Castello di Melegnano

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Castello di Melegnano
Melegnano castello Visconteo.JPG
Il castello di Melegnano, vista frontale
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
CittàMelegnano
Informazioni generali
TipoCastello medievale - rinascimentale
CostruzioneXIII secolo-XVII secolo
Primo proprietarioVisconti
Proprietario attualeCittà metropolitana di Milano
Comune di Melegnano
VisitabileSì, mediante visite guidate
Informazioni militari
Funzione strategicaDifesa della campagna esterna a Milano
Termine funzione strategicaXVII secolo
PresidioSede del Museo Comunale
Azioni di guerraBattaglia di Melegnano
fonti citate nel testo della voce
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Il castello di Melegnano, situato nell'omonima città lombarda, è il risultato architettonico di una serie di stratificazioni dovute al susseguirsi di diverse dinastie al potere, succedutesi dall'XIII secolo al XVII secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gian Giacomo Medici detto Medeghino, celebre condottiero che divenne feudatario di Melegnano e del suo castello e la cui famiglia detenne il possesso di quelle terre per oltre quattro secoli.

Il primo receptum su cui poi sorse il castello attuale, venne edificato a partire dal 1243 per volontà di Cattellano Carbone, podestà di Milano, incaricato dalla città della difesa anche delle campagne circostanti il capoluogo. Il castello esistente in quest'epoca era del tipo antico a motta castrale, con fossato e torrette, come riportato da Galvano Fiamma nella sua cronaca della città di Milano, ma venne edificato a sua volta su una precedente fortificazione presente nel medesimo luogo e distrutta nel 1239. La necessità di edificare una fortezza a Melegnano era stata necessaria per Milano per contrastare le continue scorribande dell'imperatore Federico II, nipote di Federico Barbarossa. Nel 1279, i guelfi e i ghibellini di Milano vi sottoscrissero un trattato di pace.[1]

La struttura venne poi fortemente ampliata per iniziativa di Matteo I Visconti prima e di Bernabò Visconti poi, assumendo la classica struttura a quadrilatero con torri quadrate angolari. Il 3 settembre 1402 al castello di Melegnano morì il primo duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, e nel 1468 vi morì la duchessa Bianca Maria Visconti, moglie del primo duca sforzesco Francesco I. Nel 1512 il castello venne passato ai marchesi Brivio che nel 1532 lo vendettero con l'intero feudo di Melegnano e con approvazione dell'imperatore Carlo V, nuovo duca di Milano, alla famiglia dei Medici di Nosigia (nello specifico a Gian Giacomo Medici) che assunsero il cognome di Medici di Marignano (antico nome di Melegnano). La famiglia dei Medici rimase proprietaria della struttura sino al 1981 quando gli ultimi eredi della famiglia decisero di vendere il castello alla provincia di Milano che due anni più tardi, tramite una permuta, decise di lasciare alcune sale in uso all'amministrazione comunale di Melegnano. Nel 1998 venne avviato il restauro completo degli esterni del castello, passando poi alle sale interne che riportano affreschi della metà del XVI secolo. Nel 2001 quando il complesso è stato riaperto ai visitatori, è stata inaugurata anche la "Civica raccolta don Cesare Amelli", parroco e storico locale.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Melegnano visto dal retro con la possibilità di vedere anche i porticati interni dopo le distruzioni dell'assedio del 1449.

Il castello di Melegnano si presenta attualmente con una atipica pianta a forma di "U" dal momento che una parte (quella sul retro, è andata perduta, distrutta per volere del duca Francesco Sforza nella settimana dal 25 aprile al 1º maggio 1449 quando, attaccando Melegnano, con le proprie macchine da guerra atterrò le torri e le mura che si trovavano su questo lato. È realizzato completamente in laterizi col fronte principale verso l'attuale piazza della Vittoria che è l'unica parte conservatasi come in origine con l'eccezione dei finestroni di forma rettangolare che sono stati alterati rispetto agli originali archiacuti di cui ancora si può intravedere la forma: tale modifica apparirebbe essere la testimonianza più evidente del passaggio del complesso da fortezza militare a residenza signorile, avvenuta nel Cinquecento. Al termine delle mura, appena sotto l'attuale tetto, sono ancora visibili le merlature di stile guelfo.

La scalinata per cavalli del castello di Melegnano in un servizio fotografico di Paolo Monti, 1980.

Agli angoli della struttura, ancora oggi si possono vedere due delle quattro torri originarie che hanno di lati di circa 10 metri di ampiezza. I lati del castello sono invece lunghi 75 metri. Internamente la corte appare porticata ad archi a tutto sesto con bugnato, dove un tempo si trovavano delle abitazioni oltre alle stalle e ai depositi del fieno per gli animali presenti nel complesso.

Di originale del castello visconteo si può ancora oggi vedere (seppur parzialmente) il fossato, un tempo particolarmente profondo e in comunicazione col fiume Lambro. Il fossato divenne noto col nome di "Fossa Medici". Sul fronte sono visibili inoltre le tracce dell'antico rivellino difensivo, di cui oggi però sono rimaste le due pareti laterali con alcune feritoie e buche per ospitare dei cannoni. Il ponte levatoio originariamente presente all'ingresso, è stato sostituito nel tempo con un ponte stabile. Varcato il portone centrale in cotto, si accede allo scalone d'onore che conduce ai piani superiori: esso è composto da scaglioni di mattoni disposti a spina di pesce, separati tra loro con cordoni di sasso, di modo da permettere la salita anche tramite i cavalli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Zucoli, Nuovissima guida dei viaggiatori in Italia e nelle principali parti d'Europa, Milano, 1844

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Amelli, Amelli C., Il castello di Melegnano. La storia e l'arte, Melegnano 1977
  • P. Lazza e C. Mazzi, Il castello di Melegnano: indagine storica e proposta di riuso, Milano, 1996
  • L. Boschini, Castelli d'Europa, Hoepli, Milano, 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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