'Ndrina Barbaro

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« avevano raggiunto il quasi monopolio nella zona: se non eri amico degli amici non potevi vincere gli appalti »

(investigatori dell'operazione Cerberus del luglio 2008[1])
Cosca Barbaro
Area di originePlatì
Aree di influenzaProvincia di Reggio Calabria, Milano e hinterland, in Piemonte: Volpiano, Cuorgnè e Chivasso; in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Trentino-Alto Adige e Liguria, in Australia: Griffith, Melbourne e Sydney
Periodoanni '70 - in attività
BossFrancesco Barbaro detto Cicciu u Castanu
Giuseppe Barbaro detto ' u sparitu
Rocco Barbaro
Pasquale Giuseppe Barbaro detto Capatosta
Pasquale Barbaro
Pasquale “Pat” Barbaro
Domenico Barbaro detto l'australiano
Francesco Perre
AlleatiPaparo
Papalia
Perre
Trimboli
Sergi
Molluso
Agresta
Catanzariti
RivaliMammoliti
AttivitàTraffico di droga, corruzione, estorsione, usura, traffico di armi

I Barbaro sono una 'Ndrina originaria di Platì, considerata tra le più potenti cosche della 'ndrangheta. Sono soprannominati 'castani'.

Nell'Italia settentrionale sono insediati nella periferia di Milano a Buccinasco e Corsico [2][3]. Sono legati alla cosca dei Papalia e dei Paparo[4]. La potenza dei Barbaro è alimentata dall'armamentario utilizzato (mitragliette Uzi, Skorpion, fucili a pompa).[5]. Negli ultimi decenni la loro presenza è stata segnalata anche in Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Trentino-Alto Adige e Liguria.[6] Nell'hinterland milanese hanno influenza anche sui Comuni di Corsico, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio, Gaggiano.[7]. In Australia sono alleati con i Sergi, e si sono insediati a Melbourne e Griffith fin dagli anni settanta. Negli anni ottanta uno dei sei capi più influenti della ndrangheta australiana era Pasquale Barbaro, che gestiva l'area di Melbourne. È suddivisa in tre 'ndrine distaccate: ‘u pillari, ‘u castano e ‘u nigru[8].

Anni cinquanta - La faida[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni cinquanta, quando risiedevano ancora a Castellace furono coinvolti in una faida con i Mammoliti. Nell'ottobre del 1954 Domenico Barbaro uccise il capobastone Francesco Mammoliti. Il 7 novembre dello stesso anno viene ucciso Francesco Barbaro insieme ad altri. L'attacco fu attribuito a Vincenzo Mammoliti, ma non fu ritenuto colpevole per insufficienza di prove. Il 19 gennaio 1955 viene ucciso il fratello di Francesco Barbaro, Giovanni. I Barbaro vengono sconfitti e si trasferirono a Platì. La faida dura fino al 1978, quando Domenico Barbaro è ucciso a Perugia, dopo aver passato 26 anni in prigione per l'omicidio di Francesco Mammoliti nel 1954.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Pasquale Agresta nel 1974 la guida del locale viene condotta da Antonio Barbaro detto u nigru. Ai tempi i Barbaro comprendevano anche le 'ndrine dei Perre, Trimboli, Agresta, Catanzariti, Sergi, Papalia, Molluso e Musitano[9].

Australia[modifica | modifica wikitesto]

I Barbaro emigrati in Australia insieme alle altre famiglie di Platì come i Sergi e i Trimboli incominciano nel 1974 la coltivazione e lo spaccio di marijuana. Operano principalmente a Griffith e Sydney. Le figure più importanti sono Robert Trimboli, Antonio Sergi e Francesco Barbaro detto Little Trees. Questo fu ritenuto dalla Woodward Royal Commission australiana un membro della mafia calabrese a seguito della sparizione del promotore di campagne anti-droga Donald Mackay nel 1977. Dal 1974 a guidare il clan di Platì (che riunisce le famiglie Perre, Trimboli, Agresta, Catanzariti, Sergi, Papalia, Musitano e Molluso) è Antonio Barbaro, detto 'u nigru'.[10]

Anni Settanta e Ottanta - I sequestri e il riciclaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 marzo 1985 viene ucciso Domenico De Maio per aver ridato all'amministrazione comunale di Platì terreni occupati abusivamente dalla cosca[11].

Il ricavato dai sequestri di persona è reinvestito nel traffico di droga operato insieme ad altre 'ndrine e nell'edilizia nel nord Italia. Le famiglie platiote in questo periodo cominciarono a trasferirsi nell'hinterland milanese, soprattutto nel quartiere dormitorio di Buccinasco. Francesco Barbaro (detto 'cicciu u castanu'), capo del clan, è arrestato il 5 gennaio 1989 e sale al comando il figlio Giuseppe Barbaro.

Anni Novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, viene arrestato il ventiquattrenne Francesco Barbaro, nipote dell'omonimo detto "U castanu", per traffico di droga. Trasportava droga dall'Aspromonte ai comuni piemontesi di Volpiano, Cuorgnè e Chivasso[12].

L'11 dicembre 1997 sequestrano Francesca Sgarella, in zona San Siro a Milano e viene rilasciata a Locri il 4 settembre 1998. Il 27 agosto 2011 viene arrestato Francesco Perre in Aspromonte, l'ultimo carceriere della donna, ancora in libertà[13]

Anni Duemila - La roccaforte di Platì e l'operazione Cerberus a Buccinasco[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 10 ottobre 2001 è arrestato il latitante Pasquale Barbaro, detto Testa di Muschitta, insieme a Rocco Trimboli[14] per favoreggiamento di Giuseppe Trimboli, Rosario e Francesco Perre, Domenico Barbaro, Saverio Pangallo, Francesco Perre di 25 anni, Giuseppe Grillo, Bruno Trimboli. Tre mesi dopo (10 dicembre) è arrestato Giuseppe Barbaro (detto 'u sparitu'), diventato padre per quattro volte durante quattordici anni di latitanza: l'operazione svela un complesso sistema di nascondigli, bunker, porte nascoste e cunicoli sotterranei tra le montagne di Platì e il paese, usati da decenni dai Barbaro e dalle altre famiglie di Platì per sfuggire alle forze dell'ordine. Secondo i periti della magistratura, gli scavi sono stati realizzati a cielo aperto[15][16].
  • L'8 febbraio 2003 I carabinieri del ROS hanno tratto in arresto a Platì (RC) Rocco Barbaro, 38 anni, latitante da 10, che sostituiva al comando gli altri fratelli arrestati. Ricercato per omicidio, traffico internazionale di droga e di armi.[17]
  • Il 12 novembre del 2003 a Platì scatta l'Operazione Marine che portò all'arresto di 125 persone, tra cui una cospicua parte della Ndrina dei Barbaro. L'accusa è di aver influito sulla costruzione di un bunker sotterraneo al paese, costruito coi soldi del comune, per scappare e nascondersi dalle forze dell'ordine[18].
  • Il 13 novembre 2003 prosegue l'operazione Zeleuco con l'arresto di 9 esponenti delle cosche di San Luca, eseguiti oltre che nel paese di origine anche a Bovalino, Benestare, Bologna e Udine. Accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, controllavano varie attività economiche, gestivano un traffico di armi ed esplosivi. Tra gli arrestati Antonella Vottari e Maria Pelle sorella e moglie del capobastone Francesco Vottari. Sono stati arrestati anche Francesco Barbaro, detto u castanu, già detenuto; Liana Benas di Codroipo; Gianfranco Cocilovo, imprenditore, di Roma; Giovanni Marrapodi odontotecnico, di Locri; Domenico Mammoliti di Locri; Paolo Nirta di San Luca; Giuseppe Pelle di San Luca, sorvegliato speciale; Antonio Romano di San Luca[19][20]. Poi, il 10 luglio 2008 nell'operazione Cerberus della Guardia di Finanza vengono arrestati Domenico Barbaro, 71 anni detto l'australiano, i figli Salvatore e Rosario Barbaro, Pasquale Papalia (figlio di Antonio Papalia), Mario Miceli (era in carcere per rapina e sarebbe uscito oggi), Maurizio De Luna, Maurizio Luraghi e Giuliana Persegoni. Tutti gli arrestati ricevevano ordini da capibastone in carcere per il 41bis: Domenico, Rocco e Antonio Papalia[21][22].
  • Il 9 agosto 2008 a Melbourne, a conclusione di un'operazione cominciata nel 2007, viene sequestrato il più grande carico di ecstasy dal valore di 264 milioni di euro. Nell'operazione sono state arrestate 21 persone di cui alcune anche in Belgio, Paesi Bassi, Germania ed Italia. Il traffico era gestito in collaborazione con l'associazione criminale di motociclisti dei Black Uhlans[23][24].
  • Il 10 dicembre 2008 dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Catanzaro viene arrestato a Salerno Giuseppe Barbaro, ritenuto esponente di spicco del clan[25].
  • Il 16 marzo 2009 vengono arrestate venti persone nell'ambito dell'operazione Isola: sono sospettate di appartenere ai clan Barbaro, Nicoscia, Bubbo e Arena[26]. Il 24 marzo 2009 si costituisce Giuseppe Pasquale Barbaro. Era indagato nell'ambito dell'operazione Caracas[27].
  • Il 19 maggio 2009 in Lombardia vengono arrestati esponenti delle ndrine Barbaro-Papalia per aver preso il denaro di mutui in modo illecito. L'organizzazione faceva capo a Giuseppe Pangallo di Platì e sembrerebbe abbia guadagnato dalle sue azioni fino a 800.000 euro[28].
  • Il 3 novembre 2009 nell'operazione Parco Sud dei Carabinieri e della Guardia di Finanza vengono eseguiti 17 arresti nel milanese. Coinvolto anche Domenico Barbaro detto l'australiano già in carcere, come i figli Domenico, Rosario e Salvatore. Arrestati anche imprenditori edili, tra cui Fortunato Startati che proteggeva la latitanza di Paolo Sergi. Questa operazione viene a seguito delloperazione Cerberus del 2008 e conferma l'operatività della cosca nei comuni di Assago, Corsico, Buccinasco e Trezzano sul Naviglio. Nell'operazione sono stati sequestrati beni del valore di 5 milioni di euro[29][30].

Fatti recenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 22 febbraio 2010 vengono arrestati Tiziano Butturini, ex sindaco del Pd di Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano e presidente di Tasm di Amiacque, aziende pubbliche per la gestione di risorse idriche, Michele Iannuzzi, consigliere comunale del Pdl e Andrea Madafferi proprietario dell'impresa immobiliare Kreiamo vicini ai Barbaro-Papalia, quest'ultimo già arrestato nell'operazione Parco Sud del 3 novembre 2009, insieme a Domenico Barbaro e ai suoi due figli, Salvatore e Rosario. Sono accusati di corruzione in campo edilizio[31][32].
  • Il 22 giugno 2010 si conclude l'operazione Tamanaco (avviata nel 2005) nella quale vengono sequestrati quasi 700 kg di cocaina e beni dal valore di 80 milioni di euro ai Barbaro e al clan della camorra casertana La Torre. La droga veniva dal Venezuela, passava dall'Africa e arrivava in Europa. Per le consorterie italiane contrattava Giuseppe Barbaro, arrestato il 12 dicembre 2008[33].
  • Il 14 marzo 2011 si conclude l'operazione Redux-Caposaldo che porta all'arresto di 35 persone in Lombardia ritenute affiliate ai Barbaro, ai De Stefano, ai Pesce e alle cosche di Africo. Sono accusati di estorsione agli esercizi pubblici delle stazione della metropolitana, ai chioschi di panineria, alla gestione illecita del personale della sicurezza dei locali notturni, associazione mafiosa e spaccio di droga[34][35].
  • Il 27 agosto 2011, i carabinieri arrestano il latitante Francesco Perre[36], latitante da febbraio 1999, condannato in via definitiva a 28 anni per il sequestro operato, tra l'11 dicembre 1997 e il 4 settembre 1998, ai danni di Alessandra Sgarella Vavassori[36].
  • Il 22 ottobre 2013, Domenico Barbaro detto l'australiano, presunto boss milanese in carcere dal 2008, e Francesco barbaro vengono scarcerati per decorrenza dei termini poiché la cassazione ha annullato con rinvio il processo Parco Sud e Cerberus[37].
  • Il 14 gennaio 2014 si conclude a Milano, l'operazione Tamburo, iniziata nel 2009 che ha portato all'arresto per traffico di droga di 13 persone, presunte affiliate ai Mancuso, Barbaro-Papalia e agli Ursino-Macrì. Gli arrestati erano residenti a Cesano Boscone e Cisliano[38][39].
  • Il 9 maggio 2017 viene arrestato a Platì, Rocco Barbaro, detto U Sparitu (figlio di Cicciu u Castanu), latitante dal 2015 e presunto nuovo reggente della struttura della Lombardia almeno dal 2014, secondo una interecettazione dell'operazione Platino[40][41].

Esponenti di spicco[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Barbaro detto Cicciu u Castanu (1927), arrestato il 9 maggio 2008. Fu autore di numerosi sequestri negli anni ottanta[42].
  • Giuseppe Barbaro detto ' u sparitu, (figlio di Francesco Barbaro), capobastone arrestato il 10 dicembre 2001 e latitante dal 9 dicembre 1987[43]. Il 9 luglio 1975 è autore insieme a Domenico Papalia e Arturo Kravos del primo sequestro nella città di Milano a discapito di Giuseppe Ferrarini[43].
  • Rocco Barbaro (Platì 30 giugno 1965[43]), detto U Sparitu, figlio di Francesco Barbaro (detto U Castanu), arrestato nel 2002. Era latitante dal 1993. È accusato di omicidio e traffico di stupefacenti. Viene arrestato l'8 febbraio 2003 dal ROS dei Carabinieri[42] e rimane in carcere di fino al 2012, anno in cui viene affidato ai servizi sociali[43]. Da un'intercettazione sembrerebbe possa essere divenuto il nuovo capo della Lombardia[43]. Latitante dal 2015 è accusato di traffico di droga e intestazione fittizsia di beni; viene arrestato a Platì il 9 maggio 2017[40][41]
  • Pasquale Giuseppe Barbaro detto Capatosta, arrestato a Platì nel 2002[senza fonte]
  • Pasquale Barbaro (Platì - Pavia 2007) detto U Zangreiu, capobastone dei Barbaro detti Castano. Gestiva appalti pubblici in nord Italia,fu anche capo della struttura di 'ndrangheta Lombardia fino alla sua morte[44]
  • Pasquale “Pat” Barbaro (Platì 1937), capobastone di Melbourne sin dal 1981. Negli anni '90 fu accusato di essere collegato ad una piantagione di marijuana a Riverina nel Nuovo Galles del Sud ma poi assolto. Nel 2008 è stato arrestato a Carlton, sobborgo di Melbourne per traffico di droga: in particolare a luglio del 2008 fu coinvolto in un traffico di cocaina mentre ad agosto per il traffico di pasticche di ecstasy provenienti dalla Calabria e condannato all'ergastolo nel 2012[45]
  • Domenico Barbaro (1937) detto l'australiano, capobastone in carcere da luglio 2008, sotto processo per l'inchiesta Cerberus del 2008 e per Parco Sud del 2009[29].
  • Francesco Perre (1967), latitante dal 1999 viene arrestato nel 2011 ora è in carcere, era uno dei sequestratori di Alessandra Sgarella[46]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ordini dal carcere per le nuove leve della cosca.Giro d'affari nel settore edile dell'hinterland milanese, in La Stampa.it. (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2010).
  2. ^ Milano/ Il viaggio di Affari a Buccinasco, il fortino della 'ndrangheta. Nel sud Milano i Papalia e i Barbaro comandano. Le carte giudiziarie, in Affari italiani.it.
  3. ^ Dossier/ I tentacoli della mafia in Lombardia, in Gazzetta di Mantova.
  4. ^ Milano, chiuse coop 'ndrangheta: in 110 senza lavoro, in Diariodelweb.it.
  5. ^ Fratelli di sangue
  6. ^ Fratelli di sangue, pag.125
  7. ^ La peste di Milano, pag.87
  8. ^ La Paltì del nord, in stampo antimafioso, 25 ottobre 2013. URL consultato il 25 ottobre 2013.
  9. ^ p.122, Fratelli di Sangue di Nicola Gratteri, ed del 2006 Luigi Pellegrini Editore
  10. ^ Fratelli di sangue, pag.122
  11. ^ p.123, Fratelli di Sangue di Nicola Gratteri
  12. ^ MAFIE IN PIEMONTE: QUANDO VOLPIANO E PLATÌ PARLANO LO STESSO DIALETTO, in omicronweb, 24 marzo 2013. URL consultato il 25 ottobre 2013.
  13. ^ Claudio Cordova, Arrestato Francesco Perre, l'ultimo dei carcerieri di Alessandra Sgarella. E lei muore poche ore dopo, in Strill.it, 27 agosto 2011. URL consultato il 25 ottobre 2013.
  14. ^ Catturato il latitante Rocco Trimboli era nell'elenco dei più pericolosi, in repubblica.it, 22 settembre 2015. URL consultato il 22 settembre 2015.
  15. ^ Processo Marine. Dieci condanne 9 assoluzioni, in lentelocale.it, 19 novembre 2012. URL consultato il 22 settembre 2015.
  16. ^ ’Ndrine di Platì, dieci condanne, in gazzettadelsud.it, 19 novembre 2012. URL consultato il 22 settembre 2015.
  17. ^ In manette Rocco Barbaro latitante da dieci anni, in Repubblica.it, 8 febbraio 2003. URL consultato il 3 dicembre 2008.
  18. ^ Processo Marine: 8 condanne su 125 arresti. La disfatta di Gratteri, in larivieraonline, 9 aprile 2015. URL consultato il 22 settembre 2015.
  19. ^ Calabria, blitz contro le cosche. Dieci arresti per la faida di San Luca, in Repubblica.it.
  20. ^ Strage Duisburg, arrestate moglie e sorella del boss, in nuova Cosenza.
  21. ^ 'Ndrangheta, arresti nel clan Papalia, in La Stampa.it. (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2010).
  22. ^ ‘Ndrangheta, Arrestate a Milano otto persone della cosca Barbaro-Papalia, in Calabrianotizie.
  23. ^ Australia. Proveniva dall'Italia la più grande partita di ecstasy mai sequestrata su Fuoriluogo.it, su fuoriluogo.it. URL consultato il 18 marzo 2009.
  24. ^ Droga nei pomodori: maxi sequestro di ecstasy in Australia su CrimeBlog, su crimeblog.it. URL consultato il 18 marzo 2009.
  25. ^ Arrestato Giuseppe De Stefano capocosca della 'ndrangheta, in Repubblica.it.
  26. ^ 'Ndrangheta/ Milano, patto tra famiglie per affari in edilizia. Infiltrazioni anche a Biandrate, in zero321.it.
  27. ^ 'Ndrangheta: si è costituito Giuseppe Pasquale Barbaro, in Antimafia duemila.
  28. ^ Truffa dei mutui del clan Papalia-Barbaro in Lombardia, in Nuova Cosenza.
  29. ^ a b Blitz contro le cosche insediate in Lombardia, in Nuova Cosenza.
  30. ^ Operazione della Dia nel Sud Milano: così la ‘ndrangheta ha provato a mettere le mani sul castello di Cusago, in Melitoonline.
  31. ^ 'Ndrangheta e corruzione, arrestati politici di Pd e Pdl a Trezzano sul Naviglio, in Repubblica.it.
  32. ^ Tangenti e 'ndrangheta, arrestati l'ex sindaco di Trezzano e un assessore, in Corriere.it.
  33. ^ Operazione Tamanaco 16 arresti da GdF, sequestro 700 kg di coca e 80 mln di beni, in Nuova Cosenza.
  34. ^ Colpo alla 'ndragheta in Lombardia. 35 arresti, nel mirino droga e rifiuti, in Repubblica.it.
  35. ^ Ndrangheta: 35 arresti in Lombardia, in Corriere.it.
  36. ^ a b 'NDRANGHETA: ARRESTATO DAI CARABINIERI IL LATITANTE PERRE, AGI-Agenzia Giornalistica Italiana
  37. ^ 'ndrangheta, il boss milanese Barbaro scarcerato per decorrenza dei termini, in Repubblica.it.
  38. ^ Milano, 13 arrestati per traffico di coca: la rete in mano ai big della 'ndrangheta, in Repubblica.it.
  39. ^ ‘Ndrangheta, tredici arresti per traffico di cocaina in Lombardia, in Ilfattoquotidiano.it.
  40. ^ a b Capo dell'omonima cosca, era sfuggito all'arresto chiesto nel 2015 dalla Dda. Era considerato il 'capo dei capi' della 'Lombardia', la struttura di controllo delle cosche a Milano. I carabinieri l'hanno trovato a Platì, a casa di una figlia, 09-05-2017. URL consultato il 09-05-2017.
  41. ^ a b [Esplora il significato del termine: In manette il boss della coca Rocco Barbaro: la fuga inutile sui tetti e il caffè offerto al colonnello] In manette il boss della coca Rocco Barbaro: la fuga inutile sui tetti e il caffè offerto al colonnello, 09-05-2017. URL consultato il 09-05-2017.
  42. ^ a b 'In manette Rocco Barbaro latitante da dieci anni, in Repubblica.it.
  43. ^ a b c d e “U Sparitu è il capo di tutti i capi”, nuovo reggente della ‘ndrangheta in Lombardia, in il fatto quotidiano, 10 gennaio 2014. URL consultato il 22 settembre 2015.
  44. ^ La 'ndrangheta sugli appalti della Lombardia, in Nuova Cosenza.
  45. ^ Francesco Forgione, Mafia export, Milano, Baldini Castoldi Dalai Editore, p. p.208.
  46. ^ 'Arrestato latitante 'ndrangheta. Condannato per sequestro Sgarella, in GRR - Rai Giornale Radio, 27 agosto 2011. URL consultato il 22 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]