Torno

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Torno
comune
Torno – Stemma
Torno – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoRino Malacrida (lista civica Per Torno) dal 25-05-2014
Territorio
Coordinate45°51′N 9°07′E / 45.85°N 9.116667°E45.85; 9.116667 (Torno)Coordinate: 45°51′N 9°07′E / 45.85°N 9.116667°E45.85; 9.116667 (Torno)
Altitudine225 m s.l.m.
Superficie7,53 km²
Abitanti1 153[2] (30-11-2019)
Densità153,12 ab./km²
Frazioninessuna[1]
Comuni confinantiBlevio, Carate Urio, Como, Faggeto Lario, Moltrasio, Tavernerio
Altre informazioni
Cod. postale22020
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013223
Cod. catastaleL228
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantitornaschi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Torno
Torno
Torno – Mappa
Posizione del comune di Torno nella provincia di Como
Sito istituzionale

Torno (Turnu in dialetto comasco[3], pronuncia fonetica IPA: /ˈtuːrnu/) è un comune italiano di 1 153 abitanti[2] della provincia di Como in Lombardia. È stato insignito della Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Vista di Torno dal lago

Il paese è adagiato su un promontorio roccioso che, situato lungo la sponda interna del Lario occidentale, chiude il bacino più meridionale del ramo comasco del Lago in un anfiteatro[4].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune ipotesi, Torno deriverebbe dal toponimo celtico Turn, ossia "svolta", e potrebbe indicare o il fatto che il lago faccia una svolta attorno al promontorio che ospita il paese oppure il profilo tondeggiante del colle che sovrasta l'abitato[5]. Riscontro della prima ipotesi si troverebbe nella descrizione fornita dallo storico del XVI secolo Roberto Rusca, il quale riporta che «il lago gli è a torno, circondandolo come per isola»[5].

Secondo altre ipotesi, il toponimo sarebbe invece di origine etrusca e deriverebbe o dal nome del dio Turnus (quello che per i romani sarà Mercurio) o dal fatto che, come riportato dall'autore Settecentesco Anton Gioseffo Della Torre di Rezzonico, «Torno [...] si dice abbia avuto dai Tusci il nome di un loro antico re»[5].

Un'ulteriore ipotesi ricercherebbe l'origine nel verbo latino tornāre (tornire)[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Torno risultò essere già abitata in epoca pre-romana[6].

In epoca imperiale, gli scrittori Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane descrissero la presenza, in territorio tornasco, di una fonte intermittente di natura carsica (situata in corrispondenza di Villa Pliniana)[6].

In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, il territorio fu occupato da popolazioni di origine d'oltralpe. A testimonianza di tale occupazione, rimangono oggi i cosiddetti massi avelli[6].

Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 citano il "comune burgi de Turno" come la comunità che, all'interno della Pieve di Zezio, aveva in carico la manutenzione del tratto di via Regina che andava dal "ponte de Cantono de Cernobio in sursum" al "cantonum domus Passaronorum […] de Pizo".[7] Nel 1404 al comune di Torno venne concessa la cittadinanza comasca con gli annessi privilegi, mentre nel 1439 la comunità venne compresa nell’estimo della città di Como.[7]

Tra i secoli XIII e XVI, sotto impulso di religiosi dell'ordine degli umiliati, Torno divenne un rinomato centro manufatturiero di panni di lana[6]. La ricchezza del paese, che arrivò a contare circa 5 000 abitanti, alimentò una rivalità con Como, che sfociò in cruente battaglie. In questo contesto, Torno si alleò con i francesi, mentre i Comaschi avevano dalla loro gli Sforza e gli Spagnoli[6]. Il 7 settembre 1515 si registrò il sacco di Torno da parte degli Sforza e degli Svizzeri, mentre l'11 giugno 1522 le truppe di comaschi e Spagnoli attuarono la distruzione del paese[6]. A testimonianza di queste battaglie, nel 1870 dai fondali del porto di Torno furono riportate alla luce alcune armi risalenti ai secoli XIII-XVI, oggi conservate al Museo Giovio di Como[6]. Sempre nel porto, nel 1995 fu ritrovata una punta di lancia lunga ben 44 cm, oggi esposta presso la sede del comune di Torno[6].

La distruzione del 1522 decretò l'inizio di una massiccia emigrazione dei tornaschi, in un primo momento diretti verso la zona più settentrionale del Lario, verso il luganese e verso il bergamasco[6]. Quando nel XVII secolo tutto il territorio lariano andò incontro a una profonda crisi economica, i migranti si diressero soprattutto verso i territori francesi e tedeschi[6].

Sempre inserito nella pieve di Zezio ancora nel 1538, nel 1652 il comune di Torno risulta facente parte delle cosiddette "Cinque terre" unite alla città di Como.[7] Cent'anni dopo, la comunità tornasca risulta essersi redenta dall'infeudazione, redenzione per la quale nel 1751 risulta ancora soggetta a un pagamento quindecennale.[7] Cinque anni più tardi, il comune venne inserito all'interno della nuova Pieve di Zezio superiore, della quale fece parte fino alla fine del XVIII secolo.[8]

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì, per Torno, l'annessione dei soppressi comuni di Blevio e di Molina.[9] L'aggregazione fu tuttavia cancellata dalla Restaurazione.[10][11]

Durante i moti e le guerre risorgimentali, il sacerdote tornasco Tomaso Bianchi fu rinchiuso nelle carceri politiche a Milano, ove morì il 30 luglio 1834[6].

In seguito all'unità d'Italia, Torno seguì le vicende nazionali.

Nel 1920, a Torno venne fondato il Gruppo Alpini di Torno, il primo in Italia dell’Associazione Nazionale Alpini[6].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di torno prevede uno scudo azzurro con al centro un cerchio dorato, simbolo dell'anello a cui una volta si agganciavano le imbarcazioni[12][13]. A sinistra e a destra dello scudo si trovano rispettivamente la lettera iniziale e la lettera finale della parola "Torno", collocate alla stessa altezza del cerchio dorato. Sopra e sotto ognuna delle lettere trovano spazio motivi decorativi a forma di punte di freccia, rispettivamente rivolte verso l'alto e verso il basso. Nella parte inferiore dello stemma ai lati dello scudo, si trovano alcuni ramoscelli.

Un'antica testimonianza dello stemma di torno si può trovare in un sigillo di cera gialla affisso a un documento datato 26 gennaio 1567, nel quale uno dei “Sindici” di Torno comunica ai Deputati della Sanità «no esserli peste” in paese»[12][13]. Originariamente, lo stemma non comprendeva né i ramoscelli, aggiunti nel XIV a ricordo delle vittorie dei Tornaschi, né le lettere T-O; ai piedi dello scudo trovava posto il motto “Concordia”[12][13].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Torno è uno dei più caratteristici paesini che si affacciano sul Lago di Como, con le sue semplici case, i ristoranti, i caffè. Nella parte più alta, il paese che ha mantenuto le forme del borgo antico nelle strade strette ed erte che si snodano nel centro storico, lasciando intravedere a tratti il luccicare del lago.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Tecla[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale di Santa Tecla si affaccia sulla piazzetta del porticciolo. La chiesa, di origini romaniche, è attestata alla fine del XIII secolo e citata come sede di una parrocchia già nel 1451.[14] L'edificio, oggetto di importanti interventi di ristrutturazione avvenuti tra i secoli XIX e XX,[15] è affiancato da un elegante campanile e decorato da un bel portale in marmo a sguancio e colonnine del 1480 con un imponente rosone centrale gotico[16].

Chiesa di San Giovanni Battista del Chiodo[modifica | modifica wikitesto]

Accanto al monumentale Cimitero e Parco delle Rimembranze, in una privilegiata posizione panoramica, si trova la chiesa trecentesca di San Giovanni Battista del Chiodo,[17] ricca di decorazioni pittoriche e scultoree. È una chiesa rinascimentale ad archi trasversi, affiancata da una solida torre campanaria romanica del XII secolo con un portale marmoreo rinascimentale, finemente intagliato, ricco di statue, fregi e bassorilievi e attribuibile ai fratelli Rodari, autori delle porte del Duomo di Como verso la fine del XV secolo[18]. La chiesa deve la sua popolarità alla presenza del prezioso Chiodo della croce di Cristo che un arcivescovo tedesco avrebbe lasciato a Torno durante il viaggio di ritorno da una crociata[19].

Chiesa di Santa Elisabetta[modifica | modifica wikitesto]

Sopra Torno, a un'altitudine di circa 600 metri, è situata la località Montepiatto nella quale si trova una chiesetta dedicata a Santa Elisabetta in una posizione panoramica. La chiesa, con annesso convento che risale al XVI secolo, venne eretta in onore di Maria a protezione del paese e fu gestita prima da una confraternita attestata già nel 1488[20] e poi da monache di clausura. Dopo i saccheggi che Torno subì per opera degli Svizzeri nel 1515 e dei Comaschi alleati agli Spagnoli nel 1522, il monastero venne chiuso.

Aree naturali e siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

I Massi Avelli[modifica | modifica wikitesto]

L'ampia mulattiera acciottolata che parte da Torno procede in leggera salita, affiancata da campi terrazzati e vecchi cascinali e offrendo vasti scorci panoramici sullo scenario del lago in direzione nord. Dopo aver superato un arco in pietra, la Porta Travaina, di probabile origine romana, la mulattiera per la località Piazzaga si addentra in un suggestivo valloncello dalla vegetazione lussureggiante. Si giunge a un ponte in pietra che scavalca lo spumeggiante torrente della Valle di Travaino: le ripide pareti rocciose suggeriscono quel tipo di paesaggio che piaceva ai grandi artisti romantici, come Caspar David Friedrich, che ne avrebbe tratto dei disegni stupendi. Oltre il ponticello ci si trova di fronte a un bivio: qui vale la pena di fare una deviazione e prendere a sinistra per andare a vedere certi interessanti massi avelli, ricavati da grandi massi erratici che si trovano numerosi in questa zona. Alcuni massi erratici di serizzo ghiandone sono stati scavati e trasformati già a partire dall'epoca preistorica come sepoltura: sono l'Avello del Maas, l'Avello di Rasina, l'Avello delle Piazze, l'Avello Negrenza, l'Avello delle Cascine di Negrenza[21].

La Pietra Pendula e la Roccia di San Carlo Borromeo[modifica | modifica wikitesto]

I massi erratici sono massi isolati di notevoli dimensioni, trasportati dai ghiacciai provenienti dalla Valtellina e dalla Val Chiavenna durante le epoche delle grandi glaciazioni e depositati sul terreno calcareo prealpino con lo scioglimento dei ghiacci. Nel Triangolo Lariano ne esistono moltissimi come testimoni degli sconvolgimenti climatici e delle grandi colate glaciali del Quaternario. Questi enormi massi sono stati usati dai romani e dai cristiani per ricavarne tombe, cippi, steli, altari, capitelli e come materiale da costruzione.

Un grande masso erratico si può trovare a Montepiatto, in una radura del bosco a poche decine di metri dalla chiesa di Santa Elisabetta. Questo trovante, denominato Pietra Pendula, si presenta come un enorme fungo che si staglia nel bosco in bilico precario su di un altro sasso calcareo di dimensioni decisamente inferiori. Curiosamente questa pietra ha una gemella sul massiccio del Fichtelgebirge in Germania.

Sulla mulattiera che dalla parte bassa di Torno porta alla Pietra Pendula si incontra un altro masso erratico chiamato la Roccia di San Carlo Borromeo, legato a una leggenda secondo la quale il Santo vi spiccò il volo insieme con le monache del convento di Montepiatto, salvato dalla peste nel 1598, e ricomparve al Sacro Monte di Varese presso la casa madre delle suore[22]. Giunti a Montepiatto attraverso la mulattiera, sulla destra si incontra una parete rocciosa che presenta una fenditura rassomigliante una mano. Secondo un'altra leggenda, lo stesso san Carlo[Quale?] avrebbe appoggiato la mano sulla parete rocciosa per far scaturire dalla fenditura dell'acqua per dissetarsi[22].

Sia la Pietra Pendula la Roccia di San Carlo Borromeo sono ubicati lungo un percorso pedestre di notevole suggestione, anche ma non solo per i panorami che si aprono sulla zona del Lario.


Villa Pliniana

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

  • 1751: 520 abitanti[7]
  • 1771: 669 abitanti[8]
  • 1799: 812 abitanti[9]
  • 1805: 760 abitanti[9]
  • 1809: 1608 abitanti (dopo l'annessione di Blevio e Molina)[9]
  • 1853: 652 abitanti[28]

Demografia post-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[29]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cesare Cantù ha ambientato a Torno una novella in rima (I morti di Torno) che parla di giovani promessi sposi annegati nel lago.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo Statuto, il comune non comprende frazioni, tuttavia riconosce le seguenti località[1]:

  • Loc. Centro Abitato
  • Loc. Rasina
  • Loc. Perlasca
  • Loc. Montepiatto
  • Loc. Piazzaga

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Comune di Torno - Statuto
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 658.
  4. ^ Comune di Torno, su www.comune.torno.co.it. URL consultato il 5 febbraio 2020.
  5. ^ a b c d Comune di Torno, su www.comune.torno.co.it. URL consultato il 6 febbraio 2020.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l Comune di Torno, su www.comune.torno.co.it. URL consultato il 6 febbraio 2020.
  7. ^ a b c d e Comune di Torno, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  8. ^ a b Comune di Torno, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  9. ^ a b c d Comune di Torno, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  10. ^ Comune di Blevio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 28 aprile 2020.
  11. ^ Molina
  12. ^ a b c Comune di Torno, su www.comune.torno.co.it. URL consultato il 6 febbraio 2020.
  13. ^ a b c Da Nesso a Blevio”, 1968.
  14. ^ Parrocchia di Santa Tecla, sec. XVI - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  15. ^ Chiesa di S. Tecla - complesso, Piazza Guido Casartelli - Torno (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  16. ^ Chiesa di Santa Tecla - Torno, su www.comoeilsuolago.it. URL consultato il 4 febbraio 2020.
  17. ^ Chiesa di S. Giovanni - complesso, Piazza San Giovanni - Torno (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  18. ^ RomaniCOMO, su www.romanicomo.it. URL consultato il 4 febbraio 2020.
  19. ^ Il Santo Chiodo, su www.romanicomo.it. URL consultato il 4 febbraio 2020.
  20. ^ Sant'Elisabetta - www.triangololariano.it, su www.triangololariano.it. URL consultato il 4 febbraio 2020.
  21. ^ I Massi erratici e gli Avelli di Torno - www.triangololariano.it, su www.triangololariano.it. URL consultato il 4 febbraio 2020.
  22. ^ a b Pro Loco Torno, Pro Loco di Torno (lago di Como), su www.prolocotorno.it. URL consultato il 5 febbraio 2020.
  23. ^ Villa Plinianina, Via Pliniana - Torno (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  24. ^ La Pliniana - complesso, Via Cesare Poggi, 29 - Torno (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  25. ^ Villa Taverna - complesso, Via Roma, 1 - Torno (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  26. ^ Villa Mia, Via Torrazza, 5 - Torno (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  27. ^ Porta di Travaina, Via per Piazzaga - Torno (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  28. ^ Comune di Torno, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 19 maggio 2020.
  29. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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