Lucini

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Stemma della famiglia Lucini
Coat of arms of the House of Lucini.jpg
Blasonatura
D'azzurro a tre lucci d'argento natanti l'uno sull'altro col capo dell'Impero.

I Lucini sono un'antica famiglia nobile lombarda di origini comasche risalente al XII secolo.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Lucini è un'antica famiglia nobiliare italiana originaria di Como, e che alcuni scrittori fanno discendere dal console romano Fabrizio Lucino che guerreggiò con Pirro intorno al 280 a.C. e che avrebbe fondato la città di Lucimburgo, oggi Lussemburgo. I Lucini ebbero in Como e nel resto della Lombardia personaggi illustri per dottrina e per alte cariche ecclesiastiche, civili e militari. Lo scrittore lombardo Gian Pietro Lucini, precursore delle Nuove avanguardie, commentò con queste parole le origini del casato:

«I genealogisti del seicento si sono sbizzarriti ingegnosamente intorno al nome ed alla sua derivazione. Pensarono alla Gens Lucinia romana plebea che ebbe magistrature nel Tribunato e che venne al seguito delle legioni sulle sponde del Lario. Vicino a Como vi ha Lucino, una borgata difesa da castellotto nel medio evo, ora pingue di coltivi, e nella Germania meridionale un Lucinburgo. I genealogisti fantasticarono che la fondazione di queste cittadine fosse dovuta ai Lucii.»

(Gian Pietro Lucini, "Prose e canzoni amare",[1])

L'ascesa dei Lucini[modifica | modifica wikitesto]

«(...) le due tendenze nella casa: o col Papa o coll’Imperatore. Costoro erano in genere uomini d’arme o di toga, ambiziosi ed inquieti, prepotenti e deliberati. Dopo il cinquecento si danno all’arte ed alle scienze. Dal Barbarossa forse incomincia la loro nobiltà.»

(Gian Pietro Lucini, "Autoritratto" in "Prose e canzoni amare",[2])
Il cardinale Luigi Maria Lucini (1666-1745)

Ardizzone I Lucini fu vescovo di Como nel 1120 e ottenne notevoli privilegi dall'Imperatore Federico Barbarossa, privilegi che furono confermati e aumentati, nel 1196, ad Ardizzone II Lucini, egli pure vescovo di Como, dall'Imperatore Enrico VI, figlio del Barbarossa. I Lucini occuparono altresì la sede vescovile di altre città d'Italia, e particolarmente nel 1279 quella di Novara. Figurano inoltre diversi arcidiaconi della cattedrale di Como, i più antichi dei quali furono: Emanuele Lucini, morto nel 1279, ed Enrico Lucini, morto nel 1294. Per di più verso la metà del XVIII secolo fiorì a Roma il Padre Domenicano Luigi Lucini (1666-1745), che per la sua dottrina e per le sue virtù ottenne i primi onori del suo Ordine, venendo poi, nel 1724, nominato Commissario del Sant'Uffizio, e, nel 1743, creato Cardinale di Santa Chiesa dal Sommo Pontefice Benedetto XIV.

Fra i personaggi di questa famiglia si distinsero inoltre: Arnaldo Lucini, capitano dei comaschi nella guerra fatta ai milanesi dall'imperatore Federico Barbarossa e che fu da questo, dopo la rotta di Legnano nel 1176, mandato in qualità di Oratore ai Milanesi per trattare il riscatto dei comaschi fatti prigionieri in quella battaglia. Goffredo Lucini fu, nel 1226, rettore della Lega Lombarda, della Marca e Romagna, e, nel 1231, prefetto di Padova. Giovanni Lucini fu pretore di Milano nell'anno 1280 ed un altro Giovanni Lucini fu podestà di Bologna nel 1294. Francesco Lucini fu professore di Diritto Civile all'Università di Pavia nel 1391 e Lucino Lucini professore di Medicina alla suddetta Università nel 1392. Battista Lucini venne deputato dai Decurioni della città di Como ad accompagnare e servire Gabriele Ludovico del Vasto, marchese di Saluzzo, il quale, nel 1539, si trovava a Como, e fu dallo stesso Del Vasto eletto Capitano.

Il Ducato di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Lucini (XIX sec.), nel centro di Milano

Giacomo Lucini fu poi Milite del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti conte di Vertus e nella pompa funerale, celebrata a Milano, nel 1402, in onore del defunto duca, fu il Lucini tra i personaggi scelti ad accompagnare il feretro. Questo medesimo Giacomo Lucini fu inoltre mandato nel 1404, dalla fazione dei Vitani della città di Como, in qualità di Ambasciatore al neo duca di Milano Giovanni Maria Visconti, figlio e successore di Gian Galeazzo, per concludervi la pace stipulata davanti a quel duca dalle due parti guelfa e ghibellina. Alessandro Lucini, Giureconsulto e letterato distinto, trovandosi a Roma, verso il 1590, fu nominato governatore d'Ostia e Velletri; ritornato, due anni dopo, a Como, fu dal clero della città e diocesi eletto ambasciatore al Sommo Pontefice Clemente VIII, nell'anno 1539.

Antonio Lucini fu valoroso capitano e fiorì sul finire del XVI secolo e nel principio del XVII; militò sotto le bandiere di Enrico III Re di Francia, dal quale ebbe il comando di 500 cavalli, passò in seguito al servizio di Vittorio Amedeo I Duca di Savoia, e finalmente prese partito per Filippo III re di Spagna e duca di Milano, finché rottagli una gamba, in un combattimento presso Asti, si ritirò in patria, ove morì pochi anni dopo.

I rami dei Lucini[modifica | modifica wikitesto]

A San Giorgio su Legnano hanno posseduto l'omonimo palazzo che vendettero in seguito. I Lucini si unirono con la famiglia Passalacqua nel XVI secolo dando origine ai Lucini Passalacqua. Nel 1763 si unirono agli Arese dando origine alla famiglia Arese Lucini. Un altro ramo della famiglia alla fine del XIX secolo si imparentò con i marchesi Meraviglia Mantegazza.

Personaggi storici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gian Pietro Lucini, Prose e canzoni amare, Vallecchi editore, Firenze 1971, p. 85.
  2. ^ Ibidem.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aa.Vv., Le supreme cariche del ducato di Milano. Da Francesco II Sforza a Filippo V, in “Archivio Storico Lombardo “, s. IX, vol. IX (1970).
  • AA. VV., Le supreme cariche del Ducato di Milano e della Lombardia austriaca 1706-1796, in “Archivio Storico Lombardo”, s. X, vol. V (1979-80)
  • Maurizio Monti, Storia di Como, Pietro Ostinelli, Milano 1832
  • Dante Zanetti, La demografia del patriziato milanese nei secoli XVII, XVIII, XIX., Università di Pavia, Pavia 1972

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