Giorgio Luraschi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Giorgio Luraschi

Giorgio Luraschi (Genova, 23 settembre 1942Como, 6 luglio 2011) è stato un archeologo, docente e storico del diritto romano italiano. È stato cofondatore della Facoltà di Giurisprudenza della sede di Como dell'Università dell'Insubria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1966 si è laureato in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano. Allievo di Arnaldo Biscardi, Gaetano Scherillo e Gabrio Lombardi, ha iniziato la carriera scientifica nell'ambito delle discipline romanistiche. Due anni dopo ha conseguito il diploma di specializzazione in Storia romana e antichità italiche, sotto la guida di Gianfranco Tibiletti e Mario Attilio Levi, vincendo nel frattempo due borse di studio, una ministeriale, l'altra del CNR per l'epigrafia giuridica. Nel 1969 Luraschi è diventato procuratore legale e nel 1975 avvocato, esercitando la professione per una decina d'anni. Nel 1970 gli è stato conferito l'incarico di assistente alla cattedra di Diritto romano presso la Facoltà di Giurisprudenza della Università di Pavia, dove, nel 1972, è entrato di ruolo come assistente ordinario. Nel 1973, sempre nell'ateneo di Pavia, è stato professore incaricato di Esegesi delle fonti del diritto romano. Nel 1979 gli è stato conferito l'incarico di docente di Storia del diritto romano presso l'Università di Pavia, mentre l'anno seguente, vincitore del concorso a cattedra, ha insegnato la stessa materia come professore straordinario all'Università di Parma, mantenendo l'incarico anche presso l'ateneo di Pavia (che nel 1982 gliene ha conferito la cattedra, poi mantenuta fino al 1994).

Dal 1983 al 2006 ha insegnato, per contratto, Storia del diritto romano nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel 1984 ha conseguito l'ordinariato. Nel 1994 è stato tra i fondatori prima del corso di laurea (gemmato dall'Università Statale di Milano) e poi (1998) della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi dell'Insubria (sede di Como), dove ha tenuto l'insegnamento di Istituzioni e Storia del diritto romano, nonché (fino all'anno accademico 2007-2008) di Storia romana nei Corsi di Laurea in Scienze del Turismo e dei Beni Culturali. Dallo stesso 1994, e sino al 2003, è stato Direttore dell'Istituto di Scienze giuridiche, mentre nel 1998 è diventato membro del Consiglio di Amministrazione dell'Università insubra. Nel medesimo ateneo è stato, dal 2004, direttore del Dipartimento di diritto romano, storia e filosofia del diritto.

In seguito alla sua morte, avvenuta nel 2011 a causa di un mieloma, il 2 febbraio 2013 gli è stato conferito a Como il massimo riconoscimento cittadino, l'Abbondino d'oro, eccezionalmente postumo.[1][2] Gli sono inoltre state intitolate due biblioteche: quella di diritto romano nella locale sede dell'Università dell'Insubria e quella del day hospital oncologico dell'ospedale Sant'Anna.[3]

Attività di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1975 è stato Direttore della «Rivista Archeologica della Antica Provincia e Diocesi di Como» e Ispettore onorario della Soprintendenza ai beni archeologici della Lombardia, carica quest'ultima che gli ha consentito di collaborare concretamente alla scoperta e alla tutela del patrimonio archeologico del territorio comasco.[4] In tal senso, nel corso delle sue ricerche storico-archeologiche, pubblicate in epoche e su periodici diversi, e in particolare nel saggio del 1971 dal titolo Il Castellum nella costituzione politica dei Ligures Comenses,[5] che sarebbe poi confluito, come la maggior parte degli altri contributi, nella sua Storia di Como antica (1997), ha anche avuto modo di ipotizzare che fosse di stanza nel Lago di Como, tra la fine del III e la fine del IV secolo, una flotta militare, in funzione anti-barbarica.[6]

Dal punto di vista più squisitamente storico-giuridico, in particolare sulle istituzioni di diritto romano, Luraschi ha, con il suo volume sul Foedus (1979), posto attenzione sui trattati di pace romani, il cui approccio ha invalso una corrente di pensiero nota anche a livello internazionale.[7] Il Foedus ha portato un contributo importante anche nell'alveo del diritto latino, ossia al dibattito sulla cittadinanza romana, con maggior attinenza alla provincia Cisalpina[8] e con particolare riferimento all'applicazione dell'adtributio. A tal riguardo, come ha ricordato lo storico francese André Chastagnol, una serie di studiosi aveva ipotizzato che detto istituto traesse efficacia da una Lex Pompeia: però, mentre alcuni - fra i quali il Mommsen - avevano optato per quella emanata nell'anno 89 a.C., cioè la Lex Pompeia de Transpadanis, Luraschi, invece, riprendendo e precisando un'ipotesi di Savigny, ha ribadito l'esistenza anche di una Lex Pompeia de adtributione, datandola intorno all'anno 14 a.C.[9]

Gli studi sulla Sindone[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Luraschi è stato anche un appassionato studioso della Sacra Sindone, della quale – come dichiarato in un'intervista rilasciata l'anno prima della sua scomparsa[10] ha iniziato a interessarsi in occasione dell'ostensione del 1978. Da quel momento Luraschi ha continuato ad occuparsi del Sacro Telo torinese, diventandone un esperto a tutto campo, pur rifiutando per sé la definizione di ‘sindonologo'.

Quando, in seguito all'esame al radiocarbonio del 1988, per la Sindone è stata proposta una datazione medievale, Luraschi ha redatto un breve scritto divulgativo[11] (ristampato nel 2010) che ha intitolato intenzionalmente “La Sindone alla luce della ragione”, in cui si proponeva di riesaminare brevemente tutti gli elementi significativi sull'oggetto misterioso. In esso, oltre a citare numerosi elementi a favore dell'autenticità, Luraschi stigmatizzava il risultato della datazione al carbonio 14 come inaffidabile, citando "parecchie e gravi perplessità" metodologiche nonché, a suo dire, la fondatezza di "gravi sospetti sulla buona fede di alcuni ricercatori" [12]. Del resto, nell'unico altro suo scritto noto sulla Sindone (e l'ultimo, in ordine di tempo), ossia la prefazione a un libro[13] scritta con il consueto entusiasmo circa un anno prima della sua scomparsa, non esitava a definire la faccenda "il maledetto imbroglio del carbonio 14"[14].

Se la produzione letteraria di Luraschi sulla Sindone è stata limitata, molto più vasta è stata la sua attività di divulgatore attraverso sia i suoi seminari annuali facoltativi, destinati agli studenti universitari desiderosi di approfondire gli studi sulla Sindone, sia le numerose conferenze rivolte ad un più ampio pubblico[15].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Foedus, ius Latii, civitas. Aspetti costituzionali della romanizzazione in Transpadana, CEDAM, Padova 1979, ISBN 88-13-14854-2.
  • Diritto premiale. Precedenti romanistici, in «Diritto premiale e sistema penale», Atti del settimo simposio di studi di diritto e procedura penali (Como, 26-27 giugno 1981), Giuffrè, Milano 1983, pp. 53–95.
  • Aspetti giuridici della romanizzazione del Bruzio. A proposito del volume Istituzioni e forme costituzionali nelle città del Bruzio in età romana, in «Studia et Documenta Historiae et Iuris», 1986, v. 52., Pontificia Università Lateranense, Roma 1986, pp. 493–516.
  • Foedus nell'ideologia virgiliana, in «Atti del 3. seminario romanistico gardesano» (22-25 ottobre 1985), Giuffrè, Milano 1988, pp. 282–305.
  • Juristische Probleme der Romanisierung der Alpen: der Ursprung der "Adtributio", in «Die Römer in den Alpen», Historikertagung (Salzburg 1986), Bozen 1989, pp. 31–53.
  • Storia di Como antica. Saggi di archeologia, diritto e storia, New Press, Como 1997.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito istituzionale[collegamento interrotto] del comune di Como.
  2. ^ Corriere di Como, 22 gennaio 2013, articolo di Marco Guggiari.
  3. ^ Al Sant'Anna 3.000 libri nel Day hospital oncologico[collegamento interrotto] su «CiaoComo.it - Comonews24».
  4. ^ Cfr., oltre l'intera p. 17 online de «Il Settimanale» della Diocesi di Como del 16 luglio 2011, l'art. D. Pagani, Una borsa di studio e altre iniziative per ricordare il professor Giorgio Luraschi online, in «Varese7Press» del 7 agosto 2011.
  5. ^ Le fortificazioni del Lago di Como, Atti del Convegno dell'Istituto Italiano dei Castelli (Varenna, maggio 1970), Cairoli, Como 1971, pp. 123-156.
  6. ^ M. Belloni Zecchinelli - L.M. Belloni, Palazzo Gallio, Sampietro, Menaggio 1993, p. 16.
  7. ^ C. Baldus, Vesitiga pacis. The Roman peace treaties: structure or event?, in R. Lesaffer (a cura di), Peace Treaties and International Law in European History, Cambridge University Press 2004, pp. 119-120.
  8. ^ M. Reali, I tardivi della condizione vinciale nell'epigrafia, in «Acta XII Congressus Internationalis Epigraphiae Graecae et Latinee» (Barcelona, 3-8 Septembris 2002), Universitat de Barcelona 2007, p. 1173 e n. 2
  9. ^ A. Chastagnol, Les cités de la Gaule nabonnaise. Les Statuts, in «Actes du Xe Congrès International d'épigraphie greque et latine», (Nîmes, 4-9 octobre 1992), Sorbonne 1997, p. 66
  10. ^ A.P. Bramanti, D. De Matteis, Le nuove sfide della Sindone - Riflessioni, Edizioni Servi della Sofferenza, 2012
  11. ^ Pubblicazione di Luraschi sulla Sindone con testo da lui scritto.
  12. ^ G. Luraschi, Op. cit., pagg. 5 e segg.
  13. ^ D. De Matteis, A.P. Bramanti, "Sacra Sindone - Un mistero tra scienza e fede", Edizioni Servi della Sofferenza, 2010
  14. ^ D. De Matteis, A.P. Bramanti, Op. cit., p. 9
  15. ^ Frammento della conferenza Il mistero della Sindone di Giorgio Luraschi, Parte [1] e [2].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Barbati, Gli studi sulla cittadinanza romana prima e dopo Giorgio Luraschi online, in «Rivista di Diritto Romano», XII, 2012, pp. 1–46.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN51697668 · ISNI (EN0000 0000 6124 7630 · LCCN (ENn87133950 · BNF (FRcb119300087 (data)