Moltrasio

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Moltrasio
comune
Moltrasio – Stemma Moltrasio – Bandiera
Moltrasio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoMaria Carmela Ioculano (lista civica Il Montivo-L'aria del cambiamento) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate45°51′37.8″N 9°05′49.92″E / 45.8605°N 9.0972°E45.8605; 9.0972 (Moltrasio)Coordinate: 45°51′37.8″N 9°05′49.92″E / 45.8605°N 9.0972°E45.8605; 9.0972 (Moltrasio)
Altitudine247 m s.l.m.
Superficie8,9 km²
Abitanti1 580[1] (30-11-2019)
Densità177,53 ab./km²
FrazioniBorgo, Carisciano, Casarico, Creolino, Luscesino, Roiano, Somaino, Tosnacco, Vergonzano, Vighinzano, Vignola, Casarevolo.
Comuni confinantiCarate Urio, Cernobbio, Schignano, Torno, Blevio
Altre informazioni
Cod. postale22010
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013152
Cod. catastaleF305
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 420 GG[2]
Nome abitantimoltrasini
Patronosan Martino e Sant'Agata
Giorno festivo11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Moltrasio
Moltrasio
Moltrasio – Mappa
Posizione del comune di Moltrasio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Moltrasio (Multràs in dialetto comasco[3], AFI: [mulˈtrɑːs]) è un comune italiano di 1 580 abitanti[1] della provincia di Como in Lombardia. Il comune è posto sulla sponda occidentale del lago di Como.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono diverse teorie sull'origine del nome, almeno tre, di cui una a sua volta si diversifica.

La prima dice che il nome originale era Monte Larice o Monte dei Larici, poi, essendo stato raso al suolo, divenne Monte Raso, quindi Moltrasio. Sulla causa c'è chi dice sia dovuta ad un incendio, chi invece al seguito di una battaglia coi nemici di Torno. Una seconda versione parla di luogo dove si ricavava la malta (nel dialetto locale molta). Infine c'è chi attribuisce il nome al fatto di trovarsi tra i monti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama dell'abitato

Sul territorio di Moltrasio sono stati fatti alcuni ritrovamenti archeologici: un'ascia di rame databile a circa 2000-2500 anni fa, un pavimento romano a mosaico e alcuni oggetti.

Da Moltrasio, in epoca romana, passava la via Regina, strada romana che collegava il porto fluviale di Cremona (la moderna Cremona) con Clavenna (Chiavenna) passando da Mediolanum (Milano). Il particolare legame con la strada perdurò anche nel Medioevo: nel 1335 il comune di Moltrasio risulta incaricato della manutenzione del tratto "a cantono dicte domus de Pizo in sursum usque ad pontem de Moltraxio et medietatis ipsius pontis”.[4]

Nel 1058 Moltrasio costituiva già un'entità comunale indipendente.[4]

Nel 1292 il paese acquisì il titolo di borgo e nel 1405 la cittadinanza comasca che comportava per gli abitanti alcuni privilegi[4].

Nel 1335 Moltrasio risulta già facente parte della pieve di Zezio, in cui risultò inserito per oltre due secoli.[4]

Nel 1522 subì un saccheggio da parte della rivale Torno. Il paese fu duramente colpito dalla peste del 1630.

Nel 1652 Moltrasio non faceva già più far parte della pieve di Zezio, bensì delle cosiddete "Cinque terre unite alla città di Como", entro cui risulta ancora inserito nel 1751, quando il territorio comunale moltrasino si estendeva già ai cassinaggi di Carisciano, Cravolino, Tosnago, Bardolino, Donegano, Borgo, Viginzano, Casarico, Vigniola e Vergonzano.[4]

Nel 1756 il comune di Moltrasio fu inserito nella nuova pieve di Zezio superiore del Territorio civile della città di Como.[5]

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione di Urio,[6] decisione che fu abrogata dalla Restaurazione.[7]

Nell'ultima guerra Moltrasio è stata teatro, soprattutto su i suoi monti, della guerra partigiana con la presenza di alcuni gruppi collegati alla brigata Garibaldi. Al termine sempre le sue valli vicine alla Svizzera sono state percorse da decine e decine di uomini che per arrotondare i magri stipendi e per permettere ai figli un futuro migliore, portavano i sacchi con merce di contrabbando. Il fenomeno è terminato quando questa attività è stata dominata da uomini che "giravano con la pistola". Si raccontano ancora alcune fughe molto ardite e pittoresche da parte di spalloni braccati dai finanzieri. Nell'era moderna Moltrasio rimane un luogo dove molte persone continuano a svolgere attività e lavori di cui in altri paesi si è persa la presenza.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale (XVI secolo), dedicata a San Martino[8], è attestata sin dalla fine del XIII secolo[9], La parrocchia possiede numerose reliquie tra le quali svetta la presenza di un frammento della Santa Corona, detta la Sacra Spina, donata alla parrocchia nel 1721. Si festeggia la ricorrenza il giorno 12 ottobre.

Chiesa di Sant'Agata[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale è presente anche la chiesa romanica[10] di sant'Agata[11], risalente all'XI secolo e decorata con affreschi[10], alcuni dei quali recentemente riportati alla luce durante un'operazione di restauro che ha rimosso lo strato di intonaco che li copriva.[12]

La chiesa si presenta come un edificio a due navate chiuse da absidi semicircolari,[12] delle quali quella di destra aggiunta successivamente rispetto all'impianto originario.[10]

La facciata, a capanna, è allungata verso destra,[10] ove è visibiile un ingresso tamponato.[12] Nella parte sinistra, più antica, la facciata è decorata da archetti ciechi che corrono lungo il sottotetto e aperta da un portale realizzato laddove si trovava una trifora.[12]

La parete esterna del lato sinistro ospita una prima coppia di affreschi, raffiguranti rispettivamente un San Cristoforo (XIII secolo[12]) e un Martirio di Sant'Agata,[10] quest'ultimo incluso in tre archetti ciechi.[12]

Il lato destro, che ospita due contrafforti, è invece aperto da due finestre strombate realizzato al di sopra di due archi.[12]

Internamente, la chiesa si presenta con tre campate e una copertura a volte a crociera.[10]

Un secondo ciclo di affreschi, di epoca medievale, è conservato all'interno dell'abside maggiore ove sono raffigurate figure di devoti, tra cui Santa Lucia.[10] L'abside minore ospita invece una mandorla contenente un affresco di Cristo tra i santi Rocco e Antonio Abate, opera attribuita a Giovanni Andrea De Magistris.[11] La volta a crociera della navata principale ospita lacerti di affreschi medievali di angeli e decorazioni geometriche.[11]

Sopra l'altare della navata sinistra si trova un Crocifisso ligneo rinascimentale caratterizzato da estremità polilobate.[11]

La chiesa è dotata, sul lato nord,[12] di un campanile aperto da monofore e bifore e caratterizzato da cinque ordini[12] di specchiature sottolineate da archetti.[10]

Durante le epidemie di peste del XVII secolo, la chiesa funse da lazzaretto.[10]

Cappella di Villa Lucini Passalacqua[modifica | modifica wikitesto]

Non lontano dalla chiesa di Sant’Agata si trova la cappella di Villa Lucini Passalacqua.[10] La cappella ospita una serie di rilievi altomedioevali, un tempo conservati presso la Basilica di Sant'Abbondio a Como.[10]

Oratorio di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

In riva al lago c'è l'oratorio dedicato a San Rocco, nella sua parte più antica risalente al XVI secolo.[13] Per la festività del santo si benedicono le barche.

Architetture religiose a Tosnacco[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Tosnacco ospita la chiesa della Regina Pacis.

Nel piazzale davanti alla chiesa di Tosnacco è posto un crocefisso in bronzo, che venne fuso dal pittore e scultore locale Franco Pizzotti, che originariamente lo pose sulla tomba dei genitori, negli anni '60. Quando il crocefisso venne rimosso dal cimitero di Moltrasio, il figlio del pittore, Marino Pizzotti, lo donò alla chiesa di Moltrasio che lo pose ove si trova, a perenne ricordo del padre.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

  • 1751: 491 abitanti[4]
  • 1771: 561 abitanti[5]
  • 1798: 635 abitanti[6]
  • 1805: 619 abitanti[6]
  • 1809: 938 abitanti (dopo l'annessione di Urio)[6]
  • 1853: 903 abitanti[19]

Demografia post-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel borgo vi sono associazioni molto attive: Arci, Cooperativa di Consumo, Bocciofila, Lido, Hotel, Ristoranti, Negozi, Sartoria, Sci Club, Cai.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale di Moltrasio fu fondata nel 1975.

La biblioteca ha pubblicato sin qui tre numeri dell'annuario "Studi della biblioteca comunale di Moltrasio", che contiene articoli in particolare di storia locale.

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda ben nota nella zona ha per protagonista una ragazza di Moltrasio, la bella Ghita. Si narra che Ghita era andata a trovare dei parenti nel vicino paese di Cernobbio. Quando aveva preso la via del ritorno era ormai tardi e per sua sfortuna incontrò un losco personaggio che aveva mire malvagie nei suoi confronti. La ragazza, pregando la Madonna, si gettò dal dirupo che scendeva verso il lago, nel quale cadde anche il malintenzionato. A differenza di quest'ultimo, che vi precipitò, Ghita si salvò perché le sue vesti s'impigliarono in una pianta.[21]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dalle ultime elezioni (giugno 2009) in comune è insediata una lista civica di centrodestra, Il Montivo - L'aria del cambiamento.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 400.
  4. ^ a b c d e f Comune di Moltrasio, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 maggio 2020.
  5. ^ a b Comune di Moltrasio, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 maggio 2020.
  6. ^ a b c d Comune di Moltrasio, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 maggio 2020.
  7. ^ Comune di Urio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  8. ^ Chiesa dei SS. Martino e Agata - complesso, Via Roma - Moltrasio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 maggio 2020.
  9. ^ Parrocchia di San Martino, sec. XVI - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 maggio 2020.
  10. ^ a b c d e f g h i j k RomaniCOMO, su www.romanicomo.it. URL consultato il 5 febbraio 2020.
  11. ^ a b c d Chiesa di Sant'Agata - Moltrasio, su myLakeComo.co. URL consultato il 26 marzo 2020.
  12. ^ a b c d e f g h i Chiesa di Sant'Agata, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'11 giugno 2018.
  13. ^ Oratorio di S. Rocco, Via Regina - Moltrasio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 maggio 2020.
  14. ^ Villa Erker Hocevar, Via Regina, 31 - Moltrasio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  15. ^ Villa Fasola, Via Antonio Besana, 31 - Moltrasio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  16. ^ Villa Fontanelle - complesso, Via Regina, 1 - Moltrasio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  17. ^ Villa Passalacqua - complesso, Via Regina, 28 - Moltrasio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  18. ^ Moltrasio rinuncia al suo sasso, su www.laprovinciadicomo.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  19. ^ Comune di Moltrasio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 maggio 2020.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Moltrasio Il lago di Como e le sue leggende, su ondetour.net. URL consultato il 23 febbraio 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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