Palazzo Ducale (Sabbioneta)

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Palazzo Ducale
Sabbioneta-palazzo ducale2.jpg
Il palazzo ducale di Sabbioneta
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàSabbioneta
Indirizzopiazza Ducale
Coordinate44°59′58.49″N 10°29′22.27″E / 44.99958°N 10.48952°E44.99958; 10.48952Coordinate: 44°59′58.49″N 10°29′22.27″E / 44.99958°N 10.48952°E44.99958; 10.48952
Informazioni generali
Condizioniin uso
Costruzione1559-1578
Usocivile
Realizzazione
AppaltatoreVespasiano Gonzaga
ProprietarioProprietà comunale
CommittenteVespasiano I Gonzaga

Il Palazzo Ducale, o Palazzo Grande, è un edificio storico di Sabbioneta, in provincia di Mantova, con due piani, un portico ed una torretta centrale, che si affaccia su piazza Ducale. Nella seconda stanza al secondo piano vi è l'albero genealogico della famiglia Gonzaga in cui ogni membro è affiancato dalla propria moglie e dal proprio marito. In questo palazzo morì il duca Vespasiano Gonzaga.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Statue equestri dei Gonzaga
Lo stemma ducale

Fu il primo significativo edificio fatto realizzare da Vespasiano Gonzaga (1531-1591) (figlio di Rodomonte e di Isabella Colonna, educato a Fondi dalla famosa zia Giulia Gonzaga) nella sua città ideale, capitale dell'omonimo staterello: fu la dimora della famiglia regnante e il fulcro dell'organizzazione politica, amministrativa e cortigiana del ducato.[1]

Il piano terreno è preceduto da un bel porticato rivestito di marmo. Il piano nobile è valorizzato dalle cosiddette sale d'oro, con la volta di legno dorato e dipinto: al centro del soffitto della saletta dei dardi si nota lo stemma del duca circondato dal collare del Toson d'Oro, conferitogli dal re Filippo II di Spagna; l'originale fu rinvenuto nel suo sarcofago nella vicina chiesa della Beata Vergine Incoronata.[2]

Sono interessanti: la sala del duca d'Alba, con un maestoso camino in marmo rosa; la sala delle aquile con le statue equestri lignee (un tempo erano dieci) raffiguranti Vespasiano, il padre Luigi Gonzaga "Rodomonte", il bisavolo Gianfrancesco e Ludovico[non chiaro]; la Galleria degli antenati, decorata a grottesche, in cui sono allineate molte effigi dei Gonzaga fino allo stesso duca, la seconda moglie Anna d'Aragona e l'unico figlio maschio, morto precocemente Luigi Gonzaga (1566-1580); la sala degli elefanti; la sala dei leoni, con il blasone ducale retto dai due felini araldici: la sala delle città e dell'angelo, con soffitto in cedro; la sala degli ottagoni e dei grappoli, che ospitavano la ricca biblioteca di Vespasiano.[3]

Autori degli affreschi furono, tra gli altri, Fornaretto Mantovano, Bernardino Campi, Alberto Cavalli[4] e Giulio Rubone.[5]

Alla morte del duca (26 febbraio 1591) il palazzo, il restante patrimonio immobiliare e lo staterello furono ereditati dalla figlia Isabella Gonzaga (1565-1637), sposa di Luigi Carafa della Stadera.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferri, p. 15
  2. ^ AA. VV., Lombardia, p. 140
  3. ^ Sabbioneta, pp. 20-23
  4. ^ Treccani.it. Sabbioneta
  5. ^ Sabbioneta.Palazzo Ducale.
  6. ^ Ferri, p. 133

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Giulio Romano, Electa, Venezia 1989.
  • AA. VV., Lombardia, T.C.I., Milano 1999.
  • Edgarda Ferri, Il sogno del principe Vespasiano Gonzaga e l'invenzione di Sabbioneta, Le Scie Mondadori, Milano 2006.
  • Sabbioneta, Guide Artistiche Electa Elemond Editori Associati, Electa, Milano 1991.

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