Ardore

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Ardore
comune
Ardore – Stemma Ardore – Bandiera
Castello Feudale
Castello Feudale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Maria Grenci (Lista civica "Ardore riparte") dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate 38°11′N 16°10′E / 38.183333°N 16.166667°E38.183333; 16.166667 (Ardore)Coordinate: 38°11′N 16°10′E / 38.183333°N 16.166667°E38.183333; 16.166667 (Ardore)
Altitudine 250 m s.l.m.
Superficie 32,78 km²
Abitanti 5 110[1] (30-09-2014)
Densità 155,89 ab./km²
Comuni confinanti Benestare, Bovalino, Ciminà, Platì, Sant'Ilario dello Ionio
Altre informazioni
Cod. postale 89037
Prefisso 0964
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080005
Cod. catastale A385
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona C, 1 007 GG[2]
Nome abitanti ardoresi
Patrono san Leonardo
Giorno festivo 6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ardore
Ardore
Posizione del comune di Ardore all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Posizione del comune di Ardore all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Ardore (Ardùri in calabrese[3], Ardor, Άρδωρ in greco antico) è un comune italiano di 5 110 abitanti[1] della città metropolitana di Reggio Calabria, in Calabria.

Localizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il paese dista circa 88 chilometri dalla città di Reggio Calabria e fa parte del comprensorio della Locride. Il territorio del comune risulta compreso tra 0 e 586 metri sul livello del mare. Il paese si compone di due nuclei ben distinti:

  • Ardore Marina, nucleo moderno, che si sviluppa lungo la costa ionica reggina a ridosso di una spiaggia molto frequentata nei mesi estivi,
  • Ardore Superiore, nucleo più antico, che è posto su un rilievo a circa sei chilometri da Ardore Marina.

Del comune fanno parte anche le frazioni di San Nicola dei Canali, di Schiavo e di Bombile

Breve storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Ardore, sito a meno di tre chilometri, Sud-Ovest, dal­le rovine di Locri Epizefiri, ha con questa città magnogreca radici e storia comuni. E’ certo che fu abitato da popolazioni pre-elleniche (tribù di Itali o Siculi). Ciò è dimostrato da alcune grot­te esistenti sulle colline e vicino alle sponde dei torrenti più grandi, come il Pintammati, il Salice e il Condojanni, dai numerosi massi megalitici presenti nelle località Salice, Torretta, Giudeo, dai frequenti ritrovamenti di cocci fittili di varie epoche, che si rinvengono un po' dap­pertutto, specie in prossimità del Dromo, l'antica strada greca. La presenza di queste antichissi­me popolazioni nel territorio viene confermata dal ritrovamento sul­l'argine del torrente Pintammati di asce o scuri di pietra, che per la loro modellatura rimandano al neolitico. La colonizzazione greca (VII sec. a.C.) ha lasciato le sue inconfondibili tracce nell'onomastica, nella topono­mastica e nel dialetto, i cui vocaboli sono in buona parte di derivazione greca (anche se, forse più propriamente, di epoca bizantina). Non mancano ritrovamenti occasionali di tombe con corredo funebre fittile, trovate dai contadini durante la lavorazione di aratura dei campi. I resti di un tempietto greco-romano in contrada Salice, costituiti da uno spezzone di colonna scanalata e due grossi massi squadrati, che rischiavano di essere trascinati via dal torrente, sono stati portati in Ardore Centro a cura dell’amministrazione comunale. I Romani, dopo la conquista del Bruzio (247 A.C.), crearono numerose tenute agricole nelle imme­diate vicinanze delle repubbli­che Magnogreche, per diminuire il prestigio e l'importanza di quelle nobili Città-Sta­to e premiare, nello stesso tempo, vecchi e valorosi legionari, ai quali venivano offerti vasti appezzamenti di terra. Nacque certamente così Ardore, o meglio cominciò a denomi­narsi Ardore, questo territorio, divenuto un "praedium rusticum" e poi un "pagus" o "vicus" romano. Ma tutto questo non spiega l'esi­stenza del vecchio borgo su di un colle, che si eleva, in tre piani, a metri 244, metri 267 e metri 290 sul livello del mare, a tre chilo­metri circa dalla linea del Dromo, lungo il quale ri­sultano collocati, sul lato mare più che sul lato mon­te, i primi inse­diamenti romani di Ardore. Ma, poiché la costru­zione del paese fu decisa, per la sua simmetria, sulla base di un preciso progetto, in un tracciato ben de­lineato, con molta probabilità venne deciso l'e­sodo verso il col­le, quando co­minciarono le prime devastazioni di queste marine dovute, prima, alla Seconda Guerra Punica che vide scon­trarsi Cartaginesi e Romani nelle nostre campagne, e poi alla Guerra Civile e Sociale. Si volle, a nostro giudizio, creare, in luogo eleva­to, un "praesidium" al centro di un va­sto latifondo, comprendente all'incirca tutto l'attuale territorio comunale. Di­fatti, l'abitato di Ardore possiede tutte le caratteristiche del "pagus munitus" (villaggio fortificato) romano; costrui­to su due ripiani, in direzioni Nord-Est Sud-Ovest, i due quartieri, quelli del Margio (dal latino marges, itis, covone di grano, o margae, arum, forcone per il grano o dall’arabo merg perché il terreno del detto quartiere non è coltivabile), e quello di Tractaria (dal latino tractatoria, luogo dove si ammini­stra la giustizia, si contratta, foro, ecc.). I due quartieri attraversati da quattro strade parallele risultano divisi da un valloncello, chiamato "Vagli" ( o da vallis o forse da vallum, terrapieno, giacché di un terra­pieno si tratta, che risulta dal riempi­mento sul lato mare della valle di un declivio torrentizio, sbarrata da una muraglia che ha creato a monte un vasto pianoro, detto "Piano di Mazzucci", (forse dal latino Matius Lucius, nome di una "gens" romana), oggi Piaz­za Margherita. Lungo questo muro di sostegno al terrapieno si apriva l'antica porta di Sud-Est del paese, il cosiddetto "dongione", per via di un torrione che la sovrastava e che fu demolito durante l'occupazione militare per i fatti del 4-5 settembre 1867). Il terzo ripiano, oggi chiamato "Quartiere", che era la parte più elevata del colle serviva come luogo di vedetta fortificato. Nel quartiere "Tractatoria", durante la do­minazione feudale, vi era il tribunale della "Bagliva", sito nel largo dell'at­tuale Chiesa di S. Rocco, detto antica­mente "dell'arco vecchio". I due quar­tieri sono attraversali da quattro strade parallele, intersecate da vicoli e viuzze. L'epoca bizantina segnò per il paese di Ardore, l'inizio di una profonda deca­denza: Infatti essendo esso passato sotto il dominio feudale di Gerace e scaduto a casale, senza storia, sottomesso all'e­goistico sfruttamento dei vari esattori del "signore", vide passare a San Nicola dei Canali, terra ricca di acque, il predominio, se non altro perché in questo centro, più interno, con una agricoltura e pastorizia più fiorenti, vi era il palazzo dell’amministratore (che poi diverrà palazzo baronale). Questa condizione di impoverimento e di decadenza durò fino al 1546 allorquando per Ardore inizia una nuova vita autonoma, come piccolo stato feudale che, con alterne vicende, dura fino al­l'occupazione Francese del Regno di Napoli (1806). Du­rante questo periodo Ardore ebbe rino­manza per l'alta nobiltà dei feudatari che si sono susseguiti nel suo dominio (i Ramirez, i Capacelatro, i Beccadelli o di Bologna, i Gambacorta - gli unici che ebbero stabile dimora in Ardore, fortificarono la città e costruirono il castello, i Milano Franco D'Aragona) ed anche per l'opera intelligente dei nostri massari e dei nostri artigiani. Lo Stato Feudale di Ardore progre­dì economicamente, incrementando la produzione della seta, 2500 libbre an­nue, del vino, dell'olio, e dell'alleva­mento del bestiame, mentre gli artigia­ni commerciavano i loro manufatti in molte altre terre, da Pizzo a Messina, le più lontane. Dello stato feudale di Ardore face­vano parte all’inizio del 1600 tre casali: San Luca o Potamìa, S. Nicola dei Canali, prima sede della Corte Barona­le, e Bombile, e poi solo S. Nicola dei Canali e Bombile i quali ebbero insieme amministrazione separata da quella della Terra di Ardore. Difatti eleggeva­no insieme un Consiglio Cittadino con il Sindaco e gli Ufficiali cittadini in numero uguale a quello di Ardore. Nacque dopo Giuseppe Bonaparte, nel 1809, il comune di Ardore, che assume uno stemma, tratto da quello dei suoi ultimi feudatari, i Principi Milano Franco D'Aragona, nel quale emerge un'aquila, divorata dal fuoco, ma con un ramoscello d'ulivo nel rostro; e tra gli artigli - sullo stemma - si legge "Ardor et Odor". Durante il Risorgimento anche ad Ardore ci furono fermenti irredentistici per rovesciare il Regno delle due Sicilie: due ardoresi, Michele Bello e Gaetano Ruffo furono tra i promotori dei moti del 1847; per questo furono processati e fucilati insieme agli altri tre capi della rivolta: Pietro Mazzoni, Domenico Salvadori e Rocco Verduci (i Martiri di Gerace). In seguito alla Spedizione dei Mille il Comune di Ardore entrò nel Regno d'Italia ed il primo sindaco fu il giurista carbonaro Pasquale Rianò.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Ardore superiore, la cui fondazione si fa risalire al periodo preistorico, fu colonizzato dai greci e dai romani per diventare terra di feudo. Nel centro storico sorge un castello, del ‘600, con base quadrangolare ai cui angoli, originariamente, si trovavano quattro torri, due cilindriche e due quadrate.

Merita di essere menzionato il Santuario della Madonna della Grotta sito nella frazione di Bombile. Per accedere alla chiesa, unica nel suo genere, bisognava percorrere una scalinata di 145 gradini, tramite la quale si accedeva alla grotta scavata nell'arenaria di una parete ripida; il santuario è stato però seppellito da una frana avvenuta il 28 maggio 2004. Fu frate Jacopo da Tropea, eremita agostiniano, ad iniziare nel 1507 a scavare la grotta dove potersi rifugiare per dedicarsi alla meditazione e alla preghiera. Nel 1525 sorse e venne consacrata la chiesa, ed al suo interno venne collocata la statua della Vergine con il Bambino, che era ivi custodita. L'opera, recuperata dopo la frana il 29 aprile 2007, è in marmo bianco di Carrara ed è attribuita alla scuola del Gagini. La statua è stato posta presso la chiesa parrocchiale dello Spirito Santo di Bombile.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Ardore è amministrato dal sindaco Giuseppe Maria Grenci dal 31 maggio 2015.

Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci di Ardore dall'Unità d'Italia ad oggi:

  • 1860 Pasquale Rianò
  • 1860-61 Tommaso Marando
  • 1861-62 Domenico Todarello
  • 1862-63 Domenico Zappia
  • 1864-66 Pietro Zappia
  • 1867 Giuseppe Gliozzi (pro sindaco)
  • 1867 Carlo Gliozzi Cusaci
  • 1868 Enrico Agostini (regio comm.)
  • 1869-72 Saverio Giovinazzo
  • 1873-76 Raffaele Mesiti
  • 1876 Corrado Sofia (regio comm.)
  • 1877-78 Zappia Francesco (pro sindaco)
  • 1878 Nicola Mollica (pro sindaco)
  • 1879-82 Saverio Gliozzi
  • 1882 Alfonso Spatolisano
  • 1883-86 Giambattista Brizzi
  • 1886-96 Domenico Brancatisano
  • 1897 Domenico Beisso (regio comm.)
  • 1897-1900 Stefano Giurato
  • 1900-03 Giovanni Macrì
  • 1904-05 Stefano Giurato
  • 1906-11 Eusebio Brancatisano
  • 1912-17 Domenico Zappavigna
  • 1918 Domenico Buccafurri
  • 1919-20 Salvatore Marzano (Commissario Prefettizio)
  • 1921-23 Domenico Chinè
  • 1924 Domenico Zappia (Commissario Prefettizio)
  • 1924 Ettore Marando (Commissario Prefettizio)
  • 1925 Giuseppe Rao (Commissario Prefettizio)
  • 1925 Francesco Gervasio (Commissario Prefettizio)
  • 1926-29 Leopoldo Tripi (podesta)
  • 1930-31 Bruno Laganà (Commissario Prefettizio)
  • 1932-34 Francesco Giurato (podestà)
  • 1935 Domenico Arcuri (Commissario Prefettizio)
  • 1935-37 Pietro Spanò (podestà)
  • 1938-43 Giovambattista Gliozzi (podestà)
  • 1944-49 Francesco Autelitano (Commissario Pref. poi sindaco)
  • 1950-53 Domenico Gelonese
  • 1954-57 Domenico Spatolisano
  • 1958-65 Giovambattista Minici
  • 1966 Salvatore Pani (Commissario Prefettizio)
  • 1967-71 Emanuele Terrana
  • 1971-73 Domenico Pelle
  • 1974-75 Domenico Mannino (Commissario Prefettizio)
  • 1976-80 Eugenio Marando
  • 1981-83 non rilevato
  • 1984-87 Domenico Pelle
  • 1988-90 Aurelio Scarfò
  • 1991-92 Bruno Bova
  • 1993-97 Giuseppe Maria Grenci
  • 1997-2001 Francesco Romeo
  • 2001-2006 Giuseppe Maria Grenci
  • 2006-2013 Giuseppe Campisi
  • 2013-2015 Commissione Straordinaria: Francesco Mauceri, Maria Leopardi, Gaetano Tufariello
  • 2015- Giuseppe Maria Grenci

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. DeAmicis, La vita militare. Bozzetti, Treves, Milano, 1868.
  • E. Gliozzi, Ardore, tip. F.lli Grandolfo, Bari, 1970.
  • Le nostre radici, a cura di L. Schirripa, AGE, Ardore, 1990.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 37.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

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