f g Raffaele Leuzzi, Guida turistica di Delianuova, Delianuova, Nuove Edizioni Barbaro, 2009, ISBN 88-7858-038-4.
  7. ^ Monastero di S. Marina (complesso monastico, strutture per il culto), su catalogo.beniculturali.it.
  8. ^ Dati tratti da:
  9. ^ Parrocchia Maria SS. Assunta - Delianuova, su oppido-palmi.chiesacattolica.it. URL consultato il 14 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  10. ^ Parrocchia San Nicola - Delianuova, su oppido-palmi.chiesacattolica.it. URL consultato il 14 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  11. ^ a b Istituto Comprensivo Delianuova, su icdelianuova.xoom.it. URL consultato il 14 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  12. ^ a b c Feste Patronali - Delianuova, su festepatronali.com. URL consultato il 14 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  13. ^ Fiera di Sant'Arcangelo su visitdelianuova.it, su visitdelianuova.it.
  14. ^ Festa di S. Nicola Delianuova, su tuttoqui.it. URL consultato il 14 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  15. ^ a b Francesca Zagari, Il monastero di Santa Marina a Delianuova, in SPOLIA. Journal of Medieval Studies, Essays 2017, anno XIII, n. 3 n.s..
  16. ^ a b c d e Maria Macrì, Il culto di santa Marina fra Oriente e Calabria, 2018/2019.
  17. ^ Dizionario Dialetto Deliese - VisitDelianuova, su visitdelianuova.it.
  18. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  19. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  20. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  21. ^ Eligendo Archivio - Comunali 21/11/1993, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  22. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  23. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  24. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  25. ^ Eligendo Archivio - Comunali 09/06/1996, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  26. ^ Eligendo Archivio - Comunali 16/04/2000, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  27. ^ Eligendo Archivio - Comunali 03/04/2005, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  28. ^ a b Per Delianuova
  29. ^ Eligendo Archivio - Comunali 28/03/2010, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  30. ^ Eligendo Archivio - Comunali 31/05/2015, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  31. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  32. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  33. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  34. ^ Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.
  35. ^ Uniti per Delianuova
  36. ^ Eligendo Archivio - Comunali 03/10/2021, su elezionistorico.interno.gov.it, Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 29 agosto 2023.

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Collegamenti esterni

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