Sentiero Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Sentiero Italia - CAI
Tipo percorsosentiero
NumeroSI
Localizzazione
StatiItalia Italia
Austria Austria
Francia Francia
Svizzera Svizzera
Slovenia Slovenia
Catena montuosaAlpi, Appennini
Percorso
InizioSanta Teresa Gallura
FineMuggia
IntersezioniGrande Traversata delle Alpi, Alta Via dei Monti Liguri, Grande Escursione Appenninica, Sentiero del Brigante
Lunghezza6 880 km
Altitudine max.3 098 m s.l.m.
Altitudine min.m s.l.m.
Tipo superficiemista
Data apertura1995
Dettagli
Tempo totale8 mesi
Difficoltàmista
http://sentieroitalia.cai.it

Il Sentiero Italia (SI) è un itinerario escursionistico lungo circa 6 880 km che attraversa le due grandi dorsali montuose della penisola (Appennini e Alpi).

L'idea originale nasce nel 1983 su intuizione di un gruppo di giornalisti e scrittori poi riunitisi nell'Associazione Sentiero Italia. In seguito, con la collaborazione del CAI, l'Associazione lancia poi nel 1995 l'evento CamminaItalia, aperto a tutti e guidato da Teresio Valsesia, Riccardo Carnovalini e Giancarlo Corbellini. Un gruppo di escursionisti parte dalla cittadina sarda di Santa Teresa di Gallura, in provincia di Sassari, per coprire gran parte del percorso in otto mesi. L'iniziativa è stata ripetuta nel 1999, questa volta con la collaborazione dell'Associazione Nazionale Alpini[1].

Nel 2018 il Club Alpino Italiano annuncia, d'intesa con l'Associazione Sentiero Italia, l'intenzione di recuperare e rilanciare il tracciato rinominandolo Sentiero Italia Cai[2][3]. L'iniziativa prevede la raccolta delle informazioni sullo stato attuale del percorso e la progettazione, programmazione e realizzazione di tutti gli interventi necessari per la percorribilità (manutenzione, posa della segnaletica). L'inaugurazione è in programma a Santa Teresa di Gallura il 1 marzo 2019.

Il percorso, suddiviso in circa 400 tappe, parte dalla località di Santa Teresa di Gallura in provincia di Sassari e prosegue poi dalla Sicilia lungo tutta la dorsale appenninica e il versante meridionale delle Alpi fino a Muggia, in provincia di Trieste, utilizzando lunghi tratti di preesistenti itinerari quali la Grande Traversata delle Alpi, l'Alta Via dei Monti Liguri e la Grande Escursione Appenninica.

Il Sentiero Italia Cai attraversa 6 siti naturali Unesco, 20 regioni e 360 comuni italiani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981, mentre attraversa gli Appennini, lo spezzino Riccardo Carnovalini inizia a riflettere sul fatto che l’Italia avrebbe dovuto dotarsi di un percorso escursionistico di lunga percorrenza.

Due anni dopo, il 19 giugno 1983, a Castelnuovo Garfagnana viene presentata al pubblico degli appassionati la GEA, la Grande Escursione Appenninica. Sono presenti lo stesso Carnovalini, la moglie Cristina Di Bono, Alfonso Bietolini, Gianfranco Bracci, Furio Chiaretta, Stefano Ardito. Per Carnovalini è l’occasione di discutere della sua idea con gli amici, tutti esperti di escursionismo e di sentieri di lunga percorrenza. L’idea iniziale è di collegare in un sentiero unico i segmenti principali dei grandi percorsi già esistenti (GTA piemontese, Alta Via dei Monti Liguri, GEA, Alte Vie valdostane e altri percorsi già esistenti), per creare un sentiero che percorresse l'intera penisola, dal Friuli-Venezia Giulia alle isole. Il gruppo di lavoro inizia poi a crescere di numero: ne entrano a fare parte Roberto Mantovani (che a quel tempo dirigeva la Rivista della Montagna), il giornalista-escursionista lombardo Giancarlo Corbellini, il camminatore-esploratore Franco Michieli. Un contributo progettuale per l’Appennino Meridionale viene da Giuseppe Casnedi, Donato Vece e Alfonso Picone Chiodo.

Nel frattempo, sulla stampa generalista e sulle riviste specializzate di quel periodo – in particolare su Alp e sulla Rivista della Montagna – cominciarono a uscire i primi articoli sulla nuova iniziativa escursionistica. Nel 1986, sulle pagine de I viaggi di Repubblica, comparve un articolo intitolato «Gran Sentiero Italia», di Stefano Ardito. Il nome del sentiero – tolto il “Gran” – nacque in quell’occasione. Nel volgere di breve tempo, il comitato promotore dell’iniziativa costituì l’Associazione Sentiero Italia.

Con l'inizio degli anni '90, dopo alcuni convegni, si cominciano a affrontare concretamente gli aspetti più importanti del percorso. L’occasione viene data dall’istituzione della Commissione centrale escursionismo del Club Alpino Italiano, presieduta a Teresio Valsesia, che ribadisce l’apprezzamento per l’opera degli ideatori del Sentiero Italia, in particolare di Riccardo e Cristina Carnovalini che in quegli anni erano stati degli importanti e attivi promotori dell’escursionismo in Italia non solo come attività salutistica, ma soprattutto come esempio per favorire la corretta fruizione del territorio. La Commissione del CAI si rende quindi disponibile a collaborare strettamente per la realizzazione del Sentiero Italia. Con l’approvazione del presidente generale del CAI, Leonardo Bramanti, viene formato un Gruppo di lavoro CAI-Associazione Sentiero Italia, composto da Teresio Valsesia, Giancarlo Corbellini e Filippo Di Donato (per il CAI), e da Riccardo Carnovalini, Furio Chiaretta e Gianfranco Bracci (per l’Associazione). A Trieste e in Calabria vengono presentati il tratto finale del Sentiero e quello particolarmente importante e significativo dell’Aspromonte, che era stato individuato e segnato a cura del CAI, con la partecipazione della cooperativa Nuove Frontiere di Reggio Calabria e di alcuni giovani di San Luca d’Aspromonte. Un’operazione che aveva una funzione non solo escursionistica, ma civile, culturale e sociale anche come prodromo di una futura attività turistica, nel contesto del nuovo parco nazionale[4].

Nel 1991 il Sentiero Italia trova una sua prima concretizzazione in un fascicolo di 26 pagine, pubblicato dal CAI e dall’Associazione Sentiero Italia. Vi sono descritti, anche se in forma non ancora definitiva, il percorso generale e le varianti maggiori, localizzate in tutte le regioni dalla Sardegna al Friuli-Venezia Giulia. In una riunione del Gruppo di lavoro CAI-Associazione Sentiero Italia, Teresio Valsesia propone espressamente di compiere il “collaudo” dell’intero sentiero attraverso il titolo Camminaitalia, che contiene un imperativo esortativo indirizzato a tutti gli italiani per praticare maggiormente l’escursionismo.

In quegli anni viene dedicato anche molto lavoro alla promozione del Sentiero Italia. Escono decine di articoli sulle riviste specializzate, sui quotidiani e sui periodici ad alta tiratura; le manifestazioni inaugurali di alcuni tratti del percorso compaiono anche sugli schermi televisi. Nel Paese, l’attenzione generale nei confronti dell’escursionismo e del camminare conosce una decisa impennata. Il Club Alpino chiede alle delegazioni regionali di studiare nei dettagli i tratti del percorso di loro pertinenza, e cominciano a uscire le prime guide regionali dedicate agli escursionisti interessati a percorrere alcune parti del lungo tracciato.

Tra il 1993 e il 1994 centinaia di volontari CAI sparsi in tutta Italia lavorano per tracciare e migliorare i singoli segmenti del Sentiero Italia, rendendoli percorribili e dotati di segnavia orizzontali e, dove possibile, di posti-tappa. Particolare attenzione viene dedicata alle regioni del Sud, all'epoca ancora parzialmente prive di efficienti reti sentieristiche. Nella fascia alpina, oltre alle due Alte Vie valdostane, vengono integrati i percorsi ossolani e l’alto Verbano, il Sentiero confinale lombardo, i due versanti valtellinesi, le alte vie delle Dolomiti, già largamente collaudate, come anche i sentieri del Friuli e delle Giulie.

Nel 1995 il Club Alpino Italiano lancia e porta a termine il CamminaItalia, grande manifestazione escursionistica aperta a tutti sul grande sentiero che stava prendendo forma definitiva lungo la penisola. La camminata, guidata da Teresio Valsesia, Riccardo Carnovalini e Giancarlo Corbellini e coadiuvata dall'impegno di centinaia di accompagnatori del delle Sezioni del CAI, cominciò in febbraio da Santa Teresa di Gallura (in Sardegna) e si concluse dopo otto mesi a San Bartolomeo di Muggia (in Friuli-Venezia Giulia), coinvolgendo un totale di oltre 5000 camminatori (cifra ottenuta sommando tutte le presenze succedutesi nei vari tratti dell’itinerario). La manifestazione conclusiva a Trieste viene organizzata dal Presidente generale del CAI Roberto De Martin, che aveva percorso anche alcuni segmenti del Sentiero Italia.

La copertina del libro "Cammina Italia" (1995)

Il Camminaitalia viene documentato da un libro pubblicato alla fine del 1995 dall’Editoriale Giorgio Mondadori. Il volume (320 pagine, con i nomi dei partecipanti e il corredo di numerose fotografie), è curato da Riccardo Carnovalini, Giancarlo Corbellini e Teresio Valsesia. Oltre a contributi di carattere generale, vi sono descritte sinteticamente le 368 tappe dell’itinerario principale e dei segmenti complementari. Il cine-operatore Renato Andorno provvede invece a realizzare un documentario della durata di 50 minuti, condensati rispetto alle 80 ore di materiale girato, che costituisce una preziosa documentazione ambientale, storica e antropologica.

Il Camminaitalia viene replicato nel 1999 in collaborazione con l'Associazione Nazionale Alpini. È il generale Cesare Di Dato, direttore della rivista dell'ANA “L’Alpino”, a interpellare Valsesia per organizzare insieme al CAI una seconda edizione della camminata, per sottolineare l’80° anniversario dell'associazione. La proposta è subito accolta e – come quella del 1995 – viene aperta a tutti, senza alcun paletto burocratico. Più corta della precedente, si sviluppa per oltre 3000 km in 189 tappe e rappresenta una stretta e proficua collaborazione fra CAI e ANA, come attestato anche dagli oltre 8 mila partecipanti complessivi. Per le Sezioni delle due associazioni è l’occasione per una verifica dell’itinerario, nuovamente sistemato e debitamente segnalato a conferma che, senza il volontariato, il Sentiero Italia rimarrebbe solo sulla carta. Anche il nuovo Camminaitalia ha il suo volume illustrativo, curato da Giancarlo Corbellini e Teresio Valsesia (editore il Touring Club Italiano), nonché il suo docu-film realizzato da Renato Andorno. Al termine della camminata, in una riunione fra i partecipanti (parecchi dei quali già presenti nel 1995), si costituisce il Club Camminaitalia, alla cui presidenza viene nominata Nicoletta Del Vecchio, del CAI di Sondrio. L’attività del Club, composta da circa 200 aderenti (compresi alcuni stranieri), è sempre caratterizzata dal più schietto volontariato e si esplicita nell’organizzazione di una serie di trekking sull’itinerario del Camminaitalia e non, spesso con l’attiva partecipazione delle Sezioni CAI. Il Club è tuttora in attività.

Nel 2018 il presidente generale del Cai annuncia ufficialmente l’intenzione di rilanciare il Sentiero Italia aggiornandone e ripristinandone il tracciato. Poco dopo, il presidente e il direttore dell’Associazione Sentiero Italia (Riccardo Carnovalini e Gianfranco Bracci), in accordo con gli altri soci, garantiscono al Sodalizio, a titolo gratuito, la piena disponibilità del marchio e del logo Sentiero Italia, registrato nel 1994, con l’invito a mantenere il nome originario del progetto e a voler ricordare, nella comunicazione, l’opera e il lavoro degli ideatori e dei promotori del percorso. Nasce in quel momento, in maniera ufficiale, il Sentiero Italia CAI.

Escursioni complete[modifica | modifica wikitesto]

Il primo "exploit" in solitaria è di Emilio Pizzocol, 54 anni, un escursionista del CAI di Sesto San Giovanni con alle spalle un’intensa attività alpinistica. Pizzocol percorre il tracciato in 226 tappe e definisce il Camminaitalia «Un’avventura infinita». La sua impresa viene documentata su “Lo Scarpone” con una foto in copertina e con un articolo del direttore della rivista, Teresio Valsesia[5].

L'escursionista e fotografo professionista Lorenzo Franco Santin ha compiuto l'intero percorso, a piedi e in solitaria, partendo il 30 marzo 2017 da Santa Teresa di Gallura e giungendo in località Lazzaretto, presso il confine tra l'Italia e la Slovenia, il 25 agosto.[6][7][8][9][10][11]

Santin seguì il tracciato "storico" del Sentiero Italia, tenendo una media di 54 km al giorno,[12] effettuando delle deviazioni in situazioni in cui la privatizzazione dei terreni o il degrado dell'ambiente naturale non consentivano di proseguire secondo il percorso individuato dall'Associazione Sentiero Italia.

L'anno precedente lo stesso Santin aveva tentato la stessa impresa partendo il 23 maggio, ma era stato costretto ad interrompere il cammino in Val Masino a causa delle avverse condizioni atmosferiche dopo aver percorso 4 705 km in 121 giorni.[13]

Traccia[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni è stata uniformata la segnaletica, con un segnavia rosso-bianco-rosso con la scritta SI CAI in nero.

Per lunghe tracciate, il Sentiero Italia Cai coincide in gran parte con sentieri preesistenti, in particolare:

Il percorso ufficiale, aggiornato contestualmente alle operazioni di manutenzione e ripristino ad opera di oltre 500 volontari del CAI, è disponibile sul sito del Sentiero Italia, lanciato dal Club Alpino Italiano a febbraio 2019.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La storia del Sentiero Italia, su sentieroitalia.cai.it.
  2. ^ Riparte il Sentiero Italia, su loscarpone.cai.it.
  3. ^ Il Club alpino italiano fa chiarezza sul progetto di rilancio del Sentiero Italia, su loscarpone.cai.it.
  4. ^ Alfonso Picone Chiodo racconta la storia del Sentiero Italia in Aspromonte, su youtube.com.
  5. ^ Lo Scarpone - La rivista del Club Alpino Italiano, n.12/1997 (PDF), su tecadigitale.cai.it.
  6. ^ Piedicavallo, scoprire l’Italia a piedi: l’impresa di Lorenzo fa tappa in Valle Cervo, su LaStampa.it. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  7. ^ Edoardo Elisei, Svegliati ed Esplora, in Capitolino Flash, ottobre 2017. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  8. ^ Lorenzo molla il lavoro in fabbrica e decide di girare tutta l'Italia a piedi. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  9. ^ Gianluca Santini, Intervista a Lorenzo Franco Santin, su Un passo alla volta, 1º febbraio 2017. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  10. ^ In cammino lungo il Sentiero Italia: Lorenzo Franco Santin incontra i dirigenti del CAI Sardegna, su www.loscarpone.cai.it. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  11. ^ Lorenzo Franco Santin: domani la conclusione del Sentiero Italia, su loscarpone.cai.it. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  12. ^ Francesco Dradi, Dalle Alpi alle isole, in Nuova ecologia, Anno XLI, nº 3, Marzo 2019, p. 75.
  13. ^ Sentiero Italia 2017, su lorenzofrancosantin.com. URL consultato il 9 maggio 2018.
  14. ^ Sentiero Italia, su cai.it. URL consultato il 22 febbraio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo Carnovalini, Giancarlo Corbellini, Teresio Valsesia, CamminaItalia. 6000 km dalla Sardegna alle Alpi, Editoriale Giorgio Mondadori, 1996, ISBN 978-8837414573
  • Stefano Ardito, Furio Chiaretta, Sentiero Italia. 44 itinerari per il week-end lungo le Alpi e l'Appennino, Tamari Montagna, 1993, ISBN 88-8043-000-9
  • (DE) Benjamin Flad, Sentiero Italia - Trans Sardinien: Von Santa Teresa nach Monti, Conrad Stein Verlag, 2007, ISBN 3-86686-195-8
  • Guida alla carta turistica (Le Maddalene Val di Non, (Consorzio turistico Le Maddalene)
  • Graziani M., Grande Traversata delle Alpi GTA vol.1, Editrek & L'escursionista Editore, 2009, ISBN 978-88-904096-8-4

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]