Carbonate

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carbonate
comune
Carbonate – Stemma
Carbonate – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Amalia Marazzi (centrodestra) dal 30-5-2006
Territorio
Coordinate 45°41′09″N 8°56′21″E / 45.685833°N 8.939167°E45.685833; 8.939167 (Carbonate)Coordinate: 45°41′09″N 8°56′21″E / 45.685833°N 8.939167°E45.685833; 8.939167 (Carbonate)
Altitudine 267 m s.l.m.
Superficie 4,92 km²
Abitanti 2 941[1] (31-12-2015)
Densità 597,76 ab./km²
Frazioni Abbondanza, Cipollina, Moneta, Pinetina
Comuni confinanti Appiano Gentile, Gorla Maggiore (VA), Locate Varesino, Lurago Marinone, Mozzate, Tradate (VA)
Altre informazioni
Cod. postale 22070
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013045
Cod. catastale B742
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti carbonatesi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto (trasferito alla 1ª o alla 2ª Domenica di Ottobre: B.V.M. del Rosario)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carbonate
Carbonate
Posizione del comune di Carbonate nella provincia di Como
Posizione del comune di Carbonate nella provincia di Como
Sito istituzionale

Carbonate (Carbunàa in dialetto locale[2][3], pronuncia [karbuˈnaa]) è un comune italiano di 2 941 abitanti[1] della provincia di Como in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

« Villaggio del milanese, distretto d'Appiano, con un vecchio castello che domina l'antica via Varesina , ai di cui piedi scorreva il Gardalusio. Il suo territorio estendesi a levante sopra ameni colli, ubertosi d'ottimi vini; a ponente gli sta un'estesa pianura ricca di cereali e di gelsi. In alcuni luoghi trovasi buona argilla atta a far stoviglie[4]. »

Morfologia e idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il centro abitato sorge a cavallo della valletta della Tinella, al termine delle morene argillose al confine con l'altopiano pianeggiante e ricco di ghiaie posto a sud-ovest. La parte collinare del territorio, a settentrione, appartiene al Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Il Comune è attraversato da tre torrenti: il Bozzente, il Cavo Gradeluso e il Fontanile di Tradate. Fino a qualche decennio fa ne esisteva un quarto, la Tinella, ora interrato. Le analisi del rischio sismico collocano il territorio di Carbonate in zona 4, con accelerazione orrizontale massima su suolo rigido inferiore a 0,05g.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è di tipo temperato continentale con estate calda e inverni rigidi e secchi. Le piogge sono concentrate maggiormente in autunno e primavera, con minimi in febbraio e gennaio (circa 60mm al mese) e massimi in maggio/giugno e ottobre (più di 120mm al mese). L'umidità tra le più alte d'Italia caratterizza questa zona, che non è protetta dal fohn e dal maestrale e dai loro effetti di riduzione delle escursioni termiche annue. La temperatura è, seppur di pochi gradi, superiore a quella dalle Prealpi a nord, e inferiore a quella della Pianura Padana a sud. In base alla classificazione climatica dei comuni italiani istituita nel 1993, il comune appartiene alla fascia climatica E, che autorizza l'accensione degli impianti di riscaldamento degli edifici dal 15 ottobre al 15 aprile.[5]

Statistiche climatiche[modifica | modifica wikitesto]

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,3 7,5 12,1 16,4 20,7 24,6 27,4 26,2 22,6 16,7 10,4 6,4 6,4 16,4 26,1 16,6 16,4
T. mediaC) 1,6 3,5 7,3 11,3 15,5 19,2 21,7 20,9 17,6 12,2 6,6 2,8 2,6 11,4 20,6 12,1 11,7
T. min. mediaC) −2,0 −0,5 2,5 6,2 10,4 13,8 16,1 15,6 12,6 7,8 2,9 −0,8 −1,1 6,4 15,2 7,8 7,1
Precipitazioni (mm) 63 66 91 111 123 123 88 111 100 129 117 69 198 325 322 346 1 191

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Sulla base del D.G.R. n. 2605 del 30 novembre 2011, il territorio del comune di Carbonate si trova nella Zona A - pianura ad elevata urbanizzazione, un'area della regione caratterizzata da elevate emissioni di PM10, NOx e COV, da alta densità abitativa e industriale e da condizioni meteorologiche avverse alla dispersione naturale degli inquinanti atmosferici (lunghi periodi di alta pressione e rare precipitazioni, limitata velocità del vento).

Particolarmente critico, dal punto di vista della qualità dell'aria, risulta essere l'attraversamento del centro abitato da parte della strada statale 233.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Dalle ricerche etimologiche è molto probabile che l'abitato sia di origine insubre o anteriore. La prima testimonianza materiale è una stele risalente al periodo della romanizzazione, ora conservata nei fondi del Museo archeologico del Castello Sforzesco[7]. Il toponimo di Carbonate, nella grafia iperlatinizzata di Calbonate, appare per la prima volta in una carta del marzo 864 come paese di origine di un certo "Petrone", membro del supremo tribunale di giustizia. La denominazione del paese è stata fatta discendere[8] dal nome personale "Carbone", probabilmente identificativo di una importante famiglia proprietaria di possedimenti terrieri nella zona, mentre il suffisso -ate è il tipico genitivo celtico diffuso in Lombardia[9].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'alto Medioevo fu insediamento di Longobardi che si installarono nella zona dell'attuale cascina Sgarattata (dall'etimo germanico Scara - wacta, luogo di guardia). Discussa[10] è l'attribuzione a Carbonate della battaglia combattuta in campo Carbonariae, probabilmente nel 979 fra i Milanesi e l'arcivescovo Landolfo II da Carcano[11]: al di fuori dell'assonanza nel nome non esistono infatti riferimenti storici certi riguardo la coincidenza tra il campo Carbonariae luogo della battaglia e il borgo di Carbonate. Già in quel tempo, Carbonate era parte del Contado del Seprio[12], presumibilmente fino alla sua caduta in mano milanese avvenuta nel 1287. Il villaggio fu quindi annesso alla Signoria di Milano e quindi al costituendo Ducato di Milano, fino all'epoca napoleonica. In un documento del 1346, Carbonate viene espressamente citato, insieme ai paesi circostanti, come territorio sottoposto al dominio visconteo.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Pur mantenendosi all'interno dello Stato milanese, nel Cinquecento Carbonate fu infeudato nella Signoria di Lurago. Nell'anno 1510 Carbonate fu devastato se non addirittura distrutto dalle truppe svizzere del cardinale di Sion, Matteo Schiner, chiamato dal papa Giulio II contro i francesi.

A partire da questa epoca le fonti storiche su Carbonate diventano più certe e numerose. Un documento del 1552, un censimento delle proprietà fondiarie condotto dalle autorità spagnole che controllavano il Ducato di Milano, fornisce per la prima volta una descrizione abbastanza completa di Carbonate e della sua struttura: in particolare si rileva che la maggior parte dei territori erano destinati alla coltivazione agricola mentre pochi erano i terreni destinati al pascolo.

Altri documenti importanti sono i due status animarum compilati dal parroco Francesco Girardi in due distinti momenti, nel 1568 e nel 1574, che rappresentano i primi censimenti della popolazione di Carbonate. Dallo status animarum del 1574 si apprende che la popolazione di Carbonate all'epoca contava 271 abitanti divisi in 37 nuclei famigliari.

Non esistono molte tracce storiche delle vicende di Carbonate durante il periodo feudale: l'unico riferimento certo riguarda il fatto che, per un periodo non definibile, il territorio di Carbonate fu feudo della famiglia dei Biglia. La comunità di Carbonate riscattò l'infeudazione nel 1650, al costo di quaranta lire imperiali per capofamiglia. [9]

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Carbonate a fine Ottocento

Il paese di Carbonate è in posizione piuttosto elevata e ridenti collinette ne costituiscono il territorio su cui scorre, fra alte rupi, il Guardalusio, torrentello scendente dalle vicine più alte colline di Appiano. In Carbonate sono notevoli gli avanzi dell'antico castello ed alcune ville dei dintorni. Il suolo, piuttosto arido, è però ben coltivato e messo a vite ed a gelsi.[13]

Due tentativi di spostare Carbonate in Provincia di Varese fallirono nel 1786 e nel 1798. Con l'annessione alla Repubblica Italiana di Napoleone, Carbonate entra per la prima volta nella Provincia di Como, e per un breve periodo viene annesso da Mozzate. Tramite il Regio Decreto n°1971 del 10 agosto 1928 si ebbe la fusione dei Comuni di Mozzate, Carbonate e Locate Varesino nel comune di Seprio. Nel Dopoguerra, Carbonate, a seguito della secessione di Locate e Mozzate, rimane erede del cessato Comune e ritrova la propria denominazione tradizionale il 30 maggio 1953. In seguito al ripristino dell'autonomia, negli anni '60 vennero edificati il nuovo palazzo del Municipio e le Scuole Elementari. A cavallo tra gli anni '70 e '80 Carbonate ha iniziato un importante programma di recupero, riqualificazione e valorizzazione del centro storico che, a tappe successive, porteranno il paese alla conformazione attuale: la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali, l'ampliamento della piazza antistante la chiesa parrocchiale, la ristrutturazione di aree abitative rurali ormai disabitate o comunque soggette al deterioramento del tempo. Nel settembre 2003 si è festeggiata la ricostituzione del Comune in occasione del 50º anniversario[14].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

« Di rosso, al castello di argento, aperto di nero, torricellato di un pezzo centrale merlato alla guelfa, accollato da un’alabarda d’argento, manicata di legno e da uno spadone al naturale passanti, in croce di Sant’Andrea »

Lo stemma ufficiale del Comune di Carbonate, disegnato dal pittore Oscar Grottini e ispirato alla leggendaria battaglia in Campo Carbonariae che sarebbe avvenuta sul territorio di Carbonate nel X secolo, è stato adottato con decreto del Presidente della Repubblica del 12 giugno 1962[15].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello è un grosso corpo architettonico composto da due cortili rettangolari, con ogni probabilità erede di un vero e proprio edificio fortificato a difesa del borgo risalente all'alto medioevo. Nonostante l'edificio originario non sia più identificabile, infatti, molti sono gli indizi che portano a pensare alla reale presenza di un castello a Carbonate: la toponomastica locale che accerta l'esistenza di una via "al Castello" nonché di una cascina, poco distante, ancora oggi nota con il curioso nome di "Sgarattata" (nel lessico francone, il termine "scarawacta" identificava infatti un drappello di guerrieri incaricati del servizio di sentinella, ipotesi compatibile con la necessità di difendere un edificio fortificato distante poche centinaia di metri[9]), la presenza su una mappa del 1722 di un fabbricato a forma di quadrilatero chiuso con un cortile interno, l'esistenza di un pozzo fino ai primi decenni del XX secolo, e probabilmente in epoca più antica anche di una piccola chiesetta, all'interno del medesimo cortile.

Villa Ada Scalini[modifica | modifica wikitesto]

Si affaccia su via S. Lucia ai civici 2 e 4 ed è circondata da un ampio parco. La costruzione è stimata attorno al XVIII secolo, con una ristrutturazione avvenuta all'inizio del Novecento. Fu residenza del senatore Enrico Scalini e della sua famiglia. Attualmente è proprietà privata [16].

La "Crocetta"[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XVI secolo Carbonate fu colpita da un'epidemia di peste. A ricordo di tale evento, e come ringraziamento per la fine dell'epidemia, nel 1588 la famiglia Moneta fece porre una stele sormontata da una piccola croce all'inizio della rampa che, costeggiando Villa Scalini, porta alla chiesa parrocchiale. La "crocetta" è stata successivamente traslata di pochi metri ed è tutt'ora visibile a lato del Palazzo Municipale.

Il "Cimitero Vecchio" - Monumento ai Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Il primo cimitero di Carbonate venne edificato tra il 1785 e il 1786 (fino ad allora, come consuetudine, i morti venivano sepolti nell'area circostante la chiesa parrocchiale) lungo la strada che collegava Carbonate a Locate Varesino (ovvero la futura Statale Varesina), in una zona che all'epoca risultava fuori dal centro abitato. L'incremento demografico e il conseguente ampliamento dell'area abitata resero necessario costruire, negli anni '30 del XX secolo, un nuovo cimitero di dimensioni maggiori e situato in un'area più distante. L'antico cimitero - oggi conosciuto appunto dai carbonatesi come "Cimitero Vecchio" - cadde così in disuso fino agli anni '60 quando venne riconvertito a monumento ai caduti con il posizionamento di un cippo recante i nomi di tutti i carbonatesi caduti durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Il "Cimitero Vecchio" di norma non è aperto al pubblico tranne in occasione di cerimonie ufficiali di commemorazione, tuttavia la posizione e le ridotte dimensioni rendono il monumento perfettamente visibile anche dall'esterno, transitando lungo la strada provinciale.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1972 Carbonate fu soggetta ecclesiasticamente alla Pieve di Appiano Gentile per poi essere associata al Decanato di Tradate. Non è possibile stabilire con esattezza il periodo di fondazione delle attuali chiese carbonatesi. Attualmente ne sopravvivono due delle quattro testimoniate: la parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta e quella di San Giovanni, presso la Cascina Abbondanza, non più utilizzata per funzioni religiose. Il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero riporta altre due chiese: una localizzabile presso la Cascina Moneta e una seconda presso il Castello, abbattuta alla fine degli anni settanta del secolo scorso.

Il campanile del 1523

Chiesa di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Assunta (Carbonate).

La chiesa originaria doveva essere di epoca romanica, costruita in posizione sopraelevata rispetto all'insediamento. È testimoniata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani[17] in Pieve di Appiano. La costituzione della parrocchia avvenne nel XVI secolo; al 1523 risale la costruzione dell'attuale campanile, come attesta la data incisa sul massello che sovrasta la feritoia sul lato sud-est della torre campanaria; il 28 ottobre 1529 la chiesa veniva consacrata. Il 27 giugno 1549 Francesco Girardi fu nominato parroco di Carbonate; nel 1566 fu compiuta una visita alla parrocchia da padre Leonetto Clivone, delegato dell'Arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo.

Nel 1850 la chiesa fu ampliata e venne ad assumere la struttura che mantenne poi sostanzialmente immutata fino al 1942; all'inizio del Novecento un notevole impulso al rinnovamento della vita spirituale della parrocchia venne dall'opera del cardinale Andrea Carlo Ferrari, il quale visitò per ben quattro volte la Comunità; data l'esigenza di ampliare ulteriormente la parrocchiale, dato che risultava ormai insufficiente ad accogliere tutti i fedeli, il 15 agosto 1942, fu posata la prima pietra della nuova costruzione, che fu consacrata il 16 agosto 1946 dal cardinal Alfredo Ildefonso Schuster; nell'ottobre del 1948 furono consacrate e collocate sul campanile le due campane maggiori.

Facciata della Chiesa di S. Giovanni

Chiesa di San Giovanni all'Abbondanza[modifica | modifica wikitesto]

Interno della Chiesa di S. Giovanni

Edificio cinquecentesco, che si trova presso la Cascina Abbondanza, ora ridotta a rudere. La prima descrizione della chiesa risale al 1566 con la visita di padre Leonetto Clivone. Una descrizione dettagliata dell'edificio fu stesa in occasione della visita di Carlo Borromeo: "l'oratorio di S. Giovanni, edificato presso la casa dei magnifici signori Moneta, è piccolo, ma convenientemente ornato"; Nel 1596 si parla di un oratorio da poco ristrutturato; nel corso del Seicento, però, l'oratorio dovette essere alquanto trascurato, tanto che il cardinal Federico Visconti proibì di celebrarvi la Messa finché non fosse convenientemente sistemato. Tra il 1717 e 1720 fu portata a termine la costruzione dell'attuale chiesetta di S. Giovanni Battista in località Abbondanza, ma non è chiaro se il nuovo oratorio sia stato costruito nello stesso luogo di quello preesinstente.

Con il declino dell'organizzazione sociale basata sull'agricoltura e il conseguente spopolamento delle cascine, diminuì anche la devozione alla chiesa, che andò deteriorandosi sempre più, col rischio di perdere una parte importante del patrimonio storico-artistico carbonatese. Per ovviare a questa eventualità, nel 1989, una serie di lavori di restauro riportarono in evidenza la bellezza dell'antica costruzione, che fu inaugurata il 24 giugno 1990. La chiesetta tuttora non è utilizzata per funzioni religiose in quanto non consacrata.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1861[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1861 all'ultimo censimento[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[18]

Dato aggiornato al 31-12-2015: 2.941

Struttura della popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione maschile per fasce di età[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione femminile per fasce di età[modifica | modifica wikitesto]

Dati aggiornati al 31-12-2015[19]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale cade il 15 agosto, ma viene tuttavia festeggiata in ottobre, in occasione della giornata della Madonna del Rosario.

Come gran parte dei paesi della zona, anche il centro abitato di Carbonate è stato - e in parte è tutt'ora - caratterizzato dall'esistenza delle corti, a ciascuna delle quali veniva attribuito dalla voce popolare un nome dialettale derivato dalla o dalle famiglie che vi abitavano, o da episodi o dicerie legate agli abitanti stessi. La memoria storica di Carbonate ne tramanda diciotto: la Curt dul Pacétt, la Curt dul Ratt, la Curt dul Pisocch, la Curt di Stalitt, ul Ciuss, la Tancaja, ul Castell, la Curt dul Rusett, la Curt dul Freri, la Curt dul Manuel, la Curt de la Padrona, la Curt di Cicurei, la Curt dul Marsinò, la Curt dul Pidroeu, la Curt dul Pinela, la Curt dul Venegonn, la Sgaratada, la Curt dul Magnanel; in parte tutt'ora esistenti e abitati, in parte abbattuti, completamente ricostruiti secondo lo stile originario e ripopolati e in parte non più esistenti, o disabitati, o ristrutturati e convertiti ad altri usi non più abitativi.

Cultura e tempo libero[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale sono presenti una Scuola dell'Infanzia paritaria gestita dalla parrocchia, una Scuola primaria intitolata a Gianni Rodari. Per l'istruzione media inferiore esiste una scuola consortile sul territorio del confinante comune di Mozzate, che serve gli studenti di Mozzate, Carbonate e Locate Varesino.

Ricreazione e tempo libero[modifica | modifica wikitesto]

È presente una biblioteca comunale che offre, oltre alla consultazione del catalogo locale, un servizio di inter-prestito che consente di accedere anche ai cataloghi delle biblioteche limitrofe e un centro ricreativo pomeridiano per gli anziani. Nel 2013 è stato inaugurato il nuovo Centro Civico Comunale con servizio wi-fi libero, che ospita sia gli eventi istituzionali che le attività di gruppi e associazioni.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sono attive una squadra dilettantistica giovanile di calcio affiliata ai campionati CSI e una società ciclistica attualmente composta da corridori delle categorie esordienti e giovanissimi, oltre ad una società sportiva dilettantistica di basket riconosciuta dal CONI.

Persone legate a Carbonate[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Come raggiungere Carbonate:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Prima elezione Fine mandato Sindaco Partito o orientamento politico
1953 1966 Vasco Bruttomesso Indipendente
1966 1972 Angelino Bernasconi † DC
1972 1993 Enrico Marazzi DC
1993 1993 Armelindo Zanetti DC
1993 2001 Pietro Michelazzo † Centrosinistra
2001 2006 Dante Ambrogio Mari Centrodestra
2006 Amalia Marazzi Centrodestra

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ AA.VV. Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, 1996, Milano, Garzanti, p. 141.
  3. ^ Ortografia ticinese
  4. ^ Giovanni B. Rampoldi, Corografia dell'Italia, Antonio Fontana, Milano, 1832, pag. 462
  5. ^ Carbonate: Clima e Dati Geografici, Riscaldamento, su www.comuni-italiani.it. URL consultato l'11 settembre 2016.
  6. ^ P.G.T. Comune di Carbonate - Valutazione Ambientale Strategica.
  7. ^ Mario Bertolone, Edizione archeologica della Carta d'Italia, I.G.M., 1958
  8. ^ D. Olivieri, Dizionario di toponomastica lombarda, Milano, 1961.
  9. ^ a b c Maria Luisa Frontini, Carbonate tra cronaca e storia, Carbonate, Il Punto, 1994
  10. ^ Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della città e ..., Libro XIV, pag. 393 e 404
  11. ^ Arnulphi liber primus historiae Mediolanensis, cap. X, in L.A. Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo IV, Milano, 1723
  12. ^ Matteo Colaone, Il Seprio. I luoghi, la storia, il mistero di una regione nascosta, Menaresta Editore, Monza, 2011. ISBN 978-88-96751-05-3
  13. ^ Eugenio Fontana, La Patria. Geografia d'Italia. Como e Sondrio., Torino, Unione Tipografico Editrice, 1894, p. 94.
  14. ^ Comune di Carbonate
  15. ^ Carbonate – Araldicacivica, su www.araldicacivica.it. URL consultato il 04 settembre 2016.
  16. ^ http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00354/
  17. ^ M.Magistretti, U. Monneret De Villard, Liber notitiae Sanctorum Mediolani. Manoscritto della Biblioteca capitolare di Milano, Milano, 1917 e 1974
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Popolazione per età, sesso e stato civile 2016 - Carbonate (CO), su Tuttitalia.it. URL consultato il 04 settembre 2016.
  20. ^ Comune di Carbonate

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]