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Appiano Gentile

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Appiano Gentile
comune
Appiano Gentile – Stemma Appiano Gentile – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Carlo Pagani (lista civica Appiano città) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 45°44′18″N 8°58′47″E / 45.738333°N 8.979722°E45.738333; 8.979722 (Appiano Gentile)Coordinate: 45°44′18″N 8°58′47″E / 45.738333°N 8.979722°E45.738333; 8.979722 (Appiano Gentile)
Altitudine 366 m s.l.m.
Superficie 12,81 km²
Abitanti 7 794[1] (30-11-2014)
Densità 608,43 ab./km²
Frazioni San Bartolomeo al Bosco
Comuni confinanti Beregazzo con Figliaro, Bulgarograsso, Carbonate, Castelnuovo Bozzente, Guanzate, Lurago Marinone, Lurate Caccivio, Oltrona di San Mamette, Tradate (VA), Veniano
Altre informazioni
Cod. postale 22070
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013010
Cod. catastale A333
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 649 GG[2]
Nome abitanti appianesi
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Appiano Gentile
Appiano Gentile
Localizzazione del comune di Appiano Gentile nella provincia di Como
Localizzazione del comune di Appiano Gentile nella provincia di Como
Sito istituzionale

Appiano Gentile (Apiàn o Piàn in dialetto comasco[3], pronuncia fonetica IPA: /aˈpjaŋ/) è un comune italiano di 7.804 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Fino al 1927 è conosciuto unicamente come Appiano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Appiano è un antico borgo che sorge ai margini del Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, a cavallo tra la provincia di Como e quella di Varese. Appiano Gentile dista:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni Trenta fu rinvenuta una prima necropoli con tomba dell'Età del Bronzo appartenenti alla Cultura di Canegrate in località Monte di Mezzo. Negli anni Ottanta, in località La Mortizia fu rinvenuta una più vasta necropoli golasecchiana, che testimonia la fase di transizione tra la cultura celtica e quella romana. I reperti sono esposti nelle sale del Museo archeologico Paolo Giovio di Como[4].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo fece parte del contado del Seprio, di cui rappresentò la pieve più orientale. La comunità di Appiano risulta già citata come entità amministrativa autonoma[5] in documenti del XIII secolo. Alla fine dello stesso secolo fu sotto il controllo visconteo, come l'intero Seprio. Con la costituzione del Ducato di Milano nel 1395, ne entrò a far parte. Nel “Compartimento territoriale specificante le cassine” del 1751, Appiano era sempre inserito nel Ducato di Milano, nella pieve omonima, e il suo territorio comprendeva anche i cassinaggi di Cantirere (oggi Cascina Cantiree), Filata, Casino, Giovanico, Ronco, Casa del Lupo, Guzzafame, Monte Caronello, Casino (altro), Monte Rosso, Cassina, Gessaghe (oggi Cassina Gessaga), Grafignana, Pedroso, Fajola, Casino (altro), Castigliona, Beniate di sotto, Beniate di sopra, Vicino a Beniate, Morosi, Monte Ravano (oggi Monte Rapano) e Malpensata[6]. Con la successiva suddivisione della Lombardia austriaca in province[7], il comune di Appiano venne inserito nella Provincia di Gallarate.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Appiano fu annesso al Regno d'Italia e accorpato alla Provincia di Como nel 1801, fondendo a sé Lurate con Abbate, Oltrona e San Bartolomeo, unioni poi annullate dalle istituzioni del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1867 al comune di Appiano Gentile venne aggregato il soppresso comune di San Bartolomeo al Bosco[8]. Sino al 1926 il comune assunse la denominazione di Appiano Gentile[9]; l'appellativo si rifà alla presenza di testimonianze gentili, ossia pagane, si rese necessario per la politica di disambiguazione di comuni omonimi promossa dal Regno[10]. Nel 1927 vennero aggregati i soppressi comuni di Bulgarograsso e Veniano, poi ricostituiti nel 1950. Il 28 febbraio 2009 al comune di Appiano Gentile è stato concesso il titolo di città con decreto presidenziale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santo Stefano. Contiene opere del Nuvolone e di Isidoro Bianchi
  • Chiesa della Fontana. Seicentesca, sorge sui resti della chiesa di san Michele Arcangelo. Presenta affreschi seicenteschi attribuiti a Isidoro Bianchi, tra cui la bellissima icona della Vergine posta sull'altare maggiore.
  • Chiesa del Lazzaretto. Dedicata alla Beata Vergine Addolorata, è di origine del seo-settecentesca ospita al suo interno, a navata unica, una pregevole statua lignea della Vergine e tre grandi altari in legno con due pale d'altare tra cui l'Assunzione della Beata Vergine Maria e la Crocefissione di Gesù. Nei secoli XVI-XVII servì come lazzaretto.
  • Chiesa di San Bartolomeo al Bosco. In stile romanico e delle pregevoli vetrate romaniche lombarde: al suo interno si trova la seicentesca statua del santo. Attualmente è visitabile solo il 24 agosto di ogni anno.
  • Santuario della Madonna del Monte Carmelo. Fu fondato come cappella nel 1492 presso un convento di frati dedicata alla Beata Vergine del Monte Carmelo. Con la demolizione del convento, rimase la chiesa che venne ampliata e adibita a Santuario. L'interno a due navate presenta degli affreschi molto antichi, un quadro ad olio della Vergine del Carmelo e una copia della statua della Madonna. L'originale cinquecentesca è conservata presso la Chiesa di Santo Stefano.
  • Cappella di San Giuseppe della Fasola. Di antica costruzione, è una cappella con all'interno i resti dell'affresco ritraente il transito di San Giuseppe ad opera di Isidoro Bianchi. Vi si celebrano le rogazioni in aprile.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Libertà, con il monumento La Quercia delle anime di Adolfo Wildt
  • Villa Rosnati, che ospita la Biblioteca comunale e il Municipio

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Tradizione e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • la festa patronale di Santo Stefano (26 dicembre);
  • il mercato settimanale, il martedì dalle 7 alle 13.30;
  • il mercatino AppianoNatura con prodotti biologici e artigianali, ogni seconda domenica del mese (eccetto agosto) e la terza domenica di settembre;
  • la Fiera gròssa, il primo martedì di agosto e il primo martedì di dicembre
  • la Sagra appianese, la prima decade di settembre.
  • le Rogazioni, in aprile e maggio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Attraversata dalle strade provinciali 23 e 27, fra il 1910 e il 1955 la località era servita dalla principale stazione[12] della Tranvia Como-Appiano Gentile-Mozzate.

Il trasporto pubblico con Como e Varese è realizzato mediante autoservizi svolti da SPT Linea e FNM Autoservizi.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel terriorio di Appiano Gentile è incluso il centro sportivo Angelo Moratti, sede di allenamento dell'Inter. Esso si trova nella località detta Pinetina, verso il confine con Veniano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 33.
  4. ^ M.Uboldi, Dalla Preistoria all'Età del Ferro, Museo Civico Archeologico Paolo Giovio, Como, 1999, p.19
  5. ^ Bognetti 1927, p. 228
  6. ^ Compartimento Ducato di Milano, 1751
  7. ^ Editto 26 settembre 1786 c
  8. ^ R.D. 4 aprile 1867, n. 3657
  9. ^ R.D. 30 settembre 1926, n. 1847
  10. ^ Esiste infatti Appiano in provincia di Bolzano, oggi Appiano sulla Strada del Vino.
  11. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  I dati precedenti al 1867 includono anche quelli dell'allora Comune di San Bartolomeo al Bosco: 87 (1751), 92 (1771), 90 (1799), 110 (1805), 174 (1853), 209 (1861). URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Francesco Ogliari, Como nella scienza e nei trasporti, TIBB, Edizione speciale fuori commercio, Milano, novembre 1987.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN245392844
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