Orsenigo

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Orsenigo
comune
Orsenigo – Stemma
Orsenigo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoMario Chiavenna (lista civica Insieme per Orsenigo) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate45°47′N 9°11′E / 45.783333°N 9.183333°E45.783333; 9.183333 (Orsenigo)Coordinate: 45°47′N 9°11′E / 45.783333°N 9.183333°E45.783333; 9.183333 (Orsenigo)
Altitudine329 m s.l.m.
Superficie4,46 km²
Abitanti2 670[1] (30-11-2020)
Densità598,65 ab./km²
Comuni confinantiAlbavilla, Albese con Cassano, Alserio, Alzate Brianza, Anzano del Parco, Cantù, Capiago Intimiano, Montorfano
Altre informazioni
Cod. postale22030
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013170
Cod. catastaleG126
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 623 GG[3]
Nome abitantiorsenighesi
Patronosan Martino di Tours
Giorno festivo11 novembre
PIL procapite(nominale) 22.910€
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Orsenigo
Orsenigo
Orsenigo – Mappa
Posizione del comune di Orsenigo nella provincia di Como
Sito istituzionale

Orsenigo (Ursenìgh in dialetto brianzolo[4], pronuncia fonetica IPA: /urseˈniːk/) è un comune italiano di 2 670 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sul colle del Soldo, i ritrovamenti archeologici del 1878 (un sepolcreto risalente al IV-III secolo a.C.), testimoniano la sua origine celtica.

Nel Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo, nel Medioevo, con il suo castello ebbe parte nelle contese tra i Milanesi e l'imperatore Federico Barbarossa. La battaglia di Carcano si svolse anche nella località di Tassera, pertinente ad Alserio e ad Orsenigo, e per il loro contributo alla vittoria gli Orsenighesi furono ricompensati con la cittadinanza milanese[5].

Il castello subì un primo smantellamento ad opera dei Torriani nel 1276,[5] pur continuando a disporre di una guarigione militare fino almeno ai primi del XVII secolo. Del castello restano poche vestigia nel punto più alto dell'abitato, dove ora sorge la chiesa e la casa parrocchiale fabbricata interamente sopra i resti del castello.

Gli “Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346” riportano “el locho o castellanza da Orsinigo” all'interno della "squadra di Canzo", tra le località incaricate della manutenzione della “strata da Niguarda”[6].

Nel 1441 Orsenigo seguì le sorti del resto della pieve di Incino, divenuta feudo dei Dal Verme per opera di Filippo Maria Visconti[6].

Dall'età moderna ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Sempre inserito nella pieve di Incino e nel Ducato di Milano, dal 1647 e per oltre un secolo il comune di Orsenigo fu a lungo feudo della famiglia degli Archinto (o Archinti)[6].

Nel 1751, il territorio di Orsenigo comprendeva i cassinaggi di “Porzione”, "Cassinazza", “Dosso Pelato” e "Foppa"[6]. Due anni più tardi, l’“Indice delle pievi e comunità dello Stato di Milano” rivela come il territori si componesse di due comunità: "Orsenigo con Parzano" e "Orsenigo altra porzione"[6].

Durante il Regno d'Italia, le riforme di riorganizzazione amministrativa decretate da Napoleone Bonaparte nel 1807 comportarono l’aggregazione del comune di Orsenigo con Parzano in quello di Alzate[7]. Tale aggregazione fu tuttavia abrogata al ritorno della Lombardia nelle mani degli Austriaci che, con la compartimentazione territoriale del Regno lombardo-veneto del 1816 decretarono la ricostituzione del comune di Orsenigo con Parzano[8].

In seguito all'unità d'Italia, Orsenigo seguì le vicende nazionali.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Martino

Chiesa parrocchiale di San Martino

La parrocchiale[9], attualmente dedicata al solo San Martino, nel corso dei secoli fu anche intitolata a Sant’Agnese a cui l’arcivescovo Ottone Visconti (XIII secolo) era molto devoto[10]. L'attuale edificio, del XVI secolo[11] ma ristrutturato più volte nel corso dei secoli, è attestato negli atti della visita pastorale del 1574 da parte del vescovo Carlo Borromeo[10]. Internamente, la chiesa conserva un seicentesco altare marmoreo policromo, oltre a due dipinti raffiguranti una Caduta di Cristo sotto la croce e un'Adorazione dei magi, entrambi attribuiti al Legnanino[10]. La zona del presbiterio è ornata da un ciclo di sei affreschi realizzati nel 1950 dal bergamasco Cornali, rappresentativi de L’Ultima Cena, Crocifissione, La moltiplicazione dei pani e dei pesci, Il sacrifico di Melchisedech, La rinuncia di Martino alla vita militare e Il dono del mantello di Martino al povero[10].

Chiesa Vicaria di San Biagio

La chiesa, che si trova nella frazione Parzano[11][12], venner ricostruita nel 1938 in stile romanico su una precedente chiesetta risalente al XIII secolo. Al suo interno conserva due dipinti del XVII-XVIII secolo, di cui uno raffigurante il santo titolare della chiesa[13].

Oratorio alla Divina Maternità di Maria e di San Giovanni Battista

Costruita nella prima metà del XVIII secolo[14] all'interno di Villa Turati-Minoli, la chiesetta ospita due dipinti ad olio e una pianeta pregiata[15].

Oratorio di San Francesco d'Assisi

L'oratorio, commissionato dalla famiglia Crespi nella prima metà del XX secolo[16], si trova al'interno di Villa del Soldo[17].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Baragiola (già Castelli, in seguito Carcano e poi Pizzala[5]), costruita laddove un tempo si trovava il castello di Orsenigo[5]. La villa si presenta oggi con una configurazione neoclassica, realizzata dall'architetto Giacomo Moraglia[18]. Successivamente, l'architetto Federico Frigerio venne incaricato dall'Onorevole Pietro Baragiola di aggiungere alla villa un nuovo corpo di fabbrica in stile eclettico, tra medioevo e rinascimento lombardo[19].
  • Villa del Soldo[20][21][22]
  • Villa Turati[23], il cui muro di cinta una lapide commemorativa a Simone da Orsenigo, progettata da Luca Beltrami[24].
  • Tre antichi lavatoi: il lavatoio di Parzano, il lavatoio di Via per Erba e il lavatoio “dal doj”[25], dei quali gli ultimi due alimentati da fonti perenni[26].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Resti delle mura del castello di Orsenigo, nei sotterranei della casa parrocchiale[5].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

(fonte: "comune di Orsenigo" su lombardiabeniculturali)

Demografia post-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 458, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ a b c d e Borghese, p.345.
  6. ^ a b c d e Comune di Orsenigo, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  7. ^ Comune di Orsenigo, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  8. ^ Comune di Orsenigo, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  9. ^ Chiesa Parrocchiale - complesso, Via Castelli, 2 - Orsenigo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 20 aprile 2020.
  10. ^ a b c d Comune di Orsenigo, su www.comune.orsenigo.co.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  11. ^ a b Orsenigo - Sapere.it, su www.sapere.it. URL consultato il 20 aprile 2020.
  12. ^ Orsenigo. Parzano pronta a festeggiare San Biagio | Erbanotizie, su erbanotizie.com. URL consultato il 20 aprile 2020.
  13. ^ Comune di Orsenigo, su www.comune.orsenigo.co.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  14. ^ Oratorio della Divina Maternità di Maria e di S. Giovanni Battista, Via IX Agosto 1960, 6 - Orsenigo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 20 aprile 2020.
  15. ^ Comune di Orsenigo, su www.comune.orsenigo.co.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  16. ^ Comune di Orsenigo, su www.comune.orsenigo.co.it. URL consultato il 22 aprile 2020.
  17. ^ Oratorio di S. Francesco d'Assisi, Via del Soldo, 2 - Orsenigo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 20 aprile 2020.
  18. ^ comune.orsenigo.co.it, http://www.comune.orsenigo.co.it/c013170/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/44.
  19. ^ Virgilio sul lago resta di stucco, su www.laprovinciadicomo.it. URL consultato il 7 marzo 2021.
  20. ^ AltaBrianza.org - La Villa del Soldo a Orsenigo (CO), su www.altabrianza.org. URL consultato il 20 aprile 2020.
  21. ^ Villa del Soldo - complesso, Via del Soldo, 2 - Orsenigo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 20 aprile 2020.
  22. ^ Comune di Orsenigo, su www.comune.orsenigo.co.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  23. ^ Villa Turati - complesso, Via IX Agosto 1960, 2 - Orsenigo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 20 aprile 2020.
  24. ^ Comune di Orsenigo, su www.comune.orsenigo.co.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  25. ^ Comune di Orsenigo, su www.comune.orsenigo.co.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  26. ^ Comune di Orsenigo, su www.comune.orsenigo.co.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  27. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annalisa Borghese, Orsenigo, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 345.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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