Castello Visconti di San Vito

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Castello Visconti di San Vito
Paolo Monti - Servizio fotografico (Somma Lombardo, 1980) - BEIC 6335198.jpg
Ubicazione
StatoCoat of arms of the House of Sforza.svgDucato di Milano
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia
CittàSomma Lombardo
Coordinate45°41′04.09″N 8°42′24.45″E / 45.68447°N 8.706793°E45.68447; 8.706793
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello Visconti di San Vito
Informazioni generali
Tipocastello
Inizio costruzione1250
CostruttoreFrancesco e Guido Visconti
MaterialePietra
Proprietario attualeproprietà privata
Visitabile
Sito webwww.castelloviscontidisanvito.it/
Informazioni militari
UtilizzatoreCoat of arms of the House of Visconti (1277).svg Signoria di Milano
Funzione strategicadifesa di Milano
Termine funzione strategica1862
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Il Castello di Somma Lombardo fu costruito nel XIII secolo come parte della linea difensiva lungo il corso del Ticino, tra Milano e il Lago Maggiore. Divenne nel 1448 residenza stabile dei fratelli Francesco e Guido Visconti, a seguito dell'estinzione del ramo principale della dinastia viscontea che aveva retto le sorti del ducato di Milano, per sfuggire ai contrasti con la repubblica Ambrosiana, si rifugiarono nella loro antica proprietà di Somma, ricevendo giuramento di fedeltà, in forma solenne, da tutti gli uomini del borgo[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ramo della dinastia dei Visconti di San Vito ebbe origine da Uberto il Picco (1280/1288-1315), fratello di Matteo I, il Magno (1250-1322), Capitano del Popolo nonché primo Signore di Milano. Dall'iniziatore di questo ramo della famiglia discesero Giovan Battista, marito di Regola di Guido Galeazzi di Siena, e i loro figli Francesco e Guido che alla morte del duca di Milano Filippo Maria Visconti, avvenuta nel 1447, si ritirarono a Somma, antica signoria della famiglia. Il casato si divise in seguito in ulteriori linee con i successivi eredi. Il primogenito, Francesco diede origine al ramo della famiglia che a sua volta si distinse in due altre diramazioni, cioè quella dei marchesi di San Vito giunta fino alla fine del novecento e quella dei marchesi della Motta, estinta agli inizi del Settecento. Guido secondogenito diede origine ai rami dei duchi Visconti di Modrone, e dei CastelbarcoVisconti signori di Cislago, tuttora fiorenti.

Nel 1619, Re Filippo III di Spagna concesse a Francesco Maria Visconti il privilegio del feudo di San Vito nella Pieve di Corbetta nel milanese, col titolo di Marchese, trasmissibile ai figli maschi e la famiglia si dotò del motto latino "Sufficit Unus" (ne basta uno). Ultimo discente della famiglia fu Gabrio Luigi Visconti di San Vito che per volontà testamentaria nel 1997 volle la creazione della Fondazione Visconti di San Vito Onlus che dal 1998 si occupa di preservare la memoria del castello e dell'apertura al pubblico per le visite guidate.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

All'interno, gli ambienti di maggiore importanza sono il Salone d’Onore, decorato con ciclo di affreschi, già attribuiti all'ambito dei fratelli Procaccini, datati agli inizi del Seicento e tratti dalle incisioni fiamminghe di Crispjin van de Passe, Theodor e Philippe Galle e Adriaen Collaert[2]. La Cappella, intitolata alla Madonna Assunta, abbellita da suppellettili liturgiche, contiene un dipinto attribuito alla bottega del Cerano che rappresenta l'Annunciazione. Una galleria di preziosi quadri a soggetto religioso presenta la sala dedicata a Niccolò Sfondrati, discendente di Guido e nato nel Castello l’11 febbraio 1535, fu eletto Papa con il nome di Gregorio XIV nel 1590. Una collezione unica di Piatti da Barba è ospitata nel castello, 400 bacili faentini, savonesi, maioliche francesi, tedesche, inglesi, spagnole, settecentesche costituiscono una collezione unica al mondo, iniziata dal marchese Carlo Ermes Visconti di San Vito nell’ultimo quarto dell’Ottocento. La Camera Reale, arredata con un imponente letto ligneo del Seicento lombardo, è così denominata in quanto riservata ai Re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoia e Umberto I di Savoia quando soggiornavano a Somma per assistere alle manovre militari sulle rive del Ticino o partecipare alle mondane cacce alla volpe nella brughiera della Malpensata. Vi è una sala dedicata al conte Gabrio Casati, eroe risorgimentale, imparentato con gli ultimi discendenti dei marchesi Visconti di San Vito. L’insigne sostenitore delle famose Cinque Giornate di Milano, uomo politico e patriota è qui immortalato in un ritratto dipinto da Eliseo Sala[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Castello Visconti - complesso, su lombardiabeniculturali.it.
  2. ^ L’ampio respiro degli affreschi nel Castello Visconti di San Vito, su spazioapertoonline.it.
  3. ^ Federico Gallo - Massimo Palazzi - Gianfranco Rocculi - Maurizio Maria Rossi, Il Castello Visconti di San Vito, p. 9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Gallo - Massimo Palazzi - Gianfranco Rocculi - Maurizio Maria Rossi, I VISCONTI MARCHESI DI SAN VITO, PRODIGI EDIZIONI.
  • Lorenzo D’Ancona, GLI AFFRESCHI DEL CASTELLO VISCONTI DI SAN VITO, Gallarate, 2021, Prodigi Edizioni.

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