Borsalino

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Borsalino Giuseppe e Fratello
Borsalino fedora.jpg
Il cappello di feltro per antonomasia: il borsalino
Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Fondazione 4 aprile 1857 a Alessandria
Fondata da Giuseppe Borsalino
Lazzaro Borsalino
Sede principale Alessandria
Persone chiave Philippe Camperio, Presidente Haeres Equita
Settore Manifatturiero
Prodotti cappelli di pelo
cappelli di lana
cappelli di paglia
berretti e ogni altro tipo di copricapo
Slogan «Un borsalino è molto di più di un copricapo»
Sito web

Borsalino è un marchio italiano di cappelli. Dal 1857 ha sede ad Alessandria. Al suo fondatore, Giuseppe Borsalino, si deve la creazione di un particolare modello di cappello in feltro che per antonomasia ha preso il nome di borsalino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Borsalino, l'inventore dell'omonimo cappello
Lapide commemorativa a Giuseppe Borsalino per i lavori di costruzione della fognatura di Alessandria

Il 4 aprile 1857 Giuseppe Borsalino avviò in via Schiavina ad Alessandria un laboratorio specializzato nella produzione di cappelli in feltro. Il laboratorio crebbe fino a diventare industria e nel 1888 l'azienda si trasferì nella nuova manifattura di corso Cento Cannoni, progettata da Arnaldo Gardella.

La Borsalino produceva 2.500 cappelli al giorno e il Grand Prix, un importante attestato di qualità vinto all'Esposition Universelle di Parigi del 1900, diffuse la fama del marchio in tutto il mondo[1][2]. La successione di Giuseppe Borsalino fu complicata: l'erede designato, Teresio Borsalino[3], venne osteggiato dal cugino Giovanni Borsalino, figlio di Lazzaro, che inaugurò una nuova fabbrica di cappelli utilizzando il nome di famiglia[4][5]. Borsalino Antica Casa e Borsalino Fu Lazzaro si fecero la guerra ingaggiando i migliori illustratori dell'epoca: Giorgio Muggiani, Gino Boccasile e Marcello Dudovich realizzarono manifesti che hanno fatto la storia della pubblicità. Furono anni di dure battaglie commerciali ma alla fine la spuntò Teresio e il nome Borsalino tornò ad essere uno solo.

Alla vigilia della prima guerra mondiale Borsalino produceva annualmente circa 2.000.000 di cappelli. La manifattura dava impiego a oltre 2.500 dipendenti, rappresentando una notevole risorsa nell'economia della città piemontese.

La produzione dei cappelli di qualità imponeva l'uso esclusivo di feltro di pelo di coniglio. Questo determinò una ricaduta positiva nell'economia rurale di una vasta regione che vide l'affermarsi di allevamenti domestici, in genere affidati alle donne e ai ragazzi.

All'estero il marchio si diffuse ovunque, conquistando i mercati più importanti: quello britannico e tradizionale della City londinese, con le bombette a marchio Borsalino, ma soprattutto quello statunitense, dove i cappelli prodotti ad Alessandria vennero adottati dallo strarsystem hollywoodiano[6][7][8].

Il suo ridimensionamento avvenne in concomitanza con l'inizio della caduta in disuso dei copricapi formali: la produzione venne trasferita così in un nuovo stabilimento a Spinetta Marengo, frazione di Alessandria. Dopo un cambio di proprietà avvenuto negli anni novanta, la situazione è andata via via peggiorando e neppure il tentativo di utilizzo del marchio in altri settori, come profumi[9], occhiali[10], abbigliamento[11], caschi[12], orologi[13] e gioielli è riuscita a evitare la richiesta di concordato preventivo con la società coinvolta nel crac finanziario dell'imprenditore Marco Marenco[14].

La procedura è stata poi trasformata nel 2016 in "concordato in continuità" e l'azienda viene da allora gestita da Haeres Equita, fondo partecipato da investitori italiani e stranieri[15][16][17].

Nel 2017, in occasione del 160º anniversario aziendale, il Ministero dello Sviluppo Economico del Governo Italiano ha riconosciuto Borsalino tra le ‘Eccellenze del sistema produttivo’, dedicandole un francobollo del valore di € 0,95[18][19].

La produzione[modifica | modifica wikitesto]

La manifattura Borsalino è rimasta negli anni fedele a un processo produttivo che, tramandato di generazione in generazione, rappresenta il valore culturale dell’azienda. I cappelli continuano a essere prodotti ad Alessandria coniugando prospettiva industriale e spirito artigianale. Per i modelli in feltro, creati a partire dalle fibre di pelo, sono necessari più di 50 passaggi manuali e 7 settimane di lavorazione; la realizzazione dei modelli in paglia, intrecciati manualmente, può richiedere fino a 6 mesi per ogni singolo cappello[20][21].

Borsalino ed Alessandria[modifica | modifica wikitesto]

La dinastia imprenditoriale dei Borsalino contribuì alla realizzazione di importanti opere per la città di Alessandria, quali l'acquedotto, la rete fognaria, l'ospedale civile, il sanatorio e la casa di riposo. L'ex palazzina degli uffici della storica sede dell’azienda, in corso 100 Cannoni, ospita oggi l’Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro e il Museo del Cappello Borsalino[22][23][24][25].

Nel 2016 la regista indipendente Enrica Viola ha dedicato un documentario al rapporto fra Borsalino e Alessandria, Borsalino City[26][27][28] che è stato presentato ai festival cinematografici di Torino, Barcellona e Melbourne.

Il Museo del cappello[modifica | modifica wikitesto]

Su iniziativa del Comune di Alessandria e della Borsalino S.p.A. nella primavera del 2006 è stato inaugurato un museo per ricordare le varie fasi storiche che hanno caratterizzato l'industria del cappello Borsalino. Il Museo, che si estende su una superficie espositiva di 400 m², ospita circa duemila cappelli - scelti fra gli oltre quattromila della collezione - esposti negli storici armadi in stile Chippendale, realizzati negli anni Venti da Arnaldo Gardella per la Sala Campioni dell'ex manifattura di corso 100 Cannoni[29]. È previsto per la fine del 2017 il trasloco del museo in uno spazio più grande e un restyling espositivo[30].

Borsalino nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il Borsalino è utilizzato in molti momenti celebri del cinema: Humphrey Bogart e Ingrid Bergman nella scena finale di Casablanca, Marcello Mastroianni in , Jean-Paul Belmondo in Fino all'ultimo respiro, Toni Servillo in La grande bellezza. Soprattutto, la manifattura di Alessandria concede l’uso del proprio nome a due pellicole cult degli anni Settanta: Borsalino e Borsalino and Co.. L’idea è di Alain Delon[senza fonte] e Borsalino accetta a patto che sulle locandine appaia il logo dell’azienda.

Nel 2011 il Museo della Triennale di Milano ha ospitato la mostra Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie[31][32][33].

Film che fanno un esplicito riferimento al marchio Borsalino:

Borsalino come icona[modifica | modifica wikitesto]

Uomini della politica, della cultura, dello spettacolo, del mondo del cinema e dell'imprenditoria sono stati immortalati con indosso cappelli Borsalino. Tra i molti si possono ricordare:

Papi
Imperatori, re, capi di Stato, politici
Registi, attori, scrittori, musicisti
Industriali
Criminali

Cronologia di base della dinastia di cappellai[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Bernabè
XVIII secolo
Maria Gatti
secolo XVIII
Luigi Bernabè
* 1800
C. Lombardi
?-?
Angela Bernabè
1818-1870
Sebastiano Camagna
* 1824
Teresa Bernabè
* 1808
Rocco Sanpietro
* 1811
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Pietro Prati
* 1782
Annamaria Camerini
* 1800
Giuseppe Borsalino
secolo XVIII
Rosa Veglio
secolo XVIII
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Teresa Prati
* 1832
Lazzaro Borsalino
~1815-1881
Giuseppe Borsalino
1834-1900
Angela Prati
* 1834
Giovanni Battista Borsalino
1866-1926
? Strada
?-?
Rosa Borsalino
* 1860
Teresio Borsalino
1867-1939
Sandra Drudi[34]
?-?
Giulia Strada
?-?
Celestino Usuelli
1877-1929
Teresio Usuelli
1914-1983
Giovanna Raisini
1916-2012
Legenda
rapporto lavoro dipendente
 
fondatore o proprietario cappellificio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grand-Prix-l'exposition-universelle-de-Paris-1900 | Icon-Icon, su www.icon-icon.com. URL consultato il 03 ottobre 2017.
  2. ^ (FR) Grazia.fr, Le Borsalino : qu'est-ce que c'est, avec quoi les porter, in Grazia.fr, 20 ottobre 2013. URL consultato il 03 ottobre 2017.
  3. ^ BORSALINO, Teresio in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 03 ottobre 2017.
  4. ^ SIUSA - Borsalino Giovanni Battista fu Lazzaro, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 03 ottobre 2017.
  5. ^ SIUSA - Borsalino Giuseppe e fratello Spa, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 03 ottobre 2017.
  6. ^ Borsalino, il cappello di Hollywood, in Corriere della Sera. URL consultato il 04 ottobre 2017.
  7. ^ Borsalino, il fascino della leggenda, in l'Espresso, 23 ottobre 2006. URL consultato il 04 ottobre 2017.
  8. ^ E BOGART TELEFONO' A BORSALINO... - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 04 ottobre 2017.
  9. ^ Borsalino profumi e colonie, fragrantica.it. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  10. ^ Borsalino, una nuova linea di occhiali da sole e da vista, lastampa.it, 17 febbraio 2010. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  11. ^ Borsalino dice addio all'abbigliamento uomo, mffashion.com, 5 maggio 2009. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  12. ^ Casco Borsalino Tweed Winter, motoblog.it, 18 ottobre 2008. URL consultato il 17 ottobre 2017.
  13. ^ Orologi Collezione BORSALINO, ilblogdegliorologi.com, 18 maggio 2008. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  14. ^ Borsalino, sequestrati 190 milioni all’imprenditore del crac colossale, corriere.it, 16 luglio 2016. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  15. ^ Un socio dalla Svizzera per salvare Borsalino, in LaStampa.it. URL consultato il 29 settembre 2017.
  16. ^ Il debutto in società di Monsieur Borsalino, in LaStampa.it. URL consultato il 29 settembre 2017.
  17. ^ Borsalino, via libera al salvataggio dei cappelli di Bogart e Delon, in Corriere della Sera. URL consultato il 29 settembre 2017.
  18. ^ Borsalino festeggia i 160 anno con un francobollo, in LaStampa.it. URL consultato il 27 settembre 2017.
  19. ^ Borsalino celebra 160/o con francobollo - Piemonte, in ANSA.it, 05 aprile 2017. URL consultato il 27 settembre 2017.
  20. ^ Come si fa un Borsalino - Il Post, in Il Post, 04 dicembre 2015. URL consultato il 03 ottobre 2017.
  21. ^ Come si crea un cappello Borsalino?, su Samsung | Maestros Academy. URL consultato il 03 ottobre 2017.
  22. ^ CulturAl - Il portale di informazione culturale e turistica della Città di Alessandria, su www.cultural.it. URL consultato il 27 settembre 2017.
  23. ^ Museimpresa - Museo del Cappello Borsalino, su www.museimpresa.com. URL consultato il 27 settembre 2017.
  24. ^ System, Museo del cappello Borsalino, su www.beniculturali.it. URL consultato il 27 settembre 2017.
  25. ^ Un nuovo Museo del Cappello Borsalino - Piemonteinforma, su www.regione.piemonte.it-it. URL consultato il 27 settembre 2017.
  26. ^ (EN) Borsalino City - Film, su www.borsalinocity.it. URL consultato il 27 settembre 2017.
  27. ^ La storia del cappello Borsalino in un documentario al cinema, in GQ Italia, 26 aprile 2016. URL consultato il 27 settembre 2017.
  28. ^ archivio, su film.cinecitta.com. URL consultato il 27 settembre 2017.
  29. ^ * Museo del cappello Borsalino, museimpresa.com. URL consultato il 26 agosto 2015.
  30. ^ Un algoritmo per visitare il nuovo Borsalino 4.0 - Accessori - Moda - Lifestyle, in ANSA.it - Lifestyle, 03 maggio 2017. URL consultato il 03 ottobre 2017.
  31. ^ Triennale di Milano - Il cinema con il cappello - Borsalino e altre storie, su old.triennale.org. URL consultato il 04 ottobre 2017.
  32. ^ Al cinema col cappello: i Borsalino più famosi del grande schermo in mostra alla Triennale di Milano, in Panorama. URL consultato il 04 ottobre 2017.
  33. ^ Da Bogart ad Alain Delon. Alla Triennale il cinema si mette il cappello, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 04 ottobre 2017.
  34. ^ Gea della Garisenda

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]