Ciminà

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Ciminà
comune
Ciminà – Stemma Ciminà – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
Città metropolitanaProvincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
SindacoGiusy Caruso (lista civica "Insieme per Ciminà") dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate38°15′N 16°08′E / 38.25°N 16.133333°E38.25; 16.133333 (Ciminà)Coordinate: 38°15′N 16°08′E / 38.25°N 16.133333°E38.25; 16.133333 (Ciminà)
Altitudine313 m s.l.m.
Superficie49,24 km²
Abitanti570[1] (30-6-2017)
Densità11,58 ab./km²
Comuni confinantiAntonimina, Ardore, Cittanova, Molochio, Platì, Sant'Ilario dello Ionio, Varapodio
Altre informazioni
Cod. postale89040
Prefisso0964
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT080026
Cod. catastaleC695
TargaRC
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitanticiminesi
Patronosan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre e la prima domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ciminà
Ciminà
Ciminà – Mappa
Posizione del comune di Ciminà all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Ciminà (Kymina in greco calabro) è un comune italiano di 570 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria, in Calabria.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine toponomastica del paese si fa risalire al greco kyminà, κύμινα, ossia luogo dove cresce in abbondanza il cumino, pianta della famiglia delle ombrellifere dalle proprietà mediche e culinarie, usata per la conservazione dei cibi e per produrre un liquore chiamato "Kumeel".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del comune di Ciminà si fa risalire al 1453, ad opera di fuggiaschi Greci e Albanesi di religione cristiana che, scacciati da Costantinopoli da parte dei Turchi, trovarono riparo presso il "Monte dei Tre Pizzi".

Il luogo scelto, impervio e lontano dal mare, garantiva riparo e protezione in caso di attacchi da parte di eventuali invasori. Il posto fu scelto in quanto si prestava bene alla pastorizia e all'agricoltura, specie per quanto riguarda la coltivazione del frumento, inoltre era vicino a delle foreste che potevano essere usato per la produzione di legname.

La nuova comunità non tardò ad attirare ceti feudatari, in particolare la famiglia Marullo di Messina che acquisirono dal re Ferdinando il titolo di Conti di Condojanni nel 1480 dopo aver comprato i terreni e l'investitura del centro. I Marullo oltre a Ciminà erano padroni dei feudi di altri centri vicini quali Careri, Bianco, Bovalino, Precacore e Bruzzano.

In seguito il paese venne acquistato dai Carafa di Roccella Ionica, e mantenuta da questi fino all'abolizione del feudatario nel XIX secolo. Successivamente fu riconosciuta "Università civium", divenendo autonomo nel 1806, dal Governo di Gerace che successivamente ne acquisì la giurisdizione nel 1811, facendo parte del circondario, anche dopo il 1816 quando venne effettuato il "Riordino Generale della Calabria" disposto dai Borboni. Altre famiglie feudatarie abitarono a Ciminà, tra le quali le genovesi Grimaldi e Grillo, trasferite nella locride nel 1500 acquistando il feudo di Gerace, e gli Squarciafico, che acquistarono da Tommaso Merullo la baronia di Precacore e di Sant'Agata.

Persone legate a Ciminà[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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