Herbert Kilpin

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Herbert Kilpin
HerbertKilpin.jpg
Nazionalità Inghilterra Inghilterra
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore, centrocampista
Ritirato 1908 - giocatore
1906 - allenatore
Carriera
Giovanili
1883-???? Rosso2.png Garibaldi Nottingham
Squadre di club1
18?? Blu e Azzurro (Strisce).png Notts Olympic 7 (?)
18??-1891 non conosciutaSaint Andrew's ? (?)
1891-1899 Internazionale Torino ? (?)
1900-1908 Milan 23 (7)
Carriera da allenatore
1900-1906 Milan
19??-19?? Enotria Goliardo
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 27 maggio 2016

Herbert Kilpin (Nottingham, 24 gennaio 1870Milano, 22 ottobre 1916) è stato un allenatore di calcio e calciatore britannico, giocatore dell'Internazionale Torino, e soprattutto ideatore, principale fondatore e primo allenatore dell'Associazione Calcio Milan (allora conosciuta come Milan Football and Cricket Club).

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nottingham[modifica | modifica wikitesto]

Kilpin nacque a Nottingham. Figlio di un macellaio, nato nel retrobottega del padre, crebbe in una famiglia composta da nove tra fratelli e sorelle. Dopo aver finito gli studi lavorò come assistente in un magazzino di tessuti ricamati. Già in giovane età era appassionato di calcio ed a soli 13 anni aveva preso parte alla fondazione di un piccolo club amatoriale intitolato a Giuseppe Garibaldi; il club indossava delle casacche rosse, tipiche dei garibaldini[1][2][3].

Continuando a lavorare in ambito tessile, nel tempo libero Kilpin diede inizio alla sua carriera calcistica, giocando nella squadra del Notts Olympic e in quella parrocchiale del St. Andrew's, nelle quali ricopriva indifferentemente i ruoli di difensore e centrocampista[4][5].

Torino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1891, Kilpin fu convinto a trasferirsi per lavoro a Torino da Edoardo Bosio, un commerciante tessile italo-svizzero, nonché calciatore, che aveva conosciuto a Nottingham. A Torino, Kilpin visse e lavorò come tecnico tessile, insegnando, per volere di Bosio, alle sue maestranze italiane l'uso dei nuovi telai inglesi[3]. Lo stesso anno Bosio fondò l'Internazionale Torino, di cui Kilpin divennne socio e giocatore. Il club si sciolse nel 1900, ma è ritenuto essere uno dei primi del calcio italiano. Il presidente del sodalizio era Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi[4][6].

Durante questo periodo, prese parte alle prime due edizioni del Campionato italiano di calcio; concepite come tornei a eliminazione diretta, perse entrambe le volte in finale contro il Genoa.

Milano[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 1898, Kilpin lasciò Torino e si stabilì definitivamente a Milano con il collega inglese Samuel Richard Davies; qui prese a frequentare assiduamente l'American Bar facendo amicizia con alcuni inglesi residenti nella città, tra cui Alfred Edwards. Il 13 dicembre 1899[7] insieme ad un gruppo di italiani ex soci di una società sportiva chiamata Società per l'Educazione Fisica Mediolanum, costituì il Milan Football and Cricket Club, di cui Alfred Edwards fu il primo presidente, mentre Kilpin, che era il più esperto, ricoprì il ruolo di giocatore e manager; fu il primo allenatore, primo capitano ed il primo grande giocatore del club milanese; tuttavia per parte della prima stagione agonistica lasciò il compito di capitano al più vecchio compagno di squadra David Allison[8]. Guidò il Milan alla conquista del suo primo scudetto, nell'anno 1901. Come suo solito, giocava indifferentemente da terzino e da mediano.

Nel maggio 1902, a fine campionato (che aveva visto il Milan secondo, sconfitto in finale dal Genoa) partecipò con i rossoneri al torneo calcistico all'interno di un "Concorso internazionale ginnico-pompieristico" indetto dalla Società Ginnastica "Forza e Coraggio", che vedeva impegnati atleti e squadre ambosessi di varie discipline in varie sedi sportive di Milano. Dopo aver superato il Vicenza in semifinale, il suo Milan si aggiudicò la vittoria ad ex aequo con la società genovese Andrea Doria; la finale Milan-Andrea Doria terminò a reti bianche e si decise di non rigiocare una nuova partita e di spartire la vittoria, conferendo a pari merito alle due squadre la Coppa "Forza e Coraggio" e la Corona di Quercia[9].

Guidò il Milan alla conquista di altri due scudetti, nella stagione 1906 e anche nella stagione 1907, nella quale aveva lasciato il posto di allenatore a Daniele Angeloni.

Giocò in rossonero otto stagioni totalizzando 23 presenze e sette gol. Disputò la propria ultima partita con il Milan il 12 aprile 1908, sul campo di via Fratelli Bronzetti, contro il Narcisse-Montreux; secondo altre fonti[1], la sua gara d'addio sarebbe stata giocata il 20 aprile 1908 a Milano, una vittoria contro l'Old Boys di Basilea per 2-1, valevole per il Meeting di Pasqua.

Rappresentativa Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Benché inglese, ad aprile 1899 aveva giocato a Torino presso il Velodromo Umberto I l'incontro amichevole nella Selezione Italiana contro la Selezione Svizzera, terminato 2-1 a favore degli elvetici; incontro che lui stesso aveva contribuito ad organizzare[1][10].

Ultimi anni e morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1908 Kilpin si ritirò dal calcio giocato amareggiato per l'ostracismo mostrato dalla Federazione nei confronti degli stranieri, ma rimase ancora nell'ambiente calcistico allenando i ragazzi dell'Enotria, squadra minore milanese[1].

Scomparve prematuramente il 22 ottobre 1916, probabilmente a causa del suo massiccio uso di alcolici[11].

Venne sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, in una fossa di un Campo riservato ai cosiddetti "acattolici", in genere cristiani protestanti (Kilpin era anglicano). Esumato a fine concessione nel 1928, 12 anni dopo la sua morte, le sue ossa si salvarono dalla dispersione nell'ossario comune grazie all'intervento pecuniario di un anonimo (probabilmente un socio del Milan o un suo ammiratore), e vennero poste in una celletta-ossario senza nome, situata in alto e di difficile visibilità, in un Riparto sempre per acattolici. La sua nuova tomba rimase abbandonata per decenni, sino a quando, nel 1998, venne riscoperta dopo una difficile ricerca da Luigi La Rocca, storico ed appassionato del Milan, che trovò negli archivi cimiteriali il nome di un certo Alberto Kilpin[12][13]. Successivamente, grazie anche all'interessamento e ai finanziamenti della società rossonera, verso la fine del 1999 le sue ossa vennero traslate in una nuova e più visibile celletta-ossario al Cimitero Monumentale di Milano, la numero 162 del Riparto XV della Galleria BC di Levante Inferiore, con incisa e dipinta in rosso, oltre al nome, un'intestazione con attestato di riconoscenza firmata Milan[1][12][14].

Il 2 novembre 2010, per iniziativa dello stesso Luigi La Rocca e di Stefano Pozzoni e grazie alla mobilitazione della Curva Sud, tramite Alessandro "Peso" Pozzoli, il Comune di Milano iscrive il nome di Herbert Kilpin nel Famedio, imponente costruzione funeraria nello stesso Cimitero Monumentale destinata all'eterno riconoscimento dei personaggi "illustri e benemeriti" della città di Milano, tradizionalmente inseriti con cerimonia presieduta dal sindaco ogni 2 novembre[15][16][17]. Assieme al nome di Kilpin viene iscritto il nome di Giorgio Muggiani, ideatore e principale fondatore dell'altra grande squadra milanese, l'Inter[18].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti col Milan[19]

Stagione Club Campionato
Comp Pres Reti
1900 Italia Milan CI 1 -
1901 CI 3 2
1902 CI 1 -
1903 CI 1 -
1904 PC 3 1
1905 PC 2 -
1906 PC 6 -
1907 PC 6 4
Totale 23 7

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[20][modifica | modifica wikitesto]

Milan: 1901, 1906, 1907
Milan: 1901, 1902

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Herbert KILPIN magliarossonera.it
  2. ^ Bio di Kilpin sulla BBC
  3. ^ a b Milan, all’asta lo statuto firmato da Kilpin in fiaschetteria, in Corriere della Sera. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  4. ^ a b (EN) Herbert Kilpin, the Lord of Milan, gains recognition his pioneering deserves, in The Guardian, 21 ottobre 2016. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  5. ^ (EN) Blair Newman, The Story of Herbert Kilpin: AC Milan's English Founding Father, in Bleacher Report. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  6. ^ Webmaster, 1898 Bosio e il Campionato di Calcio Italiano, su www.canottaggiopiemonte.it. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  7. ^ Non essendo rimasta una documentazione certa sull'atto costitutivo della società, il 16 dicembre 1899 è la data che il club stesso indica come più probabile (Panini, p. 8). Tuttavia, le fonti primarie indicano che il giorno di fondazione è stato probabilmente il 13 dicembre. L'annuncio della nascita del club da parte della Gazzetta dello Sport avvenne, inoltre, il 15 dicembre e non il 18 dicembre, come si ritiene tradizionalmente ( La Nascita di un mito, magliarossonera.it. URL consultato l'8 maggio 2015.).
  8. ^ E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("La nascita e le prime vittorie"), dicembre 2004
  9. ^ CAMPIONATO NAZIONALE DI GINNASTICA, su Magliarossonera.it. URL consultato l'8 agosto 2014.
  10. ^ 1898 VS. 1906 Il primo Grande Genoa «  Genoa Cfc – Official Website, su genoacfc.it. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  11. ^ Herbert Kilpin: il fondatore del Milan, in StadioSport.it, 21 ottobre 2016. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  12. ^ a b Kilpin - Tomba, su web.tiscali.it. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  13. ^ (EN) AC Milan's Nottingham-born hero, BBC, 17 novembre 2009. URL consultato il 7 maggio 2011.
  14. ^ (EN) Herbert Kilpin: Plaque for Nottingham-born AC Milan founder, in BBC News, 22 ottobre 2016. URL consultato il 09 aprile 2017.
  15. ^ AC Milan, | News | AC Milan, su AC Milan. URL consultato il 09 aprile 2017.
  16. ^ Herbert Kilpin, Milano, valderrama.it.
  17. ^ Herbert Kilpin al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. URL consultato il 09 aprile 2017.
  18. ^ Da ieri Muggiani e Kilpin nel Famedio, su archiviostorico.gazzetta.it. URL consultato il 20 settembre 2017.
  19. ^ (EN) Davide Rota, English Players in Italy : List of English Players in Italy before 1945, RSSSF.
  20. ^ Ad eccezione del titolo italiano 1907 (vinto solo da giocatore), tutti gli altri sono stati ottenuti col doppio ruolo di giocatore e allenatore.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almanacco illustrato del Milan, 2ª ed., Panini, marzo 2005.
  • Fabrizio Melegari, CentoMilan - Il libro ufficiale, Gazzetta dello Sport-Panini, 1999.
  • AA.VV., Milan sempre con te, Mondadori, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]