Agnana Calabra

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Agnana Calabra
comune
Agnana Calabra – Stemma Agnana Calabra – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
Città metropolitanaCoat of Arms of the Province of Reggio-Calabria.svg Reggio Calabria
Amministrazione
SindacoGiuseppe Lupis (lista civica Rialzati Agnana) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate38°18′N 16°13′E / 38.3°N 16.216667°E38.3; 16.216667 (Agnana Calabra)
Altitudine210 m s.l.m.
Superficie8,49 km²
Abitanti471[1] (31-05-2022)
Densità55,48 ab./km²
Comuni confinantiCanolo, Gerace, Mammola, Siderno
Altre informazioni
Cod. postale89040
Prefisso0964
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT080002
Cod. catastaleA077
TargaRC
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona C, 1 093 GG[3]
Nome abitantiagnanesi
PatronoSan Basilio Magno, Maria SS. della Misericordia
Giorno festivo14 giugno, 18 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Agnana Calabra
Agnana Calabra
Agnana Calabra – Mappa
Posizione del comune di Agnana Calabra all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Agnana Calabra è un comune italiano di 467 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Agnana fu edificata attorno al 1343 nei pressi di un convento di monaci basiliani collocato in cima al monte Sant'Agnana (da cui le deriva il nome), ad opera del Barone di Mammola, il quale, per accrescere il feudo fece insediare gli addetti alla custodia dei numerosi armenti della zona ed alcune famiglie contadine per la coltura delle terre. Nel febbraio del 1550 Giovanbattista Carafa, marchese di Castelvetere (oggi Caulonia) cedette per 7.000 ducati i casali di Agnana e Mammola a Giovanni Gagliego, e dopo appena un secolo la stessa Agnana divenne casale di Mammola. Nel 1667, Diego Joppolo ne faceva vendita a Maria Ruffo la quale comprava il casale a nome del figlio Giovanni Spina da Melicuccà. Successivamente passò ai Barreta Gonzaga che lo vendettero nel 1748 ai De Gregorio il cui dominio restò fino al 1806, anno dell'eversione della feudalità. Il terribile terremoto del febbraio del 1783, che procurò la morte a 10 persone e produsse danni valutati intorno ai 30.000 ducati, diroccò anche la chiesa del patrono San Basilio. Questa, ricostruita, fu quasi di nuovo distrutta da un uragano il 23 gennaio del 1885. Ma già in precedenza un altro uragano aveva causato ingenti danni alle abitazioni e agli edifici sacri. Il 19 maggio del 1846 Ferdinando II di Borbone, accompagnato dalla moglie Maria Teresa d'Austria e dall'erede al trono principe Francesco, si recò a visitare i giacimenti minerari di lignite e antracite che costituivano fondate speranze di occupazione e sviluppo per le popolazioni del circondario, abbondantemente sfruttate prima dai Borboni (sino al 1850) dopo dalla popolazione locale (sino alla seconda guerra mondiale). L'antracite, qui estratta, venne utilizzata per la costruzione della linea ferrata italiana (Roma-Frascati) nel 1882. Il primo treno a carbone, partiva fra le grida di gioia "Viva l'Italia, Viva la Calabria". Comunque la sua vera ricchezza è costituita da alcune sorgenti d'acqua minerale, di cui una sulfurea, due clorurate, una ferruginoso-sulfurea, situate in località Junchi. Purtroppo, nonostante siano pregiate (sono state infatti classificate, dopo accurate analisi, "Termominerali", cioè adatte alla cura di varie malattie), sono scarsamente sconosciute. Esistono tuttora, nei pressi, i ruderi di alcune vasche, che in passato venivano utilizzate per le cure terapeutiche. Inoltre il paese venne interamente e duramente colpito dal terremoto del 1905. L'ordinamento francese del 1811 e Ferdinando II di Borbone (con sua legge 1.5.1816) classificarono Agnana (594 ab.), villaggio di Canolo. Venne elevato a comune nel 1841, passando così dal circondario di Gerace a quello di Siderno, allora costituito. Assunse l'attuale denominazione nel 1881. Nel 1933 veniva disposto il consolidamento dell'abitato a totale carico dello Stato. Agnana diede i natali a Rocco Nicola Sità (1.12.1908), definito anarchico e "propugnatore di idee non tollerabili dal regime fascista". Nel 1946 fu eletto sindaco l'avv. Domenico Mammoliti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

A partire dagli anni '50 del '900, si assiste ad un inesorabile e inarrestabile decremento demografico a favore delle grandi città del Nord Italia, soprattutto Genova, e anche paesi esteri come Germania, Inghilterra e Australia, nonché verso la vicina Siderno.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

È facilmente raggiungibile mediante la Strada Provinciale 85 "Siderno - Siderno Sup. - Agnana Calabra- Canolo Vecchio - Canolo Nuova", in buono stato asfaltata.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Giuseppe Nicola Cusato lista civica di centro sindaco
13 giugno 1999 13 giugno 2004 Giuseppe Nicola Cusato lista civica di centro sindaco
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Natalino Cusato lista civica sindaco
7 giugno 2009 25 maggio 2014 Natalino Cusato lista civica Orizzonti nuovi sindaco
25 maggio 2014 26 maggio 2019 Caterina Furfaro lista civica Insieme per crescere sindaco
26 maggio 2019 in carica Giuseppe Lupis lista civica Rialzati Agnana sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN171343854 · LCCN (ENnb2011016381
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