Albate

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Albate
Dettaglio Panorama Albate.jpg
Veduta di Albate
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaComo Como
CittàComo-Stemma.png Como
Circoscrizione1
Codice postale22100
Abitanti7 000 ab.
PatronoS. Antonino
Giorno festivo4 luglio

Coordinate: 45°46′40″N 9°05′45″E / 45.777778°N 9.095833°E45.777778; 9.095833

Albate (IPA: [alˈbate][1], Albàa in dialetto comasco) è un quartiere[2] di circa 7.000 abitanti del comune di Como. Si trova nella zona meridionale del comune, a metà strada fra il Centro e Cantù. È sede della circoscrizione nº1 (Albate-Muggiò-Acquanera) e confina con i quartieri di Muggiò, Camerlata e Lora e i comuni di Capiago Intimiano, Lipomo, Senna Comasco e Casnate con Bernate.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Albate è adagiata ai piedi del Monte Goi, il quale la separa dalla conca di Como. Il Monte Goi, insieme alla vicina Valbasca, rientra all'interno del Parco Regionale della Spina Verde. Dalla vicina Lipomo nasce la roggia Segrada, che una volta percorsa la Valbasca, attraversa il paese per poi giungere nei pressi dell'Oasi del Bassone (Torbiere di Albate) (WWF), ove, unendosi alla roggia Desio che proviene dalle torbiere, forma il Rio Acquanegra, affluente del Seveso. La vegetazione tipica della zona è quella compresa nel piano collinare o planiziario, (querce e altre latifoglie termo-xerofile) Le essenze più ricorrenti sono Robinia, Castagno, Frassino, Rovere, Roverella, Ciliegio Selvatico, Pino Silvestre, Nocciolo.

La gelologia della zona è quella tipica degli antichi depositi morenici derivati dal trasporto di materiale da parte dei ghiacciai durante l'ultima glaciazione. Tutto questo è reso visibile dalla presenza di numerosi massi erratici nelle colline che contornano Albate e la valle di Como. Le sedimimentazioni hanno struttura diversa a seconda del materiale di cui sono costituite. Sotto la baita del Monte Goj infatti si può notare una piccola e compatta falesia di arenaria, formata dalla sedimentazione e la successiva compressione di sabbia. Lungo la strada che dal centro di Albate raggiunge la Baita si osservano invece accumuli contenenti materiale più grossolano e prende il nome di gonfolite. I principali massi erratici presenti sul Monte Goj sono: il Sass del Prevost, il Sass della Stria ed il Sasso delle Coppelle.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Albate, così come Como, ha un clima freddo delle medie latitudini, nivale, a foresta, molto umido e con estate calda; il mese più caldo è superiore a 22 °C, invece il mese più freddo ha una temperatura inferiore a -3 °C. Albate ha inverni generalmente freddi e poco piovosi, con temperature particolarmente rigide a cavallo tra gennaio e febbraio, mentre le estati sono spesso calde e afose, poco ventilate ma discretamente piovose. L'umidità è sempre molto elevata tutto l'anno.

COMO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 6,68,812,717,121,125,428,327,123,618,111,67,77,717,026,917,817,3
T. min. mediaC) 0,41,54,68,111,615,718,117,514,010,05,21,41,18,117,19,79,0
Precipitazioni (mm) 697611710716113485136116125129632083853553701 318
Giorni di pioggia 668912107977861829262295
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3,23,74,55,45,46,77,66,95,64,43,03,13,35,17,14,35,0

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Albate

  • Il nome Albate è composto dalla radice Alb- e dalla terminazione -ate. Alb- potrebbe derivare da Alb-/Alp, ad indicare un luogo elevato, come per esempio il termine Alpi.[3] Un'altra origine potrebbe essere Albus, mitico personaggio che avrebbe conquistato parte del comasco, dando il proprio nome a molti paesi della zona, come Albavilla e Albese.[4] Il suffisso -ate potrebbe essere di origine gallica. Infatti moltissimi paesi della Brianza, terra di influenza dei Galli, terminano in -ate, come Carugate, Cermenate, Grandate, eccetera.[5] Alcuni non escludono invece che possa derivare dalla terminazione latina in ablativo locativo plurale -atis, allusivo a proprietà agricole comuni: "appartenente alla famiglia di..".[5]

Trecallo

  • L'interpretazione più accreditata ricollega questo nome ai tre sentieri (i tres calles) che da Trecallo partivano verso Como, Cantù e Capiago, mentre l'etimologia popolare è più semplicemente trè cà, "tre case".

Muggiò

  • In iscrizioni del XIII secolo, appare la dicitura "terra de Mugio", che deriverebbe dal latino metulatus, metula, meta, ossia colonnetta, ma anche altura. Avrebbe rapporti il nome anche con il termine dialettale mucc, un mucchio, ossia un rilievo di terreno.[6]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune

Lo stemma è risalente ai tempi del comune di Albate. La parte alta, colorata di rosso, presenta cinque stelle dorate, di cui una a otto punte, corrispondente al comune di Albate, mentre le altre quattro rappresentano le sue frazioni; inoltre vi è una mitra d'oro affiancata dalle lettere S.A., che ricordano l'appartenenza di Albate alla diocesi di Como (S.A. corrisponde infatti a Sant'Abbondio, patrono della diocesi). Nella parte centrale, di colore azzurro, sono raffigurati tre colline verdi (fertilità della terra e località collinare), sormontate da due spade incrociate, in ricordo della battaglia del 1124 fra i Comaschi e i Canturini, alla quale presero parte anche Albatesi e Trecallesi. Nella parte inferiore il campo azzurro presenta due leoni che reggono un drappo con impresso l'anno 1652 in numeri romani; ciò ricorda l'epoca in cui Albate e le frazioni comprarono la propria libertà ed esenzione dal potere feudale. I campi sono divisi da una fascia azzurra che rappresenta il Rio Acquanegra.

Lo stemma, riconosciuto con decreto del Capo del governo in data 19 giugno 1931, ebbe la seguente blasonatura ufficiale:

«troncato: nel 1º di rosso, ad una mitra con due infule, d'oro, accostata dalle lettere maiuscole S. A. di nero la mitra sormontata da una stella (6) ed accostata a destra ed a sinistra a due lati dello scudo, da due stelle per parte, una sull'altra, tutte d'oro; nel 2º di azzurro, al monte all'italiana di tre cime di verde (2-1) movente dalla punta e sormontato da una lista bifida d'argento, con la scritta: MDCLII, di nero, sostenuta da due leoncini affrontati d'oro, la lista accollata a due spade decussate, manicate d'oro, con la fascia ondata d'argento attraversante sulla partizione»

( Luigi Rangoni Machiavelli, Stemmi delle colonie, delle provincie e dei comuni del Regno d'Italia riconosciuti o concessi dalla Consulta Araldica del Regno al 1º novembre 1932, in Rivista del Collegio Araldico, anno XXXI, 1933, p. 101.)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'antichità ai Romani[modifica | modifica wikitesto]

Tutta la storia di Albate è strettamente legata a quella di Como, fin dalla Preistoria, il cui centro abitato si sviluppò a partire dal X secolo a.C. sulle pendici del monte della Croce[7], e di palafitte di età ancora più antica nelle torbiere di Albate. Alcune informazioni sulla conquista romana della città ci vengono fornite anche da Tito Livio:

(LA)

«Marcellus Pado confestim traiecto in agrum Comensem, ubi Insubres Comensibus ad arma excitis castra habebant, legiones ducit... Castra eo die Gallorum expugnata direptaque et Comum oppidum post dies paucos captum; castella inde duodetriginta ad consulem defecerunt.»

(IT)

«Marcello, traversato ben presto il Po, guida le legioni nel territorio di Como, dove avevano il loro campo gli Insubri, i quali erano riusciti a sollevare le genti di Como... In quel giorno fu conquistato e saccheggiato l'accampamento dei Galli, e pochi giorni dopo venne espugnata la città di Como. Dopo di che ventotto piazzeforti si arresero al console.»

(Tito Livio, Ab Urbe Condita, XXIII, 36, 9-14.)

La posizione favorì l'insediamento di Albate prima militarmente, e poi commercialmente, poiché vi transitava una via secondaria che da Comum portava a Mediolanum dopo aver toccato il vicino centro di Cantù[8]. Nell'età imperiale poi la zona si sviluppò come terra per coltivazioni.

Medioevo ed età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del Medioevo Albate fu sede di attività agricole, in gran parte gestite da enti ecclesiastici comaschi. Prodotti principali erano frumento, segale, fave, miglio ma anche legname e capi da allevamento domestico (pollame). Vi era inoltre un mulino sulla roggia Segrada.

Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 riportano Albate come uno dei comunia incaricati della manutenzione delle strade comprese tra il fiume aperto e il campanile di Trecallo e, da qui, fino al territorio comunale di Cantù.[9]

Durante il Ducato di Milano, nel 1439 Albate faceva parte della Castellanza del Castel Baradello.[9] Con lo smantellamento di castello e Castellanza, nel 1527 Albate e la frazione di Trecallo (che risulta parte del territorio albatese già attorno negli anni 1510) vennero annesse alla Pieve di Zezio.[9]

Nel 1652 Albate e le sue frazioni evitarono l'infeudazione. Nello stesso anno, Albate e le comunità ad esso aggregate di Baraggia e Trecallo risultarono inserite nei Corpi Santi di Como.[9]

Nel 1751 la competenza amministrativa del territorio comunale di Albate si estendeva, oltre che alle suddette Baraggia e Trecallo, anche a parte della terra di Acqua Negra.[9] La restante porzione (che nel primo quarto del XVI secolo era attestata come Cassina de Lacquanegra e che nel 1652 risultava anch'essa parte dei Corpi Santi assieme alla località Guzza), rimase un comune a sé stante fino al 1753,[10] anno in cui venne aggregata ad Albate assieme a Muggiò.[9]

Nel 1757, su decreto di Maria Teresa d'Austria, venne costituito ufficialmente il Comune di Albate. Nello stesso anno, il comune venne quindi spostato dai Corpi Santi di Como alla Pieve di Zezio Inferiore, della quale seguì le sorti fino all'ultimo decennio del XVIII secolo.[11]

Erà contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione del comune di Albate ed uniti a quello di Como,[12] decisione cancellata dalla Restaurazione.[13]

Dopo l'unità d'Italia, nel 1888 la ferrovia raggiunse Albate e venne realizzata la Via Canturina. Pochi anni dopo, a partire dal 1899, arrivarono le prime industrie tessili, come la Frey e la Masciadri Marzorati Veronelli, che in pochi anni fecero raddoppiare la popolazione, che nel 1901 superò i 2.000 abitanti. Il primo dopoguerra fu difficile, ma Albate si rialzò grazie anche all'arrivo dell'O.M.I.T.A., importante industria meccanotessile, nel 1921.

Nonostante già stesse entrando nell'orbita comasca, Albate restò comune indipendente fino al 1943.[14]

Albate oggi[modifica | modifica wikitesto]

Appena uscita dalla guerra, con la gioia dei suoi abitanti, Albate nel 1953 vide passare il Giro con Fausto Coppi in maglia rosa. Quegli anni furono segnati soprattutto dal boom economico, con la costruzione di quartieri popolari per accogliere i nuovi abitanti. La crisi degli ultimi anni fece chiudere molte industrie tessili, attività ormai tradizionali e storiche della zona.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

I dati si riferiscono ai censimenti nel periodo dal 1652 al 1936, l'ultimo prima della soppressione del comune. Nei seguenti dati sono incluse le popolazioni di Acquanera, Baraggia, Muggiò e Trecallo.

Censimento Popolazione Fonti e Dati Governo
1652 473 ab. [15] Escudo Felipe II.png Monarchia spagnola
1771 374 ab. [16] Austria Monarchia asburgica
1799 735 ab. [17] Repubblica Cisalpina Repubblica Cisalpina
1805 758 ab. [17] bandiera Regno d'Italia
1853 1.209 ab. [18] bandiera Regno Lombardo-Veneto
1859 1.365 ab. [19] Regno di Sardegna Regno di Sardegna
1861 1.327 ab. [20] Italia Italia
1871 1.383 ab. [20] Italia Italia
1881 1.822 ab. [20] Italia Italia
1901 2.217 ab. [20] Italia Italia
1911 2.678 ab. [20] Italia Italia
1921 2.821 ab. [20] Italia Italia
1931 3.579 ab. [20] Italia Italia
1936 3.711 ab. [20] Italia Italia

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di S. Antonino

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di S. Antonino[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di S. Antonino è la parrocchiale di Albate fin dal 1569, la cui autorità si estende anche a Bassone, frazione del comune di Senna Comasco. Nacque su base romanica, ma una complessa serie di interventi l'ha trasformata, specie nei secoli XIX e XX. Anticamente era a una navata, ma nel corso dell'Ottocento vennero aggiunte due navate laterali, su progetto dell'architetto ticinese Luigi Fontana. Al termine dei lavori, vennero posti due altari intitolati alla Madonna del Rosario e all'Addolorata; la cupola affrescata nel 1892 con la Gloria di S. Antonino e di San Gaetano da Thiene, compatroni della chiesa.

Altro elemento di importanza all'interno della comunità è l'oratorio, intitolato a san Giovanni Bosco, che da quasi cinquant'anni è un luogo di ritrovo per i più giovani grazie anche alle attività calcistiche e del Grest estivo. Ogni anno inoltre si rievoca un'antica leggenda diffusa nel territorio, la Giubiana, la quale si tiene entro la fine di gennaio.

Oratorio dei SS. Pietro e Paolo[modifica | modifica wikitesto]

A Trecallo si trova la chiesetta dei Santi apostoli Pietro e Paolo, che fino all'inizio del XIX secolo esercitò la funzione di comparrocchiale.[21] Il campanile dell'oratorio di Trecallo, di origine romanica[22], è citato nella "Determinatio stratarum et pontium..." annessa agli Statuti di Como del 1335, in cui si specifica che al comune di Albate spetta la manutenzione delle strade tra il fiume Aperto e il campanile di Trecallo e tra lo stesso campanile e il territorio di Cantù.[23]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Cascina Maséé[modifica | modifica wikitesto]

La cascina Maséé è un'importante testimonianza di architettura rurale delle corti, tipica del comasco. Segnalata già nel Catasto Teresiano, presenta tracce medievali, XIII e XIV secolo. A lungo abbandonata, nel 1981 fu restituita al comune di Como che nel 1990 inaugurò la sede del Centro Civico, della Circoscrizione e di alcuni uffici sanitari.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

  • 1751: 473 abitanti ad Albate[9] e 22 ad Acqua Negra[10]
  • 1771: 374 abitanti[11]
  • 1799: 735 abitanti[12]
  • 1805: 758 abitanti[12]
  • 1853: 1209 abitanti[13]

Demografia post-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

  • 1861: 1327 abitanti[14]
  • 1871: 1383 abitanti[14]
  • 1881: 1822 abitanti[14]
  • 1901: 2117 abitanti[14]
  • 1911: 2678 abitanti[14]
  • 1921: 2821 abitanti[14]
  • 1931: 3579 abitanti[14]
  • 1981: 5762 abitanti[24]
  • 1991: 5523 abitanti[24]
  • 2001: 5640 abitanti[24]
  • 2008: 5895 abitanti[24]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

IPSIA Luigi Ripamonti - Sezione di Albate

Vi sono nel territorio numerose strutture scolastiche.

Albate:

  • Asilo Nido (Comunale)
  • Scuola dell'Infanzia (S. Antonino) (privata)
  • Scuola Primaria (Dalmazio Birago)
  • Scuola Secondaria di primo grado (Guglielmo Marconi)
  • Scuola Secondaria di secondo grado (Luigi Ripamonti)

Acquanera:

  • Scuola Materna (Statale)
  • Scuola Primaria (Luigi Picchi)
  • Scuola Secondaria di secondo grado Centro Formazione Professionale Padri Somaschi

Trecallo:

L'Istituto Comprensivo di Albate da alcuni anni ospita l'Archivio Maraja, progetto per la conservazione di opere e disegni di Libico Maraja.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Località[modifica | modifica wikitesto]

Albate appartiene alla Circoscrizione 1, in verde chiaro.

Il territorio di Albate presenta inoltre le località di:

  • Acquanera
  • Baraggia
  • Bassone
  • Trecallo
  • La Valle

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'arteria principale che attraversa l'abitato di Albate e le località vicine è la SP 36, detta anche Via Canturina, che collegava già al tempo dei Romani Como e Cantù, anche se lungo il corso dei secoli il tracciato è mutato.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Le fermate di Albate-Camerlata e Albate-Trecallo sono servite dai treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio con la Regione Lombardia che percorrono la linea Como–Lecco.

Fra il 1907 e il 1971 Albate e Trecallo erano servite dalla tranvia Como-Cantù-Asnago, la quale percorreva la via Canturina.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere di Albate è servita dalle autolinee della rete urbana e suburbana di Como, gestita da ASF Autolinee

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio è l'FC Albate Calcio che milita in prima categoria e svolge la sua attività agonistica nel campo comunale intitolato a Luigi Meroni di via Acquanera, recentemente ristrutturato, in erba artificiale.

Atletica[modifica | modifica wikitesto]

L'Albatese Atletica svolge le proprie attività dalla categoria ragazzi agli assoluti presso il Campo Coni di Camerlata. I colori sociali sono il giallo e il nero. un'altra Società sportiva è l'US Albatese, espressione sportiva del locale Oratorio San Giovanni Bosco che dal 1968 è un importante polo aggregativo/associativo ed educativo; la sua forza è la polisportività (atletica, pallavolo, calcio, scuole di sport) con un coinvolgimento di oltrte 600 persone settimanali. Nella sua storia ha organizzato diverse manifestazioni sportive ed associtaive.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Albate", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. ^ Comune di Como - Statuto
  3. ^ G. Luraschi, Comum Oppidum, 1970-73, p. 273.
  4. ^ D. Olivieri, Dizionario di toponomastica lariana, Milano, 1961.
  5. ^ a b M.G. Tilibetti Bruno, Toponomastica della zona prealpina, Como, 1969, pp. 175-204.
  6. ^ L. Marazzi - F. Ricci, Como, Strade e Contrade, Como, 1981.
  7. ^ S. Della Torre, Como: la città preromana, in Como nell'antichità, Società archeologica comense, Como, 1987.
  8. ^ S. Maggi, La via Mediolanum - Comum, in L'antica via Regina, Società archeologica comense, Como, 1995.
  9. ^ a b c d e f g Comune di Albate, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 maggio 2020.
  10. ^ a b Comune di Acqua Negra, sec. XVI - sec. XVIII – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 maggio 2020.
  11. ^ a b Comune di Albate, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 maggio 2020.
  12. ^ a b c Comune di Albate, 1798 - 1808 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 maggio 2020.
  13. ^ a b Comune di Albate, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 maggio 2020.
  14. ^ a b c d e f g h Comune di Albate, 1859 - 1943 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 maggio 2020.
  15. ^ Liber estimi civium civitatis Cumarum compillati de anno 1439, ASCo, Archivio storico civico. Volumi, vol. 168.
  16. ^ Editto portante il compartimento territoriale della Lombardia austriaca, 26 settembre 1786, ASMi.
  17. ^ a b Composizione del territorio del circondario di Como, 27 febbraio 1808, Eugenio Napoleone di Francia, Vice Re d'Italia, Principe di Venezia, Arcicancelliere di Stato dell'Impero Francese, ASMi, Censo p. m., cart. 731.
  18. ^ Compartimento territoriale della Lombardia, 23 giugno 1853, Luogotenenza Lombarda, "Bollettino provinciale degli atti di Governo per la Lombardia. Parte II. Volume 1-16. Anno 1853", Milano, 1853, pp. 207-293.
  19. ^ Compartimento territoriale della Lombardia, 23 ottobre 1859, Regno di Sardegna.
  20. ^ a b c d e f g h Censimento del Regno d'Italia.
  21. ^ SIUSA - Parrocchia di S. Antonino in Albate di Como, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 5 gennaio 2020.
  22. ^ RomaniCOMO, su www.romanicomo.it. URL consultato il 3 febbraio 2020.
  23. ^ SIUSA - Comune di Albate, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 5 gennaio 2020.
  24. ^ a b c d Domizia De Rocchi (a cura di), Comune di Como: Demografia in cifre (PDF).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vita contadina in Albate nell'Otto-Novecento, (a cura di Franca Aiani), Agorà incontri culturali albatesi-New Press, Como, 1988.
  • AA.VV., Albate. La gente e la sua storia, (a cura di Franca Aiani), Agorà incontri culturali albatesi-New Press, Como, 1990.
  • Vita operaia in Albate nell'Otto-Novecento, (a cura di Franca Aiani), Agorà incontri culturali albatesi-New Press, Como, 1993.
  • AA.VV., Como e la sua storia IV. I borghi esterni e le frazioni, NodoLibri, Como, 1994.
  • Un secolo di musica (a cura di Giorgio Cavalleri), ed. Corpo Musicale Albatese, Capiago, 1997.
  • AA.VV., Albate, 100 anni di cooperazione, Enzo Pifferi Editore, Como, 2001.
  • Andar per ricordi in Albate, (a cura di Franca Aiani), Agorà incontri culturali albatesi-New Press, Como, 2002.
  • Raffaele Casciaro, La scultura lignea lombarda del Rinascimento, Skira, Milano 2000.
  • Raffaele Casciaro, Dispersione e recupero. Appunti per la storia delle ancone lignee lombarde, in Scultori e intagliatori del legno in Lombardia nel Rinascimento, Electa, Milano 2002.
  • Gianni Romano, Desiderata per la scultura lignea, in Marco Bascapè, Francesca Tasso (a cura di), Atti della giornata di studio, Milano Castello Sforzesco 17 marzo 2005, Cinisello Balsamo 2005.
  • Marco Albertario, Intorno a Giovanni Angelo Del Maino, in Gianni Romano, Claudio Salsi (a cura di), «Maestri della scultura in legno nel ducato degli Sforza», catalogo della omonima mostra, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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