Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi

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Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi
Dioecesis Oppidensis-Palmarum
Chiesa latina
Cattedrale di Oppido.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova
Regione ecclesiastica Calabria
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Francesco Milito
Vicario generale Giuseppe Acquaro
Sacerdoti 97 di cui 86 secolari e 11 regolari
1.857 battezzati per sacerdote
Religiosi 16 uomini, 150 donne
Diaconi 22 permanenti
Abitanti 187.200
Battezzati 180.200 (96,3% del totale)
Superficie 930 km² in Italia
Parrocchie 66 (4 vicariati)
Erezione XI secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Concattedrali San Nicola
Santi patroni Maria Santissima Annunziata
Indirizzo Via A. M. Curcio, 81, 89014 Oppido Mamertina [Reggio Calabria], Italia

Via R. Pugliese, 38 - 89015 Palmi [Reggio Calabria], Italia

Sito web www.oppido-palmi.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2014 * *
Chiesa cattolica in Italia
Ritratto di mons. Francesco Milito, attuale vescovo.

La diocesi di Oppido Mamertina-Palmi (in latino: Dioecesis Oppidensis-Palmarum) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, appartenente alla regione ecclesiastica Calabria. Nel 2013 contava 180.200 battezzati su 187.200 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Francesco Milito.

Patrona della diocesi è Maria Santissima Annunziata.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende 33 comuni della provincia di Reggio Calabria.

Sede vescovile è la città di Oppido Mamertina[1], dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Palmi sorge la concattedrale di San Nicola. Tre sono i santuari diocesani: il santuario della Madonna Nera di Seminara, il santuario di San Rocco in Acquaro di Cosoleto ed il santuario del Santissimo Crocifisso in Terranova Sappo Minulio.

Il territorio si estende su 930 km² ed è suddiviso in 4 vicariati per un totale di 66 parrocchie.

Vicariati[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non si conosce la data esatta dell'istituzione della diocesi di Oppido. Essa compare per la prima volta sul finire della dominazione bizantina in Calabria, documentata in un atto di donazione del 1045.[2] È presumibile che la fondazione della diocesi sia anteriore a questa data, ma non di molto, perché non appare in nessuna Notitia Episcopatuum del patriarcato di Costantinopoli del X secolo. Il primo vescovo conosciuto è Nicola, menzionato in un diploma del 1053.[3]

La diocesi, suffraganea dell'arcidiocesi di Reggio, nasce in contesto bizantino come diocesi di rito greco, rito che si mantenne malgrado i tentativi dei Normanni di abrogarlo, e che fu ufficialmente soppresso dal vescovo Atanasio Chalkeopoulos nel 1482; tuttavia le ultime testimonianze dell'uso del rito bizantino risalgono al 1634. L'uso e lo studio del greco era così diffuso negli ambienti ecclesiastici, che il vescovo Stefano (1294-1301) fu incaricato da Carlo II d'Angiò di tradurre dal greco importanti testi di medicina, mentre il vescovo Girolamo (1449-1472) fu presentato a papa Niccolò V come maestro di greco.

Nel 1472 la diocesi di Oppido fu unita aeque principaliter a quella di Gerace sotto il vescovo Atanasio Chalkeopoulos. Nel 1536 Oppido ritornò indipendente con il vescovo Pietro Andrea Ripanti. Il periodo dell'unione «è forse il periodo più oscuro per le due comunità, cui sovrintesero da lontano unicamente dei [vescovi] commendatari, spesso di grado cardinalizio».[4]

Dopo il concilio di Trento i vescovi si resero più presenti in diocesi. Francesco de Noctucis (1542-1548) fu il primo vescovo, dopo oltre un secolo, a risiedere stabilmente in diocesi. Il vescovo Giovanni Battista Montani (1632-1662) restaurò la cattedrale e il palazzo vescovile; a Bisanzio Fili si deve la fondazione nel 1701 del seminario vescovile, che ricevette un'efficace impostazione metodica, scolastica e disciplinare grazie all'opera del vescovo Giuseppe Maria Perrimezzi (1714-1734).[5]

Il 5 febbraio 1783 l'antico abitato di Oppido fu completamente distrutto da un tremendo terremoto, che rase al suolo tutte le strutture diocesane. Lo stesso anno moriva anche il vescovo Nicolò Spedalieri e la diocesi rimase vacante per circa un decennio. Spettò al vescovo Alessandro Tommasini (1792-1818) iniziare la ricostruzione delle strutture diocesane nella nuova sede in località Tuba; in particolare ricostruì il seminario. Il vescovo Francesco Maria Coppola consacrò la nuova cattedrale il 23 giugno 1844; nuovamente distrutta dal terremoto del 1908, fu ricostruita ed inaugurata nel 1935. A Nicola Canino (1936-1951) si deve la costruzione dell'odierno palazzo vescovile, dove, in alcune sale, è ospitato dal 2003 il museo diocesano fondato dal vescovo Luciano Bux.

Dopo il concilio Vaticano II, la diocesi rischiò la soppressione. Infatti, dopo le dimissioni del vescovo Maurizio Raspini nel 1965, la diocesi restò vacante per 14 anni, durante i quali fu affidata in amministrazione prima a Giovanni Ferro, arcivescovo di Reggio Calabria, e poi a Santo Bergamo, vescovo ausiliare di Mileto.

Il 10 giugno 1979, in forza del decreto Quo aptius della Congregazione per i Vescovi, la piccola diocesi di Oppido ingrandì notevolmente il proprio territorio con l'acquisizione di 25 comuni della provincia di Reggio Calabria sottratti alla diocesi di Mileto, per un totale di circa 50 parrocchie; contestualmente la diocesi ha assunto il nome di diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. Queste sono state le premesse per la nomina dopo molti anni di un nuovo vescovo, Santo Bergamo, il 15 giugno del medesimo anno.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 187.200 persone contava 180.200 battezzati, corrispondenti al 96,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1948 42.000 42.000 100,0 47 47 893 20
1969 30.175 30.175 100,0 33 33 914 38 21
1980 175.000 175.000 100,0 120 100 20 1.458 20 110 74
1987 160.000 160.000 100,0 117 101 16 1.367 16 200 63
1999 174.430 177.430 98,3 104 87 17 1.677 2 21 245 64
2000 174.000 177.430 98,1 100 81 19 1.740 7 24 235 65
2001 174.000 177.430 98,1 97 79 18 1.793 7 23 230 65
2002 174.000 177.430 98,1 96 81 15 1.812 7 20 215 65
2003 174.000 177.430 98,1 99 81 18 1.757 8 24 184 65
2004 173.990 177.400 98,1 101 84 17 1.722 8 23 180 65
2013 180.200 187.200 96,3 97 86 11 1.857 22 16 150 66

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. Congregazione per i Vescovi, Ristrutturazione delle diocesi d'Italia, in «Rivista diocesana di Belluno e di Feltre», 66 (1986), 6, pp. 359-364: 362. Cfr. Riordinamento delle Diocesi in Italia dal sito ufficiale della Conferenza episcopale italiana.
  2. ^ A. Guillou, La Théotòkos de Hagia-Agathé (Oppido 1050/1064-65), Città del Vaticano 1972.
  3. ^ Rocco Liberti, Tra il Rosso e il Riganati, da “Il Quotidiano”, domenica 26 febbraio 2012 (sul sito dell'Università della Calabria).
  4. ^ Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  5. ^ Informazioni dal sito web della diocesi.
  6. ^ Su questi vescovi anonimi: Norbert Kamp, Kirche und Monarchie im staufischen Königreich Sizilien, vol 2, Prosopographische Grundlegung: Bistümer und Bischöfe des Königreichs 1194 - 1266; Apulien und Kalabrien, Monaco 1975, pp. 982–983.
  7. ^ AAS 72 (1980), p. 97.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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