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Cantù

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Cantù
comune
Cantù – Stemma Cantù – Bandiera
Cantù – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Claudio Bizzozero (lista civica di sinistra Lavori in corso) dal 21-5-2012
Territorio
Coordinate 45°44′N 9°08′E / 45.733333°N 9.133333°E45.733333; 9.133333 (Cantù)Coordinate: 45°44′N 9°08′E / 45.733333°N 9.133333°E45.733333; 9.133333 (Cantù)
Altitudine 369 m s.l.m.
Superficie 23,25 km²
Abitanti 39 894[1] (30-03-2016)
Densità 1 715,87 ab./km²
Frazioni Cantù Asnago, Cascina Amata, Fecchio, Mirabello, Vighizzolo
Comuni confinanti Alzate Brianza, Brenna, Capiago Intimiano, Carimate, Cermenate, Cucciago, Figino Serenza, Mariano Comense, Orsenigo, Senna Comasco, Vertemate con Minoprio
Altre informazioni
Cod. postale 22063
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013041
Cod. catastale B639
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti canturini
Patrono sant'Apollonia
Giorno festivo 9 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cantù
Cantù
Localizzazione del comune di Cantù nella provincia di Como
Localizzazione del comune di Cantù nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cantù (Cantü in dialetto brianzolo, pronuncia fonetica IPA: /kanˈty/) è un comune italiano di 39 894 abitanti della provincia di Como in Lombardia. È il venticinquesimo comune più popoloso della Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome di Cantù risalirebbe a Canturium che può derivare dai Canturigi, popolazione che abitò la regione Insubria nel VI secolo a.C., o da Cantores, indicante una Cantoria presso qualche edificio religioso. La sua storia iniziò nel V secolo a.C. con la fondazione di Galliano, primo nucleo abitato, da parte dei Galli Insubri. Nel 196 a.C. il villaggio venne conquistato dalle legioni romane che lo inglobarono nel municipio Novum Comum (Como). Cantù fu un borgo di importanza strategica commerciale perché vi passava l'antica strada Milano-Como.

Cantù nell'Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel V secolo d.C. la città, grazie ad un discreto sviluppo culturale e religioso, divenne una pieve e si staccò da Como col nome di Canturio. Nel 483 d.C., con un decreto di papa Gelasio I all'arcivescovo di Milano Teodoro dei Medici, venne dichiarata Corte Reale con altre terre. Nel 605 d.C. circa, il territorio canturino si separò da quello comasco, dato che quest'ultimo divenne diocesi suffraganea del Patriarcato di Aquileia.

Cantù dall'Anno Mille[modifica | modifica wikitesto]

Ariberto da Intimiano (raffigurato nell'abside della basilica di Galliano) offerente il modello della chiesa.

Verso la fine del X secolo, a Intimiano si costituì una curtis, che comprese anche Galliano. Da Gariardo, nobile e signore della curtis, nacque Ariberto, futuro arcivescovo di Milano. Nel 1004-1005 d.C. Ariberto da Intimiano ristrutturò, o forse riedificò, la basilica di Galliano (esistente dal V secolo d.C.) e, il 2 luglio del 1007, la consacrò a San Vincenzo. Canturio fece parte del Contado della Martesana, controllato da Milano, e dal 1118 partecipò alla decennale lotta contro Como, subendo una grave sconfitta nel 1124. In seguito, unito alla Lega Lombarda, affrontò l'Imperatore Federico I Barbarossa e, con l'aiuto di Como, riuscì a respingerlo nel 1160. Dopo la caduta di Milano, ospitò l'arcivescovo Enrico Sertala e i nobili milanesi scacciati dal popolo e, a fianco dei Visconti, partecipò alle guerre contro i Torriani nel XIII secolo.

Il Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Cantù fu anche teatro delle contese tra Guelfi e Ghibellini e nel XIV secolo si dichiarò Repubblica indipendente da Milano rimanendo tale per 10 anni. Nel 1324 diventò signoria di Gaspare Grassi che la fortificò con numerose torri. Tornata sotto l'influenza viscontea, venne travagliata dalle lotte tra i vari pretendenti. Nel 1449 Francesco Sforza inviò il capitano di ventura Antonio Centelles a Cantù. Alla fine dell'anno e nel gennaio del 1450 venne sconfitto in due scontri con i Veneziani condotti da Jacopo Piccinino. In seguito al sospetto che volesse cambiare bandiera venne fatto imprigionare da Francesco Sforza prima a Lodi e poi nel castello di Pavia. La città canturina venne donata da Francesco Sforza a Polidoro Sforza Visconti e nel 1475 affidata in feudo ai conti Pietrasanta che vi fecero erigere un castello in cima al colle centrale, poi distrutto nel 1527 da Gian Giacomo Medici. Del castello rimane solo l'antica torre, trasformata poi in campanile della chiesa di San Paolo.

Cantù dal Cinquecento ai giorni d'oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1500, Cantù perse il suo aspetto strategico e diventò una cittadina operosa nel centro di un vasto comprensorio. Infatti si hanno notizie della produzione artigianale dei chiodi e del pizzo a tombolo e nella prima metà dell'Ottocento, infine, iniziò la produzione artistica del mobile. Nel 1797, Cantù entrò a far parte del Distretto del Lario con la nascita della Repubblica Cisalpina. La fioritura dell'artigianato canturino, in un periodo di intenso sviluppo industriale, è data dall'istituzione di una Scuola d'Arte per l'arredamento nel 1882, la prima del genere sorta in Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Basilica di Galliano

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Basilica parrocchiale di San Teodoro (fine XI secolo)
  • Basilica prepositurale di San Paolo (XI secolo)
  • Cappella della Madonnina (XI secolo)
  • Chiesa dei Santi Michele e Biagio (1932)
  • Chiesa di San Carlo (1967)
  • Chiesa di Sant'Ambrogio e Antico Monastero (1570)
  • Chiesa di Santa Maria e Monastero delle Benedettine (XVII secolo, 1093)
  • Mosaico - Lucio Fontana 1955 - 1957
  • Porta Archinzi (1324)
  • Santuario della Madonna dei Miracoli (1554)
  • Villa Brugnola - Cappella dell'Immacolata Concezione (XVII secolo)
  • Villa Calvi - Palazzo Comunale (XIX secolo)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Per secoli inclusa nella Provincia di Milano, Cantù fu spostata in Provincia di Como da Napoleone a titolo sperimentale nel 1797 e definitivamente nel 1801. Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1830.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti al 31 dicembre 2015 nel comune sono 3.397, ovvero il 10,01% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[3]:

  1. Albania, 574
  2. Romania, 427
  3. Marocco, 328
  4. Pakistan, 300
  5. Ghana, 283
  6. Cina, 234
  7. Tunisia, 231
  8. Repubblica Dominicana, 216
  9. Ucraina, 201
  10. Nigeria, 163

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Galleria del Design e dell'Arredamento (CLAC)

(Collezione Bruno Munari - Razionalismo italiano - Neoliberty - Archivio Storico della Selettiva)

  • Biblioteca del Design e dell'Arredamento
  • Riva1920-Museo del legno
  • Spazio espositivo Villa Calvi
  • Piazza delle Stelle (museo itinerante sulla Pallacanestro Cantù)

Media[modifica | modifica wikitesto]

A Cantù sorse nel 1977 una delle prime emittenti televisive libere del comasco: la storica Cantivù. Nello stesso anno nacque l'emittente Radio Cantù (originariamente Radio Cantù Brianza) ancora in attività.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Nuova Scuola di Musica di Cantù
  • Accademia Orchestrale e Orchestra Sinfonica del Lario
  • Orchestra Giovanile di Cantù
  • Ass. Gruppo Folkloristico Natale Brambilla "I Fregamüsun" - Vighizzolo di Cantù
  • Corpo Musicale "La Brianzola"
  • Corpo Musicale "Ranscett"
  • Corpo Musicale "La Cattolica"
  • Corpo Musicale "Giuseppe Verdi" - Vighizzolo di Cantù

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La Giubiana (ultimo giovedì di gennaio): secondo tradizione viene bruciato nella piazza principale un fantoccio raffigurante una donna, dopo averlo fatto sfilare per le vie del paese. L'evento ricorda la condanna a morte di una donna che si narra abbia tradito i compaesani consegnando le chiavi della città ai Comaschi, durante la guerra Milano - Como, in cui Cantù era schierata contro la prima. (Manifestazione a cura della Pro Cantù)
  • Carnevale (sabato antecedente la prima domenica di quaresima secondo il rito ambrosiano) tradizionale sfliata di carri allegorici e gruppi mascherati, negli ultimi anni si è affermato come il più grande "Carnavale Ambrosiano"
  • Santa Apollonia e fiera - mercato (9 febbraio)
  • Fiera d'agosto (15 e 16 agosto)
  • Fiera del Crocifisso (3º mercoledì di ottobre)
  • Festival organistico internazionale "Città di Cantù"
  • Premio Letterario Nazionale "Il Tombolo" Città di Cantù (Organizzato dalla Pro Cantù)
  • "Il Mese del Libro" Convegno sul libro oggi - il libro e il mobile - il libro in strada (Organizzato dalla Pro Cantù)
  • Concorso Internazionale per Pianoforte e Orchestra "Città di Cantù"

Persone legate a Cantù[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Cascina di Santa Naga, nella frazione Fecchio

L'economia canturina è tradizionalmente basata sull'industria. Il fattore principale e il più appreso è quello della produzione artistica del mobile e del pizzo che rende Cantù una cittadina famosa.[4]

Un altro settore artigianale importante, che occupa donne merlettaie, giovani e anziane, canturine, è la lavorazione del pizzo di Cantù.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è servito da due stazioni ferroviarie, servite dai treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia:

In passato la località era servita da due ulteriori relazioni su ferro, la tranvia Como-Camerlata-Cantù, attiva fra il 1909 e il 1951, che univa altresì le suddette stazioni ferroviarie e la Monza-Meda-Cantù, attiva fra il 1912 e il 1952, di cui costituiva il capolinea orientale. La prima fu sostituita da una filovia, chiusa a sua volta nel 1978.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dalle relazioni automobilistiche interurbane gestite da ASF Autolinee .

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 novembre 1997 25 maggio 2002 Edgardo Arosio Lega Nord Sindaco [5]
26 maggio 2002 21 maggio 2012 Tiziana Sala Lega Nord Sindaco [6][7]
22 maggio 2012 in carica Claudio Bizzozero Liste civiche Sindaco [8]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzetto dello Sport Parini
  • Stadio Comunale di Cantù
  • Campo sportivo di Cantù (via Milano)
  • Centro Sportivo Toto Caimi
  • Centro Sportivo di Cascina Amata
  • Centro Sportivo di Asnago
  • Piscina Comunale di Cantù (via Giovanni XXIII): vasca da 25 metri, tribune
  • Centro sportivo via Andina
  • Palasport Pianella (a Cucciago)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 20 agosto 2013.
  4. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.
  5. ^ Risultato delle elezioni comunali del 16 novembre 1997 (ballottaggio il 30 novembre), Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  6. ^ Risultato delle elezioni comunali del 26 maggio 2002, Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  7. ^ Risultato delle elezioni comunali del 27 maggio 2007 (ballottaggio 11 giugno 2007), Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  8. ^ Risultato delle elezioni comunali del 6 maggio 2012 (ballottaggio 21 maggio 2012), Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autorità VIAF: (EN248709872
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