Lasnigo

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Lasnigo
comune
Lasnigo – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoPatrizia Mazza (lista civica) dal 29-5-2016
Territorio
Coordinate45°53′N 9°16′E / 45.883333°N 9.266667°E45.883333; 9.266667 (Lasnigo)Coordinate: 45°53′N 9°16′E / 45.883333°N 9.266667°E45.883333; 9.266667 (Lasnigo)
Altitudine570 m s.l.m.
Superficie5,53 km²
Abitanti469[1] (30-11-2019)
Densità84,81 ab./km²
Comuni confinantiAsso, Barni, Oliveto Lario (LC), Sormano, Valbrona
Altre informazioni
Cod. postale22030
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013123
Cod. catastaleE462
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantilasnighesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lasnigo
Lasnigo
Lasnigo – Mappa
Posizione del comune di Lasnigo nella provincia di Como
Sito istituzionale

Lasnigo (Lasnigh in dialetto vallassinese, pronuncia fonetica IPA: /laʒˈniːk/) è un comune italiano di 469 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Il comune fa parte del cosiddetto Triangolo Lariano. Attestato come Asenigo, secondo alcuni il suo nome deriverebbe dal nome latino di persona Asina, con l'aggiunta del suffisso -icus.

Altre teorie ipotizzano invece un'origine dall'espressione Asuicus, condensazione delle parole Assi e vicus, cioè "vico di Asso".[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da Lasnigo, in epoca romana, passava la via Mediolanum-Bellasium, strada romana che metteva in comunicazione Mediolanum (Milano) con Bellasium (Bellagio). La presenza romana sul territorio lasnighese è inoltre attestata da alcuni reperti d'epoca, tra cui:

  • una lapide in cui è citato un tale Caio Alebo, soldato della IX regione romana;[2]
  • alcune tombe a inumazione e a incenerizione databili al II secolo, ritrovate nella parte più antica del paese e comprensive di corredo furerario[2].

Nel periodo medievale Lasnigo costiuiva un borgo circondato da mura e provvisto di due torri fortificate.[2]

Nel XII secolo, Lasnigo parteggiò per Milano durante la Guerra decennale contro Como.[2] Nella successiva guerra tra i comuni lombardi e l'imperatore Federico Barbarossa, Lasnigo aderì, assieme ad Asso, alla Lega Lombarda[2].

Un atto del 1414 testimonia la presenza di un castello a Lasnigo[2].

Durante il Ducato di Milano, Lasnigo faceva parte della comunità generale della Valassina, che a partire dal 1441 divenne, assieme alla pieve di Incino oggetto di varie concessioni feudali da parte dei duchi milanesi[3]. Il primo feudatario fu Tomaso Tebaldi di Bologna, al quale nel 1533 subentrarono gli Sfondrati[3]. Nel 1751, il comune di Lasnigo e il relativo cassinaggio di Dossellino risultavano infeudati all'ultimo esponente della famiglia degli Sfondrati[3], alla morte del quale (1788) tutta la Valassina ritornò alla Regia Camera del Ducato di Milano per mancanza di discendenti in grado di ereditare il beneficio feudale[4].

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì, per il comune di Lasnigo, l'annessione dei soppressi comuni di Magreglio, Barni, Caglio e Sormano ed uniti.[5] La decisione fu tuttavia abrogata con la Restaurazione.[6][7][8][9]

Nel 1977 la località Fornace fu teatro del ritrovamento archeologico di un'antica fornace, la cui esistenza era già attestata nel 1430[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Alessandro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Alessandro (Lasnigo).

La chiesa di Sant'Alessandro[10], posta sul culmine di una collinetta nelle vicinanze di Lasnigo lungo la strada che collega Erba a Bellagio, è una delle costruzioni romaniche più significative della Valassina, con un campanile del XIII secolo e un ciclo d'affreschi interni di notevole bellezza del XV secolo, da ammirare la Crocifissione di Andrea De Passeri di Torno del 1513. Bello l'esterno circondato dalle cappelle settecentesche della Via Crucis.

Chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria (1640-1680)[11] è attestata come parrocchiale negli atti della visita pastorale dell'arcivescovo Andrea Carlo Ferrari datata 1898[12]. All'interno della chiesa si conserva un dipinto attribuito alla scuola del Luini, raffigurante Gesù Bambino e la Madonna con i santi Giovanni Battista e Pietro[2].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Una fontana situata nella piazza del paese riporta una lapide risalente all'epoca romana[2].
  • La località Fornace deve il suo nome, appunto, alla presenza di una medievale[2].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

Demografia post-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Lasnigo comprende numerose località che devono il loro nome alle attività economiche in esse anticamente svolte[2]:

  • Fornace, compresa tra il Lambro e il ruscello proveniente dall'area detta dei Morti di Valmorana;
  • Pra Marcà, ai confini con Asso, il cui nome derivererebbe dalla presenza di un antico mercato;
  • Rugiada, sulla strada per Crezzo, località morenica che in passato ospitava una cava d'inerti;
  • Canavee, terrazzamenti a ovest dell'abitato degradanti verso il Lambro, nei quali si lavorava la canapa.

Fino alla metà del Novecento Lasnigo ospitava numerosi picasass, ossia artigiani dediti alla lavorazione della pietra, seguendo una tradizione risalente al XVIII secolo[2].

Per lungo tempo e fino alle soglie del III millennio l'economia si basava prevalentemente su attività agro-pastorali, su una piccola torcitura sulla produzione di carbone da legna e sulle attività legate alla presenza di due mulini ad acqua[2].

I residenti trovano oggi perlopiù impiego al di fuori dei confini comunali[2].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Comune di Lasnigo, su www.comune.lasnigo.co.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  3. ^ a b c d Comune di Lasnigo, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  4. ^ a b Comune di Lasnigo, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  5. ^ a b c d Comune di Lasnigo, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  6. ^ Comune di Barni, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  7. ^ Comune di Caglio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  8. ^ Comune di Magreglio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  9. ^ Comune di Sormano, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  10. ^ Chiesa di S. Alessandro - complesso, Via Provinciale per Magreglio - Lasnigo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  11. ^ Chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria - complesso, Piazza Roma - Lasnigo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  12. ^ Parrocchia della Presentazione di Maria Vergine, sec. XVI - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  13. ^ Comune di Lasnigo, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 6 maggio 2020.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Amadò, Giovanni Cavallo (a cura di), Celeste oro colato: culture del romanico: il caso di Sant'Alessandro a Lasnigo, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), Manno, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007.
  • Compilatore: Catalano, Michela (2009); Leoni, Marco (2009) Compilazione testi: Rurali Elisabetta

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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