Bernardino Campi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bernardino Campi in un ritratto di Sofonisba Anguissola (Autoritratto con Bernardino Campi, 1550)
Bernardino Campi, Assunzione (Cremona, Museo civico Ala Ponzone)

Bernardino Campi (Reggio nell'Emilia, 1520Reggio nell'Emilia, 1591) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formatosi in area mantovana (suo maestro fu Ippolito Costa, figlio di Lorenzo Costa) e non imparentato con i cremonesi Giulio Campi e Antonio Campi, Bernardino Campi è uno dei più caratteristici esponenti del Manierismo nell'Italia settentrionale.

Il suo esordio cremonese, gli affreschi della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, mostra come i fondamenti della sua arte siano da ricercare nel manierismo lucido, elegante e sofisticato del Parmigianino. Dopo aver affrescato la cappella del Sacramento nella chiesa dei Santi Fermo e Rustico di Caravaggio, nel 1550 Bernardino Campi si trasferì a Milano alla corte di Ferrante I Gonzaga, dove esporta le novità del manierismo in una scuola pittorica ancora attardata nell'imitazione dello stile di Leonardo e Gaudenzio Ferrari.

A Milano si fece conoscere come ritrattista e come facile decoratore, attirando nella sua orbita giovani artisti locali (come Giovan Paolo Lomazzo e Giuseppe Meda) con cui, in un momento successivo, romperà i rapporti. In questi anni milanesi esegue anche diverse pale d'altare, come la Madonna e Santi in Sant'Antonio Abate e quella di San Fedele (entrambe 1565), la Presentazione per la Chiesa Nuova di Caronno Pertusella (eseguita in concomitanza di un ciclo di affreschi di Giovan Paolo Lomazzo, 1565-1566) senza mancare di ottemperare a commissioni cremonesi, come la bella pala con le Sante Cecilia e Caterina per la chiesa di San Sigismondo (1566) per la quale pure realizzò il disegno della monumentale cassa dell'organo.

Nel 1566 partecipò al concorso per il Gonfalone di Milano, in concorrenza con l'ormai ex allievo Giuseppe Meda; la vittoria toccò, tra mille polemiche, proprio a quest'ultimo, così come per la commissione delle ante d'organo del Duomo di Milano.

Nel 1570 eseguì l'affresco della cupola della stessa chiesa lavorando contemporaneamente ad un gruppo di tele per il Duomo di Cremona. Successivamente, dopo aver decorato l'oratorio certosino di San Colombano al Lambro (che dipendeva dalla certosa di Pavia), negli anni tra il 1582 e il 1584 Campi lavorò per Vespasiano Gonzaga affrescando alcune sale del Palazzo Ducale di Sabbioneta[1] e successivamente a Guastalla, sempre per un altro ramo della famiglia Gonzaga. Tornò poi a Reggio Emilia per affrescare la chiesa di San Prospero.

Tra i suoi allievi si ricorda Andrea Mainardi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Miller, in I Campi. Cultura artistica cremonese del 500, a cura di M. Gregori, Milano 1985, pp. 154-170
  • M. Tanzi, I Campi, Milano 2005
  • Nerio Artioli, Elio Monducci Gli affreschi di Camillo Procaccini e Bernardino Campi in San Prospero di Reggio Emilia, Reggio Emilia 1986

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN32820131 · LCCN: (ENn93077770 · SBN: IT\ICCU\VEAV\016958 · ISNI: (EN0000 0001 1616 9001 · GND: (DE120158531 · BNF: (FRcb149710886 (data) · ULAN: (EN500000160