Cusino

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Cusino
comune
Cusino – Stemma
Cusino – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoIgor Curti (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate46°04′N 9°09′E / 46.066667°N 9.15°E46.066667; 9.15 (Cusino)Coordinate: 46°04′N 9°09′E / 46.066667°N 9.15°E46.066667; 9.15 (Cusino)
Altitudine800 m s.l.m.
Superficie9,65 km²
Abitanti217[1] (31-03-2017)
Densità22,49 ab./km²
FrazioniPalla, Campanile, Bertogno, Pomè
Comuni confinantiCarlazzo, Garzeno, Grandola ed Uniti, San Bartolomeo Val Cavargna
Altre informazioni
Cod. postale22010
Prefisso0344
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013085
Cod. catastaleD232
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticusinesi
PatronoSan Giovanni Battista
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cusino
Cusino
Cusino – Mappa
Posizione del comune di Cusino nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cusino (Cüsìn in dialetto comasco[2][3], AFI: [kyˈzɪŋ]) è un comune italiano di 217 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato in una conca ai piedi del monte Monte Pidaggia (1.528 m s.l.m.), sovrastato da uno sperone roccioso detto “Sasso di Cusino”, Cusino è il primo paese della Val Cavargna che si incontra salendo per la strada provinciale da Carlazzo. Si trova a circa 50 km da Como ed il suo territorio è compreso tra il Comune di Carlazzo a Sud, quello di Grandola ed Uniti a Ovest, di San Bartolomeo Val Cavargna a Est e di Garzeno a Nord.

Il comune è formato da cinque centri abitati: Cusino, Palla, Campanile, Bertogno e Pomè, quest'ultimo in realtà ormai quasi disabitato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ai tempi del Ducato di Milano, Cusino faceva parte della pieve di Porlezza[4].

Quando la Lombardia austriaca fu divisa in province, il comune di Cusino, facente sempre parte della Pieve di Porlezza, fu dapprima inserito nella provincia di Como ma nel 1791 tornò con tutta la pieve sotto quella di Milano[4].

Con Napoleone Bonaparte, una riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia, comportò, nel 1812, l'incorporazione di Cusino nel comune di Carlazzo[4]. L'aggregazione fu tuttavia annullata in seguito alla caduta di Napoleone e al conseguente passaggio della Lombardia nelle mani degli austro-ungarici, i quali decisero anche l'assegnazione di Cusino alla provincia di Como del Regno lombardo-veneto[4].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Natività di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale di San Giovanni Battista[5], che sorge al centro del paese nell'omonima piazza lungo la strada provinciale che da Carlazzo porta in Val Cavargna, si distingue per il suo campanile tardoromanico[6], databile alla fine del XII secolo[7]. Al suo interno, la chiesa conserva dipinti dei secoli XIV e XVI e alcuni strappi di affresco, tra cui un San Cristoforo con il Bambino sulla spalla, e altri santi originariamente affisso all'esterno del campanile[6][7].

Oratorio di Sant'Ambrogio[modifica | modifica wikitesto]

Collocato alle pendici del monte Pidagga lungo i tornanti su cui si snoda la strada provinciale, l'oratorio di Sant'Ambrogio[8] rappresenta con alta probabilità la più antica chiesa di Cusino. Se infatti la parte centrale della chiesa dovrebbe risalire alla fine del Duecento, il portale d'ingresso è sormontato da un Cristo marmoreo databile all'XI o al XII secolo, raro esempio di altorilievo romanico in provincia di Como[8].

L'oratorio viene soprannominato dagli abitanti di Cusino come “chiesa dei morti” o “i morti di S.Ambrogio” per via della presenza, nelle vicinanze dell'edificio, di un antico cimitero comprensivo di tombe a fossa scavata nella roccia e ricoperte con lastre di pietra, emerso durante alcuni lavori di scavo a inizio Novecento[8].

Internamente, la chiesa conserva una colonnina in marmo di Musso in stile romanico emersa durante alcuni lavori di prolungamento della chiesa avvenuti tra il 1865 e il 1900, oltre a una scultura lignea raffigurante Sant'Ambrogio, copia di un originale di epoca barocca attribuita ai Magistri Intelvesi purtroppo trafugata da ignoti nel 1972[8].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Tra fine Ottocento e inizio Novecento, Cusino vide la costruzione di altri due edifici religiosi.

Il primo è la chiesetta di Santa Maria Ausiliatrice, costruita tra il 1883 e il 1890[9][10] come luogo atto alle funzioni della Confraternita del Santissimo Sacramento, presente a Cusino dal 1879. L'oratorio, dotato di un campanile risalente al 1913, nel 1941 fu provvisto di quattro busti e altrettante urne contenenti reliquie di santi[10].

Il secondo è il Santuario di Nostra Signora della Salute, una cappella di montagna situata a 1240 m di altitudine su un poggio detto "Motter" tra la valle Cavrera, il Salter ed il piano di Lugone[11].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 244.
  3. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  4. ^ a b c d SIUSA - Comune di Cusino, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 14 aprile 2020.
  5. ^ Chiesa di S. Giovanni Battista - complesso, Via Val Cavargna - Cusino (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 aprile 2020.
  6. ^ a b RomaniCOMO, su www.romanicomo.it. URL consultato il 14 aprile 2020.
  7. ^ a b Comune di Cusino, su www.comune.cusino.co.it. URL consultato il 14 aprile 2020.
  8. ^ a b c d Chiesa di S. Ambrogio - complesso, Via per Carlazzo - Cusino (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 aprile 2020.
  9. ^ Chiesa di S. Maria Ausiliatrice, Via Roma - Cusino (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 aprile 2020.
  10. ^ a b Comune di Cusino, su www.comune.cusino.co.it. URL consultato il 14 aprile 2020.
  11. ^ Comune di Cusino, su www.comune.cusino.co.it. URL consultato il 14 aprile 2020.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Laura Facchin, Opere di artisti svizzeri alla Galleria Sabauda. Una prima indagine, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Comune di Cusino, su comune.cusino.co.it.
  • Sito su Cusino, su vivicusino.org. URL consultato il 7 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2009).