Cermenate

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Cermenate
comune
Cermenate – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoLuciano Pizzutto (Lega Nord) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°42′N 9°05′E / 45.7°N 9.083333°E45.7; 9.083333 (Cermenate)Coordinate: 45°42′N 9°05′E / 45.7°N 9.083333°E45.7; 9.083333 (Cermenate)
Altitudine297 m s.l.m.
Superficie8,18 km²
Abitanti9 251[1] (28-2-2019)
Densità1 130,93 ab./km²
FrazioniAsnago, Cascina Lavezzari, Freghera, Parmunt, Montesordo
Comuni confinantiBregnano, Cadorago, Cantù, Carimate, Lazzate (MB), Lentate sul Seveso (MB), Vertemate con Minoprio
Altre informazioni
Cod. postale22072
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013064
Cod. catastaleC516
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticermenatesi
Patronosanti Vito e Modesto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cermenate
Cermenate
Cermenate – Mappa
Posizione del comune di Cermenate nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cermenate (Cermenaa in dialetto brianzolo[2], AFI: [tʃermeˈnɑː]) è un comune italiano di 9 251 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

I santi patroni di Cermenate sono San Vito e Modesto, a cui è dedicata la chiesa principale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Cermenate si trova a un'altitudine di 297 metri s.l.m. (minimo 245 metri, massimo 333 metri con un'escursione di 88 metri), e confina a sud con Lentate sul Seveso, a nord con Vertemate con Minoprio, a ovest con Bregnano, a est con Cantù.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria ed età antica[modifica | modifica wikitesto]

Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Cermenate consistono in alcuni reperti di asce, fibule e pendagli databili all'età del bronzo.

Il ritrovamento di oggetti sepolcrali quali vasellame, un ago in oro e monete con l'effige di Vespasiano) presso le località di Freghera e Fossarone, lasciano intendere la presenza di un grosso vicus o almeno di un pagus in epoca romana[3]. Allo stesso periodo si fa risalire la costruzione di una fornace, nominata in alcuni documenti medievali nel contesto di una località chiamata, appunto, "ad furnacem"[3].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

In età altomedievale Cermenate fu a capo di una pieve della Diocesi di Como, mentre durante il periodo carolingio il centro rientrò nella sfera di competenza amministrativa del Contado del Seprio[3].

La posizione geografica lungo l'asse Milano-Como implicò un coinvolgimento diretto di Cermenate nelle sanguinose che nel XIII secolo videro il comune meneghino contrapposto a quello lariano, a tal punto che il paese fu distrutto più volte durante la Guerra decennale[3]. Legata al conflitto è anche la figura di Ardizzone da Cermenate, che nel 1126 si distinse per il suo valore durante un fallito attacco dei comaschi alle truppe milanesi (probabilmente avvenuto in località "Battù"), andato in fumo per il tradimento di un loro condottiero chiamato Alberico da Bregnano[3].

In seguito alla pace di Como (1196), che in scia alla pace di Costanza si propose l'obiettivo di porre un termine alle dispute riemerse tra comaschi e milanesi, Cermenate entrò a far parte delle dipendenze amministrative della città lariana[3]. Sotto il profilo religioso, il paese faceva già parte delle dipendenze di Como, in quanto da tempo appartenenteva alla pieve di Fino[3], entro cui Cermenate risultò inserita fino alla seconda metà del XVIII secolo[4].

Nel Duecento il "comune de Cermenate" è attestato come entità autonoma[4]. Quando nella seconda metà del secolo il territorio comasco fu infiammato dalle dispute tra i Torriani e i Visconti, l'altura di Cermenate tuttora chiamata “Del castello" ospitò una fortificazione che nel XIV secolo divenne proprietà viscontea[3].

Attorno al 1280 il comune diede i natali al notaio Giovanni da Cermenate, storico delle vicende di Milano dal 1307 al 1313[3].

Dall'età moderna ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1516 Cermenate fu oggetto di razzie da parte delle truppe di Francesco I di Francia, impegnate nell'assedio di Milano[3].

Nel 1751 il comune di Cermenate risulta essersi redento dall'infeudazione e, per questo, soggetto a un pagamento quindecennale[4]. Nello stesso anno il territorio comunale comprendeva i cassinaggi di "Cassina Lavizara" (che nel XVII secolo costituiva un comune costituito da cinque famiglie i cui capi si alternavano ogni mese nella carica di console[3]) e di "Cassina Santa Croce" (che nel XVII secolo era un feudo dei Cavalieri di Gerusalemme[3])[4].

Nella seconda metà del Settecento, Cermenate fu caratterizzato dall'introduzione dei bachi da seta e dallo sviluppo del comparto delle tessiture seriche[3].

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione del comune di Asnago,[5], che tra il 1705 e la seconda metà del XVIII secolo era stato infeudato dalla famiglia Porro[3][6]. La decisione napoleonica fu tuttavia abrogata con la Restaurazione.

Durante il Regno Lombardo-Veneto, nel 1844 il comune di Cermenate allargò i propri confini alla frazione Montesordo, che fino ad allora faceva parte del territorio di Asnago[6] e che nel Medioevo aveva ospitato una residenza familiare di Giovanni Maria Visconti e un hospitalis per pellegrini gestito da frati[3].

Tra la fine dell'Ottocento e i l'inizio del Novecento si registrò un importante fenomeno di emigrazione oltreoceano da parte degli abitanti di Cermenate.[3]

Nel 1928 il comune di Asnago venne definitivamente riaggregato al comune di Cermenate (R.D. 2 dicembre 1928, n. 3019).[3][7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Santi Vito e Modesto[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro di Cermenate si trova la chiesa dei Santi Vito e Modesto, attestata come cappella all'interno della pieve di Fino sin dalla fine del XIII secolo e sede di una parrocchia già nel XVI secolo[8]. La chiesa fu oggetto d'importanti interventi architettonici tra il XVII secolo e la seconda metà del Settecento[9].

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo ad Asnago, attestata alternatamente come parrocchia o viceparrocchia nei secoli XVII e XVIII[10], deve il suo aspetto attuale ad alcuni interventi realizzati tra la fine del XVI secolo e il XIX secolo[11].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario del Crocifisso (già attestato nel XIII secolo)[12]
  • Chiesa del Sacro Cuore (fine XIX secolo)[13]
  • Chiesa dell'Addolorata (1867)[14]
  • Oratorio dei Santi Simone e Giuda (1860), a Montesordo[15]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Clerici[modifica | modifica wikitesto]

II parco Scalabrini un tempo era lo splendido giardino di villa Clerici, oggi tornata al fascino antico grazie all'opera di restauro del Comune di Cermenate. Le notizie riguardanti la villa risalgono alla famiglia Porro che nel 1416, dopo aver comperato dagli spagnoli il titolo di marchesi, la fece costruire. Per quattro secoli i suoi discendenti vissero felici in questo luogo ricco di bellezze architettoniche e naturali. Nel XIX secolo la proprietà passò alla famiglia Rospini-Clerici che la ristrutturò e poté godere, anche se per breve tempo, della sua amenità. L'intero isolato poi fu acquistato dall'ordine religioso degli Scalabrini O'Brien con l'obiettivo di trasformarlo in un accogliente collegio per giovani. La villa[16] ottocentesca è ora la sede degli uffici comunali: nel 1977 il Comune infatti ha avuto l'idea di rivalutare un patrimonio che rischiava di andare perduto. Il restauro interno ha riportato al loro antico splendore soffitti, stucchi, affreschi, camini e arredi.

Villa Coquio[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza della villa è documentata sin dalla fine del Cinquecento[17]; apparteneva a un ramo della famiglia Coquio, che possedeva un palazzo in Como e che utilizzava la villa di Cermenate come residenza di campagna. La villa appartenne alla famiglia Coquio fino al 1770 per poi passare nelle mani di Claudio Gaggi, con la clausola di assumere il cognome Coquio, in modo da continuare - almeno nominalmente - il ramo familiare. Nel 1836 la famiglia Gaggi vendette il palazzo di Como eleggendo la villa di Cermenate a propria stabile dimora. Nel 1873 la proprietà passa nelle mani della famiglia Moreschi (ancora oggi presente e residente), mediante il matrimonio di Luigia Gaggi con Nicola Moreschi (sindaco di Cermenate dal 1902 al 1905). Morti i genitori, subentrarono i figli, tra i quali Carlo Moreschi, esimio scienziato cui è dedicata la lapide posta in facciata sulla omonima via.

Villa Rospini[modifica | modifica wikitesto]

Nel Settecento[18] in luogo della villa esistevano tre "case in affitto", appartenenti ai Porro di Asnago e ai Gaggi-Coquio. In seguito la proprietà pervenne ai Rospini, i quali nel 1830 realizzarono anche un grande portico a uso filanda. Come si può vedere ancora oggi, la villa, gli ambienti rustici e la filanda si articolavano attorno alla corte nobile, andando a occupare un intero isolato; il giardino, cinto da muro sorgeva dall'altra parte della contrada di San Vito.

Villa Porro[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza della villa è documentata sin dalla fine del '500. Fino all'800 appartenne alla famiglia Porro-Carcano che possedeva gran parte delle proprietà immobiliari in località Asnago. Nel 1990-92 è stata quasi completamente distrutta, per lasciare spazio a un nuovo complesso residenziale. Rimangono l'Oratorio privato dei Porro e uno splendido giardino che digrada verso la valle del Seveso.

Ponte della Barona[modifica | modifica wikitesto]

In località Parmunt, poco oltre la chiesa di San Vincenzo, lungo via Moreschi, sorge un piccolo ponte a uso privato. Quello visibile attualmente fu realizzato nel 1847-48, dopo che venne demolito il preesistente ponte. Il nome "della Barona" deriva dalla proprietaria del Settecento, la baronessa Marianna Azzola Porta. All'epoca il ponte fungeva da collegamento tra la proprietà privata della baronessa e i terreni agricoli a essa annessi. L'angustia del vecchio ponte e la ripidità della strada rendevano tuttavia particolarmente difficoltoso il transito dei carri, soprattutto nel periodo invernale. Già nel 1833 si avanzò il progetto di demolire il vecchio ponte, allargare la strada e costruirne uno più ampio, ma affinché tale progetto divenisse realtà, si dovette attendere la morte della baronessa Azzola Porta, decisamente contraria all'intervento.

Ex-asilo infantile Giuseppe Garbagnati[modifica | modifica wikitesto]

Contemporaneamente alla costruzione dell'Asilo "Sant'Elia" di Giuseppe Terragni, verso la metà degli anni Trenta il comune di Cermenate commissionò a Cesare Cataneo la realizzazione, ad Asnago, di un asilo per l'infanzia destinato ad ospitare cinquanta bambini[19]. Completato nel 1937 in stile razionalista, l'edificio risultò costare molto meno rispetto all'asilo del Terragni.[19] L'edificio presentò inoltre scelte progettuali che, pensate in collaborazione con Carlo e Luigi Origoni, erano caratterizzate da un'attenzione estrema per i dettagli, come ad esempio il dimensionamento dei serramenti e dei parapetti in funzione delle esigenze visive dei bambini[19].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria

  • 1751: 990 abitanti[4]
  • 1771: 1422 abitanti[21]
  • 1799: 1600 abitanti[5]
  • 1805: 1556 abitanti[5]
  • 1809: 1989 abitanti (dopo l'annessione di Asnago)[5]
  • 1853: 2751 abitanti[22]

Demografia post-unitariaAbitanti censiti[23]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

A Cermenate nacque, nel 1978, una delle più importanti stazioni radiofoniche della provincia di Como: Happy Radio. Si trattava di una radio dichiaratamente commerciale, con un format musicale di grande impatto sui giovani. Il grande successo riscontrato, sia a livello di ascolto sia di raccolta pubblicitaria, spinsero l'editore Argine a trasferire la sede nella più importante Saronno. L'emittente prosperò fino a tutta la prima metà degli anni ottanta, finché il consolidamento dei network nazionali spinse alla chiusura dell'iniziativa con la cessione dell'importante impianto di radiodiffusione a 94,500 MHz di Brunate (che garantiva una diffusione sulle province di Como, Milano, Varese, Pavia, Novara, Vercelli, Alessandria e sulla Svizzera italiana) alla stazione nazionale RDS

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Cermenate viene citata nel film Una vita difficile di Dino Risi in un dialogo tra il personaggio interpretato da Alberto Sordi e la suocera settentrionale:

«"Dove mi volete portare a vivere? A Cantù Cermenate?"
"Sì."
"Ma come, io vivo a Roma vado a vivere a Cantù Cermenate?"»

(Alberto Sordi, Dal film Una vita difficile di Dino Risi, 1961)

Iniziative

Economia[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla crisi del comparto tessile avvenuta nella seconda metà del XX secolo, il territorio Cermenate ha assistito allo sviluppo di importanti industrie di carattere nazionale e multinazionale, oltre a una serie attività artigianali e a un progressivo aumento del traffico di pendolari diretti verso Milano[3].

Una delle risorse principali dell'economia di Cermenate è costituita dallo stabilimento della multinazionale Bolton Group che inscatola la Simmenthal, il tonno Rio Mare e Palmera, venduti in tutto il mondo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Federica Bernardi centrodestra sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2019 Mauro Roncoroni lista civica di centrodestra - Polo per Cermenate sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 193.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Storia, su comune.cermenate.co.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  4. ^ a b c d e Comune di Cermenate, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  5. ^ a b c d Comune di Cermenate, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  6. ^ a b Comune di Asnago, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  7. ^ Comune di Cermenate, 1859 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  8. ^ Parrocchia dei Santi Vito e Modesto, sec. XVI - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  9. ^ Chiesa dei SS. Vito e Modesto - complesso, Piazza della Pace - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  10. ^ Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, 1847 - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  11. ^ Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - complesso, Via Don Felice Borghi - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  12. ^ Santuario del Crocifisso - complesso, Piazza San Vincenzo - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  13. ^ Chiesa del Sacro Cuore - complesso, Via Montebello, 28 - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  14. ^ Chiesa dell'Addolorata, Via Padre A.B. Cosano - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  15. ^ Oratorio dei SS. Simone e Giuda - complesso, Via Montesordo - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  16. ^ Villa Clerici, Via G.B. Scalabrini, 124,126(P),128,130 - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  17. ^ Villa Cocquio Gaggi - complesso, Via G.B. Scalabrini, 106(P),108,110 - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  18. ^ Villa Rospini, Via G.B. Scalabrini, 153(P),155 - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  19. ^ a b c Asilo infantile Giuseppe Garbagnati (ex), Via G. Negrini, 7,9,11(P) - Cermenate (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  20. ^ a b c Ambiente, su comune.cermenate.co.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  21. ^ Comune di Cermenate, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  22. ^ Comune di Cermenate, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  23. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ a b Gemellaggi, su comune.cermenate.co.it. URL consultato il 1º maggio 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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