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Cassina Rizzardi

Coordinate: 45°45′N 9°02′E
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Cassina Rizzardi
comune
Cassina Rizzardi – Stemma
Cassina Rizzardi – Bandiera
Cassina Rizzardi – Veduta
Cassina Rizzardi – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Como
Amministrazione
SindacoAlessandro Bellù (lista civica Insieme per Cassina Rizzardi) dal 9-6-2024
Territorio
Coordinate45°45′N 9°02′E
Altitudine317 m s.l.m.
Superficie3,51 km²
Abitanti3 261[1] (28-2-2026)
Densità929,06 ab./km²
FrazioniBoffalora, Monticello, Ronco Vecchio, Villette-Gervasio Ovest.
Comuni confinantiBulgarograsso, Fino Mornasco, Guanzate, Luisago, Villa Guardia
Altre informazioni
Cod. postale22070
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013055
Cod. catastaleC020
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 580 GG[3]
Nome abitanticassinesi
Patronosan Giuseppe
Giorno festivoterza domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cassina Rizzardi
Cassina Rizzardi
Cassina Rizzardi – Mappa
Cassina Rizzardi – Mappa
Posizione del comune di Cassina Rizzardi nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cassina Rizzardi (Cassina in dialetto comasco[4], AFI: /kaˈsina/) è un comune italiano di 3 261 abitanti[1] della provincia di Como in Lombardia, situato nella zona occidentale della Brianza[5].

Geografia fisica

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Torrente Livescia

Il territorio di Cassina Rizzardi è attraversato dal rio Livescia. Il torrente, che nasce in località Monticello e scorre fino a Boffalora, segnando un tratto del confine comunale. Dopo esser entrato nel territorio di Fino Mornasco, la Livescia termina il suo percorso nel torrente Lura[6], del cui parco fa parte anche Cassina Rizzardi[7].

Origini del nome

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Cassina è un'espressione lombarda derivata dal vocabolo "cascina", mentre Rizzardi è il nome dalla nobile famiglia comasca a cui vennero concessi i terreni attorno alla cascina[6].

A differenza di altri centri della zona del Finese, nel Medioevo Cassina Rizzardi non costituiva ancora un vero e proprio abitato[6]. Tuttavia, la natura e la fertilità del luogo resero ambiti i terreni di Cassina, controllati da Enti ecclesiastici in epoca medioevale e, dopo la Riforma Teresiana, proprietà quasi esclusiva di nobili[6].

La più antica attestazione storica è costituita dal documento, datato 1322, con cui il territorio fu infeudato alla famiglia Rizzardi.[8] Successivamente, il feudo passò dapprima ai Lucini e in seguito ai Porro Lambertenghi.[8]

Tra il XVI e il XVII secolo la terra di "Cassina Rizzardi" o "Cassina Rizarda" risulta essere compresa nella pieve di Fino, all'interno del Ducato di Milano.[9]

Sempre compreso nella stessa pieve, nel 1751 il territorio del comune di Cassina Rizzardi risultava comprendere i cassinaggi di Molino e Molinello, oltre al territorio dei già soppressi comuni di Boffalora, Monticello e Ronco[9].

Le riforme di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico decretarono, per il comune di Cassina Rizzardi, dapprima un'annessione a Cadorago (1807) e, in seguito, uno spostamento nel territorio comunale di Fino (1812)[10]. La Restaurazione sancì tuttavia l'abrogazione di tutti i decreti napoleonici e la ricostituzione di Cassina Rizzardi come entità comunale autonoma[11].

Le acque dei torrenti presenti sul territorio furono sapientemente sfruttate nel corso dei secoli per il funzionamento di tre mulini a due pale e, probabilmente, usate dal conte Luigi Porro Lambertenghi per il primo esperimento di filanda a vapore nel 1815[6]. Tra le molte descrizioni del luogo giunte a noi dall'Ottocento, Bianchi Giovini e Fabi forniscono un'immagine bucolica[6]:

«Cassina Rizzardi. Provincia e distretto di Como, comune con convocato, a cui sono unite le frazioni di Boffalora, Monticello e Ronco. Fanno in tutto 654 abitanti, compresivi 161 collettabili. Superficie pertiche 5,167.10. Estimo scudi 21,674.2.7. I suoi dintorni sono diligentemente coltivati a viti e gelsi. Sta presso il torrente Lura, 5 miglia ad ostro-ponente da Como e 2 a tramontana-levante da Appiano.»

In aggiunta alle piantagioni di viti e gelsi, la fertilità della terra consentì la rotazione delle coltivazioni di avena, segale, frumento e mais, oltre allo sviluppo di attività zootecniche[6]. Nel 1860, la famiglia Porro Lambertenghi, a quel tempo proprietaria dell'omonima villa cassinese, ebbe un ruolo primario nel matrimonio di Garibaldi a Fino Mornasco, giunto nella zona con i suoi garibaldini nel maggio del 1859[6]:

«1860 - Il 18 gennaio il marchese Luigi Porro Lambertenghi, trovandosi a letto, delega suo figlio conte cav. Giulio, già discepolo di Silvio Pellico, a rappresentarlo quale testimone della damigella Giuseppina Raimondi nel suo matrimonio col generale Giuseppe Garibaldi.»

Durante il pranzo di nozze, lo sposo abbandonò la consorte insalutato ospite[6].

Durante la ventosa notte del 14 marzo 1900, alle ore tre un incendio partito dalla Corte dei Balditt si estese rapidamente a tutto il paese, risparmiando solo la villa Porro Lambertenghi, il municipio e la chiesetta[6]. La cronaca dell'episodio, riportata sul giornale La Provincia di Como del 15 marzo 1900, riporta di duecentotrenta persone rimaste senza casa, la maggior parte di esse tuttavia provviste di assicurazione.[6]

Quando il 27 agosto 1917 il marchese Giberto Porro Lambertenghi morì in guerra, il testamento riportò come erede la figlia Elena, pur tuttavia dichiarando[6]:

«… voglio che la Villa di Cassina Rizzardi vada a finire in mani assolutamente estranee… Lascio la mia Villa di Cassina Rizzardi col mobiglio che contiene… alla Società Italiana per la Protezione dei Fanciulli che ha sede a Milano…»

Il testamento sancì inoltre il lascito della chiesetta al Comune di Cassina Rizzardi con l'obbligo di demolire il cavalcavia che la collegava alla villa[6].

Nel 2011 è stato costruito il nuovo asilo comunale che fa parte del nuovo polo scolastico di Cassina Rizzardi. Sono inoltre incominciati anche i lavori di ristrutturazione del centro sportivo comunale partendo dai vecchi spogliatoi, che sono stati ampliati e ammodernati secondo gli standard dettati dalla FIGC.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica dell'11 marzo 1953.[12]

«Di azzurro, alla fascia d'argento, accompagnata sopra da tre spighe di grano fruttate e fogliate d'oro, ordinate in fascia, e sotto da un monte all'italiana (3), di verde, cucito, uscente dalla punta. Ornamenti esteriori di Comune.»

Il gonfalone è un drappo di azzurro.[13]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Chiesa di San Rocco

Architetture religiose

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  • Chiesa dei Santi Giuseppe e Maria sposi (XVII secolo)[14]
  • Chiesa di San Rocco (XVIII secolo)[15]
  • La nuova parrocchiale
    Nuova chiesa parrocchiale[16]

Architetture civili

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Villa Porro Lambertenghi

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Villa Porro Lambertenghi (XVII secolo)[17] deve il proprio nome alla famiglia che la costruì in più fasi, a partire dal XVI secolo[18]. Una prima fase comportò la costruzione di un complesso con impianto ad "H" disposta lungo un asse che da sud-ovest punta a nord-est. Il complesso venne in seguito ampliato in una direzione perpendicolare rispetto alla primitiva, mediante l'edificazione di due bracci più bassi, disposti in modo tale da formare una "U" aperta verso sud-est. Questi più recenti bracci si estendono a partire dalla dimora padronale, edificio decorato nel quale si apre un porticato.[19]

Nel corso dell'Ottocento, la villa passò dapprima ai Raimondi, per poi essere convertita in una struttura ospedaliera.[18]

Fino alla metà degli anni Settanta del Novecento, la Villa fu utilizzata per scopi sociali, ospitando un centro socio-educativo e una scuola professionale (1927-1962). Dopo un periodo di abbandono incominciato nel 1978, che ha portato la struttura a uno stato di totale decadenza oltre che a furti di numerose opere d'arte, l'Amministrazione Provinciale di Como, attuale proprietaria, aveva previsto dei lavori di restauro con l'intenzione di utilizzare la struttura come casa di riposo per anziani[6]; al 2020 però, questi lavori non sono mai incominciati[20][21][22][23]. Nel secondo decennio del XXI secolo la villa è stata messa all'asta dalla Provincia di Como diverse volte, tra cui nel 2013 con una base d'asta di circa 4.500.000,00€[24] e nel 2015 con una base d'asta di 2.929.500,00€[25].

Aree naturali

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Evoluzione demografica

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Demografia pre-unitaria

  • 1751: 185 abitanti[9]
  • 1799: 450 abitanti[10]
  • 1805: 504 abitanti[10]
  • 1809: 603 abitanti[10]
  • 1853: 745 abitanti[11]

Demografia post-unitariaAbitanti censiti[26]

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Benedetto Monti Lista civica - Coalizione di centro Sindaco [27]
1999 2004 Benedetto Monti Lista civica di centrodestra Sindaco [27]
2004 2008 Adriano Cattaneo Lista civica Sindaco [27]
2008 2013 Paolo De Cecchi Lista civica - La svolta Sindaco [27]
2013 2018 Paolo De Cecchi Lista civica - La svolta Sindaco [27]
2018 2019 Lucrezia Loizzo Commissario Prefettizio [27]
2019 2024 Piergiorgio Bonino Lista civica Cassina domani Sindaco [27]
2024 in carica Alessandro Bellù Lista civica Insieme per Cassina Rizzardi Sindaco [27]

Dal 1974 Cassina Rizzardi ospita il Golf Club Monticello, progettato nell'omonima località da Luigi Caccia Dominioni su un'area di circa 140 ettari[28].

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. AA. VV.,  p. 159
  5. Boselli, p. 91
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Comune di Cassina Rizzardi (CO)[collegamento interrotto], su comune.cassinarizzardi.co.it. URL consultato il 30 aprile 2020.
  7. Comune di Cassina Rizzardi (CO)[collegamento interrotto], su comune.cassinarizzardi.co.it. URL consultato il 30 aprile 2020.
  8. 1 2 Borghese, p. 150.
  9. 1 2 3 Comune di Cassina Rizzardi, sec. XIV - 1757, su Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 30 aprile 2020.
  10. 1 2 3 4 Comune di Cassina Rizzardi, 1798 - 1809, su Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 30 aprile 2020.
  11. 1 2 Comune di Cassina Rizzardi, 1816 - 1859, su Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 30 aprile 2020.
  12. Cassina Rizzardi, decreto 1953-03-11 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 23 ottobre 2022 (archiviato il 23 ottobre 2022).
  13. Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Cassina Rizzardi, su ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 12 ottobre 2024.
  14. Chiesa dei SS. Giuseppe e Maria Sposi, Piazza Silvio Pellico - Cassina Rizzardi (CO), su Architetture – Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 30 aprile 2020.
  15. Chiesa di S. Rocco, Via Risorgimento - Cassina Rizzardi (CO), su Architetture – Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 30 aprile 2020.
  16. Parrocchia San Giuseppe Cassina Rizzardi, su Parrocchia San Giuseppe Cassina Rizzardi. URL consultato il 27 novembre 2021.
  17. Villa Porro Lambertenghi - complesso, Piazza Silvio Pellico, 10,14 (P) - Cassina Rizzardi (CO), su Architetture – Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 30 aprile 2020.
  18. 1 2 Langè, p. 256.
  19. Langè, pp. 256-257.
  20. Cassina Rizzardi, l'oblio di Villa Porro Lambertenghi, su rivistacomo.it. URL consultato il 15 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2016).
  21. Villa Porro Lambertenghi è ridotta così, su corrieredicomo.it. URL consultato il 15 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2016).
  22. Cassina Rizzardi, villa Porro finisce su Striscia la Notizia, su laprovinciadicomo.it.
  23. Villa Porro Lambertenghi, il degrado continua ma i social non dimenticano: "È una vergogna!", su QuiComo. URL consultato il 30 aprile 2020.
  24. L'area industriale va all'asta. Mezzo paese è in vendita, su laprovinciadilecco.it.
  25. Avviso d'asta pubblica per la vendita di immobili, su provincia.como.it. URL consultato il 15 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2016).
  26. Dati tratti da:
  27. 1 2 3 4 5 6 7 8 Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su amministratori.interno.gov.it. URL consultato il 13 maggio 2023.
  28. COMUNE DI CASSINA RIZZARDI (CO)[collegamento interrotto], su comune.cassinarizzardi.co.it. URL consultato il 30 aprile 2020.
  • Santino Langè, Ville delle province di Como, Sondrio e Varese, a cura di Pier Fausto Bagatti Valsecchi, Vol. Lombardia 2, Milano, Edizioni SISAR, 1968.
  • Annalisa Borghese, Cassina Rizzardi, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 150.
  • Pierino Boselli, Dizionario di Toponomastica Briantea, Comasca e Lecchese, Lecco, G. Stefanoni s.r.l., 1993, p. 91.
  • AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 159, ISBN 88-11-30500-4.
  • Nicoletta Ossanna Cavadini, Simone Cantoni architetto, Electa, Milano 2003.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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