Monasterace

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Monasterace
comune
Monasterace – Stemma Monasterace – Bandiera
Monasterace – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
Città metropolitanaCoat of Arms of the Province of Reggio-Calabria.svg Reggio Calabria
Amministrazione
SindacoCesare Deleo (lista civica "Continuità e Progresso") dal 25-5-2014 (2º mandato dal 26-5-2019)
Territorio
Coordinate38°27′N 16°33′E / 38.45°N 16.55°E38.45; 16.55 (Monasterace)Coordinate: 38°27′N 16°33′E / 38.45°N 16.55°E38.45; 16.55 (Monasterace)
Altitudine138 m s.l.m.
Superficie15,73 km²
Abitanti3 580[1] (30-11-2019)
Densità227,59 ab./km²
FrazioniMonasterace Marina, Campomarzio
Comuni confinantiGuardavalle (CZ), Stilo
Altre informazioni
Cod. postale89040
Prefisso0964
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT080052
Cod. catastaleF324
TargaRC
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona C, 943 GG[2]
Nome abitantiMonasteracesi
Patronosant'Andrea Avellino
Giorno festivo10 novembre e 12 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monasterace
Monasterace
Monasterace – Mappa
Posizione del comune di Monasterace all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Monasterace (/,monaste'raʧe/, Monasteraci in calabrese, Monasteraki in greco-calabro) è un comune italiano di 3 580 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria. Venendo da Nord, è il primo comune della provincia di Reggio sulla costa ionica: dista, infatti, solo 53 km da Catanzaro.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Monasterace si eleva dal livello del mare, dove si trova la frazione Marina, ad un’altezza di 138 m slm.

Sorge in corrispondenza della Punta Stilo, una lieve protuberanza costiera limitante a sud il Golfo di Squillace, che in passato, sulla base di testimonianze letterarie e di indagini geologiche, era ben più pronunciata; Plinio il Vecchio parla del Promunturium Cocynthum (come era chiamato in epoca romana) come del “longissimum Italiae promunturium”[3], il promontorio più lungo d’Italia. Inoltre, le indagini di archeologia subacquea hanno rilevato il netto prolungamento del promontorio in mare in età magnogreca[4].

Tuttora, in presenza di un accentuato bradisismo, in concorso con potenti mareggiate invernali, la linea costiera varia di anno in anno, allargando o restringendo la spiaggia, talvolta completamente sommersa in alcuni punti. In tempi più remoti, al contrario, vi doveva essere una forte contrazione della superficie, testimoniata dalla presenza di almeno tre aree in cui si rinvengono resti di conchiglie: la contrada di mezza collina detta Petrusu, verso il confine con la provincia di Catanzaro; la fiancata meridionale della collina detta Piazzetta; lungo la strada interna a nord, che porta verso i paesi dell’interno. In questi due ultimi casi si tratta di veri e propri piccoli giacimenti di fossili[5].

L’area comunale è prevalentemente collinare, con ampie zone pianeggianti lungo la costa e le fiumare che sfociano a mare nei suoi confini.

Risalendo dalla costa verso l’interno, si hanno, da sud a nord, alcune colline: il Terzinale (nome poi corrotto in Arsenale nelle carte dell’IGM) o della Passoliera, dall’edificio che vi sorgeva in cima; una collina senza nome, sulla cui cima venne costruita una casamatta negli anni della seconda guerra mondiale; la Piazzetta, possibile acropoli della città magnogreca; una collina poco elevata in contrada Castellone, importante per il faro che vi sorge, grazie alla cui costruzione si rinvennero i resti di un tempietto che permisero di individuare il luogo in cui sorgeva l’antica Kaulonìa.

Tre sono le fiumare che. da nord a sud, vi sfociano: Fiumarella di Guardavalle[6], al confine con questo Comune e con la provincia di Catanzaro; Assi, il cui corso più regolare in passato forniva l’acqua per il funzionamento del mulino ad acqua di cui resta ancora l’edificio cadente; Stilaro, al confine con il Comune di Stilo. Fino alla fine degli anni ’60 del secolo scorso vi erano altri rivi, tra cui il più rilevante quello di Vidicà (dal Vallone San Bernardo, che fiancheggia la Piazzetta), ed altri minori, poi prosciugati, interrati o ricoperti dalle costruzioni.

Fino al secondo dopoguerra la zona costiera era piuttosto paludosa ed infestata dalla malaria; fino agli anni ’60 rimasero un piccolo stagno alla foce del Vidicà e una palude nell’area sud della Marina, dove in seguito sorse la chiesa parrocchiale di San Giuseppe Artigiano. Vicino a questa, sgorgava una sorgente, detta Zombaredu, presso la quale si rifornivano gli abitanti fino agli anni del dopoguerra; vi si trovano anche altre sorgenti anche in aree interne, come nella contrada Scovara.

Su una collina a circa 2 chilometri dalla costa sorge il nucleo storico del paese, Monasterace Superiore, (oggi “nobilitato” da taluni come Monasterace Centro o Borgo) sormontato da un castello di origini almeno medievali. A sud si trova l’altipiano della Melìa, dove il comune raggiunse la sua altezza massima; ad ovest il colle degrada più bruscamente nella contrada semicollinare di Arsafia; a nord è fiancheggiato dalla fiumara Assi, dalla cui sponda sinistra comincia la frazione Campo Marzo, un territorio tra il pianeggiante e il semicollinare, che giunge fino al confine con Guardavalle.


Monasterace superiore dall'alto
Resti di casa dell'antica Kaulonìa
Castello di Monasterace
Pozzo del Castello di Monasterace (2020)

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso attraverso la cinta muraria del Castello

Il toponimo Monasterace si pensa che derivi dal greco Μοναστηράκι (Monastiraki), cioè "piccolo monastero".

La più antica menzione di questo nome si rinviene nella redazione cosiddetta A del Bios di San Giovanni Therisitìs, riportante la datazione 1217-1218, conservata a Palermo nella Biblioteca Centrale della Regione Siciliana (vol. gr. II. E. 11 ), in un testo manoscritto del 1611 proveniente da Stilo[7]. Essendo il santo monaco vissuto dal 995 circa al 1054 d.C., è altamente probabile che il nome fosse già presente in tale epoca.

Si è certi dell'esistenza di un piccolo monastero di rito orientale dedicato a Sant’Eufemia[8], situato nel centro collinare del Comune in quella vallata dello Stilaro che vide il fiorire del cosiddetto monachesimo basiliano. Niente ha a che vedere con la molto più tarda chiesetta, di epoca angioina, di San Marco, i cui resti persistono nei pressi della spiaggia, in piena area archeologica dell’antica colonia magno-greca di Kaulonìa.

Del tutto infondate altre ipotesi sul toponimo, tra cui quella di una presunta origine normanna Motta Sterace o Monte Storace e simili, originate dal fraintendimento di M. Sterace/Storace, nome con cui cartografi inesperti dei luoghi e poi autori poco accurati indicarono il nome del paese.

Del tutto inattendibile e fantasiosa l’interpretazione del toponimo che sposterebbe l'origine della città addirittura al secondo o al terzo millennio a.C., e che attribuisce la sua fondazione al tempo della guerra di Troia. Secondo tale ipotesi, il nome noto a Plinio, Mystrae, era collegabile al culto di Ishtar, deità fondamentale nei culti mesopotamici durante l'Età del Bronzo, che si manifestava sotto forma del pianeta Venere; per cui “Monasterace” sarebbe “mul” (stella), "Ishtar”(Venere), “aki” (suffisso indicativo di località), cioè “il luogo della stella Ishtar”. In realtà il toponimo Mystrae, Mixta ed altri simili, citato, oltre che da Plinio, da altri autori, è molto più tardo, e non ha ancora trovato una localizzazione, rivendicato, oltre che da Monasterace, da Gioiosa Ionica, Roccella ed altri paesi ancora.

Dobbiamo aggiungere che, oltre a Mystrae, molti furono i nomi che vennero attribuiti (con più o meno valido fondamento, da studiosi di diverso valore) a Monasterace o al suo territorio: Kaulon, Stilida, Castel Vetere (che poi indicò quella che dal 1861 si chiamò Caulonia!) e così via. Il manoscritto già citato[7] riferisce che precedentemente il nome fosse Rodiano (Robiano nella più tarda redazione del Bios, detta B) e Rogliano/Rubbiano e simili si troverà in documenti ancora successivi. In realtà in questo punto il testo è lacunoso e si legge chiaramente solo il testo Ροδ..., che potrebbe far riferimento a quella che sarà la frazione Rosito.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mito[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda narra che nell'VIII secolo a.C., Caulone, figlio dell'amazzone Cleta, approdò sulle coste antistanti l'odierna Monasterace Marina e qui vi fondò l'antica Kaulonìa della Magna Grecia.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Monasterace marina è il luogo dell'antica città magno-greca di Kaulonìa; tuttavia, non si può escludere la possibilità che il sito sia già stato popolato da gente indigena, o addirittura dai bruzi stessi che molto prima del VII secolo a.C. (data in cui i greci colonizzarono il meridione d'Italia) risiedevano in Calabria insieme ai lucani, di cui erano schiavi e successivamente alleati contro le pretese di Roma.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Interno chiesa di sant'Andrea a Monasterace superiore (agosto 2020)

Monasterace Superiore ha un'origine medievale. Fu popolata dai superstiti di Kaulonia, che dopo la deportazione di metà della popolazione a Siracusa da parte di Dionigi e il successivo assoggettamento a Roma, popolarono i colli circostanti per ripararsi dalle malattie infettive quali malaria e plasmodium che si diffondevano nelle pianure ormai abbandonate e per sfuggire alle scorrerie di pirati che approfittando delle distruzioni delle città magnogreche, saccheggiavano e incendiavano i pochi centri rimasti. In periodo normanno fu un casale del Kastron di Stilo fino al 1275, successivamente passo sotto l'ordine dei templari[9].

Nel 1347 col dominio Angioino il feudo di Monasterace viene dato a Nicola Caracciolo, fratello del feudatario di Gerace.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1659, a causa di un terremoto subisce gravi danni, ma non viene riparato secondo il suo stile originario.

Durante il periodo della Rivoluzione francese subisce la confisca dei beni e il Capostipite Diego di Francia acquista il feudo.

Nel 1807 diventa Università: una unità giuridica ed amministrativa autonoma. Nel 1811 durante il Regno delle due Sicilie diviene comune autonomo ed incluso nel circondariato di Stilo.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1816 passa dalla Calabria Ulteriore Seconda (Catanzaro) alla Calabria Ulteriore Prima (Reggio Calabria).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Resti di Kaulonìa
  • Antichi resti della città di Kaulonìa (Monasterace Marina)
  • Resti del tempio dorico di Kaulonìa (Monasterace Marina)
  • Castello Medievale (Monasterace Superiore)
  • ruderi della chiesetta bizantina intitolata a San Marco
  • Resti di ville romane
  • Chiesa di Maria SS di Porto salvo, risalente alla fine del Settecento, appartenente ai marchesi di Francia, di cui rimangono il palazzo nobiliare omonimo antistante alla suddetta chiesa.
  • Chiesa di San Nicola di Bari, risalente alla fine del Seicento (Monasterace Superiore).
  • Duomo o Chiesa Matrice, risalente ai primi dell'settecento (Monasterace Superiore).
  • Monumento del Calvario in pietra antica, via Calvario. (Monasterace Superiore).
  • Chiesa di Maria S.S. di Loreto risalente al XII secolo circa, è stata distrutta negli anni ottanta per far passare una strada e congiungere Monasterace Sup. alla ex SS 110, dell'antica struttura è rimasto solo l'altare con un affresco sempre databile al XII secolo, nell'anno 1999 un gruppo di fedeli, a proprie spese ha eretto un edificio moderno a protezione dello stesso. (Monasterace Superiore).
  • Torri antiche, facente parti le mura di cinta. Risalenti ai primi dell'XI secolo. (Monasterace Superiore).
  • Piccolo Museo della civiltà contadina (Monasterace Superiore)
  • Museo archeologico di Monasterace

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Porta Sud del Castello

Abitanti censiti[10]

Feste religiose[modifica | modifica wikitesto]

Festa di Sant'Andrea
  • 1º gennaio: Processione con Gesù bambino per le case.
  • Settimana santa:
    • Giovedì santo l'ultima cena presso la chiesa matrice.
    • Venerdì santo processione per le vie del paese con Maria addolorata, San Giovanni e Gesù morto.
    • Sabato santo processione per le vie del paese con Maria addolorata e San Giovanni. Domenica di Pasqua, come tradizione la Cunfrunti, che consiste nell'incontro tra Cristo risorto con sua madre Maria.
  • 1º maggio: festa di San Giuseppe lavoratore, processione per le vie della marina.
  • 12 maggio: festa di Sant'Andrea Avellino, processione per le vie del paese. Ogni 3 anni si svolge il "territorio", che consiste nel portare la statua del santo a spalla per tutto il territorio di Monasterace.
  • Ultima domenica del mese di giugno, festa di Maria S.S. di Porto salvo, con processione per le vie della marina e in mare, storica fiera e spettacolo pirotecnico
  • 30 giugno: festa del Sacro Cuore di Gesù, processione per le vie del paese
  • 11 agosto: festa di Maria S.S. di Loreto, processione per le vie del paese.
  • 7 ottobre: festa di Maria S.S. del Rosario, processione per le vie del paese.
  • 10 novembre: festa di Sant'Andrea Avellino, processione per le vie del paese.
  • 25 novembre: festa di Santa Caterina, processione per le vie del paese.
  • 6 dicembre: festa di San Nicola di Bari, processione per le vie del paese.
Il lungomare

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Francesco Comito lista civica sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Francesco Comito lista civica sindaco
13 maggio 2001 27 ottobre 2003 Giuseppe Andrea Bonazza lista civica di centro sindaco
27 ottobre 2003 29 maggio 2006 commissario straordinario [11]
29 maggio 2006 16 maggio 2011 Maria Carmela Lanzetta lista civica sindaco
16 maggio 2011 30 luglio 2013 Maria Carmela Lanzetta lista civica "Indipendenza e Libertà" sindaco [12]
30 luglio 2013 25 maggio 2014 Marialuisa Tripodi commissario straordinario
25 maggio 2014 26 maggio 2019 Cesare Deleo lista civica "Scriviamo il Futuro" sindaco
26 maggio 2019 in carica Cesare Deleo lista civica "Continuità e Progresso" sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Gaio Plinio Secondo, Naturalis historia, III, X, 95.
  4. ^ Iannelli M.T., Lena G., Mariottini S. 1993b, Archeologia Subacquea: la tutela del patrimonio sommerso, in Ambiente Salute Territorio VII, 2, pp. 43-44.
  5. ^ Greco, A; Ruggieri, G; Sprovieri, R. (1974). La sezione Calabriana di Monasterace (Calabria). Bolettino della Societa Geologica Italiana, 93, 151-179
  6. ^ Nel Catasto onciario di Monasterace (ca. 1750, inedito) ed in altri documenti citata come Matrimone.
  7. ^ a b Paola Gaglioti, Il monastero calabro di San Giovanni Therestis: documentazione e tradizione fino all'età moderna, Tesi di laurea presso L'università degli Studi di Torino, 2001, Capitolo 4. In http://www.vallatadellostilaro.com/Cultura/Biblioteca/Il-monastero-calabro-di-San-Giovanni-Therestis
  8. ^ Sandro Leanza (ed.), Sant'Eufemia d'Aspromonte: Atti del Convegno di studi per il bicentenario dell'autonomia, Sant'Eufemia d'Aspromonte, 14-16 dicembre 1990, Rubbettino, 1997, p. 27; Mariarosaria Salerno, Istituzioni religiose in Calabria in età medievale: note di storia economica e sociale, Rubbettino, 2006, p. 82; AA.VV., Kaulonía, Caulonia, Stilida (e oltre): contributi storici, archeologici e topografici, Volume 2001, Edizione 1, Scuola normale di Pisa, Classe di lettere e filosofia, 2001, p. 152.
  9. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p216-223, ISBN 978-88-88758-43-5.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Commissione straordinaria ex art. 143 TUEL (ente sciolto per infiltrazioni mafiose)
  12. ^ L'amministrazione Lanzetta è decaduta in anticipo, rispetto alla scadenza naturale del mandato, per via delle dimissioni del Sindaco.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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