Castello di Bornato

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Castello di Bornato
Ubicazione
Stato attualeBandiera dell'Italia Italia
RegioneLombardia
CittàBornato
Coordinate45°35′29″N 10°02′10″E / 45.591389°N 10.036111°E45.591389; 10.036111
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Bornato
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Inizio costruzioneXIII secolo
MaterialeCiottoli, malta
Proprietario attualeProprietà privata
Visitabile
Sito webcastellodibornato.com/
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Il castello di Bornato (o Villa Orlando) è un'antica roccaforte di Bornato, frazione di Cazzago San Martino, in provincia di Brescia.

Collocazione e storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello fu edificato nel 1280, per volontà di Everardo Bornato[1], in posizione panoramica su un precedente castrum romano.

È dotato di una cerchia di mura merlate in pietra grezza, con torri e contrafforti, fossati e ponte levatoio, opere del 1275[2] attribuite a Inverardo da Bornato[3], signore e condottiero del luogo. All'interno delle mura, tra il seicento e il settecento[4], venne edificata una villa a corpo di fabbrica lineare dai successori dei Bornato, i Gandini, con sale affrescate nel XVIII secolo e stanze con soffitti a cassettoni[5]. Nel salone delle adunanze gli interventi risalgono al 1669 ad opera di Pompeo Ghitti[6], per le figure, coadiuvato da P. A. Sorisene per le decorazioni[4][7]. Il castello è circondato da un giardino all'italiana con piante secolari. Fu proprietà della famiglia nobiliare Mondella per un periodo non specificato di tempo, comunque fino al XIX sec. quando fu perduto in una partita a carte da Giuseppe Mondella detto :"Pinotto".

Nel 1938 il castello divenne proprietà della famiglia Orlando; l'acquistato fu perfezionato da Luigi Orlando, mentre sua figlia Luisa vi aprì in seguito un'azienda agricola[8]. Sotto la torre principale del castello sono collocate le antiche cantine, nelle quali per 700 anni – sino ai primi anni 2000 – si produsse il vino del castello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Fappani (a cura di), Bornato Everardo, in Enciclopedia bresciana, vol. 1, Brescia, La Voce del Popolo, 1974, OCLC 163181886, SBN IT\ICCU\MIL\0272979. URL consultato il 13 aprile 2020.
  2. ^ Touring Club Italiano. Lombardia.
  3. ^ Castello di Bornato, su lombardiabeniculturali.it.
  4. ^ a b Antonio Fappani (a cura di), Bornato (2), in Enciclopedia bresciana, vol. 1, Brescia, La Voce del Popolo, 1974, OCLC 163181886, SBN IT\ICCU\MIL\0272979. URL consultato il 13 aprile 2020.
  5. ^ Cazzago San Martino, in Sapere.it, De Agostini. URL consultato il 13 aprile 2020.
  6. ^ Antonio Fappani (a cura di), Ghitti Pompeo, in Enciclopedia bresciana, vol. 5, Brescia, La Voce del Popolo, 1982, OCLC 163181971, SBN IT\ICCU\MIL\0272993. URL consultato il 13 aprile 2020.
    «Opere: Bornato: Castello (Sala adunanze: affreschi in collaborazione con P. A. Sorisene, 1669)»
  7. ^ Sara Bizzotto Passamani, Pompeo Ghitti, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 54, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000. URL consultato il 13 aprile 2020.
    «[...] Negli anni maturi, in collaborazione con il quadraturista P.A. Sorisene, affrescò palazzi e chiese nel territorio bresciano e anche in quello trentino; particolarmente significativi sono i suoi interventi nel 1669 nel salone delle adunanze del castello di Bornato [...]»
  8. ^ Antonio Fappani (a cura di), Orlando, in Enciclopedia bresciana, vol. 11, Brescia, La Voce del Popolo, 1994, OCLC 955711986, SBN IT\ICCU\CFI\0293136. URL consultato il 13 aprile 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Flavio Conti, Vincenzo Hybsch e Antonello Vincenti (a cura di), I castelli della Lombardia. Province di Bergamo e Brescia, vol. 4, Novara, Istituto geografico De Agostini, 1993, p. 160, ISBN 9788841501610.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]