Esione

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Esione
AGERNSHEIMIG 10313152530.jpg
Eracle libera Esione dal mostro marino.
Nome orig.Ἡσιόνη
SessoFemmina
Luogo di nascitaTroia

Esione (in greco antico: Ἡσιόνη) è un personaggio della mitologia greca figlia di Laomedonte e di Strimo a sua volta figlia del potamoe Scamandro[1]..

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Fu una principessa troiana, figlia di un uomo crudele e irrispettoso degli dei. Laomedonte offese infatti gli dei Apollo e Poseidone che avevano innalzato le mura di Troia, rifiutando di versare il compenso pattuito e fu punito in modo tale che un mostro marino devastasse i raccolti del suo regno rovesciando acqua marina nei campi e divorasse gli abitanti[2].
Laomedonte consultò l'oracolo di Zeus Ammone e seppe che il suo regno avrebbe ritrovato la pace se avesse offerto la propria figlia Esione in pasto alla bestia ma si rifiutò di ascoltare il consiglio e pretese che fossero i nobili troiani a sacrificare per primi le loro figlie ed essi consultando a loro volta l'oracolo di Apollo videro che era irato non meno di Poseidone e che s'astenne dall'emettere responsi.
Laomedonte cercò allora di appropriarsi delle tre figlie di un certo Fenodamante e lo istigò ad esporle sulla spiaggia ma questi sbottò sollevando i presenti all'assemblea contro Laomedonte ed urlò che il re era l'unico responsabile delle loro disgrazie e che quindi dovesse sacrificare Esione esponendola al mostro.
La discussione si risolse con un sorteggio e la sfortunata fu la stessa Esione che fu così incatenata in lacrime ad una roccia completamente nuda e adornata solo da gioielli e qui fu scorta da Eracle in cammino dopo essersi battuto con le Amazzoni.
L'eroe la liberò dai ceppi e si recò in città per offrirsi di stroncare il mostro marino in cambio di una coppia di bellissimi cavalli, dono di Zeus a Laomedonte per risarcirlo del ratto di Ganimede.
Il re premiò poi l'eroe dandogli in sposa la stessa Esione, ma lo invitò ad andarsene lasciando sia la fanciulla sia i cavalli in città[2].

Eracle tornò a Troia anni dopo radunando un imponente esercito ed espugnandola, uccidendo Laomedonte ed i suoi figli maschi, eccetto Podarce e poi concesse a Telamone (un suo compagno nella spedizione), di prendere in sposa Esione e ad essa permise di riscattare uno dei prigionieri, così lei scelse il fratellino Podarce e lo riscattò con il velo dorato con cui era coperta[2].
Da allora, egli prese il nome di Priamo che significa «riscattato».

Esione seguì il suo nuovo compagno, Telamone, sull'isola di Salamina dove gli diede il figlio Teucro[2].

Nuovamente incinta lasciò il marito recandosi in Asia Minore e raggiungendo a nuoto Mileto, dove fu trovata in un bosco dal re Arione e partorì Trambelo, bambino che il re allevò come se fosse proprio[2].

Spesso la madre di Trambelo è Teanira, una prigioniera troiana.

"Aesiona" è anche il titolo di una cothurnata di Nevio, la cui trama era appunto la storia di Esione salvata da Telamone. La trama assomiglia molto a quella dell'Andromeda, tragedia scritta da Livio Andronico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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