Breccia (Como)

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Breccia
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaComo Como
CittàComo-Stemma.png Como
Circoscrizione3
Codice postale22100
Abitanti5 456 ab.
Patronosan Cassiano

Coordinate: 45°49′N 9°05′E / 45.816667°N 9.083333°E45.816667; 9.083333

Breccia è un quartiere[1] del comune di Como con 5.456 abitanti. Confina con i comuni di San Fermo della Battaglia e Montano Lucino ed è servita dalla stazione di Grandate-Breccia.

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Breccia fu abitata in età pre-romana, forse addirittura dal I millennio a.C. Le scoperte archeologiche locali (la necropoli dell'età del Ferro in zona detta della "Ca' Morta"), riallacciano Breccia e la sua regione alla cosiddetta Cultura di Golasecca, mentre la "Tomba del Carro" (scoperta nel 1928) a quelle delle scoperte simili delle culture di Hallstatt e di La Tène. La stele ritrovata in zona di Prestino (oggi al Museo archeologico Paolo Giovio di Como), datata intorno al 450 a.C., con una dedica scritta in un alfabeto etrusco (nord etrusco-leponzio) ma di lingua celtica, mostra lo stato della popolazione locale in epoca pre-romana[2]. L'ara votiva rinvenuta nei terreni di proprietà della famiglia Giovio, dedicata ad una divinità locale di nome "Paronno" da una persona con un nome gentilizio indigeno ("Al dio Paronno, sciolse il voto contento, meritatamente, Marco Masclio Massimo"), mostra che la regione non era ancora completamente romanizzata nel secondo secolo d.C., benché Como fosse stata colonizzata da 3.000 coloni con le loro famiglie (circa 12.000 persone, di cui 500 Greci provenienti dalla Magna Grecia) nell'89 a.C., ben 107 anni dopo la conquista romana della Gallia Cisalpina, avvenuta nel 196 a.C. ad opera del console Marco Claudio Marcello[3]. Lo storico Tito Livio chiamò "Comum" il territorio di Breccia-Prestino, ignorando la città. Quando si decise di rifondare il centro abitato, spostandolo nella posizione attuale in riva al lago, prese il nome di "Novum Comum".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.) all'anno mille circa, nella zona si stanziano i Longobardi, poi i Franchi (dal 774), i cui ricordi si trovano per lo più nei toponimi ( come "Gaggio", da "gahagi", bosco o brughiera) e fino ad oggi nel dialetto (come "scussaa", da "skauz", grembiule, "strach", da "strak", stanco, ecc...) Contrariamente a Milano, Como non ha avuto un conte longobardo, ma è rimasta una città vescovile, dove il vescovo (scelto tra Longobardi o Franchi) ha svolto anche i compiti dell'autorità civile e dopo il 967 i vescovi ebbero anche il titolo di conte. A partire dal Medioevo Breccia fece parte dei Corpi Santi di Como, espressione che definiva i comuni rurali, fuori dalle mura cittadine. Nel 1040 il vescovo Letigerio fonda il monastero benedettino di San Carpoforo, che ebbe dei possedimenti anche a Breccia. Il 4 giugno 1095 Urbano II consacra la chiesa di Santa Maria di Lurate in Vergosa (ossia l'antica chiesa parrocchiale di San Fermo della Battaglia). Anche i possedimenti dell'antica chiesa cattedrale comense di Sant'Abbondio si estesero in parte a Breccia[4]. La chiesa di San Cassiano a Breccia è citata per la prima volta nell'inventario dei beni posseduti in luogo dal Capitolo dei Canonici del Duomo di Como nel 1298, la vicinatia de Bregia è citata negli statuti comaschi del 1335, nell'estimo del 1439 è elencata fra le comunità appartenenti alla Castellanza del Baradello, con la demolizione del castel Baradello e la soppressione della Castellanza, avvenuta nel 1527, Breccia venne inserita nella pieve di Zezio. Nel 1551 il vescovo di Como Feliciano Ninguarda accerta l'erezione della chiesa di Breccia in parrocchia e denuncia la scarsa densità di popolazione (40 famiglie, 350 persone)[5]. Nella suddivisione provinciale del 1816 (Regno Lombardo-Veneto) era unita a Lazzago. Ancora alla fine dell'800 Breccia confinava con i comuni di Vergosa (oggi San Fermo della Battaglia), di Montano Lucino, Grandate, Monte Olimpino, che fu soppresso nel 1884, e Rebbio, che fu assorbito da Como nel 1937. Fu comune autonomo fino al 1943, quando venne aggregato al comune di Como. Nel 1970-1972 il quartiere di Prestino si è scisso da Breccia ed ha costituito una sua propria parrocchia.

Abitanti dal 1551 al 1901[modifica | modifica wikitesto]

  • 1551 350 abitanti
  • 1696 495 abitanti[6]
  • 1751 544 abitanti
  • 1805 655 abitanti (comune di Breccia con Lazzago)
  • 1861 1.056 abitanti
  • 1871 1.079 abitanti
  • 1881 1.140 abitanti
  • 1901 1.156 abitanti[7].

Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Prima Guerra mondiale il comune di Breccia ha avuto ventinove caduti, uno durante la Guerra di Spagna e otto durante la Seconda Guerra mondiale, cinque sono stati i dispersi in Russia[8].

Cittadinanza onoraria[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 maggio 1924 il commissario prefettizio avv. Bernardino Parravicini "accogliendo e fancendo propria la domanda dei maggiorenti del Comune, che sono sicuri e fedeli interpreti dei sentimenti della popolazione tutta" così come avevano fatto altri comuni "conferiva a S. E. l'On. Benito Mussolini, salvatore della patria, la cittadinanza onoraria del Comune di Breccia"[9].

L'Organo di Breccia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo organo di Breccia è menzionato nel novembre del 1756. Il parroco don Francesco Locarno (morto nel 1818) aveva in mente la costruzione di un nuovo e più grande strumento, che fu poi realizzato dall'organaro Carnisi nel 1854, dei lavori di restauro dello strumento sono poi stati eseguiti nel 1887 e nel 1942[10]. L'organo attuale è un Balbiani-Vegezzi-Bossi, inaugurato nel 1969 da Fernando Germani, e grazie al quale la parrocchia ha iniziato una grande tradizione di concerti nel famoso "Maggio Organistico Breccese". In tanti anni all'organo si sono succeduti i migliori organisti italiani e mondiali. Il legame con la Cappella Sistina di Roma, in particolare con Mons. Pablo Colino, ha portato varie volte il coro medesimo ad eseguire brani di altissimo valore. D'obbligo ricordare il Prof. Luigi Grisoni, anima, cofondatore e sostenitore dell'associazione musicale "Amici dell'organo", anche dopo il suo trasferimento nella capitale. Grisoni trovò nell'eccellente organista e parroco don Ernesto Guglielmetti la forza e l'appoggio per la realizzazione del progetto. L'associazione pubblicava libri musicali-liturgico-organistici di noto valore.. La parrocchia di Breccia ha così "prodotto" numerosi organisti, tra cui il compianto Giuseppe Andreoletti. Ad oggi tutte le celebrazioni liturgiche festive e rilevanti sono musicate e perciò si alternano nell'animarle ottimi organisti: Simone Antonucci, Luca Berti, Franco Cappellini, Claudio Ghirri, Daniele Grisoni, Bruno Mazzola.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Attraversata dalla via Varesina, (Strada statale 342 Briantea), fra il 1910 e il 1955 la località era servita da una fermata posta lungo la Tranvia Como-Appiano Gentile-Mozzate[11].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci dal 1861 al 1943[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 marzo 1861 fu ufficialmente proclamato il Regno d'Italia, da quella data si succedettero come sindaci di Breccia:

  • 1861, ing. Antonio Stoppani
  • 1861, Pietro Redaelli
  • 1862, ing. Antonio Stoppani
  • 1863, conte Giovanni Giovio (fino al 1880)
  • 1881, dott. Gian Antonio Galli (fino al 1901)
  • 1902, Giulio Braghenti (fino al 1914)
  • 1915, conte Giorgio Giulini (internato in Germania durante la Grande Guerra)
  • 1918, dott. Francesco Butti (subentrante fino al 1926)
  • 1926, rag. Gustavo Marzorati (podestà fino al 1928)
  • 1928, cav. Federico Lo Monaco (commissario prefettizio)
  • 1929, dott. Bernardo Butti (podestà fino al 1932)
  • 1932, Gian Battista Benzoni (commissario prefettizio e poi podestà fino al 1937)
  • 1937, rag. Alberto Benzoni (podestà fino al 1942)
  • 1942, Eraldo Longhino (commissario prefettizio fino al 27 agosto 1943, data dell'aggregazione di Breccia al comune di Como)[12].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali attività produttive sono state a lungo, con l'agricoltura, la bachicoltura e la viticoltura. Nel 1935 si contavano ancora nel comune 39 allevatori di bachi da seta e nel 1942 si censivano ancora 17.257 piante di vite appartenenti a 58 coltivatori, il più importante dei quali era il prevosto, con 3.000 viti[13].

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'architetto Simone Cantoni vi edificò dal 1790 al 1795 Villa Giovio, su incarico dell'omonima nobile famiglia comasca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Como - Statuto
  2. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, pp. 25-52
  3. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, pp. 53-55
  4. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, pp. 63-71
  5. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, p. 404.
  6. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, p. 380.
  7. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, pp. 270-271
  8. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, pp. 283-286
  9. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, p. 272
  10. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, pp. 533-538
  11. ^ Francesco Ogliari, Como nella scienza e nei trasporti, TIBB, Edizione speciale fuori commercio, Milano, novembre 1987.
  12. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, pp. 267-262
  13. ^ Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999, p. 274

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonte[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Mascetti, Furio Ricci, Alberto Rovi, Breccia una comunità la sua storia, Como - Breccia, Parrocchia di San Cassiano, 1999.

Altre letture[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicoletta Ossanna Cavadini, Simone Cantoni architetto, Electa, Milano 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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