Musso (Italia)

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Musso
comune
Musso – Stemma
Musso – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindacogeom. Marco Pozzi (lista civica) dal 26-05-2019
Territorio
Coordinate46°06′45″N 9°16′33″E / 46.1125°N 9.275833°E46.1125; 9.275833 (Musso)Coordinate: 46°06′45″N 9°16′33″E / 46.1125°N 9.275833°E46.1125; 9.275833 (Musso)
Altitudine201 m s.l.m.
Superficie3,71 km²
Abitanti959[1] (30-11-2019)
Densità258,49 ab./km²
FrazioniBresciana, Campaccio, Croda, Genico, Terza, Campagnano
Comuni confinantiColico (LC), Dongo, Pianello del Lario
Altre informazioni
Cod. postale22010
Prefisso0344
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013160
Cod. catastaleF828
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 219 GG[2]
Nome abitantimussesi o mussiani
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Musso
Musso
Musso – Mappa
Posizione del comune di Musso nella provincia di Como
Sito istituzionale

Musso (Muss in dialetto comasco[3][4], AFI: [ˈmys]) è un comune italiano di 959 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Musso è famoso per essere stata una delle due roccaforti principali del Medeghino che si insediò nel suo inaccessibile castello.

Sin dall'antichità è fu luogo di estrazione del marmo di Musso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 riportano "Mussio" come il comune che, all'interno della pieve di Dongo, aveva in carico la manutenzione del tratto di via Regina compreso tra "Castalora" fino al "cantonum vinee canonicorum de Dugno".[5]

Sempre inserito nella stessa pieve anche durante il Ducato di Milano, dal 1406 al 1528 e dal 1532 al 1617 Musso fu concesso in feudo alla famiglia dei Malacrida.[5]

Nella breve parentesi di quattro anni in cui, nel XVI secolo, la famiglia non mantenne il beneficio feudale, il comune fu invece infeudato dal condottiero Medeghino,[5] il quale rinforzò l'antico castello del Sasso di Musso in tre punti nevralgici:[6]

  • la punta a strapiombo sul lago;
  • la località che ora ospita la chiesa di Sant'Eufemia;
  • la sommità del Sasso, ove realizzò un fossato (la cosiddetta "Tagliata") per difendere il castello da tergo.

Il castello fu distrutto nel 1532, con la sconfitta del Medeghino ad opera degli Sforza e dei Confederati Svizzeri.[6]

Nel 1617, i Malacrida passarono il feudo ai Bossi, a cui Musso rimase infeudato fin'oltre la metà del XVIII secolo.[5]

Nel 1751 la giurisdizione del comune di Musso si estendeva ai cassinaggi di Bresciana, Campagnano, Croda, Genico e Terza.[5]

A seguito di un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807, il territorio di Musso divenne parte del comune di Pianello.[7] L'aggregazione fu tuttavia abrogata con la Restaurazione.[8]

Nel 1934 Musso vide un allargamento dei propri confini territoriali, che si estesero fino a comprendere una zona disabitata del comune di Dongo.[9]

Il tratto di strada che collega Musso a Dongo fu teatro della cattura di Mussolini il 27 aprile 1945.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Biagio[modifica | modifica wikitesto]

Oggetto di importanti ristrutturazioni nei secoli XV e XVI,[10] la chiesa di San Biagio attestata come sede di una parrocchia dal 1387, anno in cui la dedicazione della chiesa smise di essere "San Nazaro".[11][6]

Un intervento di ristrutturazione del 1507 riguardò la realizzazione di tre navate divise da colonne, oltre alla realizzazione di una copertura a capriate per la navata centrale e a volte per le due laterali.[6]

Esternamente, la chiesa si presenta con una facciata coronata da archetti pensili, la quale in periodo di Controriforma fu dipinta a finto bugnato con colori vivaci. Nella facciata si aprono due finestre e tre portali a tutto sesto, questi ultumi sormontati da lunette affrescate.[6]

Sul lato destro della chiesa si trova il sagrato, il quale ospita un porticato, un'antica a vasca in marmo e stemmi e tombe della famiglia Malacrida.[6] Sullo stesso lato si trova il campanile del 1730.[6]

Chiesa di Sant'Eufemia[modifica | modifica wikitesto]

Una balza del Sasso di Musso ospita la chiesetta di Sant'Eufemia (XVII secolo), in origine probabilmente dedicata a San Childerico.[6]

Situata in posizione dominante sugli abitanti di Musso e di Dongo, la chiesa si presenta con una facciata preceduta da un porticato con due colonne, sulla quale è riportanta la data del 1662.[6]

La chiesa fa parte del cosiddetto "Giardino del Merlo", realizzato tra il 1858 e il 1883 ai confini con Dongo.[6]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • VIlla Orombelli (XVIII secolo)[12]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà dell'Ottocento Giuseppe Manzi realizzò il "Giardino del Merlo", comprensivo di oltre 120 specie di piante esotiche, oltre che a piccoli ponti, grotte, gallerie e giochi d'acqua.[6]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

  • 1751: 350 abitanti[5]
  • 1771: 403 abitanti[13]
  • 1805: 525 abitanti[14]
  • 1809: 493 abitanti (prima dell'aggregazione a Pianello)[7]
  • 1853: 732 abitanti[8]

Demografia post-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 435.
  4. ^ ortografia classica
  5. ^ a b c d e f Comune di Musso, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l Comune di Musso (CO), su www.comune.musso.co.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  7. ^ a b Comune di Musso, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  8. ^ a b Comune di Musso, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  9. ^ Comune di Musso, 1859 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  10. ^ Chiesa di S. Biagio - complesso, Via Regina - Musso (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  11. ^ Parrocchia di San Biagio, sec. XIV - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  12. ^ Villa Orombelli - complesso, Via Regina, 2(p),4 - Musso (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  13. ^ Comune di Musso, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  14. ^ Comune di Musso, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2020.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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