Blevio

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Blevio
comune
Blevio – Stemma Blevio – Bandiera
Blevio – Veduta
Blevio vista dal sentiero Capovico-Brunate
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoAlberto Trabucchi (lista civica Per Blevio) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate45°50′N 9°06′E / 45.833333°N 9.1°E45.833333; 9.1 (Blevio)Coordinate: 45°50′N 9°06′E / 45.833333°N 9.1°E45.833333; 9.1 (Blevio)
Altitudine231 m s.l.m.
Superficie5,47 km²
Abitanti1 186[1] (31-3-2019)
Densità216,82 ab./km²
Comuni confinantiBrunate, Cernobbio, Como, Moltrasio, Torno
Altre informazioni
Cod. postale22020
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013026
Cod. catastaleA905
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibleviani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Blevio
Blevio
Blevio – Mappa
Posizione del comune di Blevio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Blevio (Bjéef in dialetto comasco[2][3], AFI: [ˈbjeːf]) è un comune italiano di 1 186 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Blevio situato sulla riva est del lago di Como, è composto sette abitati di origine antica, conosciuti come “le sette città” (Capovico, Cazzanore, Girola, Meggianico, Mezzovico, Sopravilla, Sorto). Capovico che sorge direttamente sul lago era il più importante. Il territorio comunale si sviluppa in altitudine tra i 200 metri sul livello del mare e i 1140 metri del monte Boletto.

Il nome deriva celto ligure "Biuelius" (cfr "uiuo" - Osc. bivus "vivo", l'indo-germanico "bheou"). Dallo studio planimetrico si inferisce l'antica presenza di un "castellum" (cultura di Golasecca XI - IV secolo a.C.); in quel periodo nel territorio era sviluppato il baratto tra i celtico transalpini e gli etruschi. La prima testimonianza scritta è datata 1084: il vescovo di Como, Reginaldo, redasse un legato testamentario a favore della cattedrale di affinche venisse celebrata ogni anno una messa nell'anniversario della sua morte. La prima citazione dello status di comune è del 1279: I canonici del Capitolo della Cattedrale di Como redassero l'inventario delle loro proprietà contemplando anche comune di Blevio. Pur apparendo nella documentazione storica come libero comune non fu mai dotato di un proprio statuto. Venne acquisito successivamente dal Comune di Como.

La zona fu contagiata da epidemie di peste nel 1361 e nel 1549. In questo secondo periodo, i casolari nei dintorni furono trasformati in lazzaretti.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Pietra Nairola 1.JPG

Nei pressi di Mezzovico circa 750 metri di altezza tra gli altri "massi erratici" o "trovanti" è da citare la "prea de Nairöla" (Monumento Nazionale dal 1984): un monolito di granito ghiandone di metri 4,5 per 7,4 circa, posizionato in orizzontale e a sbalzo sul pendio e originario dalla Val Masino. Tali massi vennero trascinati dai ghiacciai alpini durante il Neozoico. Si possono rinvenire numerose incisioni sugli alti massi i erratici sono stati incisi in epoca preistorica, alcuni detti avelli erano sepolcri scavati nella roccia di origine preistorica.

Vicino al lago si trova la chiesa dei Santi Gordiano ed Epimaco, della seconda metà del XVII secolo fondata probabilmente su una preesistente chiesa medievale. Conserva un quadro attribuito a Panfilo Nuvolone, con soggetto Maria ed Elisabetta, una deposizione dalla croce della scuola di Pier Francesco Mazzucchelli, una nascita di Gesù della scuola di Guglielmo Caccia ed un organo del 1821.

Nella frazione di Capovico, è presente una cappella dedicata a san Rocco, commemorato il 16 agosto), nella ricorrenza dei ringraziamenti per la scomparsa della peste.

Lucrezia Crivelli, gli Sforza e il Contado delle Tre Pievi[modifica | modifica wikitesto]

Lucrezia Crivelli, era la feudataria della pieve di Sorico, Gravedona, Dongo, Nesso e Blevio. Dopo il 1500 Blevio fu annesso al contado delle Tre Pievi. All'inizio del XVIII secolo, Blevio entro nel feudo dei Tanzi, poi al ramo secondario degli Edler von Tanzi, poi ai Taverna nel 1798 e infine ai Borromeo.

Leonardo da Vinci[modifica | modifica wikitesto]

Un inciso su Leonardo: nel periodo in cui soggiornò a Milano (1482-1500) si recò al vicino paese di Torno, presso la fonte intermittente della "villa Pliniana" (villa edificata successivamente nel 1573 dall'architetto Giovanni Antonio Piotti da Vacallo su commissione del governatore di Como, Giovanni Anguissola; nella villa dimorarono celebri personaggi tra i quali Giuseppe II, Napoleone, Stendhal, Alessandro Volta, Vincenzo Bellini, Gioachino Rossini, Byron, Foscolo e Antonio Fogazzaro, cui ispirò il romanzo "Malombra") per indagarne il misterioso fenomeno ("una fonte copiosa che sempre cresce e cala ogni ora" scrive Plinio il Vecchio nella "Naturalis Historia", scritta tra il 23 ed il 79 d.C.). Leonardo si recava nella zona del lago, su incarico del Ducato di Milano, alla ricerca di minerali ferrosi necessari per produrre armi, attrezzi agricoli ed utensili (il duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza, s'interessa personalmente allo sfruttamento dei filoni ferrosi, su cui poggiano, con le miniere del Canton Ticino e del lago di Como, le speranze di sviluppo dell'industria della Lombardia sforzesca. Per ordine del Duca, il 7 luglio 1472, fu disposta la costruzione di grandi opere di sfruttamento: il minerale viene ora trasformato con tecniche importate più moderne, vengono infatti abbandonati i bassi fuochi e i forni a tino, in favore dei primi altiforni dell'epoca di Nicolò Muggiasca). In un suo libretto di appunti scrive Leonardo: "...sopra Como 8 miglia è la Priniana, la quale cresce e decresce ogni 6 ore; e il suo crescere fa acqua per 2 mulina e n'avanza, il suo calare fa asciugare le fonti. Più su 2 miglia è Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte. Queste gite son da fare nel mese di maggio. ..." (si riferisce all'orrido di Nesso, profonda forra rocciosa attraverso cui una cascata precipita a lago). Nel Codice Atlantico Leonardo descrive le Grigne come "I maggiori sassi schoperti chessi truovno in questi paesi". Nel 1800 Blevio, grazie alla sua posizione panoramica ed alle attrattive naturali, cominciò ad essere considerato come rinomato luogo di soggiorno e nel suo territorio vennero costruite le prime ville. Le splendide ville bleviane ospitarono personaggi illustri del XVIII e XIX secolo. Giuditta Pasta (1797-1865) celebre cantante lirica, soggiornò spesso in Villa Ferranti, contigua alla villa Perlasca già appartenuta dei conti Tanzi di Blevio ed è sepolta nel cimitero del paese. Per lei Vincenzo Bellini compose la famosa opera "Norma". Il musicista comasco Pasquale Ricci diede il nome alla Villa Belvedere, un tempo chiamata Malpensata. Divenuta proprietà Imbonati, Alessandro Manzoni trascorse qui alcuni periodi della sua infanzia e della sua prima giovinezza tra il 1807 e 1818. Villa Borletti ora Chiara, fatta costruire dal Conte Russo Grigoriy Petrovich Shuvalov, è legata al ricordo dell'attrice drammatica Adelaide Ristori e della Principessa Trivulzi Belgioioso che vi ospitò personaggi illustri. Nei primi del XIX secolo a Villa Maria, vi dimorò la ballerina Maria Taglioni, poi appartenuta ad un principe russo e conosciuta come Villa Usuelli, fu chiamata anche "Ca' dell'Imperatore" perché il 22 giugno 1769 Giuseppe II d'Austria ed il suo seguito, si rifugiarono a causa di un violento temporale.

Il 28 ottobre 1901 nacque a Blevio il comandante partigiano Enrico Caronti, detto "Romolo", torturato e fucilato dalle brigate nere di Menaggio il 23 dicembre 1944.

Nell'estate del 1935, durante un soggiorno estivo, il celebre scultore Arturo Martini (Treviso 1889 - Milano 1947) realizza in poche settimane una serie di undici sculture in gesso denominate "Gruppo di Blevio" (collezione Banca Popolare di Vicenza - Palazzo Thiene, Vicenza).

Il calciatore Gianpaolo Pazzini decise di sposarsi qui, in paese, l'8 luglio 2011 con la fidanzata Silvia Slitti.

Il turismo è, ancora oggi, la principale fonte di reddito di questo centro. Il paese è sede di un imbarcadero e scalo fisso della navigazione lacustre (dal maggio 2007 il servizio è sospeso per motivi non specificati). Il parco pubblico in riva al lago, piccolo, poco più che una striscia di terra, ha una pregevole vista verso la parte occidentale di Como (il centro e l'est del capoluogo sono nascosti alla vista dalla punta di villa Geno) e verso Cernobbio e Moltrasio. Il numero degli abitanti, in base al censimento del 2001, è di 1219.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina di Blevio è oggi piuttosto nota perché vi abitano le cantanti Ivana Spagna e Milva, La Rossa. Inoltre vi ha abitato l'ex calciatore del Milan Andrij Ševčenko.

Tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento le ville più belle ospitarono famosi cantanti e compositori di musica lirica. Il castello abbandonato Ancora più in quota a sud di Montepiatto si trovano le rovine dell'inquietante Castel d'Ardona, fatto costruire nel 1894 dal professor Angelo Ruspini, detto "il fratino", nato in Francia a Toulouse ma appartenente al ramo dei Ruspini tornaschi. Alla sua morte la bizzarra costruzione passò in eredità alla governante del professore, essendo Angelo Ruspini privo di eredi diretti. Questa cedette quasi subito il "maniero" al "Gruppo Aziendale Tintoria Comense" che lo adibì in un primo tempo a sede per le vacanze estive dei figli dei dipendenti, aggiungendo anche il sottostante fabbricato, e successivamente lo abbandonò. Oggi i vari fabbricati che un tempo costituivano il castello Ruspini, che una volta si poteva vedere chiaramente sulla sommità del monte, dal paese e dal lago, si presentano quasi totalmente diroccati e soffocati dalla vegetazione. Vi si può ancora arrivare lungo il sentiero che sale da Montepiatto, oppure da un altro sentiero detto del "faro Voltiano", che si inerpica vicino alla baita Carla sopra la località di San Maurizio.

Le rovine del Castel d'Ardona, edificato nel 1894, sono una delle mete più nascoste di Blevio: quasi interamente nascosto dalla vegetazione, il castello si trova vicino al confine con Torno.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese spicca come società sportiva l'ASD Canottieri Aurora Blevio. Nata nel 1902 con il nome di Circolo Sportivo Voluntas, specializzato nelle corse podistiche e nel canottaggio, nel successivo 1903 il sodalizio cambiò nome divento Canottieri Aurora. Per alcuni anni, l’Aurora mantenne, accanto alla pratica del canottaggio, quella storica del podismo. Sospesa l’attività negli anni della seconda guerra mondiale, all’indomani della Liberazione il sodalizio biancoverde venne rifondato con il ritrovato nome di Canottieri Aurora e l’esclusiva pratica del canottaggio. Nel 1953 iniziava l’attività “ufficiale” della Federazione Italiana Canottaggio a Sedile Fisso – Sezione Laghi e Fiumi , sotto l’egida dell’ E.N.A.L., con l’organizzazione del Primo Campionato Italiano di canottaggio a sedile fisso. La Canottieri Aurora Blevio spicca subito tra le migliori società, vincendo le prime 2 edizioni (1953, 1954) del Trofeo Sinigaglia (Ambito premio del Canottaggio a Sedile Fisso riservato alle gare della categoria Senior Maschile). Successivamente vincerà ancora tale trofeo nel 1958 e nel 1959. Numerosi i titoli Italiani vinti dalla società.

Dopo qualche anno di inattività nei primi del 2000, nel 2006 la canottieri ha ripreso a partecipare a gare agonistiche organizzate dalla FICSF.

In questi ultimi anni la Canottieri Aurora Blevio è tornata una figura di spicco dello sport bleviano e vanta un buon settore giovanile e importanti affermazioni, anche a livello nazionale.

Risultati dal 2006 al oggi[modifica | modifica wikitesto]

  • 23 medaglie ai Campionati Italiani
    • 9 ORI e Titoli di CAMPIONI D'ITALIA (2011, 2016, 3 nel 2017, 2 nel 2018, 2 nel 2019)
    • 6 ARGENTI (2009, 2 nel 2015, 2 nel 2017, 2018)
    • 8 BRONZI (2008, 2016, 3 nel 2017, 2 nel 2018, 2019)
  • 15 Titoli Regionali (2008, 2011, 2015, 2 nel 2016, 5 nel 2017 (Inoltre: Vittoria del Trofeo Generale come migliore società[5]), 2 nel 2018, 3 nel 2019)
  • 29 Titoli Provinciali (2006, 2010, 3 nel 2011, 2012, 2 nel 2015, 4 nel 2016, 8 nel 2017, 6 nel 2018, 3 nel 2019)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 82.
  3. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Regionali lombardi: bene Blevio, Corgeno, Arolo e Cima - FICSF, in FICSF, 9 luglio 2017. URL consultato il 7 maggio 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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