Bivongi

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Bivongi
comune
Bivongi – Stemma Bivongi – Bandiera
Panorama di Bivongi con Stilaro
Panorama di Bivongi con Stilaro
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Sindaco Felice Valenti (lista civica) dal 06/05/2012
Territorio
Coordinate 38°29′00″N 16°27′00″E / 38.483333°N 16.45°E38.483333; 16.45 (Bivongi)Coordinate: 38°29′00″N 16°27′00″E / 38.483333°N 16.45°E38.483333; 16.45 (Bivongi)
Altitudine 270 m s.l.m.
Superficie 25,3 km²
Abitanti 1 378[1] (30-11-2012)
Densità 54,47 ab./km²
Frazioni Condoianni (greco-calabro: Kontojiannis), Melodari (greco-calabro: Melodàrion).
Comuni confinanti Guardavalle (CZ), Pazzano, Stilo
Altre informazioni
Cod. postale 89040
Prefisso 0964
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080010
Cod. catastale A897
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti bivongesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 8 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Bivongi
Posizione del comune di Bivongi all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Bivongi all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Bivongi (/bi'vonʤi/, Bivungi o Bigungi in dialetto calabrese[2], Vafghè in greco-calabro) è un comune italiano di 1.378 abitanti in provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

Ha una superficie di 25,3 km² e una densità di 58,9 abitanti per km². Si trova a 149 km da Reggio Calabria e a 76 km da Catanzaro. È situata nella Vallata dello Stilaro, ai piedi del Monte Consolino, ad un'altitudine di 270 m s.l.m.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Cascata del Marmarico

La cascata si trova nell'alto corso della fiumara Stilaro, al vallone Folea denominato "salto di Marmarico", che significa "lento" o "pesante", probabilmente dall'impressione che l'acqua, seppure in perenne caduta, sembri apparentemente formare dei filamenti immobili. È la cascata più alta dell'Appennino meridionale con i suoi 120m. È stata, fatta conoscere ed immessa nel circuito turistico della vallata da Ernesto Franco. La Cascata del Marmarico di Bivongi ha ottenuto il riconoscimento di "Meraviglia italiana"[3].

È raggiungibile lasciando l'auto al ristorante "La Vecchia Miniera" di Bivongi (Contrada Perrocalli) e da li, gli 8 km di strada non asfaltata, assai dissestata, piena di buche e pietre appuntite, sono da percorrere esclusivamente noleggiando un fuoristrada (altrimenti usandone uno proprio, 40 minuti) oppure a piedi per circa 1 ora e 45 minuti. Strada facendo, oltre a frequenti segnali di colore rosso per la giusta direzione, vi sono 2 sorgenti d'acqua potabile, la prima a 3 km dal ristorante e l'altra, dopo aver attraversato due ponti: uno stretto di ferro e cemento e l'altro piccolo di legno, 10 minuti prima d'arrivare alle cascate. Lungo il corso alto della fiumara Stilaro nei pressi della cascata Marmarico, nel territorio di Bivongi, sono presenti numerosissimi esemplari di Woodwardia Radicans, una felce rara, che a fianco delle tante orchidee presenti nel comprensorio rendono la vallata dello Stilaro una tra le più interessanti aree italiane anche dal punto di vista botanico (D.F.).

È una località di Bivongi nei pressi della fiumara dello Stilaro, un tempo noto come "Acque sante" per le sue proprietà mediche dovute ad elementi solfuro-alcalini. Se ne conosce un suo utilizzo fin dal 1870 ma erano note sin dal tempo dei bizantini e anche nel periodo pre-bizantino.

Clima[modifica | modifica sorgente]

BIVONGI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 15,0 15,0 17,0 19,0 24,0 28,0 31,0 31,0 28,0 24,0 20,0 17,0 15,7 20,0 30,0 24,0 22,4
T. min. mediaC) 8,0 8,0 9,0 11,0 15,0 18,0 22,0 22,0 19,0 16,0 12,0 10,0 8,7 11,7 20,7 15,7 14,2
Precipitazioni (mm) 63,0 52,0 43,0 31,0 17,0 9,0 6,0 9,0 29,0 53,0 63,0 59,0 174,0 91,0 24,0 145,0 434,0
Umidità relativa media (%) 72 71 69 68 67 66 64 67 70 72 71 72 71,7 68 65,7 71 69,1

Storia[modifica | modifica sorgente]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome di Bivongi ha molte ipotesi etimologiche. Deriva sicuramente dalle differenti varietà di dialetto Calabrese: Bivungi, Buvungi e Bugungi e, secondo il Dizionario toponomastico ed onomastico della Calabria di Rohlfs, che a sua volta deriverebbe da un latino Bubungium del 1325, mentre nel XVI secolo è attestato col nome di Bofongi[4]. A sua volta deriverebbe dal nome greco Boβὸγγεζ (Bobònges) presente nel Brebion, documento greco del 1050 circa, ritrovato da Guillou nella biblioteca privata dei conti Capialbi a Vibo Valentia[5].

Il significato di Bobonges potrebbe essere: "terra del bigatto/baco da seta", da bombyx cioè "baco" e gges (pronunciato 'nges') "produrre" o "terra"[6]. Secondo Salvatore Riggio[7] deriverebbe da bonbòngos: "simile a un bubone". Un'altra ipotesi è che derivi da bous = "bue" e dal verbo ghignomai = "produrre", e quindi "paese della produzione di buoi"[8]; oppure deriverebbe dal greco baf cioè "tempra del ferro" e che significa "terra", quindi terra in cui si tempra il ferro. A testimonianza di ciò anche l'uso del termine dispregiativo Bafungi utilizzando fin dal XVII secolo[9]. Infine dal verbo bibroosko cioè "mangio" che avrebbe dato per lo meno il nome alla parte più antica del centro abitato, chiamata oggi: Mangiuni[10].

Età medioevale[modifica | modifica sorgente]

Grangia degli Apostoli

Dai dati ricavati durante un'indagine archeologica del 1995 alla chiesa di San Giovanni Decollato si pensa vi sia stato un primo insediamento o Chorion già nel IX secolo[11].

Il più antico nucleo abitativo di Bivongi è certamente Mangioni, alla destra del torrente Melodare (affluente dello Stilaro), termine del Basso Medioevo che indica, forse, la presenza di una mensa per i poveri offerta dall'antico Monastero-Chiesa di Santo Nicola (ufficiata fino al XIX secolo e successivamente sconsacrata, ora è, l'aula consiliare del comune), ivi presente. Essa fu poi sostituita dalla chiesa di San Giovanni Decollato, di cui si conserva solo la campana nella nuova Chiesa matrice di San Giovanni Battista Decollato.

Il primo documento che attesta l'esistenza di Bivongi è il Brebion (in latino: riassunto breve) nel 1050 circa con il nome greco di Boβὸγγεζ (Bobònges). In esso vengono descritti le proprietà dei monasteri ivi ubicati, e testimonia la presenza dell'attività dell'allevamento del baco da seta (phillogèma). Sono infine presenti i nomi greci dei fittuari con il loro canone di pagamento. Bobonges sarebbe nato da due precedenti centri abitati, uno Mangiuni in cui era presente il monastero di San Nicola che risale al periodo bizantino e l'altro ad Abatìa e Casale dove si trova la Chiesa dello Spirito Santo[12]. I beni di Bobonges appartenevano al monastero dell'Arsafia[13]. Nel periodo bizantino Bobonges dipendeva dal Monastero dell'Arsafia. Dal 1060 con l'arrivo dei normanni, in quanto casale, passa sotto il controllo del kastron di Stilo[14].

Dal 1094 con il diploma del Conte Ruggero le terre di Bivongi vengono donate alla Certosa di Serra San Bruno: "qui dicitur Apostoli cum casalibus Bingi et Bubungi"[15].

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1535 nella Platea di Carlo V si ricorda per la prima volta la presenza a Bivongi del Monastero dei Sette Santi Dormienti di Efeso, in località Samponente, distrutto in parte nel 1922 per fare posto alla strada provinciale che porta verso Pazzano[16].

Del XVII secolo dovrebbe essere il Monastero di Sant'Elia, periodo a cui risale l'unico suo affresco conservato fino ad oggi: la Madonna con il bambino in braccio e il profeta Elia e Giobbe inginocchiati ai suoi lati[17]. Sempre al XVII secolo risale la Chiesa di Santa Maria (dell'omonimo rione) che rimane aperta fino al XVIII secolo.

Nel 1782, durante il Regno di Napoli, nella Calabria Ultra si attesta l'esistenza di 42 miniere in attività, di cui 23 per l'estrazione dell'argento misto a piombo. Bivongi, insieme a Stilo, Badolato, Longobucco e Reggio, era considerato un distretto argentifero. Le contrade in cui si estraeva il minerale erano: Raspa, Argentera, Costa della Quercia e Due Fiumare[18].

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Bagni di Guida
Alluvione del 1951
Il ponte sulla Fiumara Stilaro durante l'alluvione del 1972
Resti del cantiere Breda Giogli in località Pagghjiuomuli

In località Acque Sante nel 1850 nasce un centro di acque termali rimasto attivo fino al 1950; all'inizio del '900 fu affiancato da un albergo ora in restauro[19].

Il geologo e mineralogista tedesco Gerhard vom Rath fa un viaggio in Calabria nel 1871 e ospite a Stilo il 7 aprile visita anche il paese di Bivongi[20].

Nel 1913 fu costruita da Avvenire Spa la centrale idroelettrica Guida, prima centrale idroelettrica del Sud Italia; in attività fino al 1953.

Nel 1917 la società Torelli e Re avvia delle ricerche per la Molibdenite a Bivongi.

Nel 1922 viene avviata la costruzione della Strada provinciale che porta a Pazzano. Lungo il percorso, in località samponente, vengono in parte distrutti i ruderi del Monastero dei Sette Santi Dormienti di Efeso, ma le pergamene greche e gli affreschi ritrovati vengono inviate al Museo Nazionale di Reggio Calabria[16].

Nel 1926 lo Stato italiano costruisce la Centrale idroelettrica Marmarico, dismessa nel 1973.

Nel 1939 fu invece la volta della Breda che in quel periodo ricercava lo stesso minerale. Iniziò così l'apertura di ben 60 miniere e non solo a Bivongi, ma anche a Stilo, Placanica, Guardavalle, Caulonia e Nardodipace: le miniere Giolli4, Punghi5, Franco6, bagni, Acqua Calda, Piave, Regina, Boddile, Noceto, Angra del forno, LigliaFrana, Paoli, Pampaniti, Pietra, Vignali. Con la seconda guerra mondiale si sospesero i lavori. Nonostante la Breda avesse richiesto al ministero dell'Industria e del Commercio di riprendere l'attività, non fu loro consentito[21].

Negli anni cinquanta viene edificato il nuovo cimitero di Bivongi sui ruderi della diroccata chiesa di Sant'Elia. Nel 1951 e nel 1972 è sommersa dall'alluvione. Tra il 1952 e il 1956 il comune restaura la chiesa di Santa Maria e viene saltuariamente riaperta al culto[22].

Tra il 1961 e il 1962 il Genio Civile demolisce la chiesa bizantina, ma di epoca normanna, del Santo Spirito perché pericolante al cui posto ora sorge una piazza con la stessa denominazione[23][24].

Alla fine del XX secolo la chiesa di Santa Maria viene chiusa al culto.

Il 12 e il 13 gennaio 2009 Bivongi ha subito nuovamente un'alluvione che ha fatto esondare lo Stilaro ostruendo la strada provinciale 9 che conduce a Monasterace.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone di Bivongi

Descrizione del Gonfalone di Bivongi:

Drappo di porpora riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto di porpora con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. Il gonfalone è stato disegnato dall'architetto Franco Adolfo che ha tratto ispirazione da un antico timbro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

San Giovanni
Mulino do Regnante
  • Mulinu do Furnu

Si hanno notizie del mulino sin dal XIII secolo. Fu costruito da monaci cistercensi per frantumare la galena (minerale), prelevato da un miniera in località "Argentera". Successivamente la galena veniva fusa nel forno (da cui deriva il nome del mulino). Il mulino verrà utilizzato dall'Ecomuseo a centro informazioni per la visita del medesimo.

  • Antica Ferriera e la Conceria

Nelle vicinanze, dalle poche tracce, si evince la presenza anche di una ferriera adibita alla produzione di cannoni e granate, ceduta da Re Carlo V nel XVI secolo al suo scudiero Cesare Fieramosca. Sopra i resti della ferriera è rimasta una conceria del 1900.

È l'unica centrale elettrica arrivata a noi fra le prime costruite in Calabria e risale al 1913. Fu costruita dai contadini di Bivongi e rifornì di elettricità tutti i paesi limitrofi fino al 1952. La struttura diverrà un centro di documentazione sull'utilizzo dell'energia idraulica nella storia.

  • Miniera Garibaldi
  • Mulino do Regnante
  • Albergo Acque sante

Fu costruito nei i primi del Novecento vicino allo stabilimento termale delle "Acque sante", (di natura alcalino solforosa), costruito invece intorno al 1850. Sia l'albergo che il centro termale rimasero attivi fino al 1950 e oggi verranno recuperati come centro di servizio dell'ecomuseo.

Edifici di cui c'è ancora bisogno di un progetto di recupero:

  • Ferriera Arcà
  • Ferriera Azzarera

Ferriera del XVII secolo

  • Villaggio siderurgico

Villaggio del XV secolo, sito in località Chiesa Vecchia, con resti di altiforni e altri macchinari collegati alla lavorazione siderurgica.

Costruita nel 1926.

Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria.

A Bivongi nel 1982 fu progettato dall'ACAI ed è in via di attuazione l'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria, Da alcuni anni il Comune di Bivongi è intervenuto per restaurare e recuperare: una antica bocca di miniera, una centrale idroelettrica del 1913, due mulini idraulici; Una antica conceria, già ferriera Fieramosca, una casa albergo, annessa ad uno stabilimento termale.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[25]

La popolazione dal 1991 al 2001 ha subito un decremento del 10,14%.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Mamma Nostra

Persone legate a Bivongi[modifica | modifica sorgente]

Il Martini è stato messo in luce dalle ricerche di Ernesto FRANCO che ha ricercato le sue opere e nel 1991 ha editato un libro sul pittore bivongese del '700.

Panorama Bivongi da gotieri.JPG

Magnify-clip.png
Panorama di Bivongi da località Gotieri (Agosto 2013)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La località è raggiungibile tramite la Strada Provinciale 95 che conduce al centro abitato e prosegue per Pazzano.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Panorama
  • Sindaco di Bivongi:
Sindaco Partito Data elezione
Felice Valenti Lista civica Per Bivongi Eletto il 06/05/2012

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Le società sportive presenti a Bivongi e Pazzano sono: la squadra di calcio US Bivongi Pazzano nata nel 1968. Dal 2002/2003 al 2007/2008 gioca in seconda categoria, nel 2008 vince con due giornate di anticipo (30 marzo 2008) la promozione in Prima categoria.[26][27] Il campo di calcio è il D. Murdolo;

il Tennis Club Bivongi, associazione fondata nel 1988 che attualmente disputa la serie D3 maschile e che ogni anno organizza un prestigioso Torneo Open Femminile del Circuito Nazionale che si svolge sui 2 campi in sintetico del circolo.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La comunità bivongese emigrata a La Plata in Argentina nel 1960 ha fondato il Centro culturale Bivongesi
  • Nel 2012 sempre a La Plata si svolge la manifestazione Incontro dei bivongesi nel mondo con la proiezione del film del regista Gregorio Calabretta, prodotto dal comune di Bivongi e dal Teatro Studio Mediterraneo Ieri come oggi ambientato nella Bivongi degli anni quaranta[28].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 81.
  3. ^ Meraviglia Italiana - sito ufficiale
  4. ^ Gerhard Rohlfs, Dizionario onomastico e toponomastico della Calabria, Bari, Longo Editore, 1990, p25. ISBN 978-88-88758-43-5.
  5. ^ Bova 2008, op. cit.
  6. ^ Bova 2008, op. cit.
  7. ^ Uomini Terra e Lavoro, p4
  8. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p259-264. ISBN 978-88-88758-43-5.
  9. ^ Franco 2003, op. cit.
  10. ^ Bova 2008, op. cit.
  11. ^ Bova 2008, op. cit.
  12. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p265. ISBN 978-88-88758-43-5.
  13. ^ Bova 2008, op. cit.
  14. ^ Bova 2008, op. cit.
  15. ^ Bova 2008, op. cit.
  16. ^ a b Bova 2008, op. cit.
  17. ^ Bova 2008, op. cit.
  18. ^ Bova 2008, op. cit.
  19. ^ Sito dell'archeologia industriale nella Vallata dello Stilaro. URL consultato il 14 marzo 2009.
  20. ^ Bova 2008, op. cit.
  21. ^ Bova 2008, op. cit.
  22. ^ Bova 2008, op. cit.
  23. ^ Bova 2008, op. cit.
  24. ^ Bivongi di E. Franco, p45-45
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ Tiscali - Tutti i Blog [News & Blog]
  27. ^ Calabria Ora del 30 marzo 2008
  28. ^ Da Bivongi a La Plata "Oggi come ieri" di Giorgio Metastasio su Calabria Ora del 17 marzo 2012, p.35

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • " Le notizie inerenti l'archeologia industriale, sono tratte dal libro "il ferro in calabria" di Danilo FRANCO
  • Il paese di Mamma Nostra ovvero monografia di Bivongi di G. Raspa, 1911
  • Ugo Franco, Bivongi.Catasto Onciario e Storia tra 1700-1800, 2008.
  • Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008. ISBN 978-88-88758-43-5.
  • Bivongi Tra Oriente e Occidente 1000 anni di storia di: Fulvio Calabrese, Damiano Bova, G.M.Bregantini, G.Briguglio, P.Corsi, DaniloFranco, G.Metastasio, M Onda, N.Vatopedinos.
  • Ecomuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria di Gregorio Rubino
  • Il Katholikon di S. Giovanni Theristìs di Danilo Franco
  • Il Monastero di S. Giovanni Theristìs di Anna Costanzo
  • Memorie Industriali in Calabria di Danilo Franco e Salvatore Riggio
  • Tommaso Martini di Ernesto Franco
  • Bivongi frammenti di storia" Ernesto Franco, ed Il Paesano 2001
  • " Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria" Danilo Franco in Edilizia per la cultura. UTET 2005 TO pp 401–414.
  • " Lo sfruttamento della vallata dello Stilaro in età Bizantina" Danilo Franco-Istituto per gli Studi Storici Cosenza 2008 CS
  • Danilo Franco, Il ferro in Calabria, Reggio Calabria, Kaleidon Editrice, 2003. ISBN 88-88867-01-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Panorama

Vini di Bivongi[modifica | modifica sorgente]

vendemmia

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]