Laglio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Laglio
comune
Laglio – Stemma Laglio – Bandiera
Laglio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoRoberto Pozzi (lista civica Insieme per Laglio) dal 15-4-2008
Territorio
Coordinate45°53′N 9°08′E / 45.883333°N 9.133333°E45.883333; 9.133333 (Laglio)Coordinate: 45°53′N 9°08′E / 45.883333°N 9.133333°E45.883333; 9.133333 (Laglio)
Altitudine199 m s.l.m.
Superficie6,2 km²
Abitanti905[1] (30-11-2019)
Densità145,97 ab./km²
FrazioniGermanello, Ossana, Soldino, Ticée, e Torriggia.
Comuni confinantiBrienno, Carate Urio, Faggeto Lario, Nesso, Pognana Lario
Altre informazioni
Cod. postale22010
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013119
Cod. catastaleE405
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantilagliesi
PatronoSan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Laglio
Laglio
Laglio – Mappa
Posizione del comune di Laglio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Laglio (Lài in dialetto comasco[2], pronuncia fonetica IPA: /ˈlaj/) è un comune italiano di 905 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Si estende sulla sponda occidentale del Lago di Como a 15 km di distanza dal capoluogo lariano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è posto ad un'altitudine di 202 m s.l.m. sulla sponda occidentale del lago di Como, si snoda lungo il tracciato dell'antica strada romana, la Regina, ed occupa una fascia di territorio posta fra il Monte Colmegnone (1383 m s.l.m.) e il Lago.

È formato da cinque frazioni: Germanello, Ossana, Soldino, Ticée, Torriggia.

Fu feudo della famiglia Crivelli fino al seicento, passò poi sotto la signoria di Francesco Gallio.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome è legato a un'origine romana. Il toponimo "Laglio" deriva infatti dal nome del comandante Romano Lallius[3], mentre il nome della frazione di Torriggia (in dialetto Turigia) da "turris", ossia "torre, insediamento di difesa e di guardia".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come confermato dal ritrovamento, all’inizio del XX secolo, di una lapide funerariale[4], le origini di Laglio risalgono all'epoca romana, quando il territorio ospitava guarnigioni militari e doganali[3]. A testimonianza di ciò resta ancor'oggi l’antica torre situata in località Torriggia[3]. Da Laglio, in epoca romana, passava la via Regina, strada romana che collegava il porto fluviale di Cremona (la moderna Cremona) con Clavenna (Chiavenna) passando da Mediolanum (Milano). I coloni romani, considerata la dolcezza del clima, terrazzarono le pendici delle montagne del lago impiantando la coltura della vite e dell'ulivo.

In epoca paleocristiana, Laglio dipendeva dalla pieve di Nesso[3], una delle grandi pievi che comprendeva un vasto territorio sulle sponde lacustri, nata nell'XI secolo, antica plebs d'importanza storica ed economica fondata dai coloni della Magna Grecia inviati sul Lario da Giulio Cesare. Il ricordo di quella comunità è rappresentato all'interno della parrocchiale di Nesso, nella cappella del fonte battesimale, sui costoloni della cupola, dove sono dipinti i santi patroni di tutti i paesi appartenenti all'antica pieve.

Il comune di "Lallio", che nel XII secolo è attestato come entità amministrativa autonoma, viene citato dagli annessi agli Statuti di Como del 1335 come la comunità che, all'interno della pieve di Nesso, aveva il compito della manutenzione del tratto di via Regina fino alla "valesellam que dividit territorium de Lallio a territorio de Brieno".[5]

Nei secoli successivi il comune seguì il destino della pieve di Nesso all'interno del Ducato di Milano, infeudata da Lucrezia Crivelli nel 1497 e, dal 1647 fin'oltre la metà del XVIII secolo, dai Gallio-D'Alvito[6].

Nel 1751 il territorio comunale si estendeva già ai cassinaggi di Soldino, Ticerio, Ossona, Germanello e Torriggia[6].

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'aggregazione dei comuni di Brienno e Carate al comune di Laglio[7]. La decisione fu tuttavia abrogata con la Restaurazione[8][9].

Tra il 1927 al 1948 Laglio fu comune singolo con Brienno,[3] mediante un'unione temporanea che a partire dal 1928, comportò un cambio della denominazione del comune in "Laglio - Brienno"[10].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

La ruota e le stelle - Lo stemma civico di Laglio sormontato in capo di una fascia di nero caricata di tre stelle d'argento, a sei punte, venate di nero simboleggiano le Frazioni; su sfondo rosso, una ruota da mulino al naturale dentata di otto, in colore oro, rappresenta le industrie delle reti metalliche; le acque azzurre e le ondine in argento sono il lago su cui si affaccia il paese e si specchiano le montagne. Oggi, l'attività cantieristica s'è ridotta, molte fabbriche di tele metalliche hanno cessato l'attività, la pesca ha una presenza simbolica e il settore agro-silvo-pastorale è da tempo inesistente.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giorgio

La chiesa di San Giorgio, costruita tra il 1619 e il 1630[11] sulla fondamenta di una preesistente chiesa, conserva stucchi del XVIII secolo realizzati da Stefano Salterio[3], nonché opere di pittura e scultura Settecentesche[4].

Sul lato destro della chiesa di San Giorgio si trova l'Oratorio dei Confratelli del Santissimo Sacramento, ornato anch'esso da decorazioni settecentesche e da una pala d'altare raffigurantente la Madonna del Rosario, opera di Carlo Innocenzo Carloni[4]. L'Oratorio conserva inoltre un altare in stucco realizzato da Stefano Salterio[4].

La chiesetta di S. Gerolamo di Germanello[4] fu eretta nel 1782. È un tempietto a cupola che segna il punto terminale delle quattordici cappellette della Via Crucis che salgono dalla riva del lago.

Nell'anno 1756[12] venne ricostruita a Torriggia la chiesa di S. Bartolomeo apostolo di dimensioni più ampie della precedente, per l'aumento della popolazione, a navata unica con una sola cappella laterale sulla destra dedicata alla Madonna del Rosario. Nel 1781 venne benedetta la via Crucis. Nel 1929 venne rifatta la facciata. La statua in legno di S. Bartolomeo apostolo è opera di un artista della Val Gardena.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Oleandra
  • Villa Oleandra[13], edificata nel Settecento sul luogo di un antico insediamento romano[14]. La villa fu di proprietà della famiglia Heinz fino al 2002, anno in cui passò nelle mani di George Clooney, il quale è solito trascorre l'estate nel paese rivierasco ospitando altri personaggi famosi (tra i quali Barack Obama[15]). Collegata a Villa Oleandra si trova Villa Margherita, dal 2004 anch'essa di proprietà dell'attore statunitense.
  • Villa Melograno “la Punta” presenta il suo grande giardino degradante dalla strada a lago dove si trova la darsena[14].
  • Villa Deleuse, Villa Ortensia, Villa Marco, Villa Regina e Villa Castiglioni[16].
  • La settecentesca Villa Veronesi, edificata sulla punta di Torriggia in un punto stretto del lago di Como. Sulle facciate del cortile interno una splendida meridiana doppia.
  • A Torriggia si trovano anche un'edicola (dietro cui, sullo sfondo, si intravede Careno) e gli ultimi resti dell'antica via Regina Teodolinda, un percorso storico ampliato e sistemato da Giulio Cesare per collegare attraverso lo Spluga, il passo Settimo e il passo Giulio, la Gallia Cisalpina con Milano e la Germania attraverso Coira.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Piramide di Frank[modifica | modifica wikitesto]

La piramide di Frank (1851).

La cosiddetta Piramide di Frank è il monumento funebre di Giuseppe Frank (1771-1842), noto professore appartenente ad una famiglia di medici d'origini austriache[4], docente all'Università di Pavia ed allievo del Volta. Il mausoleo, eretto nel 1851 su progetto di Adolfo Sironi poi modificato da Francesco Durelli, domina il cimitero comunale[3] con i suoi venti metri di altezza. La scelta di erigere la piramide in quella posizione fu del Marchese del Mayno, esecutore testamentario del medico. La tomba monumentale è ricoperta in granito grigio di San Fidelino e nel mezzo della facciata ospita il grande medaglione in marmo di Carrara con l'effigie in bassorilievo del Frank, opera dello scultore comasco Luigi Agliati. Sotto al medaglione si legge il testo ioseph frank / mdcccli in lettere cubitali fuse in ghisa. Sui lati si aprono tre porte in ordine egizio protette da cancelli in ferro battuto. All'interno un elegante avello in pietra di Viggiù e dietro esso una grande lapide funeraria in pietra di Viggiù.[17] Il mausoleo sarebbe dovuto sorgere a Como, dove il Frank abitava, nell'area del Tempio Voltiano ed accogliere le spoglie di Alessandro Volta ma fu bocciato dai comaschi[senza fonte]. Joseph Frank decise di erigere ugualmente una piramide che imitasse il colosso funebre di Caio Cestio in Roma. Don Vincenzo Barelli, parroco di Laglio e studioso di archeologia, fu tutt'altro che benevolo nei confronti della Piramide ma, suo malgrado, dovette benedirla il giorno dell'inaugurazione. Il monumento destò un certo scalpore anche per il fatto che non recasse alcun simbolo cristiano.

Buco dell'Orso[modifica | modifica wikitesto]

Sul versante del Monte Colmegnone sopra la frazione di Torriggia si trova la caverna del "Buco dell'Orso" (a circa 600 m di altitudine)[3], raggiungibile a piedi in circa un'ora e mezza (non visitabile poiché sede del locale acquedotto) all'interno della quale furono rinvenute numerose ossa fossili di Ursus spelaeus[3][14]. Il Buco dell'Orso è costituito da tre laghetti sotterranei e altri ambienti in parte inesplorati, ed è ricco di concrezioni calcaree e di acqua sorgiva.

Crocifisso di Torriggia[modifica | modifica wikitesto]

All'imbocco di una strada che serviva ad unire gli antichi centri abitati del territorio (Brienno, Torriggia, dalla Tana della Volpe Germanello, Ossana, Soldino, la Valle Sopra Ponte, Carate Urio, Moltrasio sino a Rovenna) vi era un crocifisso in legno. Era un artistico crocifisso a misura d'uomo, realizzato a Ortisei dagli artigiani della Val Gardena. Fu donato, negli anni che seguirono la Prima Guerra Mondiale, dall'ing. Barosi e posto nel prato, poi spostato per la costruzione della via Regina nuova che ha interrotto l'antica mulattiera.

L'Erbul dii pegul[modifica | modifica wikitesto]

Lungo una strada campestre che porta alle Selve e finisce a L'Erbul dii pegul vi erano quadri della Via Crucis appesi ai castagni che costeggiavano la strada e panchine andate distrutte. Anche il castagneto delle selve di Torriggia rischia di essere distrutto, da un insetto.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1922 nello chalet della proprietà Dell'Orto soggiornò Ada Negri che qui compose alcune delle sue opere.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

  • 1751: 406 abitanti[6]
  • 1771: 418 abitanti[18]
  • 1799: 527 abitanti[7]
  • 1805: 845 abitanti[7]
  • 1809: 994 abitanti (dopo l'annessione di Brienno e Carate)[7]
  • 1853: 590 abitanti[19]

Demografia post-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade ed autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Laglio è facilmente raggiungibile da Como tramite la Strada Statale 340 Regina. Per chi proviene da Milano e dalla Svizzera l'uscita autostradale consigliata è quella di "Como Nord"; da qui si seguono le indicazioni per Menaggio.

Trasporto pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è collegato alle stazioni di Como Lago e di Como San Giovanni dall'autolinea C10/20 "Como-Argegno", gestita da ASF autolinee.

Navigazione sul lago di Como[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 aprile 1981, la Gestione Governativa della Navigazione sul lago di Como, sospendeva lo scalo dei battelli all'imbarcadero di Torriggia. L'imbarcadero di Torriggia fu costruito nel 1880 e dopo oltre cent'anni cessava il suo servizio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 340.
  3. ^ a b c d e f g h i La storia di Laglio – Laglio Riva Romantica, su lagliorivaromantica.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  4. ^ a b c d e f Scoprire, su www.comune.laglio.co.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  5. ^ Comune di Laglio, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  6. ^ a b c Comune di Laglio, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  7. ^ a b c d Comune di Laglio, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  8. ^ Comune di Carate, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  9. ^ Comune di Brienno, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 28 aprile 2020.
  10. ^ Comune di Laglio, 1859 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  11. ^ Chiesa di S. Giorgio - complesso, Piazza Salterio - Laglio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  12. ^ Chiesa di S. Bartolomeo - complesso, Via della Chiesa - Laglio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  13. ^ Villa Oleandra, Via Regina, 20 - Laglio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  14. ^ a b c Monumenti, su www.comune.laglio.co.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  15. ^ Francesco Battistini inviato a Lario (Como), Michelle e Barack Obama, una pizza sul lago ospiti di George Clooney, su Corriere della Sera, 21 giugno 2019. URL consultato il 27 marzo 2020.
  16. ^ Scoprire, su www.comune.laglio.co.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  17. ^ Gentile, pp. 227-230.
  18. ^ Comune di Laglio, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  19. ^ Comune di Laglio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Clotilde Magni, Per Stefano Salterio scultore comasco del Settecento, in Arte Lombarda, numeri 42-43, Cinisello Balsamo, 1975.
  • Simonetta Coppa, Carlo Innocenzo Carloni "pittore di figure della città di Como". Note a margine di un nuovo documento e qualche osservazione sulla sua attività tra il Lario e il Ceresio, in Simonetta Coppa, P.O. Krückmann (a cura di), Carlo Innocenzo Carloni 1686/87-1775 dipinti e bozzetti, catalogo della mostra, Milano 1997.
  • Maria Cristina Terzaghi, Laglio, in Guide della provincia di Como. Da Cernobbio alla Valle d'Intelvi, Como 1997, 99-103.
  • Sabrina Gavazzi Nizzola, Maria Clotilde Magni, Aggiunte al catalogo di Stefano Salterio, in Studi di Storia dell'Arte in onore di Maria Luisa Gatti Perer, Milano 1999, 417-424.
  • Simona Capelli, I Sala a Laglio. La Parrocchiale di San Giorgio a Laglio, nei pressi di Como e gli stucchi dei Sala di Lugano, in Arte&Storia, anno 8, numero 47, Edizioni Ticino Management, Lugano 2010.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Lombardia