Porto di Gioia Tauro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Porto di Gioia Tauro
Panoramica del porto di Gioia Tauro
Panoramica del porto di Gioia Tauro
Stato Italia Italia
Regione Calabria Calabria
Provincia Reggio Calabria Reggio Calabria
Comune Gioia Tauro
Mare Mar Tirreno
Infrastrutture collegate Autostrada A2, Aeroporto di Lamezia Terme, Aeroporto di Reggio Calabria, Ferrovia Tirrenica Meridionale
Tipo Porto commerciale e industriale
Gestori Autorità Portuale Gioia Tauro
Profondità fondali da 12,5 a 18,00 m
Rifornimento carburante
Assistenza
Coordinate 38°27′07″N 15°54′22″E / 38.451944°N 15.906111°E38.451944; 15.906111Coordinate: 38°27′07″N 15°54′22″E / 38.451944°N 15.906111°E38.451944; 15.906111
Mappa di localizzazione: Italia
Porto di Gioia Tauro

Il porto di Gioia Tauro è il più grande porto in Italia per il throughput container, il 9° in Europa ed il 6° nel Mediterraneo[1].

È situato tra i comuni di Gioia Tauro e San Ferdinando, in Calabria, il porto è vicino alla rotta oriente-occidente che si estende dallo Stretto di Gibilterra al Canale di Suez ed è principalmente un hub di trasbordo, collegando le reti globali e regionali che attraversano il Mediterraneo[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini progettuali del porto di Gioia Tauro sono riportabili alla confusa situazione politico-programmatica determinatasi in Calabria all'inizio degli anni Settanta (fatti di Reggio) che prevedeva l'assegnazione della sede del capoluogo della costituenda regione a Catanzaro. L'area costiera della Piana di Gioia Tauro, tradizionalmente coltivata ad agrumi e ad oliveti, venne designata come sito adatto ospitare il porto del progettato polo siderurgico di Reggio Calabria (che sarebbe divenuto il quinto centro siderurgico italiano ma che non fu mai realizzato, al pari di altri progetti inclusi nel cosiddetto pacchetto Colombo).

Il progetto era stato elaborato come "misura compensativa" rispetto alla mancata assegnazione della sede del capoluogo a Reggio. In quella circostanza, l'allora presidente del consiglio dei ministri Emilio Colombo inserì nel suo pacchetto l'insediamento del quinto centro siderurgico a Reggio, la Liquichimica di Saline e la SIR di Lamezia Terme.

La crisi della siderurgia fece naufragare il progetto del centro siderurgico, mentre la Liquichimica di Saline Joniche non entrò praticamente in funzione. L'area di Gioia Tauro venne in seguito designata come sede di una nuova centrale elettrica ENEL a carbone anch'essa mai realizzata. L'area portuale interessata dai lavori, incompleti, fu infine ridestinata a grande porto commerciale nel 1994, in seguito all'idea del fondatore di Contship Italia, Angelo Ravano.

Lo sviluppo e la trasformazione in scalo globale di transhipment comportò l'istituzione di una Capitaneria di Porto, di una sede doganale, della Guardia di Finanza, di Vigili del Fuoco e di un posto di Polizia di Stato.

Struttura del terminal e caratteristiche principali[modifica | modifica wikitesto]

Le coordinate del porto di Gioia Tauro sono: 38 ° 27'07 "N 15 ° 54'22" E.

Il porto trae vantaggio dalla profondità naturale delle sue acque (fino a 18 metri) e offre una banchina lunga 3,4 chilometri. Le strutture comprendono 22 gru di banchina in grado di raggiungere fino a 23 file di container, i dipendenti sono oltre 1300 e la struttura ha una capacità massima di 4 portacontainer ultra grandi. La portata del porto ha raggiunto i 3.467.772 di TEU nel 2008, per poi scendere costantemente dal 2009 al 2011, riflettendo la crisi economica globale. Dal 2011 al 2013 i volumi di traffico a Gioia Tauro sono ripresi, ma poi sono scesi di nuovo tra il 2013 e il 2015, a causa delle condizioni difficili del mercato del trasbordo nel Mediterraneo e della concorrenza di altri importanti centri di trasbordo in Grecia, Egitto e Malta[3].

Il distretto portuale ha una superficie totale di 4.400.000 metri quadrati (440 ha); si trova in una posizione mediana lungo la costa del golfo di Gioia Tauro. Ha una configurazione del canale con una superficie delle acque interne di 180 acri, dispiegandosi parallelamente alla costa. L'ingresso del canale ha una larghezza di 300m e si allarga in un bacino di evoluzione con un diametro di 750 m. Il porto canale si dispiega verso nord per oltre 3 chilometri, con una larghezza che varia da 200 a 250 metri. All'estremo nord del canale c’è un secondo bacino di evoluzione con un diametro di 500 metri. Il porto ha 5.125 m di banchine, di cui 3.391 m lungo il lato est, 814 m lungo il lato nord e 920 m lungo il lato ovest.

Collegamenti intermodali[modifica | modifica wikitesto]

  • Collegamenti su strada: il porto è servito dalla Strada Statale 18 e dall'Autostrada A3.
  • Collegamenti ferroviari: gli impianti attuali rendono possibile l'effettuazione di 5 treni giornalieri.
  • Collegamenti aerei:

Connettività marittima[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Gioia Tauro gode di una buona connettività marittima offrendo una vasta gamma di servizi e collegamenti a tutte le regioni del mondo.[4][5][6][7][8][9][10]

Sono disponibili 23 (54 se li si considera divisi in regioni) servizi operati da:

· MSC – ADC / MSC C, ADB / MSC B, Canada Express, SAEC, Himalaya Express, IPAK, Libya 1, Libya 2, ADE, ADF, ADH, ADI, NWTK, Ukraine, Australia Express, California Express, MEDGULF, MEDUSEC, Dragon, Jade, Phoenix, WAF – West Africa, AEGEAN

  • Maersk – MEDGULF, AE20, AE11, AE12
  • Seago Line – TA6, TA5, AM1, AM2
  • CMA CGM – SAEC, IPAK
  • SCI - Himalaya Express, IPAK/EPIC1
  • UASC
  • APL – EPIC1
  • Cosco - EPIC1
  • Hamburg Sud - SAEC
  • Zim - SAEC
  • Hapag-Lloyd - MSE
  • Niver Lines – SAEC/MSE

Le città che al settembre 2016 sono collegate con il porto di Gioia Tauro sono:

  • Mar Nero – Novorossijsk, Costanta, Burgas, Ilychevsky, Odessa
  • Estremo Oriente & Oceania - Sydney, Melbourne, Adelaide, Fremantle, Singapore, Shanghai, Dalian, Xingang, Busan, Ningbo, Chiwan, Yantian, Xiamen, Qingdao, Nansha, Tanjung Pelepas, Vung Tau, Yokohama, Vostochniy
  • Subcontinente Indiano - Colombo, Nhava Sheva, Mundra, Karachi, Hazira
  • Centro & Sud America - Suape, Rio de Janeiro, Santos, Buenos Aires, Montevideo, Rio Grande, Navegantes, Itapoa, Cristobal, Balboa, Freeport, Veracruz, Altamira
  • Meditteraneo - Mersin, Iskenderun, Beirut, Limassol, Alexandria, Ravenna, Trieste, Venezia, Capodistria, Piraeus, Izmir, Evyap, Gemlik, Istanbul, Tekirdag, Gebze, Aliaga, Ancona, Livorno, Genova, Sines, Fos Sur Mer, Barcelona, Valencia, Tripoli, Palermo, Khoms, Misrata, Haifa, Ashdod, Porto Said, Bari, Pozzallo, Rijeka, Ploce, Bar, Durres, Catania, Antalya, Napoli, Tekirdag, La Spezia, Civitavecchia, Algeciras, Malta, Beirut, Haifa, Las Palmas, Thessaloniki
  • Medio Oriente - King Abdullah, Salalah, Jebel Ali
  • Nord America – Montreal, Long Beach, Oakland, Vancouver, Seattle, Port Everglades, Houston, New Orleans, Miami, New York, Boston, Baltimore, Norfolk, Savannah, Charleston
  • Nord Europa – Felixstowe, Amburgo, Antwerp, Le Havre, Rotterdam, Londra GP
  • Sudafrica, Africa Occidentale & Orientale - Pointe des Galets, Port Louis, Dijbouti, Dakar, San Pedro, Lome, Tin Can Island, Cotonou

Traffici[modifica | modifica wikitesto]

Traffico Porto di Gioia Tauro anni 1995-2013:

Anno 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
Navi (Num.) 73 1.330 2.729 3.254 3.058 3.060 2.872 3.276 3.065 2.850 2.851 2.806 2.827 2.395 1.971 1.762 1.454 1.473 1.550 1.444 1.427
Container (Teu) 17.000 572.000 1.448.531 2.093.650 2.202.951 2.652.701 2.500.000 3.008.000 3.148.662 3.261.034 3.160.981 2.938.176 3.445.337 3.467.772 2.857.438 2.851.261 2.304.982 2.721.104 3.087.395 2.969.802 2.546.805

Sicurezza del porto[modifica | modifica wikitesto]

Nel porto di Gioia Tauro è attivo il servizio di vigilanza e controllo espletato dalla "Gioia Tauro Port Security" un'articolazione organizzativa dell'Autorità Portuale presso la quale ha sede. Essa svolge il ruolo di:

  • controllo della documentazione ai fini dell'accesso in porto dei soggetti autorizzati;
  • monitoraggio delle aree e degli impianti portuali di uso comune tramite le rilevazioni;
  • servizi di videosorveglianza;
  • specifiche operazioni di security;
  • vigilanza di navi e imbarcazioni in sosta e ai relativi accessi a bordo;
  • controllo del materiale di «catering» e delle provviste di bordo;
  • controllo delle autorizzazioni - tesserini portuali, badge, titoli di viaggio - che consentono l'accesso alle aree portuali agli equipaggi delle navi, al personale portuale ed a qualsiasi soggetto che abbia necessità di accedere a tali aree;
  • servizi di vigilanza dei beni amministrati, di tutela del patrimonio dell’Ente e dei beni di cui la sicurezza rientra nelle competenze dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro;
  • controllo del bagaglio a mano e delle cose portate dai passeggeri in partenza ed in transito;
  • controllo ai varchi carrabili e pedonali dei sedimi portuali, compresa la verifica dei titoli di accesso alle singole aree, ove previsti;
  • ogni altro controllo o servizio di vigilanza ritenuto necessario dall'Autorità Portuale per il cui espletamento non è richiesto l’esercizio di pubbliche potestà o l’impiego operativo di appartenenti alle Forze di Polizia.

Navi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni sono transitate alcune fra le più grandi navi mercantili in servizio.[11][12][13][14][15] Le operazioni commerciali del porto di Gioia Tauro cominciano il 16 settembre 1995 sulla nave CMBT Concord (1.797 TEU). Il 6 agosto 1998 il porto accoglie per la prima volta la nave Regina Maersk, all'epoca la nave portacontainer più grande del mondo (6400 TEU per 318 metri di lunghezza). Il 14 gennaio 2008 arriva a Gioia Tauro la MSC Daniela, la nave più grande che abbia mai scalato un porto italiano. Con 14000 TEU di capacità, 366 metri di lunghezza e 56 metri di larghezza, la nave MSC inaugura una nuova era. Il 19 gennaio 2013 MCT opera contemporaneamente su tre navi da 14000 TEU: la MSC Gaia (13798 TEU); la MSC Ravenna (14000 TEU) e la MSC Daniela (14000 TEU). Il 30 gennaio 2015 il porto accoglie la MSC London, che con i suoi 16650 TEU è la nave più grande mai attraccata in Italia.

Infiltrazioni della 'Ndrangheta[modifica | modifica wikitesto]

« Un porto controllato dalla mafia e così facilmente usato come punto d'ingresso di droga e armi è soggetto a diventare porta d'ingresso per materiali ben più pericolosi »
(Diplomazia statunitense[16].)

Il porto, fin dalla sua nascita fu tenuto sotto controllo dalle cosche della regione, Piromalli e Molè. È un centro di arrivo fondamentale per la 'ndrangheta calabrese per il traffico di droga internazionale. Nell'Operazione Decollo, dalle forze dell'ordine fu rivelato un traffico di sostanze stupefacenti che andava dall'Europa al Sud America all'Australia e ogni anno vengono sequestrate ingenti quantità di droga. Il porto è anche crocevia di merci contraffatte di vario genere.[17][18][19]

Secondo una relazione del 2006, gli investigatori stimano che l'80% della cocaina in Europa arrivi dalla Colombia via Gioia Tauro. Il porto è anche coinvolto nel traffico illegale di armi. Queste attività sono controllate dalla criminalità di famiglie calabresi note come 'ndrangheta.

Nel febbraio 2008 la Commissione parlamentare antimafia ha concluso che la 'ndrangheta "controlli o influenzi gran parte dell'attività economica intorno al porto e utilizza l'impianto come base per il traffico illegale". Nella sua relazione ha sostenuto che "l'intera gamma di interni o in subappalto attività di mafia è influenzato, dalla gestione della distribuzione e della trasmissione al controllo doganale e contenitori di stoccaggio". Il tentativo di estorsione a Ravano e a Contship, è stato parte di un progetto che "non ha comportato semplicemente questo, ma anche il controllo delle attività legate al porto, l'assunzione di lavoratori, e le relazioni con il porto sindacati e le istituzioni locali", aggiunge la relazione. "È legittimo effettivamente affermare che la malavita ha eliminato la concorrenza di società non controllate o influenzate dalla mafia nella fornitura di beni e servizi, eseguire lavori di costruzione e di assunzione di personale. E che ha gettato un'ombra sul comportamento del governo locale e altri organismi pubblici[20][21].

Il clan Piromalli ha tentato di condizionare la gestione del nuovo terminal container. Stabilito nella metà degli anni 1990, divenne il più grande terminale del bacino del Mediterraneo, dove si spostano più di 2 milioni di container nel 1998. Dal 1994, quando Contship Italia affittò l'area portuale per avviare l'attività di trasbordo ed è stato creato il Medcenter Container Terminal grazie a 138 miliardi di lire del finanziamento statale, i Piromalli mirano a obbligare la società Medcenter, attraverso il suo vice presidente Walter Lugli, Contship e la società, attraverso il suo presidente Enrico Ravano, a pagare un kickback di US $ 1,50 per ogni container trasbordato, una somma che corrispondeva a circa la metà dei profitti netti acquisiti dalle due società.[22][23]

La 'Ndrangheta svolge quindi un ruolo importante nel limitare la crescita del porto e l'attrattiva dell'infrastruttura a livello mondiale grazie alla sua presenza pervasiva nella zona circostante l’hub, con continui tentativi di infiltrarsi e di condizionare anche le società operative all'interno del porto. Nonostante l'impegno del operatore del terminale, anche nel sostenere attivamente gli sforzi dei inquirenti intesi a sradicare la presenza dei suoi affiliati tra i dipendenti della porto, e la maggiore sensibilizzazione da parte del pubblico e la conseguente attenzione sulla questione, il che ha portato ad avere una gran parte dei traffici illeciti reindirizzati verso destinazioni alternative, il porto è ancora soggetto a confische periodiche di grandi quantità di droga, elementi che dimostrano sia la persistenza di interessi illeciti sia gli sforzi messi in atto da parte delle autorità pubbliche per monitorare continuamente e perseguire i trafficanti di droga.[24]

Dal 2003, in seguito agli eventi dell'11 settembre 2001 e dopo aver aderito al Container Security Initiative degli Stati Uniti, il porto fa anche parte della rete "Megaport", ciò ha portato a implementare un insieme di procedure e controlli speciali, eseguiti direttamente da personale americano che opera all'interno dei porti in collaborazione con gli uffici doganali locali; questo per garantire i più elevati standard di sicurezza possibili riguardo all'ispezione dei cargo e relativo monitoraggio.[25]

Nel dicembre 2009 sono state arrestate dai carabinieri del ROS 26 persone, stroncando un giro d'affari imponente e sequestrando beni per diversi milioni di euro.[26]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ New Articles - Top Ports - Lloyd's List, su www.lloydslist.com. URL consultato il 27 luglio 2016.
  2. ^ Il Nostro Network, contshipitalia.com, 13 novembre 2014. URL consultato il 27 luglio 2016.
  3. ^ Berlinguer, Urlicchio, Prete, Bagalà, Cipollini, Porti, retroporti e zone economiche speciali, Torino, G. Giappichelli, 2016.
  4. ^ MSC: Global Container Shipping Company, su www.msc.com. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  5. ^ Connectivity, in Contship, 24 aprile 2015. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  6. ^ Hapag Lloyd, hapag-lloyd.com.
  7. ^ EVERGREEN MARINE CORP., su www.evergreen-marine.com. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  8. ^ CMA CGM Group: a worldwide leading container shipping company, su www.cma-cgm.com. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  9. ^ YangMing Marine Transport Corp., su www.yangming.com. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  10. ^ NYK Line - Nippon Yusen Kaisha, su www.nykline.com. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  11. ^ Gioia Tauro, la cattedrale del trasbordo, informazionimarittime.it. URL consultato il 28 settembre 2016.
  12. ^ A Gioia Tauro il primato di tutto il Mediterraneo - la Repubblica.it, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 28 settembre 2016.
  13. ^ newz, Gioia. Entra nel porto la portacontainer più grande del mondo, su Newz.it, 14 gennaio 2009. URL consultato il 28 settembre 2016.
  14. ^ Michele Latorre, Nave da 16mila teu a Gioia Tauro, su www.trasportoeuropa.it. URL consultato il 28 settembre 2016.
  15. ^ Gioia Tauro, tre giganti del mare in un colpo solo, su LaStampa.it. URL consultato il 28 settembre 2016.
  16. ^ Armi chimiche siriane a Gioia Tauro. I cablo di WikiLeaks spiegano perché, 16 gennaio 2014. URL consultato il 16 gennaio 2014.
  17. ^ http://www2.unicatt.it/pls/unicatt/mag_gestion_cattnews.vedi_notizia?id_cattnewsT=7604
  18. ^ Kataweb TvZap - Vivi e condividi la TV
  19. ^ 'Ndrangheta in Calabria
  20. ^ Gioia Tauro 'controlled by mafia for over a decade', Lloyd's List, February 21, 2008
  21. ^ Relazione annuale sulla 'ndrangheta, Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare (Relatore: Francesco Forgione), February 2008
  22. ^ Paoli, Mafia Brotherhoods, p. 218
  23. ^ Il caso Gioia Tauro, Relazione sullo stato della lotta alla criminalità organizzata in Calabria, Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, luglio 2000
  24. ^ Gratteri, Nicaso, La malapianta, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2010.
  25. ^ Armi chimiche siriane a Gioia Tauro I cablo di WikiLeaks spiegano perché, espresso.repubblica.it.
  26. ^ 'Ndrangheta, 26 arresti per il porto di Gioia Tauro

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Reggio Calabria Portale Reggio Calabria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Reggio Calabria