Cantù

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Cantù
comune
Cantù – Stemma Cantù – Bandiera
Cantù – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoAlice Galbiati dall'11-6-2017
Data di istituzione19-7-2017
Territorio
Coordinate45°44′N 9°08′E / 45.733333°N 9.133333°E45.733333; 9.133333 (Cantù)Coordinate: 45°44′N 9°08′E / 45.733333°N 9.133333°E45.733333; 9.133333 (Cantù)
Altitudine369 m s.l.m.
Superficie23,25 km²
Abitanti40 016[1] (31-10-2018)
Densità1 721,12 ab./km²
FrazioniCantù Asnago, Cascina Amata, Fecchio, Mirabello, Vighizzolo
Comuni confinantiAlzate Brianza, Brenna, Capiago Intimiano, Carimate, Cermenate, Cucciago, Figino Serenza, Mariano Comense, Orsenigo, Senna Comasco, Vertemate con Minoprio
Altre informazioni
Cod. postale22063
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013041
Cod. catastaleB639
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticanturini
Patronosant'Apollonia
Giorno festivo9 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cantù
Cantù
Cantù – Mappa
Localizzazione del comune di Cantù nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cantù (Cantuu in dialetto brianzolo[2], AFI: [kãˈtyː]) è un comune italiano di 40.016 abitanti della provincia di Como in Lombardia. È il venticinquesimo comune più popoloso della Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome e primo insediamento[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome di Cantù risalirebbe a Canturium (Canturio) che può derivare dai Canturigi, popolazione che abitò la regione Insubria nel VI secolo a.C., o da Cantores, indicante una Cantoria presso qualche edificio religioso. La sua storia inizia nel V secolo a.C. con la fondazione di Galliano, primo nucleo abitato nella zona canturina, da parte dei Galli Insubri. Nel 196 a.C. il villaggio viene conquistato dalle legioni romane che lo inglobarono nel municipio Novum Comum (Como). Cantù era un borgo di grande importanza strategica commerciale perché vi passava l'antica strada unendo le città di Milano e Como.

Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel V secolo d.C. Galliano, grazie ad un discreto sviluppo culturale e religioso, diventa una pieve e si stacca da Como col nome di Canturio. Nel 483 d.C., con un decreto di papa Gelasio I all'arcivescovo di Milano Teodoro dei Medici, viene dichiarata Corte Reale con altre terre. Nel 605 d.C. circa, il territorio canturino si separa da quello comasco, dato che quest'ultimo diventa diocesi suffraganea del Patriarcato di Aquileia. Alla fine del X secolo, diventa parte della corte di Intimiano nel Distretto della Martesana controllato da Milano.

Basso Medioevo e Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Ariberto da Intimiano (raffigurato nell'abside della basilica di Galliano) offerente il modello della chiesa.

Da Gariardo, nobile e signore della curtis di Intimiano, nasce Ariberto, futuro arcivescovo di Milano. Nel 1004-1005 d.C. Ariberto da Intimiano ristruttura, o forse riedifica, la basilica di Galliano (esistente dal V secolo d.C.) e, il 2 luglio del 1007, la dedica intitolandola a San Vincenzo di Saragozza. Canturio, schieratosi con Milano, partecipa dal 1118 alla decennale lotta contro Como. Nel 1124 i canturini assaltano il territorio comasco e saccheggono Lipomo, Trecallo ed Albate, ma vengono poi sconfitti dai comaschi in una battaglia sulle pendici del Monte Goi. Successivamente, nello stesso anno, Canturio viene devastata dai comaschi e chiede aiuto a Milano. I canturini e i milanesi sconfiggono le truppe nemiche a Mariano e pongono fine alla guerra nel 1127 con il saccheggio di Como. In seguito, unita alla Lega Lombarda, affronta l'Imperatore Federico I Barbarossa e, con l'aiuto di Como, riesce a respingerlo nel 1160. Dopo la caduta di Milano, Canturio ospita l'arcivescovo Enrico I da Settala e i nobili milanesi scacciati dal popolo e, a fianco dei Visconti, partecipa alle guerre contro i Torriani nel XIII secolo. La città fu anche teatro delle contese tra Guelfi e Ghibellini e nel 1324, divenuta signoria dei fratelli Gaspare e Giovannolo Grassi che la fortificano con alte mura e numerose torri, si dichiara Repubblica Indipendente da Milano rimanendo tale per 10 anni. Tornata sotto l'influenza viscontea, viene travagliata dalle lotte tra i vari pretendenti, fino a che nel 1449 Francesco Sforza invia il capitano di ventura Antonio Centelles nella città. Alla fine dell'anno e nel gennaio del 1450 viene sconfitto in due scontri con i veneziani condotti da Jacopo Piccinino e si rifugia a Canturio. In seguito al sospetto che volesse cambiare bandiera, viene fatto imprigionare da Francesco Sforza prima a Lodi e poi nel castello di Pavia. Canturio viene donata dal duca Galeazzo Maria Sforza al fratello naturale Polidoro Sforza Visconti e nel 1475 affidata in feudo al conte Francesco Pietrasanta, che vi fece erigere un castello in cima al colle centrale, poi distrutto nel 1527 da Gian Giacomo Medici durante il saccheggio della città. Del castello rimane solo l'antica torre, trasformata poi in campanile della chiesa di San Paolo.

Dal Cinquecento ai giorni d'oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1500 la città cambia nome da Canturio a Cantù, e perde il suo aspetto strategico diventando una cittadina operosa nel centro di un vasto comprensorio. Infatti si hanno notizie della produzione artigianale dei chiodi e del pizzo a tombolo e nella prima metà dell'Ottocento, infine, inizia la produzione artistica del mobile. Nel 1797, Cantù entra a far parte del Distretto del Lario con la nascita della Repubblica Cisalpina. La fioritura dell'artigianato canturino, in un periodo di intenso sviluppo industriale, è data dall'istituzione di una Scuola d'Arte per l'arredamento nel 1882, la prima del genere sorta in Italia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte
— 2 giugno 1966[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Basilica di Galliano

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese

Basilica di San Paolo e Castello Pietrasanta
  • Basilica prepositurale di San Paolo (fine XI secolo)
  • Cappella della Madonnina (fine XI secolo)
Basilica di San Teodoro
  • Basilica parrocchiale di San Teodoro (fine XI secolo)
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate (fine XII secolo)
  • Cappella Carcano (ex Chiesa di San Francesco) (XIV secolo)
Santuario della Madonna dei Miracoli
  • Santuario della Madonna dei Miracoli (1554)
  • Chiesa di Sant'Ambrogio e Antico Monastero (1570)
  • Chiesa di Santa Maria e Monastero delle Benedettine (1665-1680, 1093)
  • Chiesa dei Santi Michele e Biagio (1932)

Strutture militari

Porta Ferraia
  • Porta Archinzi detta "Ferraia" (1324)
  • Torri lungo via Corbetta, in Piazza Sirtori, nell'angolo tra Piazza Garibaldi e Via Ariberto, in Via Carlo Annoni (1324)

Ville e strutture pubbliche

  • Villa Archinto (inizio XVII secolo)
  • Villa Brugnola - Cappella dell'Immacolata Concezione (XVII secolo)
  • Villa Foppapedretti (inizio XIX secolo)
  • Villa Sacchi - Scotti (XIX secolo)
  • Villa Sola - Calvi e Parco Martiri delle Foibe (XIX secolo)
  • Teatro comunale San Teodoro (1921)

Opere d'arte

Società[modifica | modifica wikitesto]

Per secoli inclusa nella Provincia di Milano, Cantù fu spostata in Provincia di Como da Napoleone a titolo sperimentale nel 1797 e definitivamente nel 1801. Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1830.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti al 31 dicembre 2015 nel comune sono 3.397, ovvero il 10,01% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:

  1. Albania, 574
  2. Romania, 427
  3. Marocco, 328
  4. Pakistan, 300
  5. Ghana, 283
  6. Cina, 234
  7. Tunisia, 231
  8. Repubblica Dominicana, 216
  9. Ucraina, 201
  10. Nigeria, 163

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Galleria del Design e dell'Arredamento (CLAC)

(Collezione Bruno Munari - Razionalismo italiano - Neoliberty - Archivio Storico della Selettiva)

  • Biblioteca del Design e dell'Arredamento
  • Riva1920-Museo del legno
  • Spazio espositivo Villa Calvi
  • Piazza delle Stelle (museo itinerante sulla Pallacanestro Cantù)

Spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 a Cantù riapre il centenario Teatro San Teodoro in cui si tengono spettacoli teatrali di prosa classica e contemporanea, spettacoli di cabaret, spettacoli di danza e concerti di musica classica e contemporanea.

Media[modifica | modifica wikitesto]

A Cantù sorse nel 1977 una delle prime emittenti televisive libere del comasco: la storica Cantivù. Nello stesso anno nacque l'emittente Radio Cantù (originariamente Radio Cantù Brianza) ancora in attività.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Spazio Tribù
  • Nuova Scuola di Musica di Cantù
  • Accademia Orchestrale e Orchestra Sinfonica del Lario
  • Orchestra Giovanile di Cantù
  • Ass. Gruppo Folkloristico Natale Brambilla "I Fregamüsun" - Vighizzolo di Cantù
  • Corpo Musicale "La Brianzola"
  • Corpo Musicale "Ranscett"
  • Corpo Musicale "La Cattolica"
  • Corpo Musicale "Giuseppe Verdi" - Vighizzolo di Cantù

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La Giubiana (ultimo giovedì di gennaio): secondo tradizione viene bruciato nella piazza principale un fantoccio raffigurante una donna, dopo averlo fatto sfilare per le vie del paese. L'evento ricorda la condanna a morte di una donna che si narra abbia tradito i compaesani consegnando le chiavi della città ai Comaschi, durante la guerra Milano - Como, in cui Cantù era schierata con la prima. (Manifestazione a cura della Pro Cantù)
  • Carnevale (sabato antecedente la prima domenica di quaresima secondo il rito ambrosiano) tradizionale sfliata di carri allegorici e gruppi mascherati, negli ultimi anni si è affermato come il più grande "Carnevale Ambrosiano"
  • Santa Apollonia e fiera - mercato (9 febbraio)
  • Fiera d'agosto (15 e 16 agosto)
  • Fiera del Crocifisso (3º mercoledì di ottobre)
  • Festival organistico internazionale "Città di Cantù"
  • Premio Letterario Nazionale "Il Tombolo" Città di Cantù (Organizzato dalla Pro Cantù)
  • "Il Mese del Libro" Convegno sul libro oggi - il libro e il mobile - il libro in strada (Organizzato dalla Pro Cantù)
  • Concorso Internazionale per Pianoforte e Orchestra "Città di Cantù"

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Cascina di Santa Naga, nella frazione Fecchio

L'economia canturina è tradizionalmente basata sull'industria. Il fattore principale e il più appreso è quello della produzione artistica del mobile e del pizzo che rende Cantù una cittadina famosa.[6]

Un altro settore artigianale importante, che occupa donne merlettaie, giovani e anziane, canturine, è la lavorazione del pizzo di Cantù.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è servito da due stazioni ferroviarie, servite dai treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia:

In passato la località era servita da due ulteriori relazioni su ferro, la tranvia Como-Camerlata-Cantù, attiva fra il 1909 e il 1951, che univa altresì le suddette stazioni ferroviarie e la Monza-Meda-Cantù, attiva fra il 1912 e il 1952, di cui costituiva il capolinea orientale. La prima fu sostituita da una filovia, chiusa a sua volta nel 1978.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dalle relazioni automobilistiche interurbane gestite da ASF Autolinee .

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 dicembre 1993 29 novembre 1997 Armando Selva Lega Nord Sindaco [7]
30 novembre 1997 25 maggio 2002 Edgardo Arosio Lega Nord Sindaco [8]
26 maggio 2002 21 maggio 2012 Tiziana Sala Lega Nord Sindaco [9][10]
22 maggio 2012 25 giugno 2017 Claudio Bizzozero Liste civiche Sindaco [11]
19 Luglio 2017 in carica Alice Galbiati Liste civiche Vicesindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzetto dello Sport Parini
  • Stadio Comunale di Cantù
  • Campo sportivo di Cantù (via Milano)
  • Centro Sportivo Toto Caimi
  • Centro Sportivo di Cascina Amata
  • Centro Sportivo di Asnago
  • Piscina Comunale di Cantù (via Giovanni XXIII): vasca da 25 metri, tribune
  • Centro sportivo via Andina
  • Palasport Pianella (a Cucciago)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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