Arazzi dei Gonzaga

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Gli arazzi dei Gonzaga sono un gruppo di tessuti in lana e seta, di epoca rinascimentale, appartenuti alla nobile famiglia Gonzaga. Alcuni di questi sono oggi conservati nell'"Appartamento degli arazzi"[1] del Palazzo Ducale di Mantova.[2]

Nicolas Karcher, I mesi dell'anno - Marzo, aprile, maggio, Galleria degli Uffizi, 1552

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo di potere e ricchezza, vennero commissionati nel Cinquecento dai tre figli del marchese Francesco II Gonzaga e di Isabella d'Este: Federico II, Ercole e Ferrante. I manufatti, di grandi dimensioni, vennero realizzati in massima parte nelle Fiandre e in Italia da arazzieri fiamminghi.

Gli arazzi del cardinale Ercole Gonzaga[modifica | modifica wikitesto]

Il cardinale Ercole Gonzaga, verso il 1548, commissionò, al pari di quelli ordinati da papa Leone X e sistemati in Vaticano, nove arazzi tessuti a Bruxelles con i cartoni di Raffaello, che lasciò in eredità alla sua morte nel 1563 al duca Guglielmo Gonzaga e che ornarono dal 1565 la basilica palatina di Santa Barbara:[3]

  • Lapidazione di Santo Stefano[4]
  • Mago Olima accecato da San Paolo
  • Pesca miracolosa
  • Conversione di Saulo
  • Predicazione di San Paolo ad Atene
  • Consegna delle chiavi a San Pietro
  • Anania colpito dalla morte
  • San Paolo e San Barnaba nella città di Listri
  • Guarigione dello storpio operata dai santi Pietro e Giovanni.[5]

Dopo la caduta dei Gonzaga, nel 1792 i manufatti suddetti vennero spostati all'interno di Palazzo Ducale.[6] Furono ceduti a Napoleone I nel 1805 e quindi consegnati agli austriaci nel 1814.[7] Nel 1866, prima della liberazione di Mantova dalla dominazione austriaca, gli arazzi furono spediti a Vienna nella reggia imperiale di Schönbrunn e qui restarono fino al 1919 quando vennero restituiti[8] e ricollocati in alcune stanze del palazzo gonzaghesco.

Della collezione Gonzaga, composta da circa 400 pezzi,[9] sono rimasti 52 arazzi; i restanti furono distrutti e dispersi in collezioni private di tutto il mondo.[10]

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni importanti arazzi sono:[11]

  • Annunciazione, 1470 circa, commissionato da Ludovico III Gonzaga, conservato a Chicago
  • Millefiori, conservato a Mantova
  • Giochi dei Putti, 1540, da cartoni di Giulio Romano[12]
  • Venere spiata da un satiro con i puttini, collezione privata[13]
  • Barca della foruna, opera di Nicolas Karcher, conservato a Lisbona
  • Fructus belli-la paga dei soldati, conservato in Écouen (Francia)
  • Fructus belli-il convito degli ufficiali, conservato in Écouen (Francia)
  • Fructus belli-il carro del trionfo, conservato in Écouen (Francia)
  • Puttini-la città, collezione privata, conservato a Vicenza
  • Puttini-la danza, collezione privata, conservato a Vicenza
  • Puttini-la lepre, collezione privata, conservato a Vicenza
  • Puttini-il caprone, collezione privata, conservato a Vicenza
  • Puttini-la vendemmia, collezione privata, conservato a Vicenza
  • Puttini-il gioco del cavalluccio, collezione privata, conservato a Vicenza
  • Alessandro Magno-Battaglia di Isso, conservato a Monselice
  • Vita di Mosè, conservato a Châteaudun (Francia)
  • Gli ebrei danno i loro tesori d'argento a Mosè, conservato a Châteaudun (Francia)
  • Storia di Giasone, 1554, conservato a Firenze
  • Cefalo e Proci, conservato nei Musei Vaticani
  • Pesca miracolosa, conservato nei Musei Vaticani
  • Incontro di Enea e Didone, conservato nel castello Sforzesco di Milano
  • Danza dei putti, conservato nel Museo del Duomo di Milano[14]
  • Il passaggio del Mar Rosso, conservato nel Museo del Duomo di Milano
  • Venere appare ad Enea, conservato a Madrid
  • Vita di Alessandro Magno, 1600, conservato a Monselice
  • Storie di Giasone, conservato a Novellara
  • Atti degli Apostoli, 9 pezzi, conservati nel Museo Diocesano di Mantova
  • Millefiori di Isabella d'Este, 3 pezzi, conservati nel Museo Diocesano di Mantova[15]
  • Vita di Cristo, 1598, 6 pezzi, conservati nel Museo Diocesano di Mantova[16]

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

Mantova ha ospitato nelle sale di Palazzo Te dal 14 marzo al 27 giugno 2010 la mostra Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano nella quale furono esposti 34 pezzi appartenuti ai Gonzaga.[17][18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo D'Arco, Notizie intorno agli arazzi disegnati da Raffaello e posseduti dai Gonzaga di Mantova, Mantova, 1867. ISBN non esistente
  • Guy Delmarcel, Cliffort M. Brown, Nello Forti Grazzini, Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento, Skyra, 2010
  • Stefano L'Occaso, Il Palazzo Ducale di Mantova, Electa, 2002
  • Giovanna Giusti, La Galleria degli arazzi. Fragilità della bellezza, Firenze, 2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]