Mammola

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Mammola
comune
Mammola – Stemma Mammola – Bandiera
Scorcio panoramico del Borgo.
Scorcio panoramico del Borgo.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Sindaco Antonio Longo (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 38°22′00″N 16°14′00″E / 38.366667°N 16.233333°E38.366667; 16.233333 (Mammola)Coordinate: 38°22′00″N 16°14′00″E / 38.366667°N 16.233333°E38.366667; 16.233333 (Mammola)
Altitudine 240/390 m s.l.m.
Superficie 80 km²
Abitanti 3 040[1] (30-04-2011)
Densità 38 ab./km²
Comuni confinanti Agnana Calabra, Canolo, Cinquefrondi, Galatro, Giffone, Grotteria, San Giorgio Morgeto, Siderno
Altre informazioni
Cod. postale 89045
Prefisso 0964
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080044
Cod. catastale E873
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona C, 1 156 GG[2]
Nome abitanti mammolesi
Patrono san Nicodemo A.B.
Giorno festivo Festa Patronale 12 marzo e prima domenica di Settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Mammola
Posizione del comune di Mammola all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Mammola all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Mammola (si pronuncia Màmmola) è un comune italiano di 3.040 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria, posto sul versante ionico della Calabria, tra l'Aspromonte e le Serre calabresi.

In passato era un paese di contadini, che allevavano bestiame e producevano formaggio e ricotte, salame, frumento, olio, vino, ortaggi, ecc.

A partire dagli anni dopo la seconda guerra mondiale c'è stata una massiccia emigrazione, verso Canada, Stati Uniti, Argentina, Australia, Francia, Belgio, Lussemburgo, Genova, Torino e Milano e tanti altri paesi, esportando il culto di San Nicodemo in moltissime città estere e italiane.

La cittadina, negli ultimi vent'anni, è divenuta meta gastronomica e turistica della popolazione calabrese, della vicina Sicilia e dei molti turisti che soggiornano in Calabria.

Geografia fisica

Il capoluogo è arroccato sulle falde di una catena montuosa, contrafforte del Monte Limina (Parco Nazionale dell'Aspromonte) e del Monte Seduto (Catena delle Serre).

I corsi d'acqua più importanti sono il fiume Torbido, il suo affluente Chiaro e le fiumare Neblà e Zarapotamo.

Porta d'Accesso e Centro Visita del Parco nazionale dell'Aspromonte.
  • Fa parte della Comunità Montana della "Limina", con sede in Mammola.
  • Parte del suo vasto territorio ricade nel Parco Nazionale dell'Aspromonte.
  • È Porta d’Accesso e Centro Visita del Parco Nazionale dell'Aspromonte.
  • È compresa nel Circondario della Locride.

Storia

Le origini di Mammola risalgono al IV–V sec. a.C.; l'insediamento sorse sulle rovine di Malea, colonia locrese ricordata da Tucidide. Ai piedi scorre il fiume Chiaro, affluente del rinomato Torbido. Nei pressi di quest'ultimo, un tempo detto Sagra, si sarebbe svolta nel VI secolo a.C. la cosiddetta battaglia del Sagra che vide i Crotoniati sconfitti dai Locresi alleati con i Reggini

Il nucleo di Mammola si sviluppò ulteriormente alla fine del X secolo d.C. Tra il 950 e il 986 sorse infatti un villaggio stabile, abitato dalle popolazioni che avevano abbandonato il litorale ionico per sfuggire alle incursioni saracene.Nel corso degli anni i Monasteri divennero centro di elevazione spirituale e di cultura umanistica. I monaci si dedicavano alla miniatura, al mosaico, all'innografia, allo studio degli antichi testi e delle scienze. Nello scriptorium, luogo destinato alla copiatura a mano, venivano trascritti codici, testi e trattati, grazie a quest'opera di divulgazione del sapere si diffusero tra il popolo conoscenza ed istruzione, migliorarono i sistemi di allevamento del bestiame e le tecniche di produzione in agricoltura e, di conseguenza, il modo di vivere degli abitanti. Il toponimo Mammola appare per la prima volta tra il XI e il XII secolo, in un documento che faceva parte dei beni del Monastero di San Fantino,. Inoltre, nel 1232, in un altro documento, si parla di un certo Rogerius de Mammula.

Mammola nel periodo feudale è appartenente a diverse famiglie: Giovanni Ruffo, Ruggero di Lauria, Anselmo Sabrasio, Raimondo del Prato, De Luna, Caracciolo di Gerace, Correale da Sorrento, Famiglia Carafa, nel 1540 il paese divenne capoluogo di Baronia allargando il suo territorio con Agnana. Successivamente passo alle dipendenze dei Gagliego, dei Loffredo, dei Ruffo, dei Pazzi, dei d’Aragona d'Ayerbe, dei Joppolo, di nuovo agli Spina, ai Barreca, ed infine alla famiglia dei De Gregorio che la detennero fino al 1806, anno della soppressione della Feudalità.

Dopo l'Unità d'Italia le difficili condizioni economiche e sociali incisero profondamente sul vivere della comunità dando luogo a fenomeni di rivolta popolare e di brigantaggio. Cominciò l'emigrazione che durò fino alla fine del secolo scorso, quasi dimezzando la popolazione.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il paese conserva l'impianto medievale contraddistinto da abitazioni raccolte attorno a numerose piazzette. I palazzi (De Gregorio, Ferrari risalente all'epoca feudale, Del Pozzo, Florimo, Spina, Piccolo, a “Gellario” dei Barillaro di epoca più recente), edificati dal XV secolo in poi, riprendono lo stile architettonico che va dal classico al barocco. Un cenno a parte merita la Casa Tarantino risalente al XIV secolo, e naturalmente le chiese, veri capolavori dell'arte architettonica e pittorica: la maestosa Matrice (XII secolo) a tre navate, la cinquecentesca chiesa della SS. Annunziata, quella della Madonna del Carmine e di San Filippo Neri (XVI secolo).

La chiesa matrice è intitolata a San Nicola di Bari, nella cui cappella sono conservatele reliquie di san Nicodemo A.B., patrono della città. A san Nicodemo alla Limina è intitolato invece il Santuario, luogo dove visse il Santo; oggi abitato da un monaco, è meta di fedeli e turisti tutto l'anno; il santuario si trova nel Parco Nazionale dell'Aspromonte.

Le altre chiese sono quelle della Madonna del Carmine, dell'Annunziata, di San Giuseppe, di San Filippo Neri, la Grancia Basiliana di San Biagio, la chiesa dell'Assunta alla Limina, la chiesa di Reito nelle frazioni e l'antico monastero di Santa Barbara, ristrutturato in parte a Parco Museo Santa Barbara.

Santuario di San Nicodemo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi San Nicodemo di Mammola.
Mammola - Santuario di San Nicodemo sec. X (Parco Nazionale dell'Aspromonte)

Il Santuario di San Nicodemo, ricco di storia e tradizioni, si trova sull'altopiano della Limina, territorio del Parco Nazionale dell'Aspromonte, ed è il luogo dove San Nicodemo Abate Basiliano, ha vissuto nel sec.X , insieme con altri Monaci.

Parco museo Santa Barbara

Il Parco museo Santa Barbara è un museo privato di arte moderna e contemporanea fondato dall'artista Nik Spatari su un antico monastero basiliano.

Aree naturali

Il territorio comunale ricade nel Parco Nazionale dell’Aspromonte e nella catena delle Serre Calabre ed è attraversato da una rete di antichi sentieri, alcuni dei quali adatti all'escursionismo a cavallo e in bicicletta. Il vasto territorio di Mammola è meta tutto l’anno di escursionisti che arrivano da ogni parte d’Italia e dall’estero, per ammirare le bellezze naturalistiche dei numerosi percorsi–trekking che attraversano i vecchi sentieri ricchi di storia. Tra i più belli e suggestivi sentieri ricordiamo:

Sentiero dei Greci, richiama numerosi escursionisti, accessibile a tutti, il sentiero naturalistico, panoramico, storici-culturale è considerato tra i più conosciuti e frequentati del territorio calabrese. Anticamente era usato dai Locresi della Magna Grecia come via di comunicazione per raggiungere il mare Tirreno le colonie di Medma (oggi Rosarno) e Ipponion (oggi Vibo Valentia). Oggi il ripido e scosceso sentiero è percorso, come ex-voto, da numerosi devoti di San Nicodemo, che a piedi raggiungono il Santuario sul Monte Kellerana per poi tornare a Mammola facendo lo stesso percorso. In particolare i venerdì di luglio e agosto di ogni anno sono tradizionali i pellegrinaggi a piedi al Santuario di San Nicodemo. Il Santuario ricco di storia e tradizioni meta tutto l’anno di numerosi pellegrini, fedeli e turisti è abitato dal Monaco Don Ernesto. L’antico sentiero è segnalato dal CAI con il numero 212.

Cascata di Salino, il percorso di bellezza naturalistica, caratterizzato dalla presenza di grandi massi granitici e ontani maestosi che ombreggiano le limpide acque. Si può risalire il torrente scegliendo il percorso più opportuno camminando sul bordo dell’alveo o in mezzo all’acqua, con agili salti sui massi esistenti. Il torrente Salino formato da cascatelle e pozze, dopo l’ultima ansa appare la splendida cascata, scorrendo tra gole di roccia ferrosa precipita con due salti dall’alto, nelle calde giornate estive si può anche fare il bagno. Il torrente “Salino”, affluente del fiume Torbido, nasce dal monte Limina nel Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Monte Sant’Elia (mt. 746), si attraversa il Fiume Torbido, si segue la pista di Coraca-Castania dove si possono ammirare uliveti e castagneti secolari. Arrivati in contrada Cerasara, una pista e poi seguendo un sentiero si arriva in cima al Monte, dove si può ammirare una veduta panoramica meravigliosa, in particolare la catena montuosa dell’Aspromonte e delle Serre e un’ampia vista sulle vallate sottostanti. Nelle vicinanze sorgerà un Parco Eolico, con 15 aerogeneratori per la produzione di energia elettrica, per circa 100.000 abitanti, attualmente si possono vedere alcuni pali sistemati nei terreni, lasciati ancora per studiare i venti.

Rifugio Montano-Monte Seduto, il percorso trekking segue una pista sterrata facile da percorrere, adatto a tutti gli escursionisti, attraversa ampie e distese faggete e pinete, costeggia il laghetto Marzanello, passando per il Monte Cresta fino a raggiungere la vetta più alta del Comune Monte Seduto (mt. 1143). Per un tratto si percorre insieme il "Sentiero Italia". Dopo si segue lo “Stradone” che porta al Rifugio Montano. In questa zona si possono raccogliere numerose specie di funghi (porcini, rositi, ovuli, pineroli, colombine, galletti ecc.) in tutti i periodi dell’anno per le favorevoli condizioni climatiche. Il sentiero anticamente era considerata una mulattiera molto importante per raggiungere Serra San Bruno e Pizzo sul Tirreno dove al porto arrivavano le navi che importavano il merluzzo secco (lo “Stocco”), che per questa via poi veniva portato a dorso di mulo a Mammola. La vecchia mulattiera in direzione Passo Limina- Passo Croceferrata è stata trasformata in una grossa arteria chiamata “Strada di Cresta”.

Monte Scifo e Borgo Chiusa, arrivati alla rotonda della Chiusa, si prendono gli zaini e si prosegue a piedi verso il Borgo Chiusa, uno dei Borghi rurali più affascinante e antico e ben conservato della Calabria, meta tutto l’anno, in particolare nel periodo estivo di numerosi visitatori, di cui molti turisti tedeschi, per ammirare le bellezze delle piccole case una attaccata all’altra di colore tufo, i piccoli portali, i balconcini, le finestre antiche e le piccole piazzette. Dopo si riparte per l’escursione, percorrendo un tratto si strada asfaltata, a sinistra si imbocca la pista Tripitita che arriva alla frazione di Aspalmo. Lungo la strada alcuni sentieri portano sul Monte Scifo, salendo liberamente la pendice della montagna, si arriva in cima, il percorso ha un andamento molto agevole. Lo sguardo può spaziare per ammirare un panorama stupendo della costa jonica reggina, visto che il Monte è la massima altura affacciato al mare.

  • Altri sentieri:

Miniera Macariace-Marvelli-Monte Limina-San Nicodemo; Dai Piani della Limina al Santuario di San Nicodemo; Fiume Chiaro-Villagio Limina; Fiume Chiaro-Corvo-Papuzzi; Fiumara Neblà-Valle Spana - Rifugio Montano; Rifugio Montano-Casermetta Vardaro; Passo delle Due Strade-Acquafredda-C/da Seduto-Laghetto Marzanello; Torre Cardito o Cardeto; Dal Passo del Mercante al Passo della Limina (Sentiero Italia - Club Alpino Italiano - tappa N° 54); Dal Passo della Limina a Mongiana (Sentiero Italia - Club Alpino Italiano - tappa N° 55).

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[3]

Cultura

Gastronomia

Mammola vanta una cultura gastronomica tradizionale di cucina tipica montanara e contadina e di Prodotti Tipici che rappresentano la storia dei vari popoli che hanno vissuto in questo vasto territorio. La cucina mammolese tiene conto delle tradizioni e della ricchezza di numerosi prodotti genuini e gustosi, offrendo numerosi e svariati piatti ottenuti con ricette antiche che si tramandano da generazioni, tanto da essere inclusi in parte nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Stocco alla mammolese - Piatto tipico di Mammola e della Calabria

I prodotti tipici tradizionali sono: Stocco di Mammola – Ricotta fresca e Ricotta affumicata di Mammola fatte con latte di capra – Formaggio Caprino della LiminaOlio d'oliva extra vergine - Salumi al peperoncino piccante e finocchietto selvatico – Nacatole - la Pizzata (pane di mais) – Pane di grano casereccio al forno a legna – Melanzane ripiene – Funghi – Castagne ecc. ecc. Da tempo ormai Mammola è punto di riferimento gastronomico della popolazione calabrese e da molti turisti che soggiornano in Calabria e nella vicina Sicilia. Numerose sono le guide, riviste, giornali, TV nazionali, regionali e locale che si occupano della gastronomia mammolese. La Gastronomia mammolese rispecchia le caratteristiche dell’antica cucina montanara-contadina semplice e gustosa, con l’utilizzo di ingredienti naturali che esaltano tutti i tipi di piatti. Ancora oggi la cucina mammolese, assai saporita, tiene conto delle tradizioni e della ricchezza dei prodotti, offrendo numerosi e svariati piatti ottenuti con ricette antiche che si tramandano da generazioni.

Importante riconoscimento alla Gastronomia Mammolese viene dato dallo "Stocco" (pescestocco), per la particolare acqua, per la lavorazione della spugnatura e dal modo antico di cucinare, per questo Mammola viene chiamato da secoli “Paese dello Stocco”. Infatti viene organizzata ogni 9 agosto, ormai dal lontano 1978, la famosa "Sagra dello Stocco" una delle più importante manifestazioni della Calabria e d'Italia. Lo Stocco di Mammola è stato incluso nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (Suppl. Ord. G.U. n. 167 del 18-7-02 pag. 13 n° 201).

Lavorazione artigianale dello "Stocco di Mammola"

Prodotti tipici

  • Stocco di Mammola; - Prodotto incluso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali;
  • Ricotta affumicata di Mammola; - Prodotto incluso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali; si ottiene dal latte di capra, ed ha sapore particolarissimo di formaggio fresco leggermente salato, ha consistenza morbida, e vellutata al tatto e di gradevole aroma affumicato, con la sua caratteristica forma, simbolo della fertilità. La Ricotta viene utilizzata: a fettine negli antipasti tipici calabresi; grattugiata sulle paste caserecce, quando la ricotta è più dura; a fine pasto, da sola o con un misto di formaggi, accompagnata con vino rosso. La Ricotta è molto richiesta sui mercati regionali, nazionali ed esteri e non si riesce a soddisfare le tante richieste dei consumatori. La Ricotta Affumicata è da considerarsi un prodotto ricavato con tecniche molto antiche ed artigianali, le aziende zootecniche che producono le ricotte sono a conduzione familiare, le capre vengono allevate allo stato brado.
  • Formaggio caprino della Limina; - Prodotto incluso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali;
  • Olio d'oliva extra vergine; - Prodotto incluso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali;
  • Melanzane ripiene; - Prodotto incluso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali;
  • Salumi (Capicollo, Pancetta, Soppressata, Salciccia, Lardo); - Prodotti DOP Calabria;
  • Pane "Pizzata" (mais), al forno a legna;
"Pane Pizzata" - Pane di mais tipico di Mammola
  • Pane Casereccio di grano e/o segale, al forno a legna;
  • Pasta fatta in casa con farina di segale e/o grano; Funghi; Fagioli di montagna; Carne di Maiale; Carne di Capra; Carne di Capretto; Carne di Agnello; Carne di Cinghiale; Nacatole (dolce); Sammartine (dolce); Sgute (dolce); Vino di uva "fragola"; Pezzo Duro (gelato artigianale).

Piatti tipici

  • Stocco alla Mammolese; Stocco arrostito; Stocco con funghi; Stocco e fagioli; Insalata di Stocco; Melanzane ripiene con lo Stocco; Melanzane ripiene; Polpette alla mammolese pruppetti (con carne di maiale); Pasta fatta in casa con il junco con il buco e senza (con farina di grano e di segale macinate al mulino ad acqua); Insalata di funghi porcini e/o ovoli; Pasta con funghi; Frittelle di funghi alla Mammolese; Fagioli con funghi; Funghi fritti; Pasta e fagioli; Fagioli e zucca gialla; Fagioli, patate e zucca gialle; Baccalà alla contadina; Baccalà con olive nere; Pasta e ceci; Pasta e broccoli pasta e sponzi; Polenta con cime di finocchio selvatico; Le “frittole” di maiale cotte nella cardara; Le zeppole zzippuli con il ripieno di alice salate o di baccalà o stocco;

Eventi

  • Festa di San Giuseppe (19 marzo): processione e tradizionale cena con pasta e ceci
  • Festa del Corpus Domini (maggio-giugno)
  • Festa di sant'Antonio di Padova (13 giugno) nella quale i bambini vestiti in abiti bianchi con in mano un giglio distribuiscono dei pani.
  • Feste del “Buon ritorno e dell'ospitalità” (estate)
  • Festa e fiera della Madonna dell'Assunta e della Montagna (15 agosto Villaggio Limina)
  • Festa dei santi Cosimo e Damiano (quarta domenica di settembre)
  • Festa della Madonna del SS. Rosario (7 ottobre)
  • Eventi natalizi: festa delle capanne con degustazione dei prodotti tipici, processione notturna di Gesù Bambino

Feste di San Nicodemo

I festeggiamenti in onore di San Nicodemo A.B. sono tre::

  • il 12 marzo in ricordo della morte ed è Festa Patronale;
  • la Domenica successiva al 12 maggio al Santuario, in ricordo della nascita;
Processione di San Nicodemo - Prima domenica di settembre
  • Venerdì, Sabato e la Prima domenica di settembre: Grandi festeggiamenti tradizionali in onore di San Nicodemo A.B., con tradizionale fiera nelle Piazze Magenta e Ferrari, in ricordo della traslazione delle reliquie dall’antico Monastero del Kellerana a Mammola:
    • Venerdì mattina Pellegrinaggio a piedi al Santuario alla Limina
    • Sabato pomeriggio Processione del Santo con le Reliquie alla Grancia Basiliana di San Biagio
    • Domenica mattina Processione del Santo per le vie del paese
  • Tutti i venerdì di luglio e agosto: Pellegrinaggio a piedi, raduno Largo Magenta ore 5,00 percorrendo il Sentiero dei Greci la Seja per raggiungere il Santuario di San Nicodemo A.B. alla Limina.

Riti della Settimana Santa

Mammola, come altri Comuni della Calabria, conserva scrupolosamente le tradizioni dei suggestivi Riti Pasquali che si tengono durante la Settimana Santa, in particolare delle due Processioni religiose più antiche della storia calabrese, quella del Venerdì Santo e la domenica di Pasqua, diventati da secoli un appuntamento che ogni anno tocca profondamente il cuore di centinaia di fedeli e turisti:

  • Domenica delle Palme: Nella mattinata inizia la benedizione delle Palme e degli Ulivi nella piazzetta antistante la Chiesa Annunziata, poi la breve Processione fino alla Chiesa Matrice per la celebrazione della messa;
  • Sera di Giovedì Santo: Visita ai Sepolcri nelle chiese durante la serata e la nottata, molti fedeli dopo la visita dei Santi Sepolcri si recano al Monte Calvario che con tanta devozione intonano i canti della Passione. Nel pomeriggio nella Chiesa Matrice sarà celebrata la Santa Messa con la lavanda dei piedi ai rappresentanti delle due Confraternite, dell’Annunziata e del S.S. Rosario in abiti tradizionali, che rappresentano i dodici Apostoli, alla fine sarà distribuito il pane in ricordo dell’Ultima Cena;
  • Processione del Venerdì Santo: Processione del Venerdì Santo con la Madonna Addolorata e Cristo Morto al Monte Calvario, le statue sono portate dalle due Confraternite che indossano i caratteristici abiti tradizionali. lungo la strada in salita che porta al Monte Calvario, posizionato sul cucuzzolo del paese. Lungo il mesto tragitto, vengono letti gli episodi della Via Crucis e cantati i versi della Passione;
Antica Processione del Venerdì Santo al Monte Calvario
  • Processione domenica di Pasqua con la “Sbelata”: Processione con la tradizionale Sbelata (incontro tra la Madonna e Cristo Risorto) in Piazza Ferrari. Le due statue, vengono trasportati in spalla, appena giunte da due parti opposte nella vastissima Piazza Ferrari, iniziano la corsa per la "Sbelata", nel momento dell'incontro col Figlio, il velo viola della Madonna scompare come d'incanto, mentre scrosciano abbondanti applausi;
  • Domenica successiva a Pasqua: Processione pomeridiana della Madonna dell'Annunziata, per le vie del paese, accompagnata dalla banda musicale e da fuochi d'artificio con la partecipazione delle due Confraternite, dell’Annunziata e del S.S. Rosario che indossano i caratteristici abiti tradizionali.

Manifestazioni gastronomiche

Ricotta Affumicata Tipica di Mammola
  • Festa della Ricotta Affumicata (luglio), con vendita della ricotta e dei formaggi caprini ed esibizione di pastori che suonano la zampogna, la “pipita” e l'organetto, al ritmo della tarantella.
  • Sagra dello Stocco (9 agosto): degustazione di piatti tipici a base del pesce stocco di Mammola accompagnata da balli e canti dei gruppi folkoristici locali. A chiusura della sagra si balla la caratteristica “pupazza infuocata” al ritmo di tarantella.
  • Festa del Fungo e dei prodotti della montagna (ultima domenica di ottobre): la festa si tiene presso il rione Scali ed è contraddistinta dalla degustazione di piatti della tradizione gastronomica mammolese, prevalentemente a base di funghi, e accompagnata da tarantelle e canti "alla ricottara" eseguiti al suono di antichi strumenti musicali.

Persone legate a Mammola

Geografia antropica

Frazioni

Le frazioni sono: Borgo Chiusa, San Todaro, Aspalmo, Neblà, Russo, Acone, Malafrinà, Piani di Canalo, Cerasara, San Filippo, Sansone.

Infrastrutture e trasporti

Mammola si raggiunge facilmente sia dalla costa Tirrenica che da quella Jonica

Amministrazione

Gemellaggi

Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Bibliografia

  • Vincenzo Zavaglia, Mammola, Frama Sud, Chiaravalle C. 1973.
  • Scuole Elementare Statale, Mammola 990-1990, Ed. Calabria Letteraria, Soveria Mannelli 1989.
  • Nik Spatari, L'enigma delle arti asittite nella Calabria ultra-mediterranea, Iiriti Editore, Reggio Calabria 2002

Altri progetti

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