Terme Erculee

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Terme Erculee
Mediolanum
2740 - Milano - Avanzi delle Terme Erculee - Foto Giovanni Dall'Orto, 22-Feb-2008.jpg
Resti delle terme Erculee in Largo Corsia dei Servi.
Civiltà Romana
Utilizzo Terme
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Ente Comune di Milano
Sito web www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.it

Le terme Erculee erano le più grandi terme dell'antica città di Mediolanum, l'odierna Milano. Vennero erette tra la fine del III secolo e l'inizio del IV dall'imperatore Massimiano Erculio, da cui prendono il nome.[1]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Milano romana.

Dell'antica struttura non rimangono che tracce esigue, portate alla luce attraverso scavi di un parcheggio sotterraneo in Largo Corsia dei Servi. Andarono probabilmente distrutte durante le invasioni barbariche o nel 1162, quando l'imperatore Federico Barbarossa fece radere al suolo la città. L'edificio originario misurava 127 metri di lunghezza e 112 di larghezza[2][3] (con una superficie complessiva di 14.500 m²[4]), e possedeva muri spessi fino ad un metro e mezzo. I resti attuali sono situati vicino a piazza San Babila, tra corso Vittorio Emanuele e corso Europa. Sembra che le acque con cui si alimentavano le terme provenissero dal corso dell'Acqualunga (torrente che proveniva da nord-est).[5]

Sappiamo che dalla loro struttura complessiva assomigliavano molto a quelle di Augusta Treverorum. Rimangono pochi resti del calidarium nella parte sud delle terme, dove si conservano in parte le fondazioni del vano rettangolare centrale e delle due absidi laterali, in cui erano inserite le vasche. A lato poi vi era il tepidarium di forma rettangolare, che comunicava a sua volta con il frigidarium, un'ampia stanza rettangolare pavimentata con lastre di marmo. Ad est (pavimentata con mosaici) e a ovest del frigidarium due ampie sale adibite a spogliatoi (apodyteria). Sul lato nord vi era invece un'ampia abside semicircolare che accedeva alla grande palestra (con portico antistante ed esedre semicircolari laterali), dove era incassata un'altra grande vasca.[4]

Dall'area delle terme proviene un frammento di statua romana, identificato come il busto di Ercole, copia romana del II secolo di un originale di Lisippo[6]. L'opera è ora conservata nel museo archeologico di Milano. Sono stati inoltre ritrovate porzioni di mosaici presso la chiesa di San Vito in Pasquirolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ausonio, Ordo urbium nobilium, V, 41.
  2. ^ AAVV, Carte e rilievi, in Catalogo della Mostra "Milano capitale dell'Impero romani (286-402 d.C.)", a cura di Gemma Sena Chiesa, Milano 1990, pp.459-460.
  3. ^ Storia e descrizione delle terme
  4. ^ a b Anna Ceresa Mori, Milano (Mediolanum): le terme, in Catalogo della Mostra "Milano capitale dell'Impero romani (286-402 d.C.)", a cura di Gemma Sena Chiesa, Milano 1990, p.100.
  5. ^ Donatella Caporusso, Milano (Mediolanum): la situazione idrografica di Milano romana, in Catalogo della Mostra "Milano capitale dell'Impero romani (286-402 d.C.)", a cura di Gemma Sena Chiesa, Milano 1990, p.94.
  6. ^ Sito del museo archeologico di Milano
  7. ^ Anna Ceresa Mori, Milano (Mediolanum): le terme, in Catalogo della Mostra "Milano capitale dell'Impero romani (286-402 d.C.)", a cura di Gemma Sena Chiesa, Milano 1990, p.101.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
  • Ausonio, Ordo urbium nobilium, V.
Fonti storiografiche moderne
  • Donatella Caporusso, Milano (Mediolanum): la situazione idrografica di Milano romana, in Catalogo della Mostra "Milano capitale dell'Impero romani (286-402 d.C.)", a cura di Gemma Sena Chiesa, Milano 1990.
  • Anna Ceresa Mori, Milano (Mediolanum): le terme, in Catalogo della Mostra "Milano capitale dell'Impero romani (286-402 d.C.)", a cura di Gemma Sena Chiesa, Milano 1990.

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