San Benedetto del Tronto

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San Benedetto del Tronto
comune
San Benedetto del Tronto – Stemma San Benedetto del Tronto – Bandiera
San Benedetto del Tronto – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
SindacoPasqualino Piunti (Forza Italia) dal 20-6-2016
Territorio
Coordinate42°56′37.61″N 13°52′59.99″E / 42.943781°N 13.883331°E42.943781; 13.883331 (San Benedetto del Tronto)Coordinate: 42°56′37.61″N 13°52′59.99″E / 42.943781°N 13.883331°E42.943781; 13.883331 (San Benedetto del Tronto)
Altitudinem s.l.m.
Superficie25,41 km²
Abitanti47 349[1] (31-10-2017)
Densità1 863,4 ab./km²
Comuni confinantiAcquaviva Picena, Grottammare, Martinsicuro (TE), Monteprandone
Altre informazioni
Cod. postale63074
Prefisso0735
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT044066
Cod. catastaleH769
TargaAP
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 593 GG[2]
Nome abitantisambenedettesi
Patronosan Benedetto martire
Giorno festivo13 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Benedetto del Tronto
San Benedetto del Tronto
San Benedetto del Tronto – Mappa
Posizione del comune di San Benedetto del Tronto nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

San Benedetto del Tronto è un comune italiano di 47 349 abitanti[1] della provincia di Ascoli Piceno.

Posto lungo la costa adriatica meridionale delle Marche alla foce del fiume Tronto, è un importante centro turistico e porto peschereccio della Riviera delle Palme[3].

Il comune si fregia da diversi anni della Bandiera Blu con stella, riconoscimento conferito dalla FEE alle migliori località costiere europee[4]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama San Benedetto del Tronto.jpg
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Foto panoramica dell'agglomerato urbano di San Benedetto del Tronto.

« …dalle colline dorate si scorge la spiaggia di San Benedetto del Tronto cittadina di pescatori… stupende barche da pesca che solcano il mare Adriatico, barche con le vele dipinte con soggetti religiosi o con antichi emblemi, esse vanno cullate dalle onde di un mare sempre vivo sempre nuovo e sembra che il murmure delle acque costituisca una lene musica…[5] »

(Franz Liszt)

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

È il comune litoraneo più meridionale delle Marche. I confini naturali a sud (fiume Tronto) e ad est (mare Adriatico) sono ben definiti mentre a nord e ad ovest non sono altrettanto identificabili. L'elevata espansione urbana nel territorio stretto tra mare e collina non permette una lettura facile dei limiti dell'abitato.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

San Benedetto gode di un clima mediterraneo particolarmente benigno, con inverni miti (7 °C circa di media stagionale) ed estati calde, ma non afose (23 °C circa di media stagionale). La temperatura media annua è di circa 15 °C mentre le precipitazioni sono generalmente comprese fra i 700 e gli 800 mm.[6]

San Benedetto del Tronto Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura media (°C) 6,2 7,4 9,8 13,2 17,2 21,3 24,0 23,6 20,6 16,3 11,8 8,2 15,0
Temperatura media minima (°C) 3,0 3,8 6,0 9,0 12,8 16,8 19,0 18,7 16,1 12,3 8,5 4,9 10,9
Temperatura media massima (°C) 9,4 11,1 13,7 17,5 21,6 25,9 29,0 28,6 25,2 20,3 15,2 11,5 19,1
Precipitazioni (mm) 63 52 63 60 51 51 42 56 71 82 86 80 757

Fiumi e torrenti[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Poco si sa in realtà delle origini di San Benedetto. Da sempre vengono fatte risalire al XII secolo ma, nell'estate 2011, in alcuni interessanti ritrovamenti archeologici avvenuti nel Paese Alto sono stati rinvenuti molti reperti risalenti ad epoca romana, tra cui una vasca, un mosaico di tessere bianche con cornici nere e un angolo di muro di un edificio con affreschi parietali di colore rosso tipici della fase decorativa romana risalente all'età neroniana o flavia, databili fra la prima metà del I secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C.[7]. Tali ritrovamenti mettono in discussione ciò che si sapeva sulle reali origini di San Benedetto. In passato era stata ritenuta sorgere sul sito dell'antica città di Truentum (città fondata dall'antico popolo dei Liburni), poi Castrum Truentinum, oggi identificata con il sito archeologico scavato alla foce del Tronto nel comune di Martinsicuro.

Quindi sull'origine non si hanno certezze e, in attesa di ulteriori studi sui ritrovamenti, continuiamo ad accreditare l'ipotesi di un nucleo sorto attorno ad una chiesa che avrebbe ospitato le spoglie di San Benedetto martire, soldato romano martirizzato nell'antica Cupra (poi Cupra Marittima). Del nucleo abitativo di San Benedetto, definito come Plebs Sancti Benedicti in Albula, dal nome del santo protettore e titolare della chiesa omonima, nonché del torrente che tuttora l'attraversa, si hanno tracce dall'anno 998 in un atto relativo all'investitura del beneficio dei SS. Vincenzo e Anastasio in territorio di Acquaviva Picena da parte di Uberto, vescovo di Fermo.

Il primo significativo mutamento insediativo si ha nel 1145 quando i signori Azzo e Berardo di Gualtiero ottennero l'autorizzazione dal vescovo Liberto di Fermo a realizzare un castrum sul colle ove sorge la pieve, pur nel rispetto delle pertinenze di questa.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Oggetto della rivalità tra le città di Ascoli e Fermo, fu per secoli aspramente contesa delle due rivali. Nel 1463 Fermo dette incarico al frate Giacomo della Marca (San Giacomo della Marca) di pronunciarsi quale arbitro nella questione e risolvere le secolari controversie fra le due città. Frate Giacomo della Marca il 3 luglio 1463 emise il suo giudizio assegnando la parte bassa di S. Benedetto, oggi corrispondente al territorio a sud del torrente Ragnola, a Monteprandone, garantendo quello sbocco a mare strategico per gli ascolani e annettendo alla giurisdizione di Monteprandone quel Montecretaccio sotto il quale si sarebbe dovuto costruire, ma che poi non fu mai realizzato, il porto suddetto (Porto d'Ascoli).

Nel 1478 un'epidemia di peste, pare portata da turchi, devastò il territorio di San Benedetto decimando la popolazione a tal punto che nel 1491, essendo il paese rimasto pressoché disabitato, su iniziativa del municipio di Fermo che all'epoca ne deteneva la giurisdizione, venne deciso di dare facoltà ad alcuni profughi imolesi di stabilirvisi, concedendo loro terreni in enfiteusi.

Sotto lo Stato pontificio[modifica | modifica wikitesto]

Saccheggi e devastazioni a varie riprese caratterizzano anche il XVI secolo per cui il paese, seppure di importanza strategica, non riuscì a svilupparsi se non dopo aver riacquistato un po' di tranquillità. È del 1615 la testimonianza di una prima espansione fuori dalle mura, verso il mare, con la costruzione di una chiesetta dedicata alla Madonna della Marina in corrispondenza del luogo dove oggi è situata Piazza Cesare Battisti in prossimità del vecchio Palazzo Municipale. Costruita sul litorale deserto lungo la Via Litoranea sulla direttrice che dalla Porta Sud conduceva alla spiaggia, fuori delle mura del borgo antico, fu stimolo per la popolazione a scendere in marina.

Nel giro di pochi anni cominciarono a sorgere dei magazzini rudimentali e casupole in cui i pescatori depositavano gli attrezzi da pesca. Parzialmente distrutta dall'inondazione del torrente Albula del 6 luglio 1898, per i danneggiamenti subiti fu chiusa al culto e demolita l'anno seguente, ma non si spense nel popolo sambenedettese la devozione alla Madonna del Mare e una nuova chiesa venne costruita. Nel Museo di Arte Sacra di San Benedetto del Tronto è conservata un'epigrafe in latino del 1615, a memoria della fondazione dell'antica chiesetta.

L'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo demografico del Castro Sancti Benedicti e, successivamente al 1860 con Regio Decreto, di San Benedetto del Tronto, non può che rassomigliare a quello di tanti altri centri rivieraschi dell'Adriatico, ove svolgono un ruolo determinante le immigrazioni, rese necessarie per il ripopolamento sul finire del XV secolo e proseguite fino ai giorni nostri in modo significativo, le incursioni e le catture barbaresche, i rapporti con le popolazioni transadriatiche, le epidemie, le successive e massicce emigrazioni in altri luoghi dell'Italia ed all'estero, talune con caratteristiche specifiche legate ai mestieri del mare.

San Benedetto, attraverso questi fenomeni, appare come una vera e propria “testa di ponte” ove si approdava con le barche o si giungeva dai paesi dell'interno e ci si stanziava, magari per ripartire per altri lidi, ma sempre lasciando tracce di quegli apporti demografici. Ciò è particolarmente significativo dal XVIII secolo, quando la pesca fa da motivo di attrazione e la viabilità costiera, resa più agevole e sicura, ne fa uno snodo tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli.

Il XVIII secolo è il secolo nel quale la popolazione sambenedettese inizia ad uscire dal sovraffollato quartiere Castello dopo aver invaso con le nuove costruzioni lo spazio di rispetto delle mura fortificate e talvolta scavalcate queste verso i giardini sottostanti, accompagnato dall'espansione lungo e al di sotto della strada “Lauretana” (poi statale 16) indi dei "paiarà" (toponimo del primo insediamento sviluppatosi sulle terre sottratte al mare, che deve il proprio significato da quelle case costruite con paglia impastate con argilla).

Il restante territorio della marina è ancora inabitabile a causa degli acquitrini che vi si sono formati con il ritirarsi della costa e la campagna vede solo rare case coloniche. In prosieguo di tempo, con la relativa conquista e bonifiche delle terre alla marina, buona parte delle circa 5000 anime che costituivano la popolazione sambenedettese nel 1850, abitavano già nella loro maggioranza nel quartiere Marina che arricchiva la nomenclatura delle contrade portandola da nove a dodici.

Sono soprattutto i pescatori, i calafati, gli sciabicotti, i pescivendoli ed i facchini di marina che per una maggiore comodità professionale si insediano al di sotto della Strada detta Lauretana. Il centro sociale, civile e di conseguenza economico non è più individuabile all'interno delle mura del Castello, ove la maggior parte dei residenti ora sono pochi artigiani con le loro botteghe, i benestanti, ed alcuni possidenti agricoli. Qualche marinaio abita ancora nel quartiere Castello, ma ciò rappresenta un'eccezione rispetto alla maggioranza che occupa lo spazio sotto le mura orientali.

Nel 1763 ci fu il primo intervento urbanistico organizzato a cura dell'ing. Paglialunga di Fermo, nel 1851 la cittadina contava appena 5.351 abitanti (censimento dello Stato Pontificio). Nel 1860 con l'invasione piemontese da parte dei Cacciatori delle Alpi la città passò dallo Stato Pontificio allo Stato Italiano. Nel 1863 la costruzione della linea ferroviaria adriatica costituì un passaggio storico per tutto il territorio. Negli stessi anni aprivano i primi stabilimenti balneari e l'amministrazione del sindaco Secondo Moretti delineò la vocazione turistica della cittadina. Risale al 1896 il regio decreto che concede a San Benedetto l'attributo del Tronto.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1907 comincia la costruzione del porto peschereccio, il cui ultimo ampliamento è del 2000. Nel 1912 avviene il varo del primo peschereccio a motore in Italia, il "San Marco", su concezione del monsignor Francesco Sciocchetti.

Nel 1928 con Decreto Ministeriale, San Benedetto otteneva il riconoscimento di Stazione di Cura, soggiorno e turismo, prima località balneare delle Marche e di tutta la costa adriatica.

Nel 1935, dopo molti tentativi avvenuti negli anni precedenti, un decreto regio annette Porto d'Ascoli, fino ad allora frazione di Monteprandone, per motivi di convenienza territoriale, in quanto San Benedetto è in piena espansione e necessita di spazio. Nel 1961, Porto d'Ascoli viene ufficialmente incorporata al nucleo urbano di San Benedetto: l'ISTAT, in occasione del X Censimento, la considera infatti parte integrante del capoluogo comunale e non più sua frazione; il centro conserva tuttavia una sua specifica identità, come quartiere.

Il 18 giugno 1944 dopo 144 bombardamenti aerei e sei cannoneggiamenti navali che hanno devastato la città nella seconda guerra mondiale, San Benedetto viene liberata.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

San Benedetto del Tronto-Stemma.png

I simboli del comune possono essere così descritti:

Blasonatura stemma

« D'argento al guerriero all'antica aureolato e tenente la palma nella destra, nella sinistra l'elsa della spada, in maestà dinanzi a una torre movente dal mare, il tutto al naturale. »

(D.R. 10 novembre 1948)
Blasonatura gonfalone

« Drappo troncato di azzurro e di rosso. »

Caratteristiche dello stemma
Simboli: Mare, Palma, Spada, Torre

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture storiche e militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre dei Gualtieri (o Torrione)[modifica | modifica wikitesto]

Torre dei Gualtieri

Più propriamente denominato "Mastio della Rocca" e più popolarmente noto come "Torrione" (lu Turriò o lu Campanò) è forse l'elemento più rappresentativo della città, spiccando dall'altura del Paese Alto a dominare l'intero abitato. Eseguita nell'ultimo ventennio del XV secolo a seguito di una ristrutturazione della cinta muraria dopo uno dei tanti conflitti tra Ascoli e Fermo presumibilmente dalla famiglia Gualtieri, la quale, verso l'anno 1145 iniziò la riedificazione del castello (sopra le rovine dell'antica pieve caduta in rovina per mano dei pirati turchi che depredavano le coste o per le invasioni barbariche) terminata circa ben tre secoli dopo con la costruzione di questa insolita torre dalla foggia così singolare.

Di altezza relativamente modesta (20 m), a pianta esagonale schiacciata, è interamente in laterizio, presenta un orologio sulla faccia rivolta verso mare e una merlatura superiore eseguita nel restauro del 1901 su progetto dell'architetto Giuseppe Sacconi. L'interno è suddiviso in quattro livelli forniti di copertura a volta (a botte cuspidata per i primi due livelli).

Torre Guelfa[modifica | modifica wikitesto]

Si trova accanto ad una villa privata e si può scorgere dalla S.S. 16 in località Porto d'Ascoli. Si tratta di una torre di difesa a base quadrata del XIV secolo con opera a sporgere costituita da beccatelli e piombatoi. Costituita in muratura a secco con paramenti esterni ed interni in laterizio, faceva parte di una fortezza consistente in due grandi torri, sette torrioni con settanta merli, ricostruita dalla città di Ascoli dopo il 1348, distrutta poi da Gentile da Mogliano, signore di Fermo.

Caserma Guelfa[modifica | modifica wikitesto]

Si trova lungo la Strada Statale 16 in prossimità dell'incrocio con via Mare, la via principale di Porto d'Ascoli. Edificio fortificato a pianta quadrangolare del XVI secolo con corpi d'angolo a "puntone" e chiostro interno a doppio ordine con archi a tutto sesto, la scarpatura di base è bloccata a metà altezza con un cornicione a sezione semicircolare. Portale d'ingresso in pietra con sovrastante stemma in pietra della città di Ascoli. La copertura è con capriate in legno e sovrastante manto di coppi. Inizialmente aveva la destinazione di Ospizio al Porto, Hostaria e nuovi magazzini per il deposito delle merci, successivamente assunse il ruolo di ultimo avamposto pontificio prima del Regno delle Due Sicilie per questo è popolarmente definita come la "Dogana Pontificia".

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Benedetto martire[modifica | modifica wikitesto]

Il primo insediamento risale all'XI secolo dove sorgeva l'antica pieve di San Benedetto sorta sul sepolcro di San Benedetto martire attorno alla quale, dopo il 1140, venne costruita la cinta muraria. Poco rimane dell'antico sepolcro e del vecchio edificio poiché la chiesa fu modificata ed ampliata alla fine del XVIII secolo su disegno dell'architetto Pietro Augustoni. Interamente in laterizio con facciata con cornici e paraste e timpano in pietra, nella chiesa sono conservate, oltre a reperti, epigrafi e lapidi, diverse altre opere: una pala del 1707 del pittore fermano Ubaldo Ricci relativa all'ultima cena, una pala della Madonna del Rosario di anonimo del XVI secolo e un'altra della Madonna del Carmelo, sempre di anonimo, del XVIII secolo; inoltre il simulacro dell'Immacolata Concezione realizzata nel 1856, un Cristo Morto della seconda metà dell'Ottocento e soprattutto l'altare di San Benedetto martire con reliquie del Santo.

Cattedrale di Santa Maria della Marina[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di Santa Maria della Marina
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Santa Maria della Marina.

Eretta dal Comune nel 1615, in onore della Madonna della Spiaggia, è stata la prima costruzione posta fuori le mura del borgo antico. La chiesa sorgeva in Piazza Cesare Battisti, un tempo chiamata Piazza del Mercato, sulla direttrice che collegava il borgo vecchio e il mare, quando agli inizi dell'Ottocento la chiesa, ormai cadente, venne sconsacrata ed adibita a magazzino. La chiesa, riaperta al culto dal Governo Pontificio dopo il 1816, venne seriamente danneggiata dall'alluvione del Torrente Albula del 6 luglio 1898 e quindi abbattuta nel maggio del 1899, per ampliare la piazza del Municipio. Essa fu uno stimolo per la popolazione a scendere in marina.

Infatti, nel giro di pochi anni, cominciarono a sorgere dei magazzini rudimentali e casupole in cui i pescatori depositavano gli attrezzi da pesca. La prima pietra della ricostruzione della chiesa nuova, da erigere in Piazza Nardone (già Piazza Roma e già Piazza del Teatro perché vi si affacciava il Teatro Concordia, sul lato opposto della chiesa), fu posta il 16 maggio 1847 dal vescovo Carlo Gentile. Il primo progetto del bolognese Gaetano Ferri fu ritenuto troppo ambizioso e quindi seguì quello dell'ascolano Ignazio Cantalamessa. Dopo una pausa di dieci anni, divenuto vescovo della diocesi l'abate Giacinto Nicolai, i lavori furono ripresi. Veri animatori della costruzione furono don Francesco Sciocchetti e padre Gioacchino Pizzi dei Chierici Regolari che, nel 1821 acquistò l'area per costruirla. Don Sciocchetti diede il via ai lavori che furono affidati all'architetto Giuseppe Rossi ed approvati dall'architetto Giuseppe Sacconi.

Monsignor Luigi Boschi, vescovo diocesano, consacrò la chiesa il 4 aprile 1908. Ad opera dei successori di don Sciocchetti, venne costruito il battistero, la gradinata esterna e metà della facciata. Subito dopo la seconda guerra mondiale si pensò al completamento di quella che per la vastità, per l'eleganza delle linee architettoniche e dell'ubicazione sarebbe stata destinata a divenire una "degna cattedrale". Furono dunque edificati il campanile, l'abside e fu completata la facciata.

Fu consacrata, con rito solenne, con elevazione a concattedrale da monsignor Vincenzo Radicioni il 7 febbraio 1973. Dieci anni dopo, con decreto pontificio del 30 settembre 1986 la chiesa diveniva la nuova cattedrale della "Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto". È stata insignita nel 2001 del titolo di "Basilica minore". Il monumentale organo proveniente dalla Basilica di Loreto contiene al suo interno le canne dell'organo Callido, ricostruito da Vegezzi Bossi nel 1900 e successivamente nel 1950 da Balbiani di Milano. Nel 1991, dopo la soppressione dal Santuario, fu acquistato dal maestro organaro Alessandro Girotto di Postioma (TV), che dopo averlo restaurato e ricomposto per l'occasione aggiunti nuovi registri. In seguito, in accordo con il parroco pro tempore don Paolo Civardi, l'organo fu collocato nella cattedrale. I concerti inaugurali furono tenuti dei maestri Giancarlo Parodi, Donato Cuzzato e Antonio Palcich.

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giuseppe

Progettata dall'architetto ascolano Ignazio Cantalamessa e costruita a partire dal 1870, la chiesa è stato il punto di riferimento religioso per tutto l'antico centro storico del Mandracchio, il complesso di case di marittimi che sorgevano attorno alla retrostante via Laberinto. Le vetrate policrome sono state realizzate nel 1988 (anno dell'ultimo restauro) su disegno dell'artista locale Marcello Sgattoni. La chiesa, in stile neoclassico ed elementi decorativi in laterizio, ha un portale d'ingresso con timpani e fregi in pietra che si affaccia su piazza Matteotti, l'antica piazza d'Armi, perché luogo dove sostavano le truppe di passaggio.

La piazza è dominata dall'artistica fontana realizzata a partire dal 1870 su progetto dell'architetto romano Virginio Vespignani. Più avanti, degni di nota una grande ancora (a ricordo dell'antico nome dello stradone, cioè via dell'Ancoraggio) e, più avanti, la statua La Retara, dedicata cioè alla donna addetta alla fabbricazione e riparazione delle reti da pesca, opera in bronzo dello scultore Aldo Sergiacomi. All'interno sono custodite le immagini della Madonna del Rosario di Andrea Tavernier, una seicentesca Fuga in Egitto e la Sacra famiglia, opera del massimo pittore sambenedettese Armando Marchegiani.

Santuario della Madonna del Santissimo Sacramento[modifica | modifica wikitesto]

Non molto distante dal vecchio palazzo municipale, vi è il santuario intitolato alla “Madonna del Santissimo Sacramento”. È la chiesa dei “Padri Sacramentini” della “Congregazione del Santissimo Sacramento” che si richiama all'opera e alla spiritualità di San Pier Giuliano Eymard (in francese Saint Pierre-Julien Eymard). Ricavata dall'ex Teatro Virginia, fu consacrata l'8 dicembre 1939 dal vescovo Luigi Ferri, che in questa chiesa è sepolto. Egli fortemente volle nella sua diocesi di Ripatransone un luogo di culto dedicato all'Adorazione Perpetua. Nel santuario infatti il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia è esposto tutto il giorno all'adorazione dei fedeli che qui accorrono numerosi.

La chiesa, di impianto moderno e a pianta rettangolare, è suddivisa in tre navate. La parete absidale posteriore, dietro l'altare, mostra un grande mosaico opera dell'artista contemporaneo di origini ungheresi Giovanni Hajnal. Esso richiama l'episodio evangelico della Cena di Emmaus: l'imponente e slanciata figura del Cristo risorto, tra lo stupore e la meraviglia dei due discepoli, sembra congiungere la terra e il Cielo, mentre dona l'Eucaristia sotto le specie del Pane spezzato e del Vino, sullo sfondo appare la croce con la quale il Figlio di Dio offre agli uomini la salvezza attraverso il sacrificio del suo Corpo del suo Sangue.

Vescovado[modifica | modifica wikitesto]

Già Palazzo Anelli, deve il suo nome alla famiglia che almeno dal fine del XVIII secolo abitava nel luogo dove oggi sorge questo edificio. La struttura presenta elementi liberty in un contesto medievale ed è composta da due corpi a pianta rettangolare, un avancorpo a due livelli prospettante sulla piazza e un corpo arretrato a quattro livelli che costituiscono la torretta. Da evidenziare le facciate arricchite da eleganti cornici e fasce marcapiano in laterizio. Pregevoli le inferriate, le ringhiere e le cancellate in ferro battuto a motivi floreali. Oggi, dopo un attento e mirato restauro, è la prestigiosa sede del Vescovado.

Chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Piccola e suggestiva chiesetta rurale, tanto cara agli abitanti di San Benedetto. Il modesto edificio esistente è stato costruito nel 1785 da Bernardino Voltattorni. Il precedente, probabilmente molto antico, doveva trovarsi nelle vicinanze, e presumibilmente costruito sulle rovine di un antico tempio romano del locale forum o conciliabulum. La chiesetta di Santa Lucia, situata lungo la strada Panoramica, gode di una vista stupenda sulla città. Nel passato era mèta, nel giorno di Pasqua, di pellegrinaggio da parte dei devoti sambenedettesi i quali erano soliti fare un pic-nic nei suoi dintorni.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Fontana posta al centro della rotonda Giorgini.

Palazzina Azzurra[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso della Palazzina Azzurra nasce dal progetto dell'ing. Luigi Onorati ingegnere capo del Comune di San Benedetto del Tronto. Commissionata dall'Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo, per "migliorare le proprie attrezzature ricettive e creare un luogo di ritrovo e divertimento" la Palazzina Azzurra fu inaugurata il 1º settembre 1934. In stile prettamente razionalistico, tipico dell'epoca fascista, fu costruita a fianco dei due campi da tennis e del Circolo Forestieri.

L'edificio a due piani, dipinto di azzurro, ospitava al piano terra il bar, salotti, docce e servizi per signori e signore; al primo piano, al quale vi si accedeva e tuttora vi sia accede tramite una scalinata, erano dislocati la sala lettura, due salotti, uno spogliatoio ed un fumoir.

I salotti, dalle pareti semicircolari e vetrate, consentivano di avere una visuale ottimale sul panorama della pineta nuova e sui campi sportivi. Un complesso architettonico abbastanza esclusivo, ma capace di soddisfare le diverse aspettative legate al tempo libero, allo svago estivo, nonché a quello sportivo e festaiolo dell'epoca. L'edificio senza essere di eccelso valore monumentale, ha avuto nella storia recente di San Benedetto un grande valore significativo per l'immagine turistica.

La guerra mondiale che sottopose la città a pesanti bombardamenti ne condizionarono ogni attività: ma già il dopoguerra si caratterizzò per un rinvigorito entusiasmo. Essa si distinse per essere uno dei più ricercati luoghi di ritrovo serale e sala da ballo del Paese, per le generazioni e per la cultura musicale che si sono susseguite dagli anni cinquanta fino agli anni ottanta.

Dopo un periodo di decadenza, che rifletteva le difficoltà di un'intera comunità cittadina, il progetto di restauro intrapreso dal Comune di San Benedetto (20 luglio 1996), restituiva alla cittadinanza la struttura nell'accezione più autentica, con spazi destinati alla promozione e alla diffusione dell'arte, con sale destinate all'esposizione, uffici e servizi, il tutto completato da parco. Nel suo cortile è ospitata Vale & Tino, eccezionale scultura in neon colorato di Marco Lodola.

Teatro comunale Concordia[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro "Concordia" nasce ufficialmente come progetto cittadino, nel corso di una riunione tenuta nell'aula consiliare, indetta dall'Associazione dei filarmonici locali, il giorno 28 luglio 1827. A seguito di un'accurata ristrutturazione è tornato nella piena disponibilità della cittadinanza il 30 aprile 2008, con una serie di spettacoli che ha visto alternarsi sul palcoscenico compagnie locali a professionisti di livello nazionale.

Monumento al pescatore[modifica | modifica wikitesto]

Monumento al pescatore

Questa statua è collocata nel punto in cui il lungomare si innesta con il molo sud del bacino portuale e riproduce la tenuta dei pescatori durante le tempeste, quando, per richiamare l'attenzione sul pericolo derivante dalla nebbia incombente sul mare, si servivano della tromba. È opera di Cleto Capponi, artista grottammarese.

Monumento al gabbiano Jonathan[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento al gabbiano Jonathan, realizzato dall'artista Mario Lupo nel 1986.

Realizzato dall'artista Mario Lupo nel 1986, il monumento a il gabbiano Jonathan Livingston, protagonista del libro di Richard Bach, sorge lungo la passeggiata del Molo sud, quella che è stata ribattezzata The Jonathan's way. L'opera, proiettata per 10 metri, racchiude in un cerchio azzurro la vita dei gabbiani e delle acque. È il simbolo della operosità generosa e della tenacia tipiche della gente di mare, gente abituata ad affrontare e superare silenziosamente ostacoli e difficoltà.

Il corso[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico viale Secondo Moretti, costruito agli inizi degli anni trenta del secolo scorso dall'ingegner Luigi Onorati nell'ambito del progetto che portò alla realizzazione del lungomare, situato nel centro della città, perpendicolare all'inizio del lungomare nord, è ormai da decenni, il luogo d'incontro della popolazione sambenedettese e dei dintorni. Zona pedonale, recentemente ristrutturato, sede di locali storici della città e di numerose attività commerciali, da alcuni anni è arricchito da una collezione di opere di arte moderna, in particolare sculture, di Ugo Nespolo, Enrico Baj, Mark Kostabi, Paolo Consorti, Marco Lodola, Paolo Annibali.

Punto nevralgico del corso, indiscusso punto riferimento e luogo di ritrovo della cittadina è la suggestiva piazza Giorgini (o rotonda Giorgini), dedicata a Carlo Giorgini, uno dei più amati sindaci della città, famosa come la Rotonda, situata all'incrocio tra la fine di viale Secondo Moretti e l'inizio nord del lungomare. La caratteristica fontana situata al centro della piazza, è ormai diventata uno dei simboli e delle immagini più note della città.

Lungomare[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riviera delle Palme (Marche).
Lungomare sud San Benedetto del Tronto.jpg
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zona pedonale e una delle tante oasi del lungomare sud di San Benedetto del Tronto

Nel 1931 su progetto dell'ingegner Luigi Onorati fu realizzato il lungomare che ancor oggi, oltre ad essere una via di comunicazione essenziale, è il centro pulsante della San Benedetto turistica ed è anche divenuto il luogo col quale si identifica l'immagine cittadina, in Italia e anche all'estero. Considerato spropositato all'epoca della costruzione, ha una sede stradale larga complessivamente 30 metri e parte dalla famosa e suggestiva rotonda Giorgini (la rotonda), al termine del centralissimo viale Secondo Moretti, e, nella sua parte più settentrionale, per il ritiro del mare conseguente al continuo ingrandimento del porto, risulta molto arretrato rispetto alla riva del mare. Conclude nella rotonda Salvo D'Acquisto a Porto d'Ascoli per una lunghezza complessiva di circa 6 km.

È costeggiato da lussureggianti giardini, una pineta, campi da tennis, una pista di pattinaggio e un edificio, la "Palazzina Azzurra", storico locale della città, sulla foce del torrente Albula che determina la fine del primo tratto, a sud del quale parte la zona più propriamente turistica, con stabilimenti balneari sulla spiaggia da un lato e ville ed alberghi dall'altro lato della strada. Caratteristica peculiare del lungomare è l'abbondante presenza di palme (in prevalenza Phoenix canariensis e sylvestris) che sono diventate un po' il simbolo cittadino (oggi, tra giardini pubblici e privati e lungo i viali cittadini, si contano un totale di circa 8.000 palme di varie specie) in senso turistico, avendo preso la stessa azienda di promozione turistica il nome di Riviera delle Palme.

Cascata artificiale presso il lungomare sud di San Benedetto del Tronto

Nel 2001 è stata completata la pista ciclabile che costituisce un'unica passeggiata fino a Cupra Marittima verso nord e fino a Porto d'Ascoli verso sud. La parte sud del lungomare, è stata oggetto di interventi in tempi diversi. Nel 2004 si è dato il via ad un rifacimento radicale che ha visto l'ammodernamento della prima parte del lungomare sud: sono state ampliate sia la zona pedonale che la pista ciclabile. Poi nel 2007 è stato inaugurato il 2º tratto. Il tracciato ciclabile fa parte del più esteso progetto denominato Ciclovia Adriatica che una volta completato collegherà l'intera costa adriatica.

Oltre all'area pedonale ed alla pista ciclabile, sono presenti dei "giardini tematici", le "oasi": giardino arido, giardino umido, giardino delle palme, giardino delle rose, giardino della macchia mediterranea. I materiali scelti sono compatibili con la nuova vocazione del lungomare in modo da far apparire tali tratti veri e propri spazi naturali sul mare, ove sostare per ammirare il panorama, o per l'accesso diretto alla spiaggia. Sul sito ufficiale del Comune è possibile ammirare le foto del nuovo lungomare ed effettuare anche un giro virtuale. È previsto l'ammodernamento dell'ultimo tratto (lungomare Nord) nei prossimi anni.

Lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare: questo il motto del “monumento di parole” di Ugo Nespolo che dal 1998 è meta obbligata per chi fa tappa a San Benedetto del Tronto.
Centro storico del mare[modifica | modifica wikitesto]

Ne fanno parte gli stabilimenti balneari della prima parte del lungomare nord, dal torrente Albula alla concessione numero 20 (inclusa la 29), e sono gli chalet storici della città costruiti intorno agli anni cinquanta e sessanta e che, per la maggior parte, hanno mantenuto caratteri tipologici di quegli anni.

Faro[modifica | modifica wikitesto]

Il faro

Il faro è entrato in funzione ufficialmente nel 1957 ed è stato costruito tra la Rotonda e la zona portuale (in zona strategica e centrale all'area portuale), in considerazione del fatto che l'importanza di un faro è nella posizione e nella portata del fascio di luce. È elemento necessario ai naviganti e marinai per l'avvicinamento alla costa, come richiamo nell'oscurità notturna per gli uomini in mare che localmente, prima della sua costruzione avevano come riferimento solo il Torrione e il suono delle campane; idealmente per questo motivo è stato costruito lungo la perpendicolare che parte dal Paese Alto in direzione est.

È una torre cilindrica su fabbricato ed è alta 31 metri. Sulla sua sommità si trova collocata una lampada alogena da 1000 W che emana una luce bianca che, grazie a delle lenti opportunamente combinate ed allineate, viene riflessa emergendo come un intenso fascio di raggi paralleli, quindi convogliata in un unico punto e proiettata in lontananza. La portata della luce del faro si proietta ad una distanza di 32 MN in condizioni di perfetta visibilità (22 Mn portata nominale). Con il versante ovest oscurato (a prevenire fastidi alla città) ed è una luce ottica rotante che emana due lampi in un periodo di dieci secondi. Visibilità: 135 - 045 (270). In condizione di eventuale avaria, vi è anche un fanale più piccolo di riserva con una portata più contenuta (18 Mn). In presenza di nebbia si aziona pure il nautofono collocato sulla punta del molo sud che emana un segnale sonoro per le imbarcazioni che altrimenti non riuscirebbero a percepire i due fanali identificativi dell'imboccatura del porto, rispettivamente con luce verde nel molo nord e con luce rossa nel molo sud. La scala a chiocciola con 150 scalini porta alla sommità della struttura e ad una terrazza dalla quale è possibile vedere da levante l'intera città e le colline circostanti.

Il faro di San Benedetto del Tronto oggi funziona in automatico grazie ad una fotocellula che lo aziona o lo spegne. Ma all'epoca della sua costruzione, era un faro manuale il cui funzionamento si realizzava dietro degli ingranaggi mossi da un peso motore che quotidianamente doveva essere ricaricato dal farista. Il faro assume una notevole importanza per tutta la marineria medio adriatica sia perché esso è l'unico che ha una portata notevole tra Ancona ed Ortona sia per la portata geografica (la distanza, cioè, alla quale può essere visto tenendo conto della curvatura della terra e della quota a cui è l'occhio dell'osservatore).

Altri monumenti e sculture cittadine[modifica | modifica wikitesto]

“Il carico del viaggio” molo sud San Benedetto
  • I sognatori: opera in bronzo realizzata da Paolo Annibali rappresenta un tronco d'albero morto di quattro metri d'altezza, che offre riparo a vari animali e due bambini che dormono, mentre un ramo appena germogliato spunta dall'alto.
  • Il saluto di Ubu: l'opera in bronzo realizzata da Enrico Baj si richiama ad un lavoro teatrale di Alfred Jarry, fondatore della patafisica.
  • Vale & Tino: inaugurata il giorno di San Valentino, la straordinaria scultura in neon colorato di Marco Lodola è posizionata all'interno del cortile della Palazzina Azzurra.
  • Allegro: si chiama semplicemente Allegro l'opera di Ugo Nespolo collocata nella fontana di viale Secondo Moretti.
  • I bambini della guerra: in piazza Bambini del Mondo, su cui si affaccia il Municipio, anzi proprio su una parete del Palazzo comunale, colpisce l'attenzione una scultura di Ugo Nespolo intitolata I bambini della guerra.
  • Il mare, il ritorno: sorge sulla banchina portuale Malfizia, dinanzi al mercato ittico al minuto, il complesso di sculture intitolato Il mare, il ritorno, opera dello scultore sambenedettese Paolo Annibali
  • Il monumento ai caduti: sorge in viale Secondo Moretti è un'opera in bronzo di Mario Cataldi e fu inaugurato il 14 agosto 1921.
  • L'elefantino tra le palme: un'opera allegra, perfettamente integrata nel nuovo arredo del viale, che si è subito trasformata in un monumento "vivo e vissuto".
  • La famiglia del pescatore: l'opera in bronzo, dello scultore offidano Aldo Sergiacomi, è dedicata alla famiglia del pescatore.
  • La Retara: il monumento alla retara, opera in bronzo dello scultore Aldo Sergiacomi, è un doveroso omaggio ad una delle figure tipiche della città. Il basamento dell'opera è arricchito da una poesia in vernacolo, dedicata appunto alla figura della retara, del poeta sambenedettese Giovanni Vespasiani
  • Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare: opera di Ugo Nespolo collocata all'inizio del lungomare della città.
  • Principe: la fontana collocata in via Cairoli, una delle traverse del corso, è dominata da una scultura di Paolo Consorti.
  • To see through is not to see into: opera di Mark Kostabi collocata nella zona pedonale del centro della città.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Sentina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sentina (riserva naturale).
Sentina d'estate

Situata a nord della foce del fiume Tronto, è un'area di 200 ettari nella quale sono presenti solo pochissimi edifici rurali e che, nonostante qualche zona coltivata e nonostante i tentativi di bonifica integrali effettuati nel passato, presenta una zona umida di grandissima importanza a livello biologico e aviofaunistico. È indicata come una delle ultime zone umide per la migrazione dell'avifauna, presente tra la foce del Po e il Gargano ed è uno dei rarissimi tratti di spiaggia sabbiosa con retroterra non edificato di tutto l'Adriatico. È ricca di specie vegetali e animali a rischio o sempre più rare sul suolo italiano, e la sua importanza in ottica ambientalista è sempre crescente data la continua antropizzazione di tutte le zone costiere sia delle Marche che del confinante Abruzzo.

Torre sul porto[modifica | modifica wikitesto]

Edificio del 1543 edificato come torre di avvistamento, si trova all'interno dell'area protetta dalla riserva.

"Torre sul Porto" - Sentina

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Il comune al 31 dicembre 2012 conta 46.962 abitanti. Gli abitanti sono così ripartiti: 22080 maschi e 24882 femmine, le famiglie sono 20230.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2016 i cittadini stranieri residenti nel comune erano 3 229. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:[9]

  1. Albania, 782
  2. Romania, 701
  3. Ucraina, 216
  4. Polonia, 182
  5. Cina, 149
  6. Marocco, 139
  7. Russia, 90
  8. Tunisia, 74
  9. Bangladesh, 69
  10. India, 59

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dialetti marchigiani e Dialetti abruzzesi settentrionali.

« ...la singolare cadenza di quel dialetto che si estrania da tutti gli altri delle Marche e dell'Abruzzo, un dialetto di adusti corsari provenuti chissà da quale parte del sud... »

(André Gide)

Il dialetto sambenedettese è compreso, al pari degli altri dialetti della provincia di Ascoli Piceno, nei dialetti marchigiani meridionali. Tali parlate sono caratterizzate da una fonetica di tipo meridionale, che va dall'indebolimento delle vocali atone alla metafonesi delle toniche, assumendo forme diverse secondo le aree prese in considerazione. Il dialetto sambenedettese è diffuso ormai nella sua forma più pura solamente tra le generazioni più anziane del centro storico e della zona portuale. Nelle zone agricole della parte meridionale del comune, come a Porto d'Ascoli e nella Sentina, si parla una varietà di sambenedettese con influenze dalla vicina Martinsicuro. Il sambenedettese è, tra i dialetti del gruppo aso-truentino, uno dei più conservativi, mantenendosi quasi immune dalle influenze fermane, ascolane e abruzzesi.

« …..di questo paese che a me pare il più bello, il cui dialetto, che ad altri può sembrare barbaro, ha per me tanta poesia, tanta dolcezza di ricordi da sentirne l'acuta nostalgia nella lontananza, ho cercato di ritrarre le abitudini, i sentimenti semplicemente…… »

(prefazione del saggio Poesia Vernacola Sambenedettese, Bice Piacentini)

Le principali caratteristiche del dialetto sambenedettese sono:

  • Metafonesi sannita monottongata (alcuni esempi: tìmbë per "tempo", fùchë per "fuoco")
  • Monottongazione (alcuni esempi: mëstìrë per "mestiere", carbënìrë per "carabiniere", fìrë per "fiera");
  • Caduta della -a finale (alcuni esempi: la bàrchë per "la barca", la càsë per "la casa");
  • Assimilazione dei nessi consonantici "-l + consonante" senza sonorizzazione (alcuni esempi: atë per "alto", fazë per "falso", pucì per "pulcino")
  • Uso dell'ausiliare essere in tutte le coniugazioni ad eccezione della terza persona, in cui è usato avere (alcuni esempi: sò magnàtë per "ho mangiato", tu sì fàttë per "tu hai fatto", issë ha stàtë per "lui è stato");

La vera caratteristica propria del dialetto sambenedettese è il mantenimento degli antichi frangimenti vocalici, ormai estinti nella maggior parte degli altri dialetti aso-truentini. Infatti nel dialetto sambenedettese puro avviene l'apertura a catena di tutte le vocali toniche non metafonizzate (o derivate da un dittongo):

  • -ì- diventa é, ad esempio marétë per "marito", féjë per "figlio", cunéjë per "coniglio";
  • -é- diventa -è-, ad esempio nèrë per "nera", èssë per "lei, essa", strèttë per "stretta";
  • -ù- diventa -ó-, ad esempio lónë per "luna", lópë per "lupo", fërtónë per "fortuna";
  • -ó- diventa -ò-, ad esempio còrtë per "corta", còrrë per "correre", allòrë per "allora".

Il lessico presenta inoltre derivazioni greche come per esempio il termine cònë, "bella bambina" (cfr. Greco εἰκὸνη), e cucàlë (cfr. Greco κουκάλη) che significa "gabbiano".

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede a San Benedetto del Tronto l'Ospedale civile Madonna del Soccorso, al quale fanno capo i presidi sanitari posti nelle località di Centobuchi, Grottammare, Montefiore dell'Aso, Porto d'Ascoli e Ripatransone.[10]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione secondaria[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio cittadino sono presenti i seguenti istituti di scuola media superiore:

Università[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede nel comune le sedi distaccate dell'Università di Camerino e dell'Università Politecnica delle Marche.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Polo Museale "Museo del Mare"[modifica | modifica wikitesto]

Il Polo museale denominato "Museo del Mare" è composto da cinque sezioni: il Museo Ittico "Augusto Capriotti", il Museo delle Anfore, il Museo della Civiltà Marinara delle Marche, l'Antiquarium Truentinum e la Pinacoteca del Mare. I primi quattro sono ubicati negli spazi del Mercato Ittico all'Ingrosso. La Pinacoteca del Mare invece si trova all'interno del Palazzo Piacentini.

Museo Ittico "Augusto Capriotti"[modifica | modifica wikitesto]

È tra i musei più importanti del territorio piceno. Intitolato all'insigne scienziato sambenedettese Augusto Capriotti, inaugurato nel 1956 comprende oggi oltre 9.000 esemplari suddivisi in: pesci, crostacei, molluschi, cetacei, echinodermi, celenterati e fossili. Interessante anche la biblioteca contenente più di 1.000 volumi comprendente anche testi rari e di valore storico e scientifico.

Museo delle Anfore[modifica | modifica wikitesto]

Ospitato nei pressi del porto, rappresenta una singolare collezione di anfore di disparate epoche (cananee, fenicie, puniche, greche, romane e bizantine) raccolte in tutto il Mediterraneo dai pescherecci sambenedettesi che praticavano la pesca a strascico, tecnica già da anni non più consentita, che ha permesso di recuperare questi reperti perduti di civiltà passate.

Museo della Civiltà Marinara delle Marche[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo della Civiltà Marinara delle Marche è parte del polo museale ”Museo del Mare”, che comprende il Museo Ittico Augusto Capriotti, il Museo delle Anfore e la Pinacoteca del Mare a Palazzo Bice Piacentini. È situato nello stabile del Mercato Ittico ed espone una collezione permanente di oggetti legati alla vita marinara in un percorso espositivo multimediale.

Antiquarium Truentinum[modifica | modifica wikitesto]

Ultima sezione del polo museale "Museo del Mare", si trova anch'esso negli spazi del Mercato Ittico all'Ingrosso che già ospitano il Museo Ittico, il Museo delle Anfore e quello della Civiltà marinara delle Marche. L'Antiquarium raccoglie numerosi reperti archeologici recuperati negli anni scorsi dall'Archeoclub locale, e documenti antichi che narrano la storia di San Benedetto del Tronto e dei comuni limitrofi dal Neolitico fino al millequattrocento.[11].

Palazzo Piacentini[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del Paese Alto, già dimora della poetessa Bice Piacentini, ora di proprietà del comune, ospita il Centro di esposizione di Arte Contemporanea, l'Archivio storico del comune di San Benedetto (con tutto il materiale documentario prodotto dal comune dal 1700 al 1970, e un documento del 1570 lo "Statuto dei Fermani", raccolta di leggi e regolamenti del dipartimento dello Stato Pontificio). Dal 4 aprile 2009 è inoltre sede della Pinacoteca del Mare, dove sono esposte oltre 180 opere del patrimonio comunale, con dipinti di Alfred Joseph Chatelain, Adolfo De Carolis, Angelo Landi e Armando Marchegiani, oltre ad una sezione dedicata alle fotografie storiche della città proveniente dagli archivi privati dei fotografi locali Sgattoni e Traini. Vi è inoltre allestita una mostra permanente sulla liuteria locale (strumenti ad arco e pizzico, accessori, modelli, fotografie e un fondo documentale sui musicisti e liutai storici della Provincia di Ascoli Piceno), che testimonia la lunga tradizione del Piceno nella costruzione degli strumenti musicali.

Museo d'Arte sul Mare (MAM)[modifica | modifica wikitesto]

Molo Sud Murales
Molo Sud Museo d'Arte sul Mare

Il Museo d'Arte sul Mare (MAM)[12] è un museo permanente all'aperto che si sviluppa per 1.150 metri lungo la passeggiata del Molo sud (chiamata La strada di Jonathan). Esso contiene 145 opere tra sculture e murali, delle quali 140 realizzate sulle facce dei blocchi frangiflutti di travertino e cemento, allineati lungo la passeggiata, da 130 scultori e wall painters ospiti del Simposio artistico internazionale "Scultura Viva" e provenienti da 37 nazioni di cinque continenti.

Museo di arte sacra[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte del circuito dei musei sistini della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto delle Marche, si trova nei pressi della Cattedrale (nell'ex caserma dei Carabinieri), ed ospita una notevole collezione di arte sacra comprendente sculture lignee di pregio.

Museo Pietraia dei Poeti[modifica | modifica wikitesto]

Il museo pietraia dei poeti sorge in contrada Barattelle, a pochi chilometri dal centro cittadino, sulla sommità di una collina che sovrasta la città. Di proprietà dello scultore locale Marcello Sgattoni, è un'esposizione permanente delle sue creazioni e delle sue sculture costituite da materiali derivati dal territorio stesso e per questo perfettamente integrate con l'ambiente circostante.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il piatto tipico di San Benedetto del Tronto è il brodetto alla sambenedettese (lu vrudètte) una zuppa di pesce, senza pomodoro (al limite con pomodoro verde) e con l'aggiunta di peperoni e aceto, unica nel suo genere.

Questa pietanza esiste "da quando esistono i pescatori a San Benedetto", ed ha costituito per secoli il principale elemento del pasto dei marittimi.

Ha un'origine antica e prettamente popolare derivata dall'abitudine della gente di mare, di cucinare direttamente a bordo, quella parte del pescato non destinabile alla vendita, sia per la qualità (poco richiesta), sia per la taglia troppo piccola e sia infine per l'insufficienza quantitativa; da tale mescolanza di pesci, buoni seppur non di grandi dimensioni, ecco nascere il brodetto.

Non esiste una ricetta codificata del brodetto, vi sono molte variazioni sul tema. C'è il brodetto di barca (preparato ancora dai marinai appunto a bordo) fatto con i pesci che sono a disposizione ed un brodetto, che sopravvive in alcune famiglie, più rigoroso nella ricerca di specie di pesci appropriati. C'è un brodetto di ristorante che ha inserito scampi o canocchie, vongole o cozze, assolutamente introvabili nelle ricette più tradizionali.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

San Benedetto martire[modifica | modifica wikitesto]

Festa del patrono della città, per molti anni è stata organizzata ogni ultimo sabato di maggio, ma dal 2008 si è tornati a celebrarla nella data di origine, il 13 ottobre, giorno esatto a cui si fa risalire nell'anno 304, il martirio del soldato romano.

Madonna della Marina[modifica | modifica wikitesto]

Uno degli eventi principali dell'estate sambenedettese, si svolge l'ultima domenica di luglio e consiste in una processione in mare con i pescherecci, in cui i pescatori rendono omaggio alla Madonna della Marina, l'imbarcazione principale, che precede il corteo di imbarcazioni, ospita il ritratto della Madonna proveniente dalla cattedrale. Dopo la benedizione da parte del vescovo e il ricordo delle vittime del mare, avviene il lancio in mare della corona di fiori. Segue poi una processione a terra fino alla cattedrale. Per il porto ed il centro cittadino ci sono stand gastronomici, come da tradizione a base di pesce. La festa si conclude in tarda serata con un grande spettacolo pirotecnico in mare a cui le persone assistono dal porto e dalla spiaggia.

Scultura Viva[modifica | modifica wikitesto]

Organizzato a giugno di ogni anno nell'ambito del MAM (Museo d'Arte sul Mare[12]), che si sviluppa lungo i 1.150 metri del molo sud, il Simposio internazionale d'arte "Scultura viva" è una delle più interessanti manifestazioni cittadine. Ad esso partecipano scultori e pittori muralisti provenienti da ogni parte del mondo, che, durante una settimana e alla presenza del pubblico, realizzano le loro opere sulle facce dei massi frangiflutto, allineati a margine della lunga passeggiata artistica.

Premio "Libero Bizzarri"[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei concorsi più rinomati nel campo del cinema documentario a livello nazionale, si svolge ogni anno nel mese di luglio.

Anghiò[modifica | modifica wikitesto]

Anghiò (che in dialetto sambenedettese significa alice) è il Festival Internazionale del Pesce Azzurro che si tiene a San Benedetto ogni estate con lo scopo di dare visibilità ad una specie ittica presente in grande quantità nei mari italiani, attraverso mostre a tema, laboratori didattici per bambini, piatti tipici della tradizione italiana e internazionale da degustare freschi, convegni ed incontri a tema, laboratori del gusto ed altre iniziative finalizzate alla conoscenza del pesce azzurro. L'evento serve anche a promuovere e a valorizzare la lunga tradizione ittica della Regione Marche e di San Benedetto in particolare.

E..state a San Benedetto del Tronto[modifica | modifica wikitesto]

Rassegna Teatrale Nazionale, che si tiene in città ogni estate, nell'area Parco Wojtyla, in cui si esibiscono varie compagnie teatrali. Della durata di sei settimane, il festival, arrivato alla seconda edizione, viene organizzato dalla compagnia teatrale Gli O'Scenici.

San Beach Comix[modifica | modifica wikitesto]

La fiera del fumetto di San Benedetto del Tronto, è la più grande delle marche. Solitamente dura 2 giorni con una grande esposizione di settore, ospiti del mondo del fumetto, del cosplay e di youtube, il festival è arrivato alla seconda edizione, viene organizzato dall'Associazione Culturale Fumetti Indelebili.

Nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

San Benedetto panorama.png
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Foto panoramica degli agglomerati urbani di San Benedetto del Tronto (in alto) e Grottammare.

La città presenta un nucleo antico (il "Paese alto" o "su dèntrë" in sambenedettese) su un modesto rilievo a poca distanza dal mare, ai piedi del quale si sviluppa l'abitato originario della parte più recente, la "Marina". Questa è attraversata dal corso del torrente Albula e si è sviluppata con gli anni fino al fiume Tronto, a meridione, inglobando la località Porto d'Ascoli, mentre a nord si salda con il quartiere Ischia di Grottammare, con la quale costituisce un unico agglomerato urbano che giunge fin quasi al fiume Tesino. A sudovest seguendo l'argine del fiume Tronto si fonde con la frazione Centobuchi di Monteprandone.

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

La città di San Benedetto del Tronto è suddivisa in 16 quartieri: Agraria, Albula centro, Europa, Fosso dei Galli, Mare, Marina centro, Marina di sotto, Paese Alto, Ponterotto, Porto d'Ascoli centro, Ragnola, Salaria, San Filippo Neri, Sant'Antonio da Padova, Santa Lucia, Sentina.

Area metropolitana di San Benedetto del Tronto[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di San Benedetto del Tronto e i comuni limitrofi di Grottammare, Acquaviva Picena, Monteprandone, Colonnella e Martinsicuro si configurano come un'unica entità urbana non essendovi soluzione di continuità tra gli abitati. Tale agglomerazione ha conosciuto un notevole e costante sviluppo dal dopoguerra ai giorni nostri: nel 1951 aveva 47.337 abitanti divenuti 70.140 nel 1971, 96.012 nel 2007 e 100.611 nel luglio 2010 distribuiti su un territorio di 125 km² e con una densità di popolazione pari a 805 ab/km².

Ben più vasta è tuttavia l'area (o regione) metropolitana di San Benedetto del Tronto, basata sui flussi pendolari e individuata con la metodologia del Functional Urban Regions (FURs). Secondo tale metodologia al polo metropolitano vanno aggregati tutti i comuni contermini che abbiano almeno il 10% di tasso di pendolarismo verso di esso. L'area metropolitana di San Benedetto del Tronto raggiunge in tal modo una popolazione di 175.818 abitanti, distribuita in 23 comuni entro un raggio di 15 km dalla città su un territorio di 472 km² e con una densità demografica pari a 366 ab/km².

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Pesca, cantieristica ed industria navale[modifica | modifica wikitesto]

Peschereccio all'interno del porto di San Benedetto

San Benedetto del Tronto è divenuto, nel corso dei secoli, un polo peschereccio e turistico di primaria importanza nazionale. Nel 1912 il varo di un porta-pesce a motore ha avviato un processo di trasformazione della propulsione dei natanti che, dalla vela, è giunto sino ai motopescherecci oceanici. Accanto a queste vicende si sono avuti ammodernamenti e sviluppi anche in altri settori direttamente collegati alle attività sul mare, come la cantieristica, la lavorazione della canapa, la costruzione di cavi e di reti, le officine della motoristica navale, la strumentistica di bordo, la commercializzazione del pescato (San Benedetto vanta il mercato ittico all'ingrosso più importante d'Italia), le catene del freddo per il trasporto del pesce.

L'asta del pesce di San Benedetto

Sebbene in continuo calo, questo settore rimane trainante per l'economia locale se non si considera solo la parte propriamente marittima (si tenga presente che San Benedetto del Tronto è il secondo porto italiano, dietro Mazara del Vallo, per quantità di pesce pescato e numero di pescherecci ed uno dei maggiori mercati ittici d'Italia) ma si tiene conto di tutto l'indotto, e soprattutto la sviluppatissima industria conserviera che, nata a supporto della commercializzazione del pesce, oggi opera su tutti i prodotti alimentari, in primo luogo quelli ortofrutticoli. A San Benedetto del Tronto inoltre troviamo un Centro di addestramento professionale per gli addetti alla pesca di altura.

« «...gli ardimentosi pescatori di San Benedetto del Tronto si spingono dovunque: dall'Atlantico all'Artico, in Islanda, in Giappone, valenti in tecniche non consuete in Italia. Sono così diversi da tutti gli altri delle Marche, da costituire una specie di colonia e di razza a parte.» »

(Viaggio in Italia, Guido Piovene)

Il porto[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica aerea del porto di San Benedetto

Il porto di San Benedetto del Tronto che secondo la classificazione nazionale dei porti italiani è considerato di 2ª categoria, 1ª classe; è un importante centro di pesca. Esso è formato dal Molo Nord interamente banchinato e dal Molo Sud a tre bracci. Tra la radice del molo nord e lo scalo d'alaggio si trova la Banchina del Mercato del Pesce, mentre tra lo scalo d'alaggio e la radice del molo sud si estende una Banchina di Riva. A sud dello scalo d'alaggio è stata realizzata la nuova Darsena Turistica con pontili nel suo interno. Due sono le banchine destinate alla pesca, lunghe 80 e 1100 m ed illuminate da torri faro. L'imboccatura del porto è rivolta a nord. Possiede circa 380 posti barca, le imbarcazioni devono avere una lunghezza massima di 25 metri. Il porto ospita una cospicua flotta di pescherecci ed è il secondo porto per importanza delle Marche dopo Ancona ed il primo come porto peschereccio.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riviera delle Palme (Marche).

Il turismo rappresenta la voce più importante delle entrate cittadine. San Benedetto si è affermata, fin dai primi decenni del Novecento, come una delle più note e apprezzate stazioni balneari italiane. A partire dalla seconda metà degli anni sessanta, si è imposta anche come la prima meta turistica delle Marche per numero di presenze. Nel 2014 è risultata la seconda meta turistica per numero di presenze solo dopo Senigallia.[13] Vanta la Bandiera Blu della Comunità Europea e investe nel promuovere e nel consolidare un'immagine acquisita ormai non solo a livello nazionale. Tale immagine è veicolata, da circa un decennio, con il marchio "Riviera delle Palme", nome che, accomunandoli sotto la stessa Azienda di Promozione Turistica, ingloba anche gli altri due paesi rivieraschi della parte più meridionale del Piceno, Grottammare e Cupra Marittima, oltre ad alcuni paesi dell'entroterra sambenedettese, Offida, Monteprandone, Acquaviva Picena, Ripatransone e al comune laziale di Accumoli (entrato a far parte del consorzio nel 2008). La consistenza ricettiva, tra esercizi alberghieri e appartamenti è notevole: San Benedetto del Tronto vanta oltre 200 esercizi tra alberghi, residence e B&B per una disponibilità di circa 16 000 posti letto ai quali si aggiungono i 13 000 degli appartamenti privati; vanno aggiunti 150 stabilimenti balneari e 42 spiagge libere lungo il litorale sambenedettese.[14] La vicinanza di San Benedetto del Tronto a verdeggianti colline del Piceno con importanti borghi di origine medievale, permette interessanti escursioni per gli appassionati d'arte, di storia e di enogastronomia, nel raggio di pochi chilometri.

Veduta panoramica della spiaggia di San Benedetto del Tronto

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la rinomata produzione di articoli per arredamento, in vimini o in midollino e l'arte del merletto apprezzata in tutta Italia.[15]

Importante è anche la lavorazione del rame, finalizzata alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti, che spazia dal vasellame alle anfore, oltreché quella orafa e quella della ceramica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

San Benedetto è collegata con Roma, in tutte le fasce orarie della giornata, da una pluralità di corse di pullman di linea, attraverso la via Salaria o sul percorso autostradale A24.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è collegata all'Autostrada A14 mediante il casello di San Benedetto del Tronto sito a sud della città, la parte nord è servita invece dal casello di Grottammare. Dal casello di San Benedetto è possibile raggiungere la città tramite la strada sopraelevata "SP227".

Tramite il raccordo autostradale RA11 da San Benedetto è possibile raggiungere velocemente Ascoli Piceno e conseguentemente le zone industriali e le cittadine poste lungo la vallata del Tronto.

Ad est è collegata con Roma e Rieti attraverso la Strada statale 4 Via Salaria (Roma-San Benedetto), arteria che necessita in alcuni tratti di ammodernamenti ma per la maggior parte ha caratteristiche di strada extraurbana secondaria e a scorrimento veloce.

In futuro è prevista la costruzione di una bretella collinare, che congiungerà da nord a sud la città, smaltendo così l'intenso traffico cittadino, concentrato principalmente sulla SS16 e sul lungomare.

La stazione ferroviaria nel 1955

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

San Benedetto possiede due stazioni ferroviarie, una centrale nei pressi del porto e l'altra nella località di Porto d'Ascoli; entrambe sono poste sulla ferrovia Adriatica.

Dalla stazione di Porto d'Ascoli parte la diramazione per Ascoli, che serve tutta la vallata del Tronto e la città di Ascoli Piceno. Tale diramazione, secondo i progetti iniziali, avrebbe dovuto proseguire in direzione di Rieti fino ad arrivare a Roma, costituendo la Ferrovia Salaria.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Tratto di pista ciclabile (lungomare sud)

A San Benedetto il servizio di trasporti pubblici urbani è gestito dalla società Start che con un buon numero di linee serve tutti i quartieri della città, le cittadine della vallata del Tronto ed i paesi collinari adiacenti al comune. È attiva anche una linea extraurbana per Ascoli Piceno, Giulianova, Civitanova Marche e Roma.

Piste ciclabili[modifica | modifica wikitesto]

La città presenta una cospicuo numero di piste ciclabili, tanto che è possibile percorrerla senza interruzioni da nord (dove presenta un collegamento con la pista ciclabile di Grottammare) a sud (immergendosi all'interno del Parco della Sentina). Dal 2001 al 2010 è stato completato il tratto che costituisce un'unica passeggiata fino a Cupra Marittima andando ad ampliare il lungo Corridoio Verde Adriatico. Nei prossimi anni è prevista la costruzione di un ponte sul fiume Tronto, che renderà possibile il collegamento tra il tratto ciclabile all'interno della Sentina e la pista sul lungomare di Martinsicuro (TE).

Presso la stazione ferroviaria centrale e la riserva naturale della Sentina è attivo un servizio di Bike Sharing gratuito, per turisti e residenti, chiamato C'entro in Bici. La pista ciclabile di San Benedetto del Tronto è inserita nel Corridoio Verde Adriatico, la pista ciclabile che costeggia la riviera adriatica e che attraversa cinque regioni dall'Emilia-Romagna alla Puglia. Dalla Ciclovia Adriatica (nei pressi della Riserva naturale regionale Sentina) si dirama poi la Ciclovia Salaria, un percorso ciclistico che, una volta completato, andrà a collegare la costa adriatica con Roma e con la costa tirrenica (a Ostia) seguendo da vicino l'itinerario dell'antica Via Salaria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Paolo Perazzoli Partito Democratico della Sinistra Sindaco
27 aprile 1997 27 maggio 2001 Paolo Perazzoli Partito Democratico della Sinistra
Democratici di Sinistra
Sindaco
27 maggio 2001 27 maggio 2006 Domenico Martinelli Forza Italia Sindaco [16]
28 maggio 2006 29 maggio 2011 Giovanni Gaspari Democratici di Sinistra
Partito Democratico
Sindaco [17]
30 maggio 2011 19 giugno 2016 Giovanni Gaspari Partito Democratico Sindaco [18]
20 giugno 2016 in carica Pasqualino Piunti Forza Italia Sindaco [19]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio

Hanno sede nel comune le società di calcio: Sambenedettese, militante nel campionato di Serie C 2017-2018, S.S.D. Porto d'Ascoli S.r.l. (Eccellenza) 2017-2018, Torrione Calcio 1919 (Seconda Categoria) 2017-2018, Agraria Club (Seconda Categoria) 2017-2018.

La squadra di calcio a 5 Riviera delle Palme C5 partecipa al campionato di Serie C1 2017-2018.

Beach soccer

La società Sambenedettese Beach Soccer, disputa la Serie A,del campionato italiano di beach soccer.[22][23]. Ha vinto: lo Scudetto nel 2014 e nel 2017, la Coppa Italia, nel 2013 e nel 2017, la Supercoppa nel 2014, 2015 e 2017.

Ciclismo

In due occasioni il Giro d'Italia passò per san Benedetto del Tronto, nel 1953 fu l'arrivo della 3ª tappa e nel 1964 fu l'arrivo della 11ª tappa (entrambi provenienti da Rimini).

Dal 1967 San Benedetto del Tronto è sede fissa dell'ultima tappa della Tirreno-Adriatico.

Ginnastica artistica

Ha sede nel comune la società World Sporting Academy.

Atletica

Ha luogo a San Benedetto la Maratonina dei Fiori manifestazione podistica organizzata dall'Atletica Avis[24].

Pattinaggio

Nel 2010 il comune ha ospitato i campionati europei di pattinaggio in linea.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Riviera delle Palme veduta aerea

Di seguito è riportata la lista dei principali impianti presenti nel territorio comunale:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ San Benedetto Del Tronto - Turismo
  4. ^ Programma Bandiera Blu
  5. ^ Citazioni tratte da libri e guide varie su San Benedetto del Tronto
  6. ^ I dati riportati in tabella sono estratti dal sito: climate-data.org
  7. ^ [1]
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ ISTAT 31 dicembre 2015
  10. ^ Otello Bizzarri, Un ospedale, un paese... una storia in comune, San Benedetto del Tronto, Tipografia Ficcadenti, 1981.
  11. ^ [2]
  12. ^ a b Museo d'Arte sul Mare
  13. ^ Senigallia supera San Benedetto Del Tronto, su thedowntownpost.it. (archiviato dall'url originale il 19 marzo 2015).
  14. ^ San Benedetto del Tronto - Una breve presentazione della nostra Città, comunesbt.it. URL consultato il 30 giugno 2016.
  15. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 10.
  16. ^ Repubblica.it/Speciale Elezioni 2001
  17. ^ Elezioni comunali 2006 - Marche: Fermo
  18. ^ San Benedetto del Tronto - Ballottaggio - Elezioni Comunali 15-16 maggio 2011 - la Repubblica.it
  19. ^ http://elezioni.interno.it/comunali/scrutini/20160605/G110060650.htm
  20. ^ Stefania Serino, Delegazione Pro Loco in visita a Poggio Bustone, in ilQuotidiano.it della provincia di Ascoli Piceno, 4 ottobre 2009. URL consultato il 13 aprile 2010.
  21. ^ città gemellate con Alba Iulia, su apulum.ro. URL consultato il 29 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2011).
  22. ^ Festa alla Beach Arena per la squadra campione d’Italia 2014 di beach soccer., ilQuotidiano.it, 2 settembre 2014. URL consultato il 15 marzo.
  23. ^ Giuseppe Di Giovanni, Beach Soccer, la Samb conquista lo scudetto. Battuto il Catania in finale, La Gazzetta dello Sport, 7 agosto 2017. URL consultato il 15 marzo.
  24. ^ Maratonina dei Fiori

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Liburdi. Storia di San Benedetto del Tronto negli ultimi tre secoli. Edizioni A.T. I. N.A, 1950, Ancona
  • Assessorato alla Cultura, Consorzio Turistico Riviera delle Palme. Il Patrimonio Invisibile

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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