Blevio

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Blevio
comune
Blevio – Stemma Blevio – Bandiera
Blevio – Veduta
Blevio vista dal sentiero Capovico-Brunate
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoAlberto Trabucchi (lista civica Per Blevio) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate45°50′N 9°06′E / 45.833333°N 9.1°E45.833333; 9.1 (Blevio)Coordinate: 45°50′N 9°06′E / 45.833333°N 9.1°E45.833333; 9.1 (Blevio)
Altitudine231 m s.l.m.
Superficie5,47 km²
Abitanti1 203[1] (31-10-2019)
Densità219,93 ab./km²
Comuni confinantiBrunate, Cernobbio, Como, Moltrasio, Torno
Altre informazioni
Cod. postale22020
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013026
Cod. catastaleA905
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibleviani
Patronosanti Gordiano ed Epimaco
Giorno festivo10 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Blevio
Blevio
Blevio – Mappa
Posizione del comune di Blevio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Blevio (Bjéef in dialetto comasco[2][3], AFI: [ˈbjeːf]) è un comune italiano di 1 203 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato sulla riva est del lago di Como, Blevio si sviluppa in altitudine tra i 200 metri sul livello del mare e i 1140 metri del monte Boletto.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva celto ligure "Biuelius" (cfr "uiuo" - Osc. bivus "vivo", l'indo-germanico "bheou").

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dallo studio planimetrico si inferisce l'antica presenza di un "castellum" (cultura di Golasecca XI - IV secolo a.C.); in quel periodo nel territorio era sviluppato il baratto tra i celtico transalpini e gli etruschi. La prima testimonianza scritta è datata 1084: il vescovo di Como, Reginaldo, redasse un legato testamentario a favore della cattedrale di affinche venisse celebrata ogni anno una messa nell'anniversario della sua morte. La prima citazione dello status di comune è del 1279: I canonici del Capitolo della Cattedrale di Como redassero l'inventario delle loro proprietà contemplando anche comune di Blevio. Pur apparendo nella documentazione storica come libero comune non fu mai dotato di un proprio statuto. Venne acquisito successivamente dal Comune di Como.

Menzione del "comune de Blevio" si ha nella "Determinatio stratarum et pontium..." annessa agli Statuti di Como del 1335, in cui viene indicato come la località che ha in carico la manutenzione di un ben determinato tratto della via Regina ("”… a dicta fenestra in sursum usque ad cantonum muiri vinee que fuit Pedeferi Fiche de Cumis”")[4]. In quel tempo, Blevio faceva parte della pieve di Zezio, entro cui risulta ancora inserito nel 1538[5][4].

La zona fu contagiata da epidemie di peste nel 1361 e nel 1549. In questo secondo periodo, i casolari nei dintorni furono trasformati in lazzaretti.

Nel 1644 Blevio risulta appartenere alla pieve di Nesso[4], che nel 1497 era stata concessa in feudo a Lucrezia Crivelli da Lodovico Maria Sforza[6] assieme al "contado delle Tre Pievi" (comprensivo della pieve di Sorico e di quelle di Gravedona e Dongo)[7]. Inserito nel marchesato di Nesso, nel 1647 Blevio fu concesso con una parte del feudo alla famiglia del senatore Francesco Maria Casnedi[5], la quale mantenne i diritti feudali fino a oltre la metà del XVIII secolo[4].

Nel 1751 il territorio di Blevio comprendeva anche il borgo "Sant'Agostino" di Como[4][5]. Cinque anni più tardi il comune di Blevio venne separato dalla pieve di Nesso e inserito nella nuova pieve di Zezio superiore[5][8].

Nel 1790 il comune venne affidato in feudo al conte Antonio Tanzi[5][8] esponente del ramo secondario degli Edler von Tanzi, per poi passare ai Taverna nel 1798 e infine ai Borromeo.

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'aggregazione di Blevio al comune di Torno[9]. La caduta di Napoleone e il passaggio della Lombardia in mano austro-ungarica comportarono l'abrogazione dell'accorpamento e la ricostituzione del comune di Blevio all'interno della provincia di Como del Regno lombardo-veneto[10][5].

Il 28 ottobre 1901 nacque a Blevio il comandante partigiano Enrico Caronti, detto "Romolo", torturato e fucilato dalle brigate nere di Menaggio il 23 dicembre 1944.

La storia delle ville a lago[modifica | modifica wikitesto]

Tra il XVIII e il XIX secolo, grazie alla sua posizione panoramica ed alle attrattive naturali, Blevio cominciò ad essere considerato come ambito luogo di soggiorno e nel suo territorio vennero costruite una serie di ville che ospitarono personaggi illustri del tempo, tra cui numerosi esponenti del mondo delle arti e della politica, tra cui ad esempio Giuditta Pasta, Alessandro Manzoni, Adelaide Ristori, Maria Taglioni.

Nell'estate del 1935, durante un soggiorno estivo, lo scultore Arturo Martini realizza in poche settimane una serie di undici sculture in gesso denominate "Gruppo di Blevio" (conservato presso la collezione Banca Popolare di Vicenza di Palazzo Thiene).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Blevio vista dal lago. In riva, spiccano villa Usuelli, la chiesa dei SS. Gordiano ed Epimaco e villa Ricordi. A mezza costa, si fa notare la nuova parrocchiale.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Complesso di Villa Ferranti[modifica | modifica wikitesto]

Giuditta Pasta (1797-1865) celebre cantante lirica, soggiornò spesso in Villa Ferranti (contigua alla villa Perlasca già appartenuta dei conti Tanzi di Blevio) ed è sepolta nel cimitero del paese. Per lei Vincenzo Bellini compose la famosa opera "Norma". All'interno della proprietà di Villa Ferranti si trova anche Villa Pasta, che deve il suo nome proprio alla cantante[11].

Villa Belvedere[modifica | modifica wikitesto]

Il musicista comasco Pasquale Ricci fece costruire Villa Belvedere, un tempo soprannominata "Malpensata". Sono varie le origini di questo soprannome: alcuni l'attribuiscono al fatto che il Ricci morì prima di vedere la fine dei lavori[12], mentre altri l'associano alla tradizione di identificare con "malpensate" tutti quegli edifici legati a coloro che frodavano i dazi[11]. Divenuta proprietà di Maddalena Sannazzaro-Imbonati, la quale diede alla villa un'impostazione neoclassica, Alessandro Manzoni vi trascorse alcuni periodi della sua infanzia e della sua prima giovinezza[11] tra il 1807 e 1818.

Villa Borletti[modifica | modifica wikitesto]

Villa Borletti (ora Chiara)[11], fatta costruire dal Conte Russo Grigoriy Petrovich Shuvalov[13], è legata al ricordo dell'attrice drammatica Adelaide Ristori e della Principessa Trivulzi Belgioioso che vi ospitò personaggi illustri[11].

Villa Maria[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima della chiesa dei santi Gordiano ed Epimaco si trova Villa Maria, già appartenuta ad un principe russo e conosciuta con il nome di una famosa ballerina che qui vi dimorò nei primi del XIX secolo: Maria Taglioni[14]. La villa, caratterizzata dall'avere spigoli arrotondati, fu chiamata anche "Ca' dell'Imperatore"[11] perché il 22 giugno 1769 Giuseppe II d'Austria ed il suo seguito, si rifugiarono a causa di un violento temporale. In seguito la villa passò dapprima nelle mani del pittore Riccardi, che ne fece un giardino zoologico-botanico[15], e in seguito in quelle del costruttore di dirigibili Usuelli, amico di D'annunzio. Per questa ragione, la proprietà è anche conosciuta col nome di "Villa Usuelli"[11].

Villa Ricordi[modifica | modifica wikitesto]

Di fronte a quello che oggi è il molo di Blevio[16] si trova quella che attualmente è conosciuta come Villa Ricordi, dal nome dell'omonima casa editrice musicale, proprietà dell'immobile dalla metà del XX secolo. Si tratta di una costruzione a tre piani, edificata sul luogo dove nel '500 si trovava la casa del navigatore Pantero Pantera[11].

Villa Cademartori-Cramer[modifica | modifica wikitesto]

Villa Cademartori-Cramer fu luogo di villeggiatura di alcuni esponenti degli Artaria, fondatori di una delle più importanti case editrici musicali del tardo XVIII e XIX secolo. Artaria che, nel '700, avevano anche fatto costruire una villa che verrà poi conosciuta attraverso il cognome dei successivi proprietari: la famiglia genovese Calvi[11].

Villa Troubeyzkoy[modifica | modifica wikitesto]

Villa Troubeyzkoy, con il suo stile eclettico, fu fatta edificare a metà Ottocento dall'omonimo principe russo che, per la costruzione, fece demolire una scogliera con la dinamite. Per questa ragione, il principe fu soprannominato dai bleviani con il nomignolo di "Turbascogli". La villa è caratterizzata da falde molto spioventi e da un antico ascensore in stile jugendstil che mette in collegamento l'edificio direttamente con la strada Lariana[11].

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Santi Gordiano ed Epimaco

Vicino al lago si trova la chiesa dei Santi Gordiano ed Epimaco, della seconda metà del XVII secolo fondata probabilmente su una preesistente chiesa medievale. Conserva un quadro attribuito a Panfilo Nuvolone, con soggetto Maria ed Elisabetta, una deposizione dalla croce della scuola di Pier Francesco Mazzucchelli, una nascita di Gesù della scuola di Guglielmo Caccia ed un organo del 1821 della casa organara Prestinari di Magenta.

Il 17 dicembre del 1967 il vescovo Felice Borromini inaugurò la nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Francesco d'Assisi, realizzata nel centro del paese su progetto dell’architetto Carlo Lucini[17]. L'edificio si presenta con mattoni a vista e una cupola poligonale di colore verde. Il presbiterio fu invece realizzato dallo scultore Eli Riva e benedetto il 6 maggio del 1988 dal vescovo Teresio Ferraroni[17].

Cappella alla Madonna

Nella frazione di Capovico, è presente una cappella dedicata a san Rocco, commemorato il 16 agosto, nella ricorrenza dei ringraziamenti per la scomparsa della peste.

Nella frazione di Sorto[18] si trova la Chiesa dell'Immacolata, risalente alla seconda metà del XVIII secolo[19].

Procedendo oltre la chiesa dell'Immacolata in direzione di Mezzovico, una lunga scalinata in salita conduce nel bosco fino ad una cappella dedicata alla Madonna[20], situata sul sentiero che da Brunate porta a Montepiatto[21].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Parco Da Riva[modifica | modifica wikitesto]

Il parco pubblico in riva al lago, piccolo, poco più che una striscia di terra, offre una vista verso la parte occidentale di Como (il centro e l'est del capoluogo sono nascosti alla vista dalla punta di villa Geno) e verso Cernobbio e Moltrasio.

Strada Regia[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni di Capovico, Sopravilla, Sorto, Mezzovico, Meggianico e Cazzanore sono attraversate dalla cosiddetta "Strada Regia"[22], tracciato di origine romana[23] ripristinato ad uso escursionistico fra il 2002 e il 2006 dalla Società Archeologica Comense con l’aiuto della Comunità Montana del Triangolo Lariano[23][24]. Prima della realizzazione della Lariana, la Strada Regia metteva in comunicazione Como con Bellagio[22][23][23][24]. Nella frazione di Sorto, la Strada Regia passa davanti alla Chiesa dell'Immacolata.

Pietra Nairola

I "trovanti"[modifica | modifica wikitesto]

I boschi sopra a Mezzovico, a circa 750 metri di altezza, ospitano una serie di "massi erratici" o "trovanti", gigantesche pietre che vennero trascinate dai ghiacciai alpini durante il Neozoico.

Tra i trovanti di Blevio, particolare menzione merita la "prea de Nairöla" (pietra Nairola), monumento nazionale dal 1984[20]. Si tratta un monolito di granito ghiandone di metri 4,5 per 7,4 circa, posizionato in orizzontale e a sbalzo sul pendio e originario dalla Val Masino[20]

Sasso del lupo

Sulla pietra si trovano alcune incisioni preistoriche quali alcune coppelle, un'incisione a forma d'impronta di piede e un piccolo canale sagomato come fosse una grondaia[20]. Alla pietra Nairola sono legate due leggende[20]. Secondo la prima, il trovante avrebbe ospitato il diavolo, impegnato a lanciare una palla molto pesante a un compagno seduto sopra un altro masso, oggi non più esistente, situato di fronte alla Nairola[20]. La pesante palla, sfuggita di mano al compagno, avrebbe lasciato una traccia sul sasso ora scomparso[20]. La seconda leggenda narra che la posizione sporgente della pietra Nairola sia dovuta a un miracolo da parte della Madonna, che con il suo mantello avrebbe fermato la discesa del trovante verso valle. Legata a questa leggenda sarebbe la costruzione della cappellina situata un centinaio di metri sotto alla pietra e dedicata, appunto, alla Madonna[20].

Altro trovante notevole è il cosiddetto "sasso del lupo", situato a sbalzo sul sentiero che porta verso Montepiatto[25]. Secondo una leggenda, il masso sarebbe la dimora di un lupo che rapisce i bambini bleviani disobbedienti[26].

Nei boschi sopra la vicina Torno, alcuni trovanti rappresentano dei cosiddetti massi avelli, ossia antichi sepolcri scavati nella roccia.

Castel d'Ardona[modifica | modifica wikitesto]

Castel d'Ardona

Ancora più in quota, a sud di Montepiatto si trovano le rovine dell'inquietante Castel d'Ardona, fatto costruire nel 1894 dal professor Angelo Ruspini, detto "il fratino", nato in Francia a Toulouse ma appartenente al ramo dei Ruspini tornaschi. Alla sua morte la bizzarra costruzione passò in eredità alla governante del professore, essendo Angelo Ruspini privo di eredi diretti. Questa cedette quasi subito il "maniero" al "Gruppo Aziendale Tintoria Comense" che lo adibì in un primo tempo a sede per le vacanze estive dei figli dei dipendenti, aggiungendo anche il sottostante fabbricato, e successivamente lo abbandonò. Oggi i vari fabbricati che un tempo costituivano il castello Ruspini, che una volta si poteva vedere chiaramente sulla sommità del monte, dal paese e dal lago, si presentano quasi totalmente diroccati e soffocati dalla vegetazione. Vi si può ancora arrivare lungo il sentiero che sale da Montepiatto, oppure da un altro sentiero detto del "faro Voltiano", che si inerpica vicino alla baita Carla sopra la località di San Maurizio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

  • 1751: 372 abitanti.[5]
  • 1771: 456 abitanti.[5]
  • 1799: 530 abitanti.[5]
  • 1805: 524 abitanti[5].
  • 1859: 806 abitanti[5]

Abitanti censiti[27]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Blevio è composto sette abitati di origine antica, conosciuti come “le sette città”: Capovico, Cazzanore, Girola, Meggianico, Mezzovico, Sopravilla e Sorto.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo è, ancora oggi, la principale fonte di reddito di questo centro. Il paese è sede di un imbarcadero e scalo fisso della navigazione lacustre (dal maggio 2007 il servizio è sospeso per motivi non specificati).

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese spicca come società sportiva l'ASD Canottieri Aurora Blevio. Nata nel 1902 con il nome di Circolo Sportivo Voluntas, specializzato nelle corse podistiche e nel canottaggio, nel successivo 1903 il sodalizio cambiò nome divento Canottieri Aurora. Per alcuni anni, l’Aurora mantenne, accanto alla pratica del canottaggio, quella storica del podismo. Sospesa l’attività negli anni della seconda guerra mondiale, all’indomani della Liberazione il sodalizio biancoverde venne rifondato con il ritrovato nome di Canottieri Aurora e l’esclusiva pratica del canottaggio. Nel 1953 iniziava l’attività “ufficiale” della Federazione Italiana Canottaggio a Sedile Fisso – Sezione Laghi e Fiumi, sotto l’egida dell’ E.N.A.L., con l’organizzazione del Primo Campionato Italiano di canottaggio a sedile fisso. La Canottieri Aurora Blevio spicca subito tra le migliori società, vincendo le prime 2 edizioni (1953, 1954) del Trofeo Sinigaglia (Ambito premio del Canottaggio a Sedile Fisso riservato alle gare della categoria Senior Maschile). Successivamente vincerà ancora tale trofeo nel 1958 e nel 1959. Numerosi i titoli Italiani vinti dalla società.

Dopo qualche anno di inattività nei primi del 2000, nel 2006 la canottieri ha ripreso a partecipare a gare agonistiche organizzate dalla FICSF.

In questi ultimi anni la Canottieri Aurora Blevio è tornata una figura di spicco dello sport bleviano e vanta un buon settore giovanile e importanti affermazioni, anche a livello nazionale.

Risultati dal 2006 al oggi[modifica | modifica wikitesto]

  • 23 medaglie ai Campionati Italiani
    • 9 ORI e Titoli di CAMPIONI D'ITALIA (2011, 2016, 3 nel 2017, 2 nel 2018, 2 nel 2019)
    • 6 ARGENTI (2009, 2 nel 2015, 2 nel 2017, 2018)
    • 8 BRONZI (2008, 2016, 3 nel 2017, 2 nel 2018, 2019)
  • 15 Titoli Regionali (2008, 2011, 2015, 2 nel 2016, 5 nel 2017 (Inoltre: Vittoria del Trofeo Generale come migliore società[28]), 2 nel 2018, 3 nel 2019)
  • 29 Titoli Provinciali (2006, 2010, 3 nel 2011, 2012, 2 nel 2015, 4 nel 2016, 8 nel 2017, 6 nel 2018, 3 nel 2019)


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 82.
  3. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  4. ^ a b c d e Comune di Blevio, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 28 aprile 2020.
  5. ^ a b c d e f g h i j k Comune di Blevio, su www.comune.blevio.co.it. URL consultato il 16 dicembre 2019.
  6. ^ Comune di Nesso, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 28 aprile 2020.
  7. ^ Comune di Gravedona, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 28 aprile 2020.
  8. ^ a b Comune di Blevio, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 28 aprile 2020.
  9. ^ Comune di Blevio, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 28 aprile 2020.
  10. ^ Comune di Blevio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 28 aprile 2020.
  11. ^ a b c d e f g h i j Paolo Ferrario, BLEVIO: le ville sul lago. Percorso guidato da TINO TAJANA. In La Provincia, 3 giugno 2019, su COATESA.com, 10 giugno 2019. URL consultato il 14 dicembre 2019.
  12. ^ lakecomoville, La villa del musicista comasco Francesco Pasquale Ricci, su Lake Como Ville, 27 agosto 2019. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  13. ^ lakecomoville, Il conte di Villa Schouvaloff, su Lake Como Ville, 12 marzo 2015. URL consultato il 12 dicembre 2019.
  14. ^ Comolake.com, su Comolake.com. URL consultato il 12 dicembre 2019.
  15. ^ Comolake.com, su Comolake.com. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  16. ^ Paolo Ferrario, Villa RICORDI, a BLEVIO, sul Lago di Como, su COATESA.com, 11 giugno 2019. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  17. ^ a b Eli Riva - Chiesa di Blevio, su www.elirivascultore.it. URL consultato il 16 dicembre 2019.
  18. ^ Festa dell'Immacolata 2019 a Blevio, su myLakeComo.co. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  19. ^ Chiesa dell'Immacolata, Blevio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  20. ^ a b c d e f g h Pietra Nairola - www.triangololariano.it, su www.triangololariano.it. URL consultato l'11 febbraio 2020.
  21. ^ Tra Lario e monti in provincia di Como - itinerari in natura, su unionelarioemonti.it.
  22. ^ a b Strada Regia da Brunate a Torno, su digilander.libero.it. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  23. ^ a b c d Paolo Ferrario, La Strada Regia, sul Lago di Como – Wikipedia, su COATESA.com, 27 maggio 2019. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  24. ^ a b Strada Regia, su B&B on Lake Como, 5 novembre 2014. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  25. ^ Pietra Pendula - Sasso del Lupo - Pietra Nairota - www.triangololariano.it, su www.triangololariano.it. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  26. ^ Massi erratici nel comasco, su digilander.libero.it. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  27. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  28. ^ Regionali lombardi: bene Blevio, Corgeno, Arolo e Cima - FICSF, in FICSF, 9 luglio 2017. URL consultato il 7 maggio 2018.

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