Giorgio Muggiani

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Il giovane Giorgio Muggiani posa nel 1912 con alcuni fondatori e dirigenti dell'Inter (da sinistra: Paramithiotti (Pres.), Muggiani, Hugo Rietmann, Hirzel, Bach, Ansbacher, Glockner e sul portone a destra Max Rietmann).

Giorgio Muggiani (Milano, 14 maggio 1887Milano, 30 giugno 1938) è stato un pittore italiano, pioniere dell'illustrazione pubblicitaria, caricaturista e arbitro di calcio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rampollo di un'agiata famiglia di commercianti milanesi, agli inizi del secolo venne inviato dalla sua famiglia in Svizzera presso il collegio Institut auf dem Rosenberg di San Gallo, dove avrebbe ricevuto la formazione alle sue future responsabilità. Ed è proprio in Svizzera che scoccò la scintilla della passione per il gioco del calcio che accompagnerà l'artista per tutta la vita. Nel 1904, la locale squadra del San Gallo, di cui Muggiani era divenuto tifoso, vinse il campionato di calcio svizzero e l'evento accrebbe ulteriormente l'entusiasmo del giovane studente per questo gioco.

Al suo rientro in Italia, Muggiani si fece socio del Milan Foot-Ball and Cricket Club ma a causa di disaccordi con l'allora presidente Gianni Camperio, decise di fondare - la sera del 9 marzo 1908, al Ristorante Orologio, insieme con altri 43 soci dissidenti (44 in tutto) - il Football Club Internazionale Milano, di cui disegnò anche il logo societario (scegliendone, quindi, anche se indirettamente, il colore delle maglie). La tradizione vuole che Muggiani, al momento di realizzare lo stemma del club, scelse i colori nerazzurri perché in quei giorni erano gli unici a sua disposizione sulla tavolozza.[1] In realtà la scelta del nero e dell'azzurro, come testimoniato anni più tardi dal figlio del fondatore, fu dettata dall'espressa volontà di opporsi simbolicamente al rosso, l'altro colore che insieme al nero campeggiava sulle maglie del Milan: infatti all'epoca non potendo disporre di pennarelli si utilizzavano matite a due colori, rosse da una parte e blu dall'altra.[1] Lo stemma, ispirato a quello dei club inglesi, riportava le lettere F, C, I, M sovrapposte in bianco su uno sfondo costituito da un cerchio dorato, circondato da un cerchio nero, che a sua volta era circondato da un cerchio azzurro.

Nel 1914, su richiesta del giovane pubblicista Benito Mussolini, disegnò la testata del giornale Il Popolo d'Italia, modello grafico al quale si sarebbe poi uniformata la gran parte delle altre testate giornalistiche.

Il senso degli affari mai disgiunto dalla vena artistica e creativa ne fece uno straordinario pioniere della cartellonistica e dell'illustrazione pubblicitaria in Italia e un altrettanto straordinario interprete e testimone dello spirito dei suoi giorni. Le 'campagne' promozionali di Cinzano, Pirelli, Società di Navigazione, Rinascente, Martini (1921), Biscotti Lazzaroni (1928), Moto Guzzi (1917), Recoaro e Hair Coloring Tonic sono solo alcuni dei suoi lavori più famosi.

Arbitro di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente dell'Associazione Italiana Arbitri, Giovanni Mauro, per l'attività arbitrale svolta negli anni '20 gli concesse nel 1928 (quando l'A.I.A. era diventata C.I.T.A.) il riconoscimento onorifico di "arbitro benemerito".[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Filippo Grassia, Gianpiero Lotito, Inter Il calcio siamo noi, Sperling & Kupfer editori, 2010.
  2. ^ La tessera fu pubblicata dal settimanale milanese "Milaninter" in occasione del 60º anniversario di nascita dell'Inter sul n. 11 dell'11 marzo 1968 a pag. 4, compresa la tessera di socio vitalizio, di arbitro e la foto con i dirigenti del 1912.

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