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Lasnigo

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Lasnigo
comune
Lasnigo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Angelo Goglio (lista civica) dal 16-05-2011
Territorio
Coordinate 45°53′N 9°16′E / 45.883333°N 9.266667°E45.883333; 9.266667 (Lasnigo)Coordinate: 45°53′N 9°16′E / 45.883333°N 9.266667°E45.883333; 9.266667 (Lasnigo)
Altitudine 570 m s.l.m.
Superficie 5,53 km²
Abitanti 458[1] (31-12-2010)
Densità 82,82 ab./km²
Comuni confinanti Asso, Barni, Oliveto Lario (LC), Sormano, Valbrona
Altre informazioni
Cod. postale 22030
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013123
Cod. catastale E462
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti lasnighesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lasnigo
Lasnigo
Lasnigo – Mappa
Posizione del comune di Lasnigo nella provincia di Como
Sito istituzionale

Lasnigo (Lasnigh in dialetto vallassinese, pronuncia fonetica IPA: /laʃˈniik/) è un comune italiano di 458 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Il comune fa parte del cosiddetto Triangolo Lariano. Attestato come Asenigo, il suo nome deriva dal nome latino di persona Asina, con l'aggiunta del suffisso -icus.

Chiesa di S. Alessandro[modifica | modifica wikitesto]

La piccola chiesa fu edificata su un’altura, alla quale si accede tramite una scalinata, affiancata dalle settecentesche cappelle della Via Crucis che proseguono sul sagrato, cintandolo. Fu costruita in pietra come la maggior parte degli edifici religiosi della zona risalenti al periodo romanico, di cui la torre campanaria è un notevole esemplare: è situata alla stessa altezza della facciata (sulla quale si aprono un portale sormontato da un timpano e una finestra circolare) ed è caratterizzata da cinque ordini, con feritoie, monofore e bifore.

Fu citato per la prima volta alla fine del XIII secolo nel Liber Sanctorum Mediolani, attribuito a Goffredo da Bussero, ma la sua origine è più antica: durante i recenti lavori di restauro sono stati ritrovati alcuni frammenti risalenti ad un’epoca precedente al XII secolo. Ebbe funzione di chiesa parrocchiale del paese fino al 1641, quando fu inaugurata la nuova parrocchia, dedicata alla Presentazione della Vergine al Tempio; l’antico edificio fu così adibito a chiesa cimiteriale.

Al Settecento sono databili le cappelle esterne della Via Crucis. Gli ultimi interventi conservativi che hanno riguardato Sant’Alessandro sono stati compiuti tra il 2001 e il 2007 dalla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana: hanno riguardato il consolidamento generale dell’edificio e il restauro degli affreschi.

La chiesa sorge fuori dall'abitato, in posizione elevata, alla sinistra della provinciale che, attraversando la Vallassina, conduce al Ghisallo, ed è raggiungibile attraverso una scalinata fiancheggiata da cappelle della Via Crucis (XVIII sec.). Citata per la prima volta nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani è localizzata in una non meglio definita località Orsenigo in pieve di Asso (in loco Orsenigo, plebis de Assio). Forse è un toponimo riferibile a una frazione ora scomparsa dell'attuale Lasnigo.

La chiesa ha facciata a capanna, con ampio portale in serizzo (con incisa la data 1613), sormontato da un timpano originariamente affrescato con il Redentore. Probabilmente risalgono a quella data le due aperture rettangolari e l'oculo che precedentemente (visita pastorale del 1577) era cruciforme. L'interno ha copertura a capriate ed è diviso in tre campate da pilastri (al cui esterno corrispondono i contrafforti) su cui si impostano archi acuti. L'abside, più bassa e più stretta della navata, è voltata a crociera ed è affrescata con una Crocifissione di Andrea de Passeri (1513).

Le caratteristiche architettoniche, i materiali lapidei, unitamente alla collocazione in area cimiteriale costituiscono tutti elementi che accomunano la chiesa ad altre strutture locali come il S. Calogero a Caslino d'Erba, i Ss. Cosma e Damiano a Rezzago, i Ss. Pietro e Paolo a Barni.

Elemento principale del confronto è costituito dalla torre campanaria. A Lasnigo il campanile è posizionato a filo della facciata ed è caratterizzato da forme alte e slanciate. A pianta quadrata presenta la muratura divisa in cinque ordini, scanditi da archetti ciechi sormontati da un fregio a denti di sega. Nei primi due ordini si aprono semplici feritoie, mentre in quelli soprastanti la presenza di eleganti bifore profilate e del capitello a stampella, conferiscono levità a tutta la struttura.

Che il territorio attorno al S. Alessandro fosse stato abitato già ab antiquo è attestato da alcuni ritrovamenti d'età romana, resti di tombe e porzioni di muratura rinvenuti sotto il muro di contenimento del sagrato in seguito a un saggio eseguito durante l'imponente campagna di restauri effettuati nel 2005. Grazie a un'attenta analisi stratigrafica è stato possibile fare chiarezza sulle complesse fasi edilizie dell'edificio. Originariamente la chiesa aveva lo stesso andamento dell'attuale, ma era di dimensioni minori e con abside semicircolare. Tra xv e xvi secolo si intraprese un importante rinnovamento che comportò il cambiamento della forma dell'abside (da semicircolare a quadrata), l'allungamento della chiesa e l'allargamento del perimetrale meridionale, come è verificabile ancora oggi dalle tracce in facciata del profilo di un timpano, di dimensioni minori dell'attuale. Non molti anni dopo si intervenne nuovamente, allargando l'edificio sino alle odierne dimensioni e inserendo, parzialmente, il campanile nella navata. L'ultima modifica significativa fu la costruzione della sacrestia che, nonostante fosse già stata richiesta nel 1567, è attestata solo dal 1732.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Amadò, Giovanni Cavallo (a cura di), Celeste oro colato: culture del romanico: il caso di Sant'Alessandro a Lasnigo, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), Manno, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007.
  • Compilatore: Catalano, Michela (2009); Leoni, Marco (2009) Compilazione testi: Rurali Elisabetta

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autorità VIAF: (EN241904601